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POSTE ITALIANE O POSTE PRIVATE?

poste 3

Cari Amici,

non sono mai contento di dire “l’avevamo detto”, specialmente quando azzecchiamo le previsioni su qualcosa che si ritorce contro i cittadini. Eppure è proprio così: l’avevamo detto. Checchè ne dica l’a.d. di Poste italiane Francesco Caio, che per rimettere in sesto i conti in vista della privatizzazione del gruppo ha pensato bene di chiudere 455 sportelli (anche se lui la chiama “razionalizzazione”), aumentare le tariffe e ridurre la frequenza dei recapiti sul 25% del territorio nazionale (anche se, in questo modo, 15 milioni di italiani riceverebbero la posta come un paio di secoli fa, a giorni alterni!), il peggioramento del servizio ai danni dei cittadini era scritto.

E infatti, puntualmente, si è concretizzato. Tanto che anche l’Agcom ha dovuto mettere un freno alle bislacche fantasie di Caio sull’adeguamento dei prezzi delle raccomandate: eccessivi, hanno decretato i consiglieri dell’Autorità, gli aumenti di 1 euro a lettera per l’ordinaria e 3 euro per la prioritaria. Per il resto, però, via libera: con la sola eccezione del consigliere Antonio Preto, che ha saggiamente ricordato come “la direttiva europea sui servizi postali prevede l’obbligo di recapito per un minimo di cinque giorni a settimana nell’ambito del servizio universale e ciò anche nelle zone remote e scarsamente popolate. La direttiva stabilisce che la riduzione di frequenza può essere autorizzata dall’Autorità di regolazione solo in circostanze o per condizioni geografiche eccezionali”.

Adesso, però, anche l’Europa si è accorta di quello che sta succedendo: secondo la Commissione Ue, infatti, la decisione di recapitare a giorni alterni la posta senza giustificate ragioni lede il diritto a un servizio universale da parte dei cittadini interessati: un assurdo, visto che Poste riceve ancora 262,4 milioni di euro l’anno dalle casse statali per coprire proprio il “servizio universale”.

Per ora, però, non resta che affidarci ai giudici. Come quelli del Tar Toscana, che ha bocciato il piano di Poste: il Tribunale ha infatti dato ragione al (piccolo) Comune di Cinigiano, in provincia di Grosseto, che aveva impugnato la chiusura dell’ufficio postale di Monticello dell’Amiata, frazione con circa 400 abitanti. Il motivo? Poste si era impegnata a intavolare una serie di incontri conoscitivi con i rappresentanti delle amministrazioni. L’ha detto ma non l’ha fatto: “una promessa da marinaio”, come ha spiegato il presidente del Tribunale toscano.

E mentre aspettiamo di vedere come va a finire, io non posso tacere. Si sta distruggendo, piano piano, uno dei servizi fondamentali di un Paese civile. Si sta trasformando la corrispondenza in un servizio a pagamento, abbandonando – di fatto – tutti quei piccoli paesi che non “rendono” quanto dovrebbero. Per noi, come anche per l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, l’idea di condannare una parte dei cittadini a un servizio di serie B è però inaccettabile. Addirittura, rappresenta un controsenso per un’infrastruttura che si definisce pubblica la scelta di privilegiare i servizi assicurativi e finanziari a scapito delle mansioni di pubblica utilità, come il recapito postale. Lo slogan accattivante di Poste Italiane “Il cambiamento siamo noi” rischia allora di suonare come una beffa alle orecchie dei cittadini, se l’azienda è interessata più al business che alla sua – storica, e consolidata – funzione pubblica.

A presto,

CR

Addio al disarmo

Cari amici,

sapevate che questa è la settimana del disarmo? E sapevate che, ironia della sorte, l’Italia spende un vero e proprio capitale per la difesa? 23 miliardi di euro all’anno, di cui 5 destinati all’acquisto di nuovi armamenti.

Proprio come gli F35. Tralasciando tutti i limiti e i problemi tecnici che questa categoria di aerei ha, noi del Codacons abbiamo fatto di tutto per ostacolare la decisione del governo di acquistarne dei nuovi, rivolgendoci anche al Tar.

Ma, calati i riflettori sulla questione, il governo Renzi ha pensato bene di volare dritto ordinando altri 4 aerei e portando a 14 il totale dei caccia acquistati fino ad ora. Perchè ci siamo opposti? Perchè ogni F35 ci costa la bellezza di 150mila euro. Una follia, come se ci fosse chissà quale guerra ad aspettarci!

Per non parlare della portaerei Cavour, l’ammiraglia della nostra flotta; 3,5 miliardi spesi per una nave che consuma uno sproposito anche da ferma: 100mila euro al giorno quando è in porto e 200mila euro se è in navigazione. Cifre folli che sembrano però non bastare al Ministero della Difesa. Alla proposta di Padoan di ridurre di circa 500 milioni il budget militare annuale perchè “non coerente con le effettive necessità”, il Ministro Pinotti ha incredibilmente rilanciato, chiedendo addirittura di inserire nella nuova Legge di Stabilità un aumento delle risorse di 3 miliardi di euro per i prossimi 10 anni! Risorse che, come sostiene la Difesa, serviranno a “portare a termine i programmi già finanziati e ad avviarne di nuovi e strategicamente più importanti”.

Ma l’Italia non ha bisogno di questo. Se la Legge di Stabilità serve a “far quadrare i conti” ed ha l’obiettivo di risollevare le sorti, già poco rassicuranti, del nostro Paese, quello che serve non è puntare su un settore in cui si è già investito tanto e inutilmente. E’ più urgente, invece, tagliare i fondi alla Difesa e destinarli ai tanti settori che in Italia non hanno più tempo per aspettare: pensiamo al precariato, al lavoro, al rilancio dei consumi, al degrado e alla povertà. Settori per cui non chiediamo interventi “una tantum”, sperando che miracolosamente si trasformino in soluzioni definitive, ma per cui chiediamo interventi concreti e tempestivi.

A presto,

Carlo

Vaccini sì, vaccini no?

Cari amici,

oggi Paolo Mieli ci fa l’onore di citare il Codacons nel suo articolo di fondo, dicendoci che lo accusiamo di “complottismo” sul tema dei vaccini. Accettiamo questo “onore” perché siamo del principio: “purchè se ne parli…” La forza e il consenso dell’associazione crescono, anche se avremmo preferito essere ricordati ai lettori per lo “sportello del pellegrino”, che tutelerà milioni di pellegrini del Giubileo con un call center in 100 lingue fatto tutto a nostre spese… Ma va bene anche così. Resta solo da dare a lui risposta agli interrogativi che ci pone: ossia chi sono i “complottisti” pro vaccino e quali studi scientifici esistono sui rischi da vaccino.

Rispondiamo volentieri alle domande che ci vengono oggi poste su questi due problemi fondamentali per la salute umana. I vaccini sono un mega affare mondiale. Solo il fatturato supera di poco i 40 miliardi di dollari, circa 32 miliardi di euro. A fare da traino proprio quello del vaccino stagionale contro l’influenza , con un gruppo di aziende che si spartiscono poco più di 10 miliardi di dollari. In Italia il business dei vaccini si aggira tra i 300 e i 500 milioni di euro annui. Le case produttrici pagano in soldi o inviti a convegni una marea di medici e giornalisti per lanciare periodicamente, specie all’inizio dell’autunno, campagne terroristiche sulla scarsa vaccinazione e a volte, per la fretta di incassare mettono in vendita vaccini (nemmeno adatti all’influenza che verrà) già ai primi di ottobre, e poi sono costretti a ritirarli perché inutili (basta cercare negli archivi dei giornali per ritrovare questi sciagurati casi costati carissimo al SSN).

I complottisti pro vaccini a gregge hanno nome e cognome: uno famoso lo abbiamo anche denunciato alla magistratura per le sue dichiarazioni terroristiche e altri si annidano proprio nelle redazioni dei giornali che ci criticano per “complottismo”. Guardare in casa propria a volte serve.

Ma non basta: è ormai noto che l’Oms è foraggiata da un colosso della farmaceutica che ogni anno cerca di preparare il “terreno” psicologico nella popolazione mondiale, per indire nuove pandemie inesistenti….come nei precedenti anni (sars, aviaria e suina fasulle), e quindi essa immette la paura delle “epidemie” nelle popolazioni del mondo con il concorso dei mass media che quelle multinazionali controllano, affinché i governi acquistino vaccini da propinare alla ignara popolazione!
Ma non dicono MAI per esempio, che il falsamente e cosiddetto virus della polio lo possiamo avere tutti senza nessun danno, infatti la stragrande maggioranza, 99% della popolazione mondiale, fa la polio in forma leggera senza nessuna conseguenza, quando si ammala con una semplice febbre, specie in tenera età !
Ma queste cose NON si debbono dire altrimenti crolla il Mito dei vaccini e quel colosso perde i suoi fatturati….

Ora poi la Ministra si appresta a far gettare altri milioni nelle avide casse delle case farmaceutiche per vaccinare tutte le fanciulle contro il papilloma virus, senza dire che il vaccino esistente ad oggi protegge da uno solo delle tantissime varietà di questa malattia, e nemmeno quella più pericolosa.

Un dato di fatto certo, comunque , è che ogni milione di vaccinati infanti uno muore per effetto del vaccino (dati OMS) : si dirà che uno è poco…ma la nostra battaglia non è contro i vaccini in assoluto ma contro la privazione della libertà di scegliere se vaccinare o meno il proprio bambino. Libertà che in alcune regioni, strana cosa, è assolutamente garantita poiché nessun vaccino in quelle viene considerato obbligatorio….E la violenza si esprime da parte delle nostre autorità sanitarie e addirittura dell’AIFA che, con grande sconcerto, ha messo in commercio per i nostri bambini appena nati, facendo un enorme piacere a una casa farmaceutica, solo un vaccino esavalente, unico sul mercato, che contiene oltre ai 4 vaccini obbligatori anche 2 vaccini non obbligatori: per cui, se una mamma vuole, come suo diritto, fare al figlio solo i 4 vaccini obbligatori deve ordinarli alla asl separati e poi fare 4 punture separate nel culetto del pupo ….cosa ovviamente che non farebbe nessuna mamma….Su questa assurda violenza , che costa ogni anno al SSN 112 milioni di euro, regalati alla casa farmaceutica in questione per pagare i due vaccini non obbligatori, deciderà il TAR e la magistratura di Torino a breve.

Quanto agli studi scientifici sugli effettivi rischi dei vaccini consigliamo a chi ci critica di leggersi semplicemente i bugiardini nelle scatole dei vaccini e gli si drizzeranno i capelli in testa per la paura! E se proprio vogliono farsi una cultura partano pure da alcuni classici della materia:

1 – Cfr. http://www.whale.to/a/blaylock.html.

2 – Verstraeten T, Davis RL, DeStefano F, et al. Safety of thimerosal-containing vaccines: a two-phase study of computerized health maintenance organization databases. Pediatrics 2003; 112: 1039-1048.

3 – ATSDR: Agenzia americana per le Sostanze Tossiche e per il Registro delle Malattie.

4 – Koos et al. Mercury toxicity in pregnant women, fetus and newborn infant. Am J Obstet And Gynecol. 1976:126;390-409.

5 – Blaylock R. L. Chronic microglial activation and excitotoxicity secondary to excessive immune stimulation: possible factors in Gulf War Syndrome and autism. J Amer Phys Surg 2004; 9: 46-51.

6 – Grandjean P, Budtz-Jorgensen E, White RF, Jorgensen PJ, Weihe P, Debes F, Keiding N. Methylmercury exposure biomarkers as indicators of neurotoxicity in children aged 7 years. Am J Epidemiol 1999 Aug 1;150(3):301-5.

7 – Environmental Working Group: Overloaded? New Science, New Insights about Mercury and Autism in Susceptible Children. Washington, DC: EWG Action Fund; 2004.

8 – Ball LK, Ball R, Pratt RD. An assessment of thimerosal use in childhood vaccines. Pediatrics 2001; 107: 1147-54.

9 – Geier MR, Geier DL. Thimerosal in childhood vaccines, neurodevelopment disorders and heart disease in the United States. J Am Phys Surg 2003; 8 (1): 6-11.

10 – Gava R. Le Vaccinazioni Pediatriche. Revisione delle conoscenze scientifiche. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 3a ed., 2010.

A presto,

Carlo

EGITTO: ECCO IL MODULO DI PRE-ADESIONE PER L’AZIONE DA VACANZA ROVINATA CONTRO LA FARNESINA

OGNI FAMIGLIA- SIA CHE SIA STATA BLOCCATA NEL RESORT, SIA CHE ABBIA DOVUTO INTERROMPERE LA VACANZA – DEVE INVIARE UNA RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO ENTRO 10 GIORNI DAL RIENTRO IN ITALIA

IL MODELLO DELLA RACCOMANDATA SARÀ INVIATO VIA MAIL A TUTTI GLI UTENTI CHE COMPILERANNO IL NOSTRO FORM

 

IL CODACONS STA PREDISPONENTO UN RICORSO AL TAR DEL LAZIO CONTRO LA FARNESINA PER RICHIEDERE 5000 EURO A FAMIGLIA DI RISARCIMENTO DA VACANZA ROVINATA

 

 

La Farnesina doveva bloccare prima i viaggi in Egitto, ora porta la responsabilità di 19000 italiani prigionieri e costretti a rientrare a casa con la vacanza completamente rovinata.

Come stabilito dalla Cassazione in questo caso si ha diritto a un indennizzo : se i turisti avessero avuto prima , quando era ovvio e doveroso farlo essendo in corso una guerra sanguinosa in tutto il Paese avrebbero avuto diritto a cambiare destinazione o al rimborso.

Ora la Farnesina che ha lasciato partire tanti italiani in piena guerra civile deve risarcirli con il costo del viaggio e almeno 5.000 euro a famiglia a seconda del numero dei giorni di vacanza rovinata

Tutti coloro che sono stati danneggiati possono compilare il form di pre-adesione al linkhttp://www.termilcons.net/index.php?pagina=page_publicForm&idForm=197&css=1&access=ok

Gli utenti che compileranno il form riceveranno via mail il modello di raccomandata da inviare alla farnesina e al proprio tour operato o agenzia per far valere i pripri diritti e successivamente saranno contattati per l’azione risarcitoria al TAR contro il Ministero degli Esteri per ottenere il risarcimento di 5.000 euro a famiglia

Per ulteriori specifiche i nostri consulenti rispondono al numero 892007 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 (costi: rete fissa scatto 30 cent al minuto 76 cent,Tim scatto 16 cent al minuto 94 cent,Vodafone scatto 16 cent al minuto 94 cent,Wind scatto 15 cent al minuto 97 cent,Tre scatto 16 cent al minuto 94 cent. I prezzi sono comprensivi di IVA).

IL PRESIDENTE DELLA CASSAZIONE CHE HA GIUDICATO BERLUSCONI DEVE ESSERE SOSTITUITO

SALVIAMO L’ITALIA!! UN CONSIGLIO AL PROF. COPPI AVVOCATO DI BERLUSCONI

Se vogliamo salvare l’Italia, e il PD, e Napolitano agè ma ben conservato, dobbiamo capire che di mandare in galera Berlusconi o liberarci di lui grazie a una Magistratura che quando lo giudica gli fa la morale e non il diritto….non ce ne importa proprio niente…
Io sono sempre stato abbastanza antiberlusconiano, ma quando vedo la Magistratura del presidente napoletano della Cassazione darsi da fare per farlo fuori…lo condivido in pieno.
La sua principale colpa è stata non riuscire a fare una seria riforma della Magistratura per almeno limitare la forza lobbistica di una casta potentissima (dispone della libertà dei cittadini senza poter essere mai giudicata), e non ci è riuscito perché aveva troppi processi suoi personali.
Confesso: io fui intercettato per 4 anni da un gruppo di Magistrati di Sulmona, che il PG della Cassazione definì una banda pericolosa, e che per far ammazzare in carcere il povero sindaco di Roccaraso Camillo Valentini – una vera persona per bene che voleva rilanciare Roccaraso nel mondo –  si inventò ad opera di un questurino alla Di Pietro che Rienzi insieme con il Sindaco e con il presidente di Italia Nostra (!!!) Floriano Villa avevano costituito una associazione a delinquere per far danno a un costruttore senza scrupoli reo di un abuso edilizio al livello del Fuenti di Vietri sul mare….Oggi prosciolti tutti, poi rinviati a giudizio quei magistrati e quel poliziotto….poi assolti anche loro dai loro colleghi di Campobasso….ma il palazzo EDILMONTE ancora dal 1986 inagibile e privo di abitabilità grazie a 23 ricorsi al TAR e CDS fatti dal CODACONS in memoria del povero Camillo.
Comunque, veniamo a noi: ho conosciuto il prof. Coppi proprio quando in Cassazione lui difendeva i cardinali di Radio Vaticana e io i cittadini di Cesano oppressi dalle onde elettromagnetiche della radio del Papa. I cardinali furono condannati senza possibilità di appello e il prof. Coppi uscì dall’aula senza nemmeno salutarmi….Ora gli faccio io una cortesia, ma più che a lui al PD che se Berlusconi salta, salta con altrettanta rapidità: il codice di procedura prevede che il Giudice non può anticipare fuori dell’aula il contenuto delle sentenze che emetterà. Se lo fa deve andarsene , può essere ricusato e deve essere sostituito.
Orbene, è vero che il dispositivo di condanna è ormai uscito e non può essere cambiato, ma la motivazione della sentenza e il suo deposito sicuramente non possono essere fatti dal quel Presidente….si pensi che una motivazione piuttosto che un’altra potrebbe dare adito a un ricorso per revocazione della decisione della Cassazione….allora la cosa è semplice: il prof. Coppi faccia una istanza di ricusazione di qual Presidente, e se accolta la causa dovrà essere rimessa sul ruolo per la nomina di un altro presidente che stili la motivazione collegiale, e ciò basta e avanza per far maturare la prescrizione.
Non sarà condannato, ma la prescrizione sarà comunque una condanna e l’Italia (e il PD) SARANNO SALVI!!!
W IL PD!!W IL DIRITTO!! ABBASSO BERLUSCONI!!
CARLO RIENZI PRESIDENTE CODACONS

AGENZIA DELLE ENTRATE: IL TAR DEL LAZIO RESPINGE IL RICORSO PER L’ANNULLAMENTO DEL CONCORSO ANCHE IN PRESENZA DÌ GRAVISSIMI DISORDINI DURANTE LO SVOLGIMENTO DELLE PROVE

SECONDO IL TAR DEL LAZIO È IMPOSSIBILE MEMORIZZARE TUTTE LE DOMANDE E TRASMETTERLE DA UNA SEDE ALL’ALTRA. IL CODACONS PRESENTERA’APPELLO

Il Tar del Lazio con le sentenze n. 4547/13 e n. 4548/13 ha respinto ieri i due ricorsi presentati dal Codacons e da numerosi candidati con cui si chiedeva di annullare le prove per il concorso indetto dall’Agenzia delle Entrate, tenutesi l’8 giugno del 2012 e, come noto, caratterizzate da una serie di disordini e fughe di notizie.

Secondo i giudici del Tar (sez. II, Pres. Luigi Tosti, Rel. Silvia Martino) non vi sarebbe alcuna prova “circa le interferenze che si sarebbero verificate fra le sedi, o, comunque circa possibili illeciti consistenti in comunicazioni dei candidati con l’esterno, volte a conoscere anticipatamente il contenuto delle prove” e che “neppure risulta verosimile che siffatti illeciti siano stati commessi considerando la cadenza temporale degli eventi.”

Tuttavia, anche il Tar Lazio ammette che ci sono stati ritardi tra le diverse prove ma li giustifica affermando che il ritardo con cui sono iniziate le prove, nelle varie sedi, non era né previsto né prevedibile, di talché non è neanche possibile ipotizzare l’esistenza di accordi fraudolenti o piani concordati per conseguire notizie da altre sedi circa il contenuto delle prove.”

Infine, secondo Tar sarebbe stato impossibile per i concorrenti memorizzare tutte le domande e trasmetterle da una sede all’altra, atteso che molti di loro erano ormai isolati dall’esterno.

Il Tar non ha tenuto minimamente conto degli illeciti commessi durante le prove, dell’uso del cellulare da parte dei concorrenti, della possibilità di comunicare verso l’esterno, del continuo via vai verso i bagni e soprattutto dell’inizio sfalsato delle prove tra le diverse sedi d’Italia, circostanze che determinano una violazione delle norme e dei principi generali inerenti lo svolgimento delle prove selettive in materia di pubblici concorsi – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Per tale motivo sarà inevitabile per il Codacons e per i candidati ricorrere in appello al Consiglio di Stato”.

MPS: IL CODACONS NON SI ARRENDE E DEPOSITA APPELLO AL CONSIGLIO DI STATO PER BLOCCARE I MONTI-BOND

Il prossimo 22 marzo il Consiglio di Stato deciderà se bloccare o meno i Monti-bond. Il Codacons ha infatti presentato appello ai giudici di Palazzo Spada, contro la decisione del Tar Lazio che aveva respinto il ricorso dell’associazione.

Alla base dell’appello del Codacons, nuovi elementi emersi in merito alla concessione del prestito a MPS, che potrebbero rendere nullo il relativo decreto, per falsità dei presupposti.

Clicca qui per leggere il testo dell’appello presentato!

GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO: BISOGNA INTERVENIRE! E CHIEDERE IL RISARCIMENTO DI TUTTI I DANNI SUBITI PER L’INERZIA DELLO STATO!

Qualche giorno fa ci è pervenuta una mail scioccante che ripropone, purtroppo, il problema dei malati di gioco d’azzardo.

… mio padre si è  suicidato, lasciando un biglietto in cui attribuiva la causa del suo gesto ai troppi soldi buttati via per colpa dei videopoker.

Ebbene: quanti altri morti dovremo contare; quante altre famiglie distrutte; quante altre vite dovremo vedere – senza potere fare nulla – spegnersi lentamente a causa di una vera e propria malattia che come tale deve essere trattata.

Lo Stato non dovrebbe “fare lo struzzo”.

Sono anni che ci battiamo affinché il problema del gioco d’azzardo patologico venga affrontato in modo diretto e concreto.

E il Tar del Lazio, finalmente, lo scorso anno anno aveva imposto l’adozione di un provvedimento che risulta tutt’oggi decisivo per prevenire oltre che curare non solo chi è ludopatico ma tutti coloro i quali sono propensi a diventarlo (clicca qui per leggere il ricorso).

Ma nulla: ancora oggi nulla è stato provveduto.

E allora stiamo valutando di proporre un’azione per richiedere ed ottenere il risarcimento di tutti i danni che avete subito.

Allora invitiamo quanti ritengono dia vere avuto danni da pubblicità e giochi di azzardo di segnalare su questo blog la propria esperienza anche in anonimo, inserendo un indirizzo di mail valido per essere ricontattati.

SCUOLA: PROVE SCRITTE DEL CONCORSONE RINVIATO. ORA CHI RIMBORSERA’ I CANDIDATI PER LE SPESE SOSTENUTE?

IL CODACONS LANCIA AZIONE CONTRO IL MIUR PER FAR OTTENERE AI PARTECIPANTI IL RIMBORSO DEI SOLDI SPESI (VIAGGIO, ALLOGGIO, ECC.)

Il rinvio delle prove scritte del concorsone della scuola, previste per l’11 e il 12 febbraio scorsi, rimandate a causa del maltempo (che però non ha provocato alcun disagio) ha prodotto un danno non indifferente a migliaia di candidati i quali, per affrontare le prove lontano da casa, hanno sostenuto spese per i trasporti (treno, aereo, ecc.) e per l’alloggio (stanze d’albergo prenotate, ecc.).

Molti sono i docenti che hanno scritto al Codacons per ottenere giustizia e, soprattutto, il rimborso dei soldi spesi, in considerazione del fatto che le condizioni meteorologiche non hanno prodotto alcun blocco della circolazione o disagi lungo le strade.

Proprio oggi abbiamo presentato una diffida al Miur, affinché apra un tavolo di conciliazione volto a valutare i singoli casi e studiare le modalità di indennizzo in favore dei candidati. (clicca qui per leggere il testo della diffida!).

Ovviamente, se il Ministero non dovesse accettare la nostra richiesta, partirà una azione collettiva dinanzi al Tar, finalizzata a far ottenere ai candidati il rimborso delle spese sostenute. Già da oggi potete fornire la preadesione all’iniziativa legale del Codacons –  preadesione che non è assolutamente vincolante ma servirà a noi per contattarvi e fornirvi in seguito le istruzioni su come partecipare all’azione – lasciando un commento a questo post.

In ogni caso, in bocca al lupo a tutti!

 

 

CONCORSONE: NOVITA’!

IL CODACONS DIFFIDA IL MIUR A FAR PARTECIPARE I NON ABILITATI CHE HANNO PROPROSTO RICOESO ALLE PROVE SCRITTE DEL CONCOSRSONE!

ECCO I TESTI CHE ABBIAMO INOLTRATO!

Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca in persona dle Ministro p.t.

Presso la sede

Tutti gli Usr

ATTO DI SIGNIFICAZIONE

E DIFFIDA

                                                                 

Per i signori________________________ ricorrenti nel ricorso innanzi al Tar del Lazio r.g. n.10004/2012

E per i Si.ri______________________ricorrenti nel ricorso straordinario innanzi al presidente della Repubblica,

Tutti rappresentati e difesi dall’Avv. prof. Carlo Rienzi, come da deleghe di cui ai ricorsi detti, che rappresentano quanto segue

 

  1. Di aver partecipato e superato le prove pre-selettive di cui al concorso Decreto del direttore generale per il personale scolastico n. 82 del 24 settembre 2012 – indizione dei concorsi a posti e cattedre, per titoli ed esami, finalizzati al reclutamento del personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado, in virtù di Ordinanza cautelare 167/2013 ed in virtù dell’art. 2, comma 8, che vuole: “I candidati sono ammessi al concorso con riserva di accertamento del possesso dei requisiti di ammissione dichiarati nella domanda, adempimento che l’Ufficio scolastico regionale competente espleterà solo dopo lo svolgimento della prova di preselezione di cui all’articolo 5, limitatamente ai candidati che l’hanno superata. In caso di carenza dei requisiti di  ammissione, l’Ufficio scolastico regionale dispone l’esclusione immediata dei candidati, in qualsiasi momento della procedura concorsuale.”.
  2. DI NON AVER RICEVUTO ALCUNA COMUNICAZIONE  NE’ DI ESCLUSIONE NE’ RELATIVAMENTE ALLA SEDE DI ESPLETAMENTO DELLA PROVA SCRITTA DI CUI AGLI’ARTT. 7 e 9 del bando, MENTRE L’ART. 11 IMPONE DI comunicare: “L’elenco delle sedi d’esame, con la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico, è comunicato dagli Uffici scolastici regionali competenti almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato nei rispettivi albi e siti internet, nonché sulla rete intranet e sul sito internet del Ministero ..”.
  3. I concorsi della Pubblica Amministrazione sono regolati, per quanto attiene alle modalità di svolgimento e di indizione, dall’art. 35 del dlgs 165/2001, dal dpr n. 686/57, nonché dal dpr n. 487/94, oltre che dai principi regolatori costituzionali cui deve sempre essere improntata l’attività della P.A.. In particolare l’art. 35 del dlg 165/2001 dispone con il comma 3 che “3. Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano ai seguenti principi: a) adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ricorrendo, ove è opportuno, all’ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione (1); b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinalie professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire; c) rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori; d) decentramento delle procedure di reclutamento; L’ art. 3 dpr  n.487/1994 impone che “Il bando di concorso deve contenere il termine e le modalità di presentazione delle domande nonché l’avviso per la determinazione del diario e la sede delle prove scritte ed orali ed eventualmente pratiche” Ed ancora L’art. 6 sempre del d.p.r. n.487/1994 così statuisce: “Il diario delle prove scritte deve essere comunicato ai singoli candidati almeno quindici giorni prima dell’inizio delle prove medesime. Tale comunicazione può essere sostituita dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4a serie speciale – concorsi ed esami” . (vedi sul punto TAR Sicilia –Palermo-, sent. n. 511/2008 TAR Toscana –Firenze- con sent. n. 1276/2006)
  4. Il  superamento degli esami comporta il crearsi di legittimo affidamento che l’ordinamento giuridico riconosce al superamento delle prove d’esame e legittime aspettative e di interessi legittimi tutelati e riconosciuti dall’ordinamento giuridico e dalla giurisprudenza ALLA PROSECUZIONE DELLE PROCEDURE CONCORSUALI, interesse legittimo e superiore meritevole di tutela, in quanto si è riusciti a realizzare la fase successiva della procedura concorsuale. (Cons. Stato, Sez. VI, 20 dicembre 1999, n. 2098; Parti in causa Liceo linguistico Nuova Europa Reggio Calabria c. Polimeni; Riviste: Foro Amm., 1999, 2590; Cons. Stato, 1999, I, 2181;Cons. Stato, Sez. VI, 20 marzo 1996, n. 474; Parti in causa: Min. p.i. e altro c. Boncompagni; Riviste: Cons. Stato, 1996, I, 482;T.A.R. Lombardia, sez. III Milano, 17 novembre 1994, n. 769 Parti in causa: Buonfiglio c. Provved. studi Milano; Riviste: Riv. Giur. Scuola, 1996, 501; Corte costituzionale n. 108/2009, depositata il 9/4/2009)

Tutto ciò premesso,

SI FA ISTANZA E DIFFIDA

Affinché gli istanti, alla luce della Ordinanza del Tar del Lazio N. 167/2013 emessa in materia e dell’art. 2, comma 8, Decreto del direttore generale per il personale scolastico n. 82 del 24 settembre 2012, di efficacia erga omnes:

–         Siano ammessi alle prove scritte di cui agli artt. 7 e 9 dello stesso bando.

–         Ricevano con immediatezza le comunicazioni dovute per legge circa “la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico, è comunicato dagli Uffici scolastici regionali competenti almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove” così come impone anche lo stesso bando ALL’ART.11.

–         Siano date le istruzioni e disposizioni e siano emessi i provvedimenti necessari ai Direttori Regionali e Presidenti di Commissione d’esame al fine della esecuzione dell’ordine del Tar del Lazio e della tutela degli interessi legittimi coinvolti.

SI AVVERTE CHE

 Nel caso di illegittimo diniego l’istante sarà costretto ad adire le opportune sedi legali per far valere i propri diritti e cautelarmene rivalersi sull’Amministrazione Scolastica per far valere il giusto risarcimento del danno e la responsabilità diretta del dipendente pubblico ex art. 28 cost. con i propri beni patrimoniali e averi personali, infatti il mancato soddisfacimento degli interessi qui rappresentati sarebbe illegittimo, immotivato e contrario alla regola del bando emesso, nonché fonte di grave e irreparabile danno a carico di tutti gli interessati, oltre che di spreco di denaro pubblico, considerato che in presenza di un ordine così chiaro e perentorio, si profila il reato ex art 328 e 650 cp.

__________ lì______________                          Avv. Prof. Carlo Rienzi

ECC.MO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO

REGIONALE PER IL LAZIO – ROMA

RICORSO R.G. N. 10004/12

 ESECUZIONE ex artt.59 e 112 e seguenti C.p.a.

Con contestuale istanza di provvedimenti immediati ed urgenti

PER

____________, tutti rappresentati e difesi dall’Avv. Prof. Carlo Rienzi(c.f. RNZCRL46R08H703I)  ed elettivamente domiciliati presso il suo studio in Roma, viale delle Milizie, 9 come da procure in calce al ricorso introduttivo, il quale difensore dichiara di voler ricevere avvisi e comunicazioni di sentenze ed ordinanze al numero di fax: 06-37353067 o al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: carlorienzi@ordineavvocatiroma.org.

 

 

Ricorrente

CONTRO

–         MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso ex lege dall’avvocatura Generale dello Stato e domiciliato presso i suoi uffici in via dei Portoghesi n.12, 00186 Roma;

–         Provincia autonoma di Bolzano,

 

resistente

 

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Per l’ esecuzione dell’ordinanza cautelare del T.A.R. Lazio, n. 167/2013 emessa su ricorso di cui in epigrafe nonchè per l’emissione di provvedimenti immediati ed urgenti.

 

FATTO e DIRITTO

  1. 1.     I ricorrenti hanno agito per ottenere l’annullamento del Decreto n. 82/2012 – pubblicato in Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale, nonchè del n. 75 del 25-9-2012 e del D.M. n.460/1998 DDMM 64/11, 56/09, 53/07, 64/04, 201/2000, 131/2007, nella parte in cui dovessero essere interpretati nel senso di escludere i ricorrenti dal concorso, per il reclutamento del personale docente della, per la mancanza dei requisiti. Col ricorso sono stati impugnati anche il D.M. n.460/1998 e altri decreti ministeriali, che hanno evidentemente fondato le scelte amministrative relative ai requisiti di partecipazione al concorso. I motivi di ricorso hanno fatto riferimento alla evidente disparità di trattamento conseguente al fatto che l’accesso al concorso è caratterizzato da uno sbarramento temporale che, senza alcuna legittima motivazione, esclude sostanzialmente una enorme fetta di laureati, senza considerare che a costoro è stato impedito di abilitarsi sia per mancanza di percorsi abilitanti negli ultimi 4 anni, sia per mancanza di concorsi pubblici per 13 anni.
  2. 2.     I ricorrenti hanno partecipato alle prove concorsuali pre-selettive in virtù della Ordinanza n.167/2013 di questo ecc.mo Collegio e della norma del bando di cui all’art.2, comma 8 del bando di concorso: “I candidati sono ammessi al concorso con riserva di accertamento del possesso dei requisiti di ammissione dichiarati nella domanda, adempimento che l’Ufficio scolastico regionale competente espleterà solo dopo lo svolgimento della prova di preselezione di cui all’articolo 5, limitatamente ai candidati che l’hanno superata. In caso di carenza dei requisiti di ammissione, l’Ufficio scolastico regionale dispone l’esclusione immediata dei candidati, in qualsiasi momento della procedura concorsuale.”
  3. Gli stessi oggi riferiscono anche di aver superato le prove preselettive. Gli stessi riferiscono altresì DI NON AVER RICEVUTO ALCUNA COMUNICAZIONE RELATIVAMENTE ALLA SEDE DI ESPLETAMENTO DELLA PROVA SCRITTA DI CUI AGLI’ARTT.7 e 9 del bando, MENTRE L’ART. 11 IMPONE DI comunicare: “L’elenco delle sedi d’esame, con la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico, è comunicato dagli Uffici scolastici regionali competenti almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato nei rispettivi albi e siti internet, nonché sulla rete intranet e sul sito internet del Ministero ..”.
  4. I concorsi della p.a. sono regolati, per quanto attiene alle modalità di svolgimento e di indizione, dall’art. 35 del dlgs 165/2001, dal dpr n. 686/57, nonché dal dpr n. 487/94, oltre che dai principi regolatori costituzionali cui deve sempre essere improntata l’attività della P.A.. In particolare l’art. 35 del dlg 165/2001 dispone con il comma 3 che “3. Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano ai seguenti principi: a) adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ricorrendo, ove è opportuno, all’ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione (1); b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinalie professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire; c) rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori; d) decentramento delle procedure di reclutamento; L’ art. 3 dpr  n.487/1994 impone che “Il bando di concorso deve contenere il termine e le modalità di presentazione delle domande nonché l’avviso per la determinazione del diario e la sede delle prove scritte ed orali ed eventualmente pratiche” Ed ancora L’art. 6 sempre del d.p.r. n.487/1994 così statuisce: “Il diario delle prove scritte deve essere comunicato ai singoli candidati almeno quindici giorni prima dell’inizio delle prove medesime. Tale comunicazione può essere sostituita dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4a serie speciale – concorsi ed esami” . (TAR Sicilia –Palermo-, sent. n. 511/2008 TAR Toscana –Firenze- con sent. n. 1276/2006)

 

  1. 5.     Ci sia infine consentito di sottolineare come la condotta gravemente e smaccatamente omissiva tenuta dall’amministrazione sulla vicenda de qua, si risolve in una grave violazione di quei principi di buon andamento, lealtà e buona fede che sempre devono sorreggere l’azione dei pubblici poteri, ed in un aggravamento della posizione degli odierni ricorrenti, costretti, tra l’altro, a sobbarcarsi il costo del presente giudizio, perché l’Amministrazione, non si sa bene per quali ragioni, ha deciso di non ignorare la posizione dei ricorrenti, non dando nella sostanza esecuzione all’ordine del giudice.
  2. Il  superamento degli esami comporta il crearsi di legittime aspettative e di interessi legittimi tutelati e riconosciuti dall’ordinamento giuridico e dalla giurisprudenza, creando un interesse legittimo e superiore meritevole di tutela, in quanto si è riusciti a realizzare la fase successiva della procedura concorsuale, che in giurisprudenza si riassume anche nel principio del cd assorbimento. (Cons. Stato, Sez. VI, 20 dicembre 1999, n. 2098; Parti in causa Liceo linguistico Nuova Europa Reggio Calabria c. Polimeni; Riviste: Foro Amm., 1999, 2590; Cons. Stato, 1999, I, 2181;Cons. Stato, Sez. VI, 20 marzo 1996, n. 474; Parti in causa: Min. p.i. e altro c. Boncompagni; Riviste: Cons. Stato, 1996, I, 482;T.A.R. Lombardia, sez. III Milano, 17 novembre 1994, n. 769 Parti in causa: Buonfiglio c. Provved. studi Milano; Riviste: Riv. Giur. Scuola, 1996, 501).
  3. 7.     Una significativa e recente espressione del principio dell’assorbimento, o meglio, del principio di affidamento che l’ordinamento giuridico riconosce al superamento di una prova d’esame si ritrova nella recente sentenza Corte costituzionale n. 108/2009, depositata il 9/4/2009 La disposizione impugnata evita che gli effetti di un simile accertamento, già compiuto, vengano travolti dal risultato del processo, eventualmente avviato in conseguenza della conclusione negativa di un precedente accertamento. Su questo, essa fa prevalere quello successivo, avente esito positivo. Si tratta di una scelta operata dal legislatore in sede di bilanciamento di interessi contrapposti.Da un lato, vi è l’interesse alla piena e definitiva verifica della legittimità degli atti compiuti dall’amministrazione nel corso del procedimento di esame e, quindi, della correttezza della precedente valutazione, che abbia in ipotesi condotto all’esclusione del candidato. Questo interesse indurrebbe a consentire la prosecuzione del processo fino alla sua naturale conclusione. Allo stesso esito condurrebbe la piena esplicazione del diritto di difesa di entrambe le parti, nell’interesse di ciascuna delle quali sono predisposti i diversi gradi di giudizio e le diverse fasi processuali. Il legislatore ha ritenuto di contemperare i diversi interessi rilevanti, accordando una particolare tutela all’affidamento del cittadino.. se, invece, è l’amministrazione a soccombere, è possibile che il giudizio di secondo grado o di merito non abbia luogo, perché il superamento delle prove può determinare l’estinzione del processo.Queste conseguenze vanno valutate alla luce dei principi costituzionali, che non escludono una ragionevole limitazione del diritto di difesa dell’amministrazione.Dall’altro lato, vi sono l’interesse a evitare che gli esami si svolgano inutilmente, quello a evitare che la lentezza dei processi ne renda incerto l’esito e, soprattutto, l’affidamento del privato, il quale abbia superato le prove di esame “
  4. 8.     Le omissioni dell’azione amministrativa, in esecuzione dell’Ordinanza emessa e della ratio delle disposizioni del Bando, lederebbero gravemente e irreparabilmente gli interessi di chi ricorre per la evidente impossibilità di proseguire nello svolgimento delle prove d’esame. Scrive nell’ordinanza n. 1/2000 il Consiglio di Stato riunito in adunanza plenaria: “Per la più recente e consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale, la disponibilità delle misure cautelari è strumentale all’effettività della tutela giurisdizionale e costituisce espressione del principio per cui la durata del processo non deve andare a danno dell’attore che ha ragione, in attuazione dell’articolo 24 della Costituzione” (Corte Cost., 16 luglio 1996, n. 249; Corte Cost., 23 giugno 1994, n. 253; Corte Cost., 28 giugno 1985, n. 190).  In materia di esecuzione del giudicato e riesame vedi anche Consiglio di Stato in adunanza plenaria (ordinanza n. 1/2000 – all. sub n. 10) ha scritto: “Basta richiamare le osservazioni della Corte Costituzionale (rilevanti anche per il caso di mancata esecuzione delle ordinanze cautelari), per le quali “la mancata adozione da parte dell’amministrazione di provvedimenti che rimuovano o interrompano gli effetti persistenti e produttivi di ulteriori conseguenze …“è un comportamento a rischio dell’amministrazione inadempiente (e del funzionario responsabile), potendo ravvisarsi responsabilità nelle diverse forme – a seconda della sussistenza dei relativi presupposti – e nelle sedi competenti” (Corte Cost.. 12 dicembre 1998, n. 406)”. “L’inottemperanza a una decisione del giudice amministrativo, al di là di un termine ritenuto congruo, costituisce rifiuto di atto dovuto per ragioni di giustizia e integra pertanto il reato di rifiuto di atti d’ufficio (Corte di Cassazione, Sezione VI penale, sentenza 26 maggio-22 luglio 1999 n. 9400 in Guida al diritto n. 37/1999). Queste decisioni sono in armonia con L. 205/00, nonché l’art. 113 della Costituzione. La stessa Corte costituzionale, con la pronuncia n. 179 del 2002 ha dichiarato che nel processo amministrativo la tempestività e la effettività della tutela sono ormai completamente assicurate. Come incisivamente rilevato dalla Corte costituzionale proprio in tema di poteri cautelari del giudice amministrativo, “deve ritenersi connotato intrinseco della stessa funzione giurisdizionale, nonché dell’imprescindibile esigenza di credibilità collegata al suo esercizio, il potere di imporre, anche coattivamente in caso di necessità, il rispetto della statuizione contenuta nella pronuncia e, quindi, in definitiva, il rispetto della legge stessa. Una decisione di giustizia che non possa essere portata ad effettiva esecuzione altro non sarebbe che un’inutile enunciazione di principi, con conseguente violazione degli artt. 24 e 113 della Costituzione, i quali garantiscono il soddisfacimento effettivo dei diritti e degli interessi accertati in giudizio nei confronti di qualsiasi soggetto”.

Tutto ciò premesso,

P.Q.M.

1)    Si chiede all’Ec.mo Giudice adito di voler accogliere la presente istanza e per l’effetto, in armonia ai principi stabiliti nella ordinanza del T.A.R. Lazio, n. 167/2013 emessa su ricorso r.g.n.10004/2012, ed in armonia alle disposizioni di cui all’art. 35 del dlgs 165/2001, nonché artt. 3 e 6 del D.p.r. n. 487/94, di voler disporre, tutti gli atti e provvedimenti immediati ed urgenti necessari vista l’imminenza delle prove scritte fissate per le date dell’11 e 12 febbraio, al fine di consentire ai ricorrenti l’ammissione con riserva degli stessi e la partecipazione alle operazioni della procedura concorsuale in questione relative alle prove scritte di cui agli artt. 7 e 9 del bando di concorso;

2)    voler disporre, ai sensi dell’art. 34, comma 1, lett. e), e art. 59 c.p.a le misure idonee ad assicurare l’attuazione della ordinanza stessa da emanarsi in esito al presente giudizio, ivi compresa la nomina di un commissario ad acta, con effetto a decorrere dall’eventuale inutile decorso del termine di giustizia che codesto giudice riterrà di assegnare, ai fini dell’ottemperanza a tale ordinanza;

Roma, 24 gennaio 2013

Avv. prof. Carlo Rienzi

 

RELATA DI NOTIFICA

Io sottoscritto avv. prof.Carlo Rienzi, in virtù  dell’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma n. 162/2004, rilasciata l’11 marzo 2004, previa iscrizione ai Nn.__________. del mio registro cronologico, ho notificato per conto di ____________-copia autentica e conforme dell’atto di ricorso a:

1)    MINISTERO DELLI’STRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA, in persona del legale rappresentante p.t, rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura Generale dello Stato in Roma, Via dei Portoghesi, 12 – 00186 ROMA , ivi trasmettendone copia per mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n.  (cron. ) spedita dall’Ufficio Postale PT  Roma Prati sito in viale Mazzini 101,  in data corrispondente a quella del timbro postale;

Avv. prof. Carlo Rienzi

2)    2) Provincia Autonoma di Bolzano in persona del Presdiente p.t. legale rappresentante p.t. rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura Generale dello Stato in Roma, Via dei Portoghesi, 12 – 00186 ROMA , ivi trasmettendone copia per mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n.  (cron. ) spedita dall’Ufficio Postale PT  Roma Prati sito in viale Mazzini 101,  in data corrispondente a quella del timbro postale;

Avv. prof. Carlo Rienzi

 

2) Provincia Autonoma di Bolzano in persona del Presdiente p.t. legale rappresentante p.t. presso sede___________