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UN ESORCISTA PER BEPPE GRILLO!

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Serve un esorcista: Beppe Grillo sembra posseduto da Matteo Salvini.

Per una volta scherziamo un po’, ma la battuta non è troppo lontana dalla realtà. Le posizioni del M5S in tema di migranti e rom sono sempre più vicine a quelle della Lega, per non dire identiche.

Un avvicinamento inquietante, ma che a me sembra soprattutto strumentale. In ogni caso, però, sostanzialmente inutile per la Città Eterna: la questione dei campi nomadi a Roma è in realtà molto più complicata di come la pone il leader grillino, e non sarà certo con le misure “spot” annunciate da Grillo che il M5S potrà recuperare il consenso e i voti persi alle ultime elezioni amministrative. Serve altro, come un buon esempio di governo locale.

E’ vero che alcune cose, come dice Grillo “dovevano essere fatte 20 anni fa”. Ma è anche vero che rom o no, migranti o no, i problemi di Roma sono altri (e lo sanno anche le pietre). Farebbe bene il leader del Movimento a concentrarsi sui gravi problemi della Capitale – che la sindaca Raggi o non vede, o non sa risolvere: a partire dai rifiuti che ricoprono i marciapiedi e dalle buche stradali. Problemi eterni, che accompagnano i romani dalla culla alla tomba. E che ci aspettiamo, prima o poi, vengano risolti.

CR

PRODOTTI TIPICI DALLE ZONE COLPITE DAL TERREMOTO

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Era doveroso farlo, e lo abbiamo fatto.

Le aziende enogastronomiche del centro Italia messe in ginocchio dall’ondata sismica che ha devastato il territorio, sono infatti sbarcate a Roma per promuovere le produzioni locali e far conoscere a cittadini e turisti le eccellenze tipiche delle zone terremotate.
E’ servito uno sforzo organizzativo notevole, ma ne è valsa la pena. L’iniziativa, promossa dal Codacons e organizzata da Coldiretti con il sostengo di Telepass e della Camera di commercio di Roma, vede impegnate oltre 80 aziende del centro-Italia ospitate presso lo splendido spazio del Cortile del Vignola di Piazza Navona (ingresso adiacente lo Stadio di Domiziano). Qui verranno esposti ai cittadini e ai tanti turisti in questi giorni presenti nella capitale le numerose eccellenze enogastronomiche tipiche dei territori colpiti dal sisma, offrendo così un sostegno concreto a tanti piccoli imprenditori danneggiati dal terremoto.

Per tutti i cittadini della Capitale, per i turisti e i visitatori della Città Eterna, diventa quindi possibile offrire un sostegno diretto alle realtà agricole della zona.
L’esposizione, partita il 15 dicembre, proseguirà fino all’8 gennaio; i visitatori potranno inoltre ottenere agevolazioni per visitare l’adiacente area archeologica dello Stadio di Domiziano. Inoltre, abbiamo deciso di regalare una consulenza legale gratuita a tutti i cittadini che al mercato di Piazza Navona acquisteranno prodotti delle aziende colpite dal terremoto.

In questo modo vogliamo contribuire a sensibilizzare i romani e offrire un aiuto ulteriore a tutti i coltivatori e allevatori di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo.

CR

LA BANDA DEL BUCO

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Cari Amici,

è notizia recente: la sindaca di Roma Virginia Raggi ha adombrato che dietro il caso dei frigoriferi abbandonati in strada si celi una precisa volontà politica.

Sinceramente, questa interpretazione mi ha lasciato basito. Va bene che il clima politico è teso, il referendum si avvicina e la nuova giunta ha fatto finora parlare di sè più per l’inazione di questi primi mesi che per provvedimenti concreti e apprezzati dai cittadini. Ma mentre ci si gingilla tra funivie e annunci vari, l’affaire frigoriferi rappresenta un’altra tappa dell’agonia della città. Io credo che la Raggi, piuttosto che seguire il filone complottista (che non porta alcun beneficio a Roma e ai cittadini) farebbe bene ad attivarsi per migliore le condizioni della città, così come aveva promesso in campagna elettorale. Si risparmierebbe, in questo modo, anche il fiume di ironie diffuse sul web (il #frigogate) e che in questi giorni l’ha sommersa senza pietà. Finora infatti abbiamo visto solo approssimazione e disinformazione, come sul caso della raccolta rifiuti ingombranti, sospesa da giugno, e se si continuerà su questa strada, saremo costretti a chiedere al Ministro Alfano di commissariare il Comune di Roma, per evidente incapacità dell’amministrazione a gestire la città.

Purtroppo, come sempre accade, credo proprio che per il #frigogate la soluzione più semplice sia quella giusta. Il mistero, insomma, non mi sembra affatto misterioso. Altro che “disegno più grande” dietro l’epidemia di elettrodomestici abbandonati per le strade: è troppo complicato pensare che la responsabilità spetti alla completa empasse che caratterizza la raccolta dei rifiuti ingombranti, che da mesi a Roma è stata sospesa senza alcuna motivazione sensata?

L’unica strada possibile, per opporsi a questo sfacelo, è l’ironia. E allora, dopo la congiura dei frigoriferi, temiamo sia in circolazione nella capitale anche la “banda del buco”, composta da ignoti che ogni notte realizzano buche sull’asfalto stradale solo per far danno al sindaco. Le buche d’altra parte ci sono, si moltiplicano, e resistono a tutti i tentativi di eliminarle.

Non è “strano”, che continuino a sabotare il traffico romano?

A presto,

CR

 

 

CODACONSXROMA AL IX MUNICIPIO

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Cari Amici,

alle imminenti elezioni amministrative la lista “Codacons x Roma” presenterà i candidati anche per il IX Municipio: una zona strategica per la Capitale, cui da anni siamo particolarmente attenti. Qui, la sera apre il supermercato del sesso della Città Eterna; qui, aspettiamo da una vita che finiscano un Centro Congressi che ci è costato un’enormità (e non ci serviva granchè).

L’Eur è, a tutti gli effetti, una città nella città. E di Roma condensa disservizi, degrado, incurie e problemi. Basti pensare alla vicenda del Luneur, il luna park dei romani, che noi abbiamo seguito direttamente. Ma soprattutto, basti pensare alla scellerata gestione di Eur SpA: nei mesi scorsi, purtroppo, la cronaca giudiziaria ha dato ragione alla nostra richiesta di accertamenti. Quel “E mo ‘o famo strillà come un’aquila sgozzata” che Carminati – protagonista dell’inchiesta “Mondo di mezzo” – ha riservato all’amministratore delegato di Eur Spa, Riccardo Mancini, parla da solo.
Insomma, all’Eur bisogna fare qualcosa. Noi abbiamo già cominciato: insieme all’associazione “Ripartiamo dall’EUR” ci siamo già mobilitati contro degrado, opere incompiute, buche, microcriminalità, rifiuti, prostituzione, sosta selvaggia.

Adesso bisogna portare avanti questo lavoro, e servono persone in grado di farlo. Anche per questo alla presidenza abbiamo candidato il Prof. Livio Giuliani, scienziato ed esperto di tematiche ambientali e sanitarie di fama internazionale, che da anni collabora con il Codacons per la tutela dei cittadini: non proprio uno qualunque, insomma.

Sono sicuro che uno come lui farebbe la differenza, e spero che i romani gli diano l’opportunità di provare.

A presto,

CR

IL NUOVO SINDACO DEVE RISPETTARE ROMA

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Cari Amici,

ci mancava lo sciopero Ama che si somma allo sciopero dei trasporti previsto per il 31 maggio. Non c’è che dire: la settimana delle elezioni a Roma è cominciata alla grande. Non ci facciamo mancare nulla: i consueti cassonetti strapieni con conseguente rischio igienico-sanitario, le tipiche strade trasformate in discariche a cielo aperto, il solito scenario indecoroso che non sapremmo spiegare ai turisti in visita neanche impegnandoci. E domani, in programma abbiamo: una pittoresca dimostrazione di caos collettivo, la folkloristica corsa al mezzo pubblico poco meno che strapieno, la tradizionale fioritura di leggende su durata, scopi e ragioni dello sciopero.

Roma arriva al voto e sembra volerci ricordare perchè si vota: con i dossier su Atac in Procura, con i pendolari della Roma-Lido (o della Roma-Viterbo) costretti a patire la doverosa tortura delle promesse elettorali (che comprende, a seconda dell’occasione: 1. misteriosi acquirenti nordeuropei, o a volte mediorientali; 2. ingenti improvvisi e inaspettati stanziamenti economici per la messa a nuovo della tratta; 3. completi interessamenti istituzionali con dovizia di cure per la situazione dei viaggiatori), poi rigorosamente disattese, con i ciclisti costretti a inventarsi i parcheggi e i turisti che pagano triplo il cappuccino perchè tanto “lo fanno tutti”.

Chi vincerà avrà molto da fare, su questo non c’è dubbio: Roma ha tantissimi problemi, che si trascinano da una vita. Ma dovrà partire dal rispetto nei confronti dei romani: il rispetto che gli hanno negato, invece, gran parte delle emittenti televisive e dei giornali, che hanno decretato i vincitori già mesi fa, scavalcando i cittadini come se niente fosse.

Io, i romani, li ho criticati, anche aspramente. Un vero cambiamento deve avvenire dentro di loro, o altrimenti nulla cambierà; e chi dice il contrario, mente. Ma nessuno, e dico nessuno, può permettersi di ignorarli, come è stato fatto nel corso di questa campagna elettorale. Sorbirsi file interminabili, disservizi continui, alluvioni stagionali, traffico perpetuo, garantisce al popolo di Roma il diritto di essere ascoltato.

Da qui bisognerà ripartire. Dalla voglia di partecipare dei cittadini che si respira, e che avverte chiunque viva qui. Sempre che non si allontani per nascondere che circola in Ferrari, certo.

A presto,

CR

Risolvi o punisci!

Cari Amici,

quando serve, l’amministrazione comunale non c’è mai. La maggior parte dei cittadini che ho incontrato nel corso di queste settimane lamenta proprio questa assenza, che diventa doppiamente inaccettabile perchè di solito si somma a problemi che non dovremmo trovarci a segnalare. Parlo di degrado, buche, strade, rifiuti, disservizi, e la solita sequenza di questioni perennemente irrisolvibili che i romani conoscono a menadito.

Noi abbiamo provato a immaginare una soluzione. La lista “Codacons x Roma” – nel silenzio assordante dei media, troppo impegnati a incensare la Raggi o Giachetti, e così disinteressati alle regole della par condicio da non fare neanche finta di rispettarla – propone un innovativo progetto grazie al quale sarà possibile fornire risposte ai cittadini entro 48 ore dalla presentazione di una segnalazione.

Peccato che in questa campagna elettorale i problemi della Città Eterna non facciano testo. Perchè così non si può parlare delle soluzioni: la nostra idea è quella di raccogliere al numero telefonico 060606 le lamentele degli utenti. Le segnalazioni sarebbero inizialmente vagliate da un apposito staff e, di seguito, indirizzate verso gli uffici comunali competenti. Una volta depositata la denuncia del cittadino, uno staff composto da 10 giovani avvocati – alle dirette dipendenze del capo di gabinetto del sindaco – seguirebbe l’iter della pratica e solleciterebbe un intervento concreto; nel caso in cui entro 48 ore dalla presentazione della segnalazione al competente ufficio i funzionari non fornissero risposte (anche di tipo negativo o sull’impossibilità di un intervento a breve termine da parte del Comune) il segnalante riceverebbe un riscontro e, in caso, sarebbero avviati i dovuti provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili di negligenza o omissioni.

Insomma, impossibile? Tutt’altro. Purchè qualcuno ve lo dica.

A presto,

CR

Roma ha bisogno di un’idea

Cari amici,

una cosa in particolare, di questa campagna elettorale a Roma (parlo di Roma perchè mi sono candidato qui, con CodaconsxRoma, ma non credo che altrove sia diverso), mi colpisce particolarmente: è una competizione tragicamente povera di idee. Quello che dicono i candidati è giusto, sacrosanto, doveroso; quindi, totalmente innocuo. Non dà fastidio a nessuno perchè non disturba nessuno, perchè non intacca nessuna rendita di posizione, perchè non individua nessuna responsabilità. Possibile? Possibile che Roma sia ridotta come è ridotta, e non ci sia nessuno con cui prendercela?

Quando Veltroni pensò bene di fare la campagna contro Berlusconi senza mai nominarlo, e si affannava a utilizzare tutte le perifrasi possibili, perse miseramente. Adesso, invece, io credo che non nominare mai le questioni di rilievo a Roma, non parlare mai delle responsabilità dei cittadini, faccia perdere la città. Faccia perdere tutti noi, e faccia perdere un’opportunità. Oltre, ovviamente, ad annoiarci a morte: tra la Raggi che ammette candidamente di voler delegare a un fantomatico comitato di garanti (composto da chi? Scelto da chi? Mistero totale) la valutazione di ogni atto, e poi si riRoma Campidogliomangia tutto, e Giachetti che promette miliardi davanti ai costruttori, siamo alla farsa totale.

Sembra il consueto copione da prima serata, banalotto e ripetitivo. Appena si parla di sostanza, ecco che gli argomenti evaporano. Di progetti neanche l’ombra; sulle modalità per ripagare il debito astronomico di Roma, l’unica questione veramente importante, è calato un silenzio imbarazzante: un Comune che deve ancora ripagare gli espropri dei terreni delle Olimpiadi del 1960 dovrebbe andare a finire nelle mani di chi dice che devono “pagarlo i partiti” (cosa evidentemente impossibile, visto che parliamo di quasi 14 miliardi di euro!), o che bisogna “ridiscuterlo”? O di chi ha assistito, dall’interno del meccanismo, alla sua progressiva levitazione? 

Io, devo dire, ho la coscienza a posto: magari non vincerò (anche se non si sa mai), ma di sicuro non ho annoiato i romani con le consuete, autoconsolatorie rèclame elettorali. Ho detto da subito che i romani devono cambiare registro, cominciare a rispettare la Città Eterna, e prepararsi a sacrifici e rinunce: chi lo tace, mente. Il mio primo atto, l’ho detto fin dall’inizio, sarebbe dichiarare Roma fallita. L’articolo 244 del testo Unico sugli Enti Locali prevede in casi estremi la dichiarazione di dissesto per un Comune, come ha già fatto Alessandria. E io lo farei davvero. E’ inusuale, è strano, fa paura che un candidato sindaco parli così? Può darsi, ma solo perchè questi simpatici ragazzotti annunciano ricette che si somigliano tutte, che non cambieranno un bel nulla, e che ritroveremo – pare pare – al prossimo giro.

Scommettiamo?

A presto,

CR

Salviamo i ciclisti!

Cari Amici,

è notizia di oggi: in via delle Mura francesi nella zona di Ciampino, un anziano di 81 anni che circolava in bici è stato investito da una automobile e ora versa in gravi condizioni al policlinico di Tor Vergata. Purtroppo, episodi del genere non sono per nulla rari: meno di due mesi fa – tanto per fare un esempio, pescando a caso nell’interminabile casistica che la cronaca racconta solo in parte – tre ciclisti furono investiti sulla Via Aurelia e uno di loro morì. Secondo gli ultimi dati, quasi 300 ciclisti all’anno pagano con la vita la scelta della bicicletta. Si tratta, ormai è chiaro, di un classico tema da campagna elettorale: argomento carissimo ai candidati (prima delle elezioni) e poi, nei fatti, dimenticato (quando si amminiFoto-rienzi-piste-ciclabilistra).

Tragedie come questa rimandano, inevitabilmente, a un discorso più ampio sulla mobilità “sostenibile” e sulle ciclabili. La verità è sotto gli occhi di tutti: anche nel corso di questa campagna elettorale le promesse ai ciclisti si sprecano, le visioni futuribili pure, ma si di soluzioni realizzabili, concrete, neanche l’ombra. Tutti progettano, annunciano, sognano, perchè tanto prima non costa nulla. Bene (o meglio, male). Io – da candidato sindaco – una cosa di buon senso ci tengo a dirla: a Roma bisogna innanzitutto avere cura delle piste ciclabili che esistono, ma sono abbandonate, degradate e ormai pericolose. Tanto che, qualche settimana fa, Biciroma denunciava che “si pedala meglio in Amazzonia”, visto che da noi siamo costretti a farlo tra erbacce e cespugli che nessuno si ricorda di tagliare. Nella Città Eterna, da questo punto di vista, siamo lontani anni luce dalle altre capitali europee: lì la bicicletta non è solo un mezzo chic, che conviene citare nei comizi perchè fa tanto “green”, ma una reale alternativa per i tragitti quotidiani dei cittadini, una soluzione economica e salutare anche per il percorso casa-lavoro, una presenza ormai abituale all’interno delle “mura”, dove spesso e volentieri rimpiazza la macchina. Ben vengano tutti i Grab del mondo, ma l’importante – prima di tutto! – è mantenere in condizioni efficienti i tratti già costruiti, senza costringere i ciclisti a utilizzare la carreggiata stradale, con un inevitabile incremento dei rischi a loro danno. Altrimenti, purtroppo, Roma resterà una città pericolosa per tutti loro.

A presto,

CR

Buche, topi, trasporti: effetto Codacons!

Cari Amici,

ieri è partita ufficialmente l’avventura della lista CodaconsxRoma con la presentazione ufficiale in Campidoglio.

Per chi volesse vedere come è andata, abbiamo preparato il video della conferenza stampa integrale. A chi non c’era voglio raccontare – personalmente – quanto accaduto in una giornata lunghissima, stancante, ma soprattutto ricca di idee, di proposte, di “cose” da fare per questa splendida, e purtroppo disastrata, città.

Innanzitutto, abbiamo parlato di trasporti, presentando la prima mappatura delle buche di Roma. Un tema cruciale e urgentissimo, con cui si sono confrontate (deludendo ampiamente) le ultime amministrazioni, e che noi abbiamo la “pretesa” di risolvere una volta per tutte. Come? Monitorando al centimetro l’andamento dei lavori e le ditte incaricate (siamo già abituati a farlo per conto nostro..!), semplice. Perchè non si verifichino più casi assurdi come quello di Via Montebuono, con una buca ogni due metri, e soprattutto si riduca finalmente il numero di incidenti stradali, che resta – purtroppo – altissimo.

Subito dopo, invece, abbiamo parlato di un altro scandalo che getta fango sull’immagine della Città Eterna: i topi. Lo abbiamo fatto con il nostro “stile”, ricorrendo a una provocazione. Abbiamo infatti portato a Tronca un cesto di topi di peluche, a rappresentare simbolicamente centinaia di ratti in carne e ossa immortalati dai cittadini nelle strade di Roma. Lo abbiamo fatto perchè il nostro concorso ‘Fotografa il tuo topo’ ha avuto un successo straordinario, tanto che abbiamo ricevuto centinaia di immagini di topi immortalati, vivi o morti. Questa partecipazione ci ha convinto a denunciare il problema, pubblicamente – come piace a noi – per smuovere l’opinione pubblica e attirare l’attenzione dei mezzi d’informazione. E, a quanto pare, ci siamo riusciti!

La denuncia, insomma, resta nel nostro DNA; anche quando ci candidiamo a gestire e amministrare la Capitale. Per questo abbiamo scelto di mantenerci fedeli a noi stessi nel giorno della presentazione della lista: una lista che infatti contiene tanti volti (dai rappresentanti degli NCC alle maestre precarie, tanto per citarne alcuni) delle categorie, dei gruppi che abbiamo sempre difeso. Perchè è vero che sta cominciando una nuova avventura; ma noi rimaniamo quelli di sempre. E io per primo.

A presto,

CR

Metro C: nessuno sa quando finirà!

Cari amici,

a Roma, la città che amo e dove ho scelto di vivere, i cittadini (compreso il sottoscritto) sono costretti giornalmente ad affrontare non poche difficoltà. Tra sporcizia, traffico e mezzi inefficienti la capitale rischia di collassare. Troppi i problemi che non trovano neanche lontanamente una soluzione, come la metro C, ancora incompleta dopo anni di lavori e attese.
Sapevate che la terza linea metropolitana, oltre ad essere l’incompiuta più costosa d’Europa, è diventata anche l’infrastruttura pubblica più lenta d’Italia dopo la Salerno-Reggio Calabria?2_001
Nell’aprile del 2006 sono partiti i lavori per la sua realizzazione e nonostante siano stati spesi ben 3 miliardi e 760 milioni di euro (un miliardo in più rispetto alle spese previste) l’opera ha accumulato un ritardo di sei anni rispetto ai tempi previsti. Manca ancora l’ultima tratta, la T3, che collega San Giovanni a via Amba Aradam con capolinea a Piazza Venezia.
Non si sa quando verrà inaugurata la stazione di San Giovanni (nel 2017 o addirittura nel 2018), né tantomeno quando verrano smantellati i cantieri del Colosseo, che oltre ad essere un pugno nell’occhio per i turisti, rappresentano un intralcio per conducenti e passanti.
Sul sito di Roma Metropolitane leggiamo che la consegna della tratta avverrà presumibilmente nel 2021, ma anche il più ingenuo sa che con ogni probabilità ci saranno ulteriori slittamenti.
Intanto il Comune assieme alla sua società, Roma Metropolitane, da una parte e il Consorzio Metro C (la cordata di imprese e cooperative vincitrice della gara di appalto), dall’altra, si rimpallano colpe e responsabilità. Probabilmente la verità sta nel mezzo, visto che ad essere indagati sono nomi di spicco appartenenti ad entrambe le fazioni. Il motivo? L’aumento di spese impreviste che ha insospettito l’Anac di Raffaele Cantone, spingendolo a intervenire.
E così, tra sperpero di fondi pubblici e indagini ancora in corso, a farne le spese sono ovviamente i cittadini che alla domanda: “quando finirà la metro C” non ricevono alcuna risposta.
Nulla di nuovo sotto il sole: tra le linea A e B che necessiterebbero di qualche “ritocco” e la linea C realizzata solo in parte, a Roma manca – come sempre – l’ABC!

A presto,

CR