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CHE FINE HA FATTO LA CLASS ACTION?

governo

Cari amici,


da anni mi batto per i consumatori e da anni lancio class action per tutelare i loro diritti. L’azione di classe – che in Italia abbiamo scoperto grazie a Julia Roberts nel celebre film “Erin Brockovich” – appartiene a quel genere di procedimenti che trae la sua forza dalla lotta per il bene comune, per una collettività: un’unica azione legale a favore di un gruppo di consumatori danneggiati dal medesimo soggetto (ente, azienda o chiunque sia). Mal comune, medesima lotta, insomma.

Proprio perchè è così importante, non mi stupisce per nulla che da un anno la riforma della class action rimanga arenata in Senato, dopo aver ottenuto l’approvazione della Camera dei deputati.

Una legge che restituisce potere ai cittadini/consumatori, che (finalmente!) fa uscire l’azione di classe dalla scomoda nicchia del Codice del Consumo per inserirla nel Codice di Procedura Civile (introducendo la possibilità di aderire alla class action anche in un secondo momento, dopo una sentenza) non piace a molti, e soprattutto non piace alle tante, troppe corporazioni che bloccano questo Paese. Non è un caso che Confindustria (per bocca di Squinzi) l’abbia definita “preoccupante”, e che il Governo si sia immediatamente precipitato a rassicurare gli industriali, promettendogli di “sistemare le cose”.

Ecco, in due parole, perchè la riforma resta in “stand by”, quando in Europa i principali ordinamenti hanno già una disciplina delle azioni collettive.

Noi, invece, cosa abbiamo in mano? La class action vigente in Italia (art. 140bis del Codice del consumo) fa acqua da tutte le parti, così le lobbies restano tranquille e i conti con i cittadini – alla fine – non li fa mai nessuno. Nel nostro Paese gli illeciti di massa difficilmente trovano un’adeguata soluzione, con la catastrofica conseguenza che chi compie piccoli o grandi sorprusi agisce indisturbato.

Proprio per mantenere in questo stato la class action, per depotenziarla, per evitare spiacevoli processi (e quindi risarcimenti, molto spesso, nei confronti dei cittadini truffati), in Senato non se ne parla. Le aule parlamentari vedono passare orrori giuridici, riforme da quattro soldi, leggine improponibili, ma non assistono mai a una discussione sui diritti dei consumatori. Manca il tempo? Macchè, manca la voglia. Finchè si scherza, si scherza; ma quando si parla di cose importanti, come questa, i tempi sono lunghi, diventano biblici, poi eterni. E non se ne fa niente.

C’è solo un problema: la nostra democrazia non si fonda su quel fondamentale principio costituzionale che recita: “la sovranità spetta al popolo”? Bene, allora che problema c’è a far passare una riforma a favore dei cittadini?

Non è che hanno paura?

 

A presto,
CR

Atac: un eterno disastro

Cari amici,

di cosa parliamo oggi? Di un argomento “caro” – in tutti i sensi – ai romani: la questione Atac. Avrete sicuramente letto che, dopo l’esposto presentato dall’ex Assessore ai Trasporti della giunta Marino, Stefano Esposito, la Procura di Roma ha deciso di fare luce sulle modalità di gestione e assegnazione degli appalti in Atac. I pm hanno così aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato e senza indagati, focalizzando le indagini sugli ultimi cinque anni perché, secondo quanto riportato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, il 90 per cento degli appalti dell’azienda del trasporto pubblico capitolino sono stati assegnati senza bando, seguendo una procedura negoziata, cioè con una modalità che deve essere applicata in casi di emergenza. Quella che doveva essere quindi una procedura adottata in extremis era, in realtà, la norma. E sempre secondo l’Anac il giochetto degli appalti assegnati agli amici degli amici ha toccato, solo nel periodo 2011-2015, la cifra record di un miliardo di euro!

Chi se lo sarebbe mai aspettato? Sarebbe forse la prima volta che a Roma si sente parlare di appalti truccati, no?

Ma il lavoro dei pm non si ferma qui: sotto la lente di ingrandimento di Piazzale Clodio sono finite anche tutte le criticità della mobilità Capitolina. Chi vive a Roma lo sa, prendere i mezzi pubblici è diventata – specie negli ultimi mesi – una vera e propria mission impossible.

Tralasciando i continui scioperi, che si susseguono con cadenza quasi settimanale, le metro e la ormai famosa ferrovia “Roma-Lido”, che collega la Capitale con Ostia, letteralmente non funzionano: i mezzi in circolazione sono pochi – anche se, a quanto pare, ci sarebbero cinque nuovi treni fiammanti, pronti a partire dal febbraio scorso, ma inspiegabilmente inutilizzati – e quando circolano fanno ritardo, sono guasti oppure sono stracolmi di persone. Per chi non vuole o non può spostarsi in auto, ricorrere ai mezzi pubblici è una garanzia: garanzia di fare ritardo ovunque si voglia andare o di spendere non pochi soldi per farsi venire un bell’esaurimento nervoso in quei 10 minuti – per essere ottimisti – di attesa in cui si cerca di prendere il treno meno pieno che c’è.

Insomma, i danni ai passeggeri sono davvero inenarrabili. Sembra quasi che chi prende la metro o il treno debba essere umiliato per la scelta fatta!

Ma i romani sono talmente tanto abituati a tutto questo che non si meravigliano più di niente.

A meravigliarsi, però, potrebbero essere tutti i turisti attesi per il Giubileo che provengono sicuramente da paesi in cui il trasporto pubblico funziona davvero! Così come stanno le cose, Roma farà davvero una pessima – l’ennesima – figura!

La mia speranza è che le indagini della magistratura vadano a buon fine, svelando l’insoluto mistero di questi continui disagi e disservizi!

A presto,

Carlo

La reazione di Carminati

Cari Amici,

un brevissimo post, oggi, solo per mostrarvi la reazione di Carminati – in collegamento dal carcere di Parma – mentre sto spiegando perchè i cittadini della Capitale sarebbero coinvolti, e anzi rappresenterebbero i primi danneggiati, nel caso in cui il processo Mafia Capitale confermasse l’esistenza di un sistema corruttivo alle loro spalle. Il video potete vederlo cliccando qui. Io mi domando, e apro a voi la questione: era rimasto seduto otto ore, perchè proprio in quel momento scatta in piedi e si agita tanto?

A presto,

Carlo

carminati

METRO A: ECCO IL MODULO PER CHIEDERE I DANNI ALL’ATAC

Tutti i passeggeri coinvolti nei disagi legati al guasto della linea A della metropolitana di Roma, possono avanzare richiesta individuale di risarcimento danni all’Atac, chiedendo all’azienda 500 euro di indennizzo o, in alternativa, due anni di abbonamento gratuito Metrebus.
Per avviare la richiesta di risarcimento, è sufficiente aprire il seguente link e seguire le procedure indicate:

http://www.termilcons.net/index.php?pagina=page_publicForm&idForm=249&css=1&access=ok

Come ti erudisco il pupo… libertà di stampa e lettori del Corriere della Sera

Giorni fa il Corriere della sera (19 aprile pag. 23) ha fatto uno scoop! Con un titolo a tutta pagina ha scoperto dopo 40 anni di successi del Codacons, che ora improvvisamente l’associazione “E’ INADEGUATA A FARE CLASS ACTION…” : questo il messaggio che il giornalista manda ai suoi attenti lettori. Sono mesi che la nostra associazione è, suo malgrado, costretta a denunciare all’Antitrust il Corriere della sera che continua per far soldi pubblicando claims pubblicitari su creme dimagranti e prodotti di bellezza spesso sanzionati dall’Antitrust per la loro ingannevolezza.

Il bravo direttore nemmeno ci risponde, e continua imperterrito a fare vittime gli ingenui italiani che sognano di vedersi ricrescere i capelli in un mese o calare la pancia in 5 giorni. Quando abbiamo letto quindi quel titolone scoop non ci siamo meravigliati più di tanto, anche perchè il cronista Luigi Ferrarella è compagno di convegni giuridici del presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, Paolo Giuggioli.

Voi direte “ma che ci azzecca…?” Paolo Giuggioli ha un “bravo figlio”, avvocato pure lui, che prende molte aziende come clienti per le difese contro le class action, quel che si definisce uno “specialista” cui ricorrono disperate le aziende colpite dalle azioni di classe. Sempre lui difendeva la VODEN, vittoriosa sempre a Milano davanti allo stesso Tribunale, quando nelle memorie difensive scrisse tali e tante vituperie e insulti contro il Codacons che l’associazione dovette denunciare il “bravo figlio” alla reprimenda dell’Ordine presieduto dal padre … (a proposito: che fine ha fatto l’esposto disciplinare, presidente Giuggioli?). Senonchè il giovane Giuggioli nel successivo appello, sempre in difesa della VODEN, prese una bastonata tale che ci si aspettava che il Corriere – come altre testate hanno fatto – trattandosi della prima vittoria di una class action in Italia, facesse allora un titolo a tutta pagina elogiando l’associazione.

Sicchè grande fu lo sconcerto quando quell’articolo, sempre a firma dello specialista Ferrarella, nemmeno portava il nome del Codacons nel titolo ma solo piccolo piccolo in coda, né riportava i nomi degli – non idonei a vincere una class action – avvocati sconfitti con grande scorno, Giuggioli in testa. Anzi Ferrarella si preoccupo’ di sminuire il più possibile la vittoria dell’associazione, sostenendo che un solo consumatore avrebbe ottenuto il risarcimento spettante e tutti gli altri… amen!, fingendo di non capire l’importanza di una sentenza che per la prima volta – e solo grazie al Codacons – riconosceva i diritti di classe in Italia.

Così quando il Tribunale di Milano – con la decisione di qualche giorno fa, senza capo né coda, esaltata sul Corriere del 19 aprile – ha finalmente aggiudicato una class action al Giuggioli, questo ha subito “additato” (così testualmente il rigo 20 della seconda colonna dello scoop di Ferrarella , con la ingenua confessione di chi fosse l’ispiratore del pezzo….) al solerte cronista Ferrarella tutti i gravi errori del Codacons in quel processo. Ma di più: il Ferrarella, che assieme alla Mangiarotti funge da “portavoce” nel Corriere dell’associazione Altroconsumo, (cancellata dal CNCU per ben 5 anni, a seguito di un ricorso del Codacons, per mancanza di una struttura democratica e per aver percepito oltre un milione di euro di contributi di Stato dell’editoria non spettanti), si profonde, a margine del pamphlet contro il Codacons, a tessere l’elogio proprio di Altroconsumo, associazione con sedi introvabili sul territorio ma – come ci illude l’articolista – ben 340000 iscritti, che però non dice che sono tutti abbonati a una rivista trasbordati di peso negli elenchi dell’associazione stessa!!

Forse se Ferrarella avesse letto l’ultimo rapporto I-COM pubblicato il 15 aprile scorso, avrebbe saputo quale è la più importante associazione di difesa dei consumatori italiana e avrebbe dato una migliore informazione ai suoi lettori. E soprattutto non avrebbe “additato”, su comando di terzi, fatti e circostanze che dimostravano proprio – se è vero che il CODACONS aveva commesso tanti errori in quella causa – che l’avvocato della ATM ha vinto non tanto per propri meriti, ma solo per demerito dell’associazione, cosa che certo non gli fa onore né gli aumenterà la clientela tra le aziende intelligenti.

 

Tratto da:

http://www.huffingtonpost.it/carlo-rienzi/codacons-corriere-della-sera_b_5189669.html?utm_hp_ref=italy

EGITTO: ECCO IL MODULO DI PRE-ADESIONE PER L’AZIONE DA VACANZA ROVINATA CONTRO LA FARNESINA

OGNI FAMIGLIA- SIA CHE SIA STATA BLOCCATA NEL RESORT, SIA CHE ABBIA DOVUTO INTERROMPERE LA VACANZA – DEVE INVIARE UNA RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO ENTRO 10 GIORNI DAL RIENTRO IN ITALIA

IL MODELLO DELLA RACCOMANDATA SARÀ INVIATO VIA MAIL A TUTTI GLI UTENTI CHE COMPILERANNO IL NOSTRO FORM

 

IL CODACONS STA PREDISPONENTO UN RICORSO AL TAR DEL LAZIO CONTRO LA FARNESINA PER RICHIEDERE 5000 EURO A FAMIGLIA DI RISARCIMENTO DA VACANZA ROVINATA

 

 

La Farnesina doveva bloccare prima i viaggi in Egitto, ora porta la responsabilità di 19000 italiani prigionieri e costretti a rientrare a casa con la vacanza completamente rovinata.

Come stabilito dalla Cassazione in questo caso si ha diritto a un indennizzo : se i turisti avessero avuto prima , quando era ovvio e doveroso farlo essendo in corso una guerra sanguinosa in tutto il Paese avrebbero avuto diritto a cambiare destinazione o al rimborso.

Ora la Farnesina che ha lasciato partire tanti italiani in piena guerra civile deve risarcirli con il costo del viaggio e almeno 5.000 euro a famiglia a seconda del numero dei giorni di vacanza rovinata

Tutti coloro che sono stati danneggiati possono compilare il form di pre-adesione al linkhttp://www.termilcons.net/index.php?pagina=page_publicForm&idForm=197&css=1&access=ok

Gli utenti che compileranno il form riceveranno via mail il modello di raccomandata da inviare alla farnesina e al proprio tour operato o agenzia per far valere i pripri diritti e successivamente saranno contattati per l’azione risarcitoria al TAR contro il Ministero degli Esteri per ottenere il risarcimento di 5.000 euro a famiglia

Per ulteriori specifiche i nostri consulenti rispondono al numero 892007 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 (costi: rete fissa scatto 30 cent al minuto 76 cent,Tim scatto 16 cent al minuto 94 cent,Vodafone scatto 16 cent al minuto 94 cent,Wind scatto 15 cent al minuto 97 cent,Tre scatto 16 cent al minuto 94 cent. I prezzi sono comprensivi di IVA).

AVVISO SANITARIO URGENTE PER PORTATORI DI PROTESI ALL’ANCA

Chi ha impiantate protesi metallo-metallo (tipo marca DePuy) deve effettuare al più presto un esame del sangue per controllare i livelli di cromo e cobalto e può chiedere un congruo risarcimento al produttore

BOND CONVERTENDO BPM

Prosegue presso il Tribunale Penale di Milano il procedimento per la grande  truffa BPM Convertendo. Migliaia di risparmiatori ancora una volta ingannati dalle banche, questa volta attraverso la sottoscrizione di obbligazioni-truffa, ossia strumenti speculativi con altissime probabilità di perdita ma presentate come sicure e convenienti.

Se hai sottoscritto anche tu le obbligazioni della Banca Popolare di Milano ‘Convertendo 2009-2013 6,75%’ segnalaci la tua vicenda: scrivici e ti indicheremo come chiedere il risarcimento dei soldi perduti con le obbligazioni truffa!

RAI: MEGA CLASS ACTION PER 17 MILIONI DI ABBONATI

DOPO IL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA NEGLI UFFICI DELLA TV PUBBLICA, CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI RADIOTELEVISIVI LANCIANO UNA AZIONE RISARCITORIA

POSSIBILE COSTITUIRSI PARTE OFFESA NEL PROCEDIMENTO APERTO DALLA PROCURA SULLE SPESE DELL’AZIENDA

E INTANTO GUBITOSI E TARANTOLA RIFIUTANO DI ACQUISIRE DAL CODACONS IL DOSSIER SUGLI SPRECHI RAI. CRITICHE ANCHE VERSO I COMPONENTI DEL CDA DI AREA PD

 

La Guardia di Finanza ha effettuato nei giorni scorsi un blitz negli uffici della Rai a Roma, acquisendo carte e documentazione nell’ambito dell’inchiesta avviata di recente dalla magistratura capitolina.
Lo rende noto il Codacons, che sulle spese della tv pubblica ha presentato di recente un corposo dossier alla Corte dei Conti e alla Procura di Roma, proponendo un incontro al DG Rai Luigi Gubitosi e al Presidente Anna Maria Tarantola proprio per sottoporre alla loro attenzione le spese folli dell’azienda. Richiesta rimasta finora lettera morta.
E dopo il blitz delle Fiamme Gialle Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi affilano le armi legali e lanciano una mega class action per far ottenere ai circa 17 milioni di abbonati Rai il risarcimento dei danni prodotti da una gestione economica “spavalda” dei soldi pubblici raccolti attraverso il canone: tutti coloro che hanno pagato il canone Rai negli ultimi 5 anni, possono presentare querela individuale e costituirsi parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura di Roma, così da avviare l’iter per ottenere, qualora vi siano sviluppi dell’inchiesta e siano accertate irregolarità, il risarcimento dei danni subiti in qualità di soggetti offesi da reato (per una somma non inferiore a 552,5 euro ad abbonato, pari al canone pagato negli ultimi 5 anni).
Non c’è dubbio infatti che l’abbonato Rai risulta doppiamente danneggiato da una gestione errata dei fondi della tv pubblica – spiegano Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi – Se da un lato vi è un uso scriteriato se non un vero e proprio sperpero dei soldi dei cittadini, dall’altro vi è un peggioramento del servizio e della qualità dell’offerta televisiva, poiché le risorse vengono utilizzate in modo errato.
Per tale motivo tutti gli abbonati Rai possono scaricare il modulo pubblicato da oggi sul sito www.codacons.it (vedi link riportato a fine pagina) e ottenere l’assistenza (totalmente gratuita per chi destinerà il 5×1000 all’associazione) per presentare la denuncia/querela e costituirsi parte offesa.
Intanto il Codacons attacca duramente i membri del CdA Rai di area Pd (Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi) i quali, ingessati dai sindacati dei giornalisti, non solo non muovono un dito per combattere corruzione e sprechi, ma addirittura, vedi il caso di Colombo, attaccano ferocemente il partito che li ha nominati all’interno della Rai, senza però dimettersi dal proprio incarico. E pensare che anche a loro l’associazione si era rivolta, segnalando non solo i compensi esagerati elargiti ad alcuni personaggi televisivi (come Bobo Vieri o Gianni Rivera, questione su cui ora indaga la Corte dei Conti), ma anche l’iter assolutamente irregolare seguito per la nomina di Gubitosi, imposto dal premier Monti. Tutte questioni per le quali i due consiglieri hanno mostrato totale indifferenza.

RAI: DOPO LE DECISIONI DELLA PROCURA DI ROMA SULLO SCANDALO “AFFARI TUOI”, IL CODACONS LANCIA UNA CLASS ACTION

TUTTI I TELESPETTATORI DELLA TRASMISSIONE CHIEDANO I DANNI PER LA TRUFFA SUBITA

SUBITO ACCERTAMENTI SUL GIOCO DEI PACCHI

Dopo le clamorose decisioni del procuratore aggiunto Leonardo Frisani sulla vicenda della trasmissione di Raiuno “Affari tuoi”, il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi annunciano oggi una class action a tutela dei telespettatori Rai.

Ciò che denunciavamo da anni è stato finalmente riconosciuto dalla Procura: il gioco dei pacchi “è stato assolutamente scorretto” e i concorrenti erano “in grado di individuare i pacchi contenenti i premi più ricchi”. Le conclusioni del Pm di fatto sono le medesime alla base di numerose denunce del Codacons – spiega l’associazione – e aprono ora un nuovo fronte: quello dei risarcimenti ai telespettatori del programma, la cui buona fede è stata evidentemente lesa.

Se infatti il meccanismo del gioco era scorretto, e i concorrenti sapevano in quali pacchi si nascondevano i premi più importanti, la base stessa della trasmissione è risultata falsata, con la conseguenza che chi da casa ha assistito al gioco negli anni oggetto di irregolarità, ha subito una forma di raggiro, venendo meno quell’alea che rappresenta le fondamenta del programma.

Sulla base di tali principi e delle pesanti conclusioni della Procura di Roma, il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi hanno deciso di avviare una class action contro la Rai, alla quale possono partecipare tutti gli utenti, in regola con il pagamento del canone, che hanno assistito alle varie puntate del programma, e che intendano essere risarciti per la forma di truffa subita. A breve sul sito www.codacons.it il modulo da compilare per fornire la preadesione all’azione risarcitoria.

Intanto le due associazioni chiedono un provvedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei Notai nei confronti dei due notai della trasmissione che, secondo il Pm, “conoscevano le procedure della trasmissione, avendole suggerite loro stessi agli organizzatori”. Non solo. Per Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi devono ora essere svolti rigorosi accertamenti sul gioco dei pacchi e, nel caso di eventuali irregolarità, deve essere disposto il blocco del programma.

LASCIATE QUI LA VOSTRA PRE ADESIONE ALLA CLASS ACTION!