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CANONE RAI, IL 31 GENNAIO SI AVVICINA!

STOP-CANONE

È bene sapere come muoversi quando si parla di Canone TV. Questo non solo per evitare brutte sorprese, ma anche per evitare esborsi non dovuti.

Un Canone di 90 €

Per l’anno 2017, infatti, l’importo del canone di abbonamento alla televisione per uso privato è stato ridotto a euro 90 e la riscossione avverrà da gennaio ad ottobre sempre passando per la bolletta elettrica. Le rate, dunque, dovrebbero variare da 9 euro (per le bollette mensili) a 18 euro (per quelle bimestrali): eppure, non tutti sono tenuti a pagare questa tassa.

I cittadini che non sono in possesso di un apparecchio televisivo hanno infatti tempo fino al 31 gennaio 2017 per comunicarlo all’Agenzia delle Entrate, presentando il modello di dichiarazione sostitutiva disponibile online.

Perché la dichiarazione sostitutiva?

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto, da quest’anno, la presunzione di detenzione dell’apparecchio TV nel caso in cui esista un’utenza elettrica nel luogo in cui una persona abbia la propria residenza anagrafica e ha previsto che, per i titolari di una utenza elettrica di tipo residenziale, il pagamento del canone TV per uso privato avvenga mediante addebito sulla bolletta elettrica, in 10 rate mensili, da gennaio a ottobre di ogni anno.
Per superare questa presunzione ed evitare quindi l’addebito in fattura, i cittadini che non possiedono l’apparecchio televisivo devono presentare una dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate, con cui dichiarano che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di un’utenza elettrica è detenuto un apparecchio TV (da parte del dichiarante stesso o di altro componente della famiglia anagrafica).

Dove trovare il modello di dichiarazione sostitutiva?

Il modello di dichiarazione sostitutiva è disponibile sui siti internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it e della Rai www.canone.rai.it e va presentato direttamente dal contribuente o dall’erede tramite un’applicazione web, disponibile sul sito internet delle Entrate, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel rilasciate dall’Agenzia, oppure tramite gli intermediari abilitati (Caf e professionisti). Nei casi in cui non sia possibile l’invio telematico, è prevista la presentazione del modello, insieme a un valido documento di riconoscimento, tramite servizio postale in plico raccomandato senza busta all’indirizzo:

Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

La dichiarazione sostitutiva può essere firmata digitalmente e presentata anche tramite posta elettronica certificata all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it.

Il modello di non detenzione ha validità annuale, e quindi va presentato ogni anno se ne ricorrono i presupposti.

Le truffe

Attenzione ai siti contraffatti che chiedono dati e soldi: la dichiarazione di non detenzione si invia online solo tramite i servizi delle Entrate ed è gratuita!

 

Più spazio al referendum!

Cari amici,

a pochi giorni dal referendum abrogativo sulle trivelle in mare non posso fare a meno di protestare su una questione che è sotto gli occhi di tutti: i pochi spazi televisivi dedicati al quesito.
Volendo ripassare rapidamente le rivelazioni dell’Agcom, dal 4 al 10 aprile la Rai ha riservato al tema 8 ore e 59 minuti (in particolare il Tg1 si è fermato a 13 minuti), diversamente da La7, che con 11 ore, 34 minuti e 45 secondi (due ore in più rispetto alla tv pubblica e cinque rispetto a Mediaset) ha dato più risalto alla notizia. trivelle2
Insomma, la tv di Stato non si è impegnata abbastanza per spiegare le ragioni del ‘si’ e del ‘no’. Infondo, gli italiani sono chiamati a decidere su una cosa da nulla: se confermare le concessioni perenni alle multinazionali rilasciate da governo, o al contrario, se fermare quella decisione, lasciando che le piattaforme entro le 12 miglia scadano secondo il contratto tra lo Stato e le compagnie!
Questo è perlomeno quello che ci ha voluto far credere il nostro caro premier, che ha più volte – senza reticenza alcuna – auspicato il fallimento. Forse dimentica l’esistenza di due leggi (l’art 98 del 1957 con successive modifiche e la legge del 25.5.1970 n. 352), che puniscono la propaganda astensionista se fatta da persone con un incarico pubblico o se ministri di culto. La pena prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni! Ma, a quanto pare, a Renzi è concesso.
In questi giorni poi, ha sentito il dovere di rompere il silenzio anche il nostro ex Presidente, Giorgio Napolitano, che ha rivendicato il diritto all’astensione, definendo la consultazione popolare “un’iniziativa pretestuosa”.
Nessuna meraviglia, quindi, se nelle fasce orarie di maggior ascolto il Tg1 ha parlato del referendum en volant. Se anche i trivellatori più convinti hanno accusato il servizio pubblico di offrire un’informazione a piccole dosi, qualcosa vorrà dire!
In un Paese in cui per anni, durante le varie interrogazioni popolari, si è inneggiato al raggiungimento del quorum, sembra paradossale che quanto allora veniva criticato (la disaffezione e l’astensionismo dei votanti) diventi ora prerogativa virtuosa. Bella ipocrisia, davvero!

A presto,

CR

RAI: MEGA CLASS ACTION PER 17 MILIONI DI ABBONATI

DOPO IL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA NEGLI UFFICI DELLA TV PUBBLICA, CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI RADIOTELEVISIVI LANCIANO UNA AZIONE RISARCITORIA

POSSIBILE COSTITUIRSI PARTE OFFESA NEL PROCEDIMENTO APERTO DALLA PROCURA SULLE SPESE DELL’AZIENDA

E INTANTO GUBITOSI E TARANTOLA RIFIUTANO DI ACQUISIRE DAL CODACONS IL DOSSIER SUGLI SPRECHI RAI. CRITICHE ANCHE VERSO I COMPONENTI DEL CDA DI AREA PD

 

La Guardia di Finanza ha effettuato nei giorni scorsi un blitz negli uffici della Rai a Roma, acquisendo carte e documentazione nell’ambito dell’inchiesta avviata di recente dalla magistratura capitolina.
Lo rende noto il Codacons, che sulle spese della tv pubblica ha presentato di recente un corposo dossier alla Corte dei Conti e alla Procura di Roma, proponendo un incontro al DG Rai Luigi Gubitosi e al Presidente Anna Maria Tarantola proprio per sottoporre alla loro attenzione le spese folli dell’azienda. Richiesta rimasta finora lettera morta.
E dopo il blitz delle Fiamme Gialle Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi affilano le armi legali e lanciano una mega class action per far ottenere ai circa 17 milioni di abbonati Rai il risarcimento dei danni prodotti da una gestione economica “spavalda” dei soldi pubblici raccolti attraverso il canone: tutti coloro che hanno pagato il canone Rai negli ultimi 5 anni, possono presentare querela individuale e costituirsi parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura di Roma, così da avviare l’iter per ottenere, qualora vi siano sviluppi dell’inchiesta e siano accertate irregolarità, il risarcimento dei danni subiti in qualità di soggetti offesi da reato (per una somma non inferiore a 552,5 euro ad abbonato, pari al canone pagato negli ultimi 5 anni).
Non c’è dubbio infatti che l’abbonato Rai risulta doppiamente danneggiato da una gestione errata dei fondi della tv pubblica – spiegano Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi – Se da un lato vi è un uso scriteriato se non un vero e proprio sperpero dei soldi dei cittadini, dall’altro vi è un peggioramento del servizio e della qualità dell’offerta televisiva, poiché le risorse vengono utilizzate in modo errato.
Per tale motivo tutti gli abbonati Rai possono scaricare il modulo pubblicato da oggi sul sito www.codacons.it (vedi link riportato a fine pagina) e ottenere l’assistenza (totalmente gratuita per chi destinerà il 5×1000 all’associazione) per presentare la denuncia/querela e costituirsi parte offesa.
Intanto il Codacons attacca duramente i membri del CdA Rai di area Pd (Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi) i quali, ingessati dai sindacati dei giornalisti, non solo non muovono un dito per combattere corruzione e sprechi, ma addirittura, vedi il caso di Colombo, attaccano ferocemente il partito che li ha nominati all’interno della Rai, senza però dimettersi dal proprio incarico. E pensare che anche a loro l’associazione si era rivolta, segnalando non solo i compensi esagerati elargiti ad alcuni personaggi televisivi (come Bobo Vieri o Gianni Rivera, questione su cui ora indaga la Corte dei Conti), ma anche l’iter assolutamente irregolare seguito per la nomina di Gubitosi, imposto dal premier Monti. Tutte questioni per le quali i due consiglieri hanno mostrato totale indifferenza.

RAI: DOPO LE DECISIONI DELLA PROCURA DI ROMA SULLO SCANDALO “AFFARI TUOI”, IL CODACONS LANCIA UNA CLASS ACTION

TUTTI I TELESPETTATORI DELLA TRASMISSIONE CHIEDANO I DANNI PER LA TRUFFA SUBITA

SUBITO ACCERTAMENTI SUL GIOCO DEI PACCHI

Dopo le clamorose decisioni del procuratore aggiunto Leonardo Frisani sulla vicenda della trasmissione di Raiuno “Affari tuoi”, il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi annunciano oggi una class action a tutela dei telespettatori Rai.

Ciò che denunciavamo da anni è stato finalmente riconosciuto dalla Procura: il gioco dei pacchi “è stato assolutamente scorretto” e i concorrenti erano “in grado di individuare i pacchi contenenti i premi più ricchi”. Le conclusioni del Pm di fatto sono le medesime alla base di numerose denunce del Codacons – spiega l’associazione – e aprono ora un nuovo fronte: quello dei risarcimenti ai telespettatori del programma, la cui buona fede è stata evidentemente lesa.

Se infatti il meccanismo del gioco era scorretto, e i concorrenti sapevano in quali pacchi si nascondevano i premi più importanti, la base stessa della trasmissione è risultata falsata, con la conseguenza che chi da casa ha assistito al gioco negli anni oggetto di irregolarità, ha subito una forma di raggiro, venendo meno quell’alea che rappresenta le fondamenta del programma.

Sulla base di tali principi e delle pesanti conclusioni della Procura di Roma, il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi hanno deciso di avviare una class action contro la Rai, alla quale possono partecipare tutti gli utenti, in regola con il pagamento del canone, che hanno assistito alle varie puntate del programma, e che intendano essere risarciti per la forma di truffa subita. A breve sul sito www.codacons.it il modulo da compilare per fornire la preadesione all’azione risarcitoria.

Intanto le due associazioni chiedono un provvedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei Notai nei confronti dei due notai della trasmissione che, secondo il Pm, “conoscevano le procedure della trasmissione, avendole suggerite loro stessi agli organizzatori”. Non solo. Per Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi devono ora essere svolti rigorosi accertamenti sul gioco dei pacchi e, nel caso di eventuali irregolarità, deve essere disposto il blocco del programma.

LASCIATE QUI LA VOSTRA PRE ADESIONE ALLA CLASS ACTION!

VOTO GRILLO PERCHE’ NON VOTO GRILLO

Dopo lungo pensare ho deciso di votare per Grillo perché:

  1. Perché non voto Grillo che non è candidato e fa meglio a continuare a fare il comico e smettere di urlare sguaiatamente, ma voto per un gruppo di sprovveduti che , passeranno in buona parte al gruppo misto subito dopo le elezioni per non dover rispettare le regole e rinunciare alla succosa prebenda parlamentare, ma almeno faranno (è una speranza solo una speranza) da argine alle peggiori schifezze dei partiti
  2. Perché, nonostante lo abbia definito “questurino” manettaio e grande estimatore del carcere preventivo, insieme a di pietro e travaglio  (vedi mio vecchissimo intervento sul blog) costituisce la unica eccezionale occasione di dare un valore al voto per noi cittadini qualunque, come botta di mazza sulla testa dei partiti corrotti, opportunisti, iattura del nostro Paese e solo attaccati al potere, pronti a qualsiasi compromesso….una occasione così non ci capiterà mai più…
  3. Perché quando il CODACONS ha proposto al PD di designare come assessori alcuni rappresentanti VERI della società civile il buon Pierluigi Bersani nemmeno ha risposto …
  4. Perché non voglio votare per la massoneria che sta dietro ai professori che regalano milioni agli ospedali della Chiesa pochi giorni prima di scendere (non salire) in politica, che premiano le “tarantole” che non hanno visto nemmeno la trave del Monte dei Paschi di Siena quando stavano alla vigilanza della Banca d’Italia, ma anzi le  hanno premiate mandandole a dirigere la RAI di cui non capiscono assolutamente nulla, e  regalando a MPS  3,9 miliardi sfilati dalle nostre tasche di euro con i Montibond….per far contento il PD quando ancora gli prometteva il Colle
  5. Perché non voglio continuare a votare per Casini e Fini che nel ventennio già vestivano i panni della “poilitica”, o oggi campano ancora solo perché hanno compagne – nonostante scomunicati perché divorziati- dai nomi altisonanti nel mondo dei media, e cardinali di sostegno che sanno perdonare chi divorzia …se conviene
  6. Perché non voglio votare per chi sotto banco già si è alleato con quella massoneria
  7. Perché mi fa ribrezzo un signore che imita Crozza che va a prendersi i voti (candidandosi dove non è eleggibile) di quei mafiosi che ha indagato fino a pochi giorni fa come Magistrato e che ha raccolto la monnezza di un fallito ex di Pecoraro Scanio e di un ex questurino sputtanato finalmente dai suoi stessi ex compagni da Scilipoti in giù
  8. Perché non mi va di votare per uno che ha solo il pregio di vestire in modo eccentrico con o senza laurea che sia…
  9. Perché non credo che le elezioni siano un momento in cui si decidono le sorti del Paese, che vengono invece  decise a piazza affari o nelle riunioni dei fondi sovrani cinesi e americani
  10. Perché credo che solo “cose” come il CODACONS  fanno politica davvero e in modo sano (almeno all’80%)

 

INTANTO FACCIO COSI’…POI VEDRO’ LA PROSSIMA VOLTA COME E’ ANDATA….

 

Carlo Rienzi

COSTA CONCORDIA: IL 12 OTTOBRE A PISA VERRA’ PROIETTATO UN VIDEO CHE RICOSTRUISCE NEI DETTAGLI IL NAUFRAGIO DELLA NAVE

NEL CORSO DI UNA CONFERENZA STAMPA LA VERITA’ SULLA TRAGEDIA RICOSTRUITA ATTRAVERSO IMMAGINI E SUONI

VENERDI’ 12 OTTOBRE ORE 14 PRESSO IL CINEMA ARSENALE – VICOLO SCARAMUCCI – PISA

A 9 mesi dalla tragedia dell’Isola del Giglio un video ricostruisce con estrema esattezza ed entrando nei dettagli cosa avvenne davvero quel tragico 13 gennaio a bordo della Costa Concordia.
Una sintesi del filmato, che è stato realizzato dai consulenti del Collegio Codacons che opera in difesa di alcuni naufraghi, verrà mostrata alla Stampa in anteprima mondiale a Pisa, il prossimo 12 ottobre alle ore 14. Il video mostra, attraverso una ricostruzione audiovisiva estremamente precisa frutto di un minuzioso lavoro realizzato con le più avanzate tecnologie, cosa avvenne durante la collisione della Concordia e nelle concitate fasi del naufragio, cosa non ha funzionato, quali le defaillance delle strumentazioni tecniche e gli errori umani commessi a bordo. Un trailer del video è disponibile al seguente indirizzo web: https://vimeo.com/51095111  (password: 123CodaCons321)
Sarà possibile inoltre seguire la conferenza stampa in diretta sul web collegandosi ai seguenti indirizzi: http://new.livestream.com/accounts/1493721/concordia  
http://new.livestream.com/alfea/concordia
 
Alla Conferenza Stampa  farà seguito  alle ore 15.00 un convegno aperto al pubblico organizzato dalla Fondazione Area (http://www.fondazionearea.it ) dal titolo “L’agonia della Costa Concordia tra errore umano e defaillance tecnologica”.
All’evento, che spazierà al di là di quelli che sono gli aspetti strettamente tecnici e giudiziari del naufragio della Concordia e si concluderà con la proiezione integrale del filmato, parteciperanno, oltre ai legali e ai periti del Codacons, esperti di varia estrazione, tra cui:

–    Alfonso Maurizio Iacono: Ordinario di Storia della Filosofia presso l’Università di Pisa, ex Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Direttore della Rivista “Il Grandevetro”, editorialista.
–    Bruno Neri: Ordinario di Elettronica presso l’Università di Pisa, Coordinatore  del collegio di consulenti  di parte Codacons, in difesa di alcuni naufraghi nel procedimento penale presso il Tribunale di Grosseto.
–    Luciano Marchi: Ordinario di Economia Aziendale presso l’Università di Pisa, Presidente del CdL in  “Strategia, Management e Controllo”.
–    Iacopo Cavallini: Ricercatore di Economia Aziendale presso l’Università di Pisa, Direttore del Master in Finanza e Controllo di Gestione.
–    Alessandro Gaeta:  Giornalista TG1/TV7, autore di diversi servizi RAI sul naufragio della Costa Concordia e  del libro inchiesta “Il Capitano e la Concordia”  edito da Anordest.

Il programma dettagliato dell’evento è consultabile al seguente indirizzo http://www.fondazionearea.it/
L’evento può essere seguito in diretta sul web ai seguenti indirizzi: http://new.livestream.com/accounts/1493721/concordia
http://new.livestream.com/alfea/concordia

SPENDING REVIEW RAI: IL CODACONS HA CHIESTO ALLA RAI UN MIGLORE UTILIZZO DELLE RISORSE UMANE INTERNE

Cari amici come saprete quest’anno è stato ricco di tagli alle spese…

Riteniamo tuttavia che tagliare e basta non sia sufficiente… specie quando si hanno risorse – umane – che potrebbero essere impiegate in modo migliore per tutti…

Prendiamo il caso della Rai: tante risorse che non vengono utilizzate per le ragioni più disparate….

Allora abbiamo pensato che sarebbe bello se la Concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo adottasse un piccolo provvedimento che sarebbe in grado di contenere i costi dell’Azienda e migliorare il rapporto con i propri dipendenti, attraverso l’insediamento nel Comitato istituito, di un rappresentante del Codacons affinché “aiuti” la Rai a trovare la giusta allocazione delle risorse umane disponibili (CLICCA QUI PER LEGGERE IL TESTO DELLA DIFFIDA).

Vi chiediamo così di raccontare qui la vostra esperienza in modo anonimo e dire se siete favorevoli o contrari!

RAI: CONTRATTO GUBITOSI INCOSTITUZIONALE E CONTRARIO ALLO STATUTO DELL’AZIENDA

IL CODACONS SI PREPARA A DENUNCIA A CORTE DEI CONTI E PROCURA

Un contratto per il Dg Rai a tempo indeterminato e con un compenso di 650mila euro annui, sarebbe incostituzionale e contrario allo stesso statuto dell’azienda, e per tale motivo impugnabile dinanzi alle competenti autorità.
Lo afferma il Codacons, commentando il caso del contratto di Luigi Gubitosi all’attenzione del CdA.

“Un contratto di tale portata per il Dg Rai appare inaccettabile sotto due profili. Il primo – spiega il presidente Carlo Rienzi – è quello morale: in un periodo di crisi e di tagli come quello che sta vivendo il nostro paese, un compenso di 650mila euro all’anno appare come uno schiaffo ai cittadini costretti a sacrifici enormi. Per questo vogliamo sapere con precisione quanto percepirà Gubitosi per il suo incarico, tra retribuzione fissa e indennità. Il secondo aspetto è quello prettamente legale – prosegue Rienzi – E’ ammissibile assumere a tempo indeterminato un dirigente di un’azienda di Stato in assenza di concorso pubblico? Cosa farà Gubitosi una volta scaduto il CdA, dal momento che in base allo statuto Rai “Il mandato del Direttore Generale ha la stessa durata di quello del consiglio di amministrazione?”.

Il Codacons, qualora venga confermato il contratto di Gubitosi con le predette caratteristiche, inoltrerà una denuncia alla Corte dei Conti e alla Procura di Roma, e presenterà motivi aggiunti al Tar del Lazio dove già pende un ricorso dell’associazione contro la nomina irrituale di Presidente e Dg Rai.

LASCIATE QUI IL VOSTRO COMMENTO!

RAI, RINNOVO CDA: IL CODACONS PREPARA LA PRIMA CLASS ACTION CONTRO IL PARLAMENTO E IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

CON UN’AZIONE COLLETTIVA DI ALMENO UN MILIONE DI ABBONATI IL CODACONS E L’ASSOCIAZIONE UTENTI RADIOTELEVISIVI CHEDONO AL PARLAMENTO E AL PREMIER I DANNI DERIVATI DAL CALO DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI NELLA MISURA DI 100 MILIONI DI EURO 

SUL SITO DEL CODACONS E SUL BLOG WWW.CARLORIENZI.IT IL MODULO DI PREADESIONE PER GLI ABBONATI RAI 

 

Mentre i partiti, dal Pd alla Lega, rilasciano continue dichiarazioni sul futuro della Rai e fanno finta di avere a cuore le sorti dell’azienda, il Codacons affila le armi per la prima class action contro Parlamento e Presidente del Consiglio in tema di tv pubblica.La litigiosità dei partiti, totalmente incapaci di nominare un CdA indipendente, e il comportamento illegittimo del Premier Mario Monti, che ha deciso unilateralmente di indicare Presidente e Dg Rai, nonostante nessuno gli conferisca tale potere, hanno prodotto e stanno producendo un danno evidente all’azienda e agli utenti che finanziano la rete di Stato attraverso il canone – spiega il Codacons – Ciò determina una delegittimazione della Rai e dei suoi organi, in un momento delicato in cui, con estrema fatica, l’azienda aveva raggiunto la parità di bilancio ed era scesa in reale concorrenza con Mediaset. Per tale motivo il Codacons, assieme all’Associazione Utenti Radiotelevisivi, sta studiando una class action da proporre contro il Parlamento e il Presidente del Consiglio, attraverso la quale chiedere i danni – nella misura di 100 milioni di euro –  derivanti dalla situazione di stallo della Rai e dall’intromissione inaccettabile di Monti, considerato soprattutto il pesante calo degli investimenti da parte dei pubblicitari, scesi del 17,8% rispetto al 2011. All’azione collettiva potranno aderire tutti gli abbonati Rai fornendo già da oggi una preadesione compilando l’apposito modulo pubblicato al link sotto:

clicca qui per scaricare il modulo

RAI: IL CODACONS SI RIVOLGE ALLA CORTE DEI CONTI

 DRASTICO CALO DELLA RACCOLTA PUBBLICITARIA. -17,8% RISPETTO AL 2011

E ORA SI TEME IL PRECIPIZIO DOPO L’INCREDIBILE USCITA DEL PREMIER SULLE NOMINE CHE DELEGITTIMA LA RAI E I SUOI ORGANI. RICORSO AL TAR CONTRO DESIGNAZIONE TARANTOLA E GUBITOSI

Il Codacons ha inoltrato un esposto alla Corte dei Conti in merito al drastico calo della raccolta pubblicitaria della Rai. Secondo le rilevazioni Nielsen, infatti, relative al periodo gennaio–aprile 2012, a fronte di una flessione nazionale di pubblicità televisiva pari al -8,6% rispetto al 2011, la Rai riscontra addirittura una riduzione della raccolta del -17,8%!
Per il Codacons le responsabilità di tale grave situazione – di cui si attendono evoluzioni in questi giorni in cui si perfezionano i contratti dei pubblicitari per gli spazi sui canali Rai – che arreca un ingente danno all’azienda e ai teleutenti che la finanziano attraverso il canone, non vanno ricercate solo nella crisi economica in atto, ma vanno estese al comportamento del Governo. Se infatti il calo della raccolta pubblicitaria non verrà arginato nel breve periodo, sarà per l’opera di delegittimazione della Rai compiuta in questi giorni dal Premier Mario Monti, che di fatto nominando Presidente e Direttore Generale ha svuotato l’azienda e i suoi organi del loro ruolo naturale, con conseguente perdita di credibilità per la tv di Stato.
Si legge nell’esposto dell’associazione:
“la scelta del direttore generale Rai (art. 29 statuto RAI) non rientra certo tra i poteri del Governo ma del CDA e oltre a delegittimare il ruolo della RAI, rischia di portare come conseguenza a voci, indicazioni rumors che, come nella Borsa sono in grado di influenzare e causare oscillazioni nelle quotazioni, cosi potrebbero indurre gli investitori pubblicitari a non investire nell’acquisto di spazi pubblicitari sulla Rai televisione pubblica ritenuta delegittimata nel suo ruolo e nel suo potere contrattuale”.
Il Codacons ha dunque chiesto alla Corte dei Conti, ma anche alla Procura della Repubblica di Roma, di accertare se il comportamento del premier Mario Monti, relativamente all’individuazione di Presidente e DG Rai, possa rappresentare un danno per l’azienda e concretizzare eventuali illeciti, alla luce della possibile manipolazione o turbativa di mercato e dell’abuso di atti d’ufficio.
Intanto parte anche un ricorso al Tar da parte del Codacons e dell’Associazione Utenti Radiotelevisivi contro le designazioni di Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi alla carica di Presidente e Dg Rai (il cui testo integrale è consultabile al link sotto).
Nello specifico le incompatibilità riscontrate e indicate nel ricorso sono le seguenti:
“I due nominativi sono stati indicati con una procedura arbitraria, fortemente lesiva delle previsioni statutarie della RAI (artt. 21 e 29), e che hanno determinato un’invasione di competenza tale da arrecare un danno immediato alla RAI stessa e quindi agli utenti. La critica giornalistica, quindi, ha messo in luce non solo i vizi sopra contestati ma, anche, l’illegittimità nel merito della scelta: Infatti, quel che si evince con chiarezza è che la scelta è ricaduta su alcune persone strettamente legate al mondo bancario, prive di quella competenza professionale idonea a garantire la notoria indipendenza dei comportamenti imposta dall’art. 21 dello Statuto oltre che dalla Comunità Europea per le Autorithies. È lecito domandarsi come sia possibile che il CDA operi con autonomia di giudizio e di valutazione se le sue esperienze lavorative, e la preoccupante vicenda penale della dott.ssa Tarantola (indagata a Trani con l’’accusa di non aver sanzionato il gruppo Intesa Sanpaolo per la diffusione di prodotti finanziari derivati su cui si sono scottati le mani circa 200 imprenditori pugliesi, NDR) la sua univoca esperienza nel mondo bancario, oppure il percorso manageriale del dott. Gubitosi, i legami con il mondo politico più vicino alle Banche, possano veramente non incidere su scelte importanti in un settore, quello delle telecomunicazione, che forse più di molti altri può avere degli effetti pregiudizievoli sugli utenti, se non indipendentemente gestito”.

clicca qui per leggere il ricorso al tar!