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Atac: un eterno disastro

Cari amici,

di cosa parliamo oggi? Di un argomento “caro” – in tutti i sensi – ai romani: la questione Atac. Avrete sicuramente letto che, dopo l’esposto presentato dall’ex Assessore ai Trasporti della giunta Marino, Stefano Esposito, la Procura di Roma ha deciso di fare luce sulle modalità di gestione e assegnazione degli appalti in Atac. I pm hanno così aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato e senza indagati, focalizzando le indagini sugli ultimi cinque anni perché, secondo quanto riportato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, il 90 per cento degli appalti dell’azienda del trasporto pubblico capitolino sono stati assegnati senza bando, seguendo una procedura negoziata, cioè con una modalità che deve essere applicata in casi di emergenza. Quella che doveva essere quindi una procedura adottata in extremis era, in realtà, la norma. E sempre secondo l’Anac il giochetto degli appalti assegnati agli amici degli amici ha toccato, solo nel periodo 2011-2015, la cifra record di un miliardo di euro!

Chi se lo sarebbe mai aspettato? Sarebbe forse la prima volta che a Roma si sente parlare di appalti truccati, no?

Ma il lavoro dei pm non si ferma qui: sotto la lente di ingrandimento di Piazzale Clodio sono finite anche tutte le criticità della mobilità Capitolina. Chi vive a Roma lo sa, prendere i mezzi pubblici è diventata – specie negli ultimi mesi – una vera e propria mission impossible.

Tralasciando i continui scioperi, che si susseguono con cadenza quasi settimanale, le metro e la ormai famosa ferrovia “Roma-Lido”, che collega la Capitale con Ostia, letteralmente non funzionano: i mezzi in circolazione sono pochi – anche se, a quanto pare, ci sarebbero cinque nuovi treni fiammanti, pronti a partire dal febbraio scorso, ma inspiegabilmente inutilizzati – e quando circolano fanno ritardo, sono guasti oppure sono stracolmi di persone. Per chi non vuole o non può spostarsi in auto, ricorrere ai mezzi pubblici è una garanzia: garanzia di fare ritardo ovunque si voglia andare o di spendere non pochi soldi per farsi venire un bell’esaurimento nervoso in quei 10 minuti – per essere ottimisti – di attesa in cui si cerca di prendere il treno meno pieno che c’è.

Insomma, i danni ai passeggeri sono davvero inenarrabili. Sembra quasi che chi prende la metro o il treno debba essere umiliato per la scelta fatta!

Ma i romani sono talmente tanto abituati a tutto questo che non si meravigliano più di niente.

A meravigliarsi, però, potrebbero essere tutti i turisti attesi per il Giubileo che provengono sicuramente da paesi in cui il trasporto pubblico funziona davvero! Così come stanno le cose, Roma farà davvero una pessima – l’ennesima – figura!

La mia speranza è che le indagini della magistratura vadano a buon fine, svelando l’insoluto mistero di questi continui disagi e disservizi!

A presto,

Carlo

Gettone si, acqua no!

Cari amici,

Messina non riesce proprio a trovare pace! Prima un’emergenza idrica che ha lasciato la città senza acqua per più di venti giorni (e ancora non se ne esce!), poi i dirigenti dell’azienda incaricata della raccolta e lo smaltimento dei rifiuti agli arresti domiciliari per tangenti. Adesso l’ennesimo scandalo è opera dei consiglieri comunali, disposti a tutto pur di intascare soldi facili.

Ricapitolo la vicenda per chi non avesse avuto modo di seguirla.

Dalle indagini condotte dalla Digos, è emerso che 22 consiglieri comunali avessero l’abitudine di fregarsi il gettone di presenza previsto per la partecipazione alle sedute delle commissioni consiliari permanenti. Ma a Palazzo Zanza non si è mai visto nessuno, se non per pochi minuti: giusto il tempo di firmare – la Procura parla di soli 3 minuti – , dire quattro parole per certificare la propria presenza, e andarsene per fatti propri! Il recordman è un consigliere che è entrato in aula, ci è rimasto venti secondi e poi è andato via. E una volta capito il trucco, giù di sedute. “Io voglio questa cazzo di indennità” – dice un consigliere nelle intercettazioni – “A me di fare le commissioni non me ne fotte niente, io voglio l’indennità”.

Un po’ come i bambini che puntano i piedi e fanno i capricci…

Del resto è comprensibile, questo scherzo ha permesso ai 22 consiglieri di intascare l’indennità massima aggiuntiva di 2.184 euro!

Insomma, a governare Messina non era il Pd, Forza Italia e compagnia ma una sorta di partito trasversale, il partito del gettone, al quale si sarebbero iscritti, senza distinzione di colore politico, la metà dei consiglieri comunali.

Questi signori sono ora indagati per truffa aggravata, falso ideologico e abuso d’ufficio e per 12 di loro è stata predisposta una sorta di Daspo per accertare l’effettiva partecipazione ai lavori delle Commissioni: dovranno, cioè, firmare il registro delle presenze, davanti agli agenti della polizia municipale, subito prima dell’inizio e al termine della seduta. Sembra di essere tornati alle scuole elementari, quando la maestra ti incaricava di scrivere sulla lavagna i nomi dei bambini “buoni” e dei “cattivi”…

L’inchiesta sulla cosiddetta “gettonopoli” ha coinvolto nei mesi scorsi anche i Comuni di Agrigento e Siracusa e le cattive abitudini dei consiglieri comunali, secondo i magistrati delle tre Procure, sarebbero costate complessivamente ai tre Comuni quasi due milioni di euro. Non pochi soldi che in una città come Messina avrebbero potuto investire in altri modi: intervenendo concretamente sul dissesto idrogeologico, per esempio, così da evitare di lasciare i cittadini a secco per oltre 20 giorni…

Ma d’altra parte, dei cittadini, “chi se ne fotte”?

A presto,

Carlo

Scuola: al via test Tfa, Codacons vigila su irregolarità

Già presentato esposto per anomalie emerse a Milano

(ANSA) – ROMA, 17 LUG – Il Codacons vigilerà sullo svolgimento dei test preliminari per l’accesso al secondo ciclo del Tfa (Tirocinio formativo attivo) indispensabile per l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria. L’associazione di consumatori – che ha già presentato oggi un primo esposto alla Procura della Repubblica di Milano in merito ad alcune irregolarità emerse nel corso dei test presso il Gentileschi di Milano, chiedendo ai magistrati di aprire una indagine – invita oggi tutti i candidati a segnalare all’associazione eventuali infrazioni, comportamenti scorretti o violazioni delle procedure che dovessero verificarsi durante i test. “E’ importante che i candidati vigilino sul corretto svolgimento delle prove, e segnalino con tempestività tutte le irregolarità riscontrate. Il Codacons provvederà poi – spiega l’associazione – poi a denunciare in Procura tutti i casi sospetti, affinché la scelta degli insegnanti sia eseguita nel massimo rispetto delle norme”. (ANSA).

RAI: MEGA CLASS ACTION PER 17 MILIONI DI ABBONATI

DOPO IL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA NEGLI UFFICI DELLA TV PUBBLICA, CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI RADIOTELEVISIVI LANCIANO UNA AZIONE RISARCITORIA

POSSIBILE COSTITUIRSI PARTE OFFESA NEL PROCEDIMENTO APERTO DALLA PROCURA SULLE SPESE DELL’AZIENDA

E INTANTO GUBITOSI E TARANTOLA RIFIUTANO DI ACQUISIRE DAL CODACONS IL DOSSIER SUGLI SPRECHI RAI. CRITICHE ANCHE VERSO I COMPONENTI DEL CDA DI AREA PD

 

La Guardia di Finanza ha effettuato nei giorni scorsi un blitz negli uffici della Rai a Roma, acquisendo carte e documentazione nell’ambito dell’inchiesta avviata di recente dalla magistratura capitolina.
Lo rende noto il Codacons, che sulle spese della tv pubblica ha presentato di recente un corposo dossier alla Corte dei Conti e alla Procura di Roma, proponendo un incontro al DG Rai Luigi Gubitosi e al Presidente Anna Maria Tarantola proprio per sottoporre alla loro attenzione le spese folli dell’azienda. Richiesta rimasta finora lettera morta.
E dopo il blitz delle Fiamme Gialle Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi affilano le armi legali e lanciano una mega class action per far ottenere ai circa 17 milioni di abbonati Rai il risarcimento dei danni prodotti da una gestione economica “spavalda” dei soldi pubblici raccolti attraverso il canone: tutti coloro che hanno pagato il canone Rai negli ultimi 5 anni, possono presentare querela individuale e costituirsi parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura di Roma, così da avviare l’iter per ottenere, qualora vi siano sviluppi dell’inchiesta e siano accertate irregolarità, il risarcimento dei danni subiti in qualità di soggetti offesi da reato (per una somma non inferiore a 552,5 euro ad abbonato, pari al canone pagato negli ultimi 5 anni).
Non c’è dubbio infatti che l’abbonato Rai risulta doppiamente danneggiato da una gestione errata dei fondi della tv pubblica – spiegano Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi – Se da un lato vi è un uso scriteriato se non un vero e proprio sperpero dei soldi dei cittadini, dall’altro vi è un peggioramento del servizio e della qualità dell’offerta televisiva, poiché le risorse vengono utilizzate in modo errato.
Per tale motivo tutti gli abbonati Rai possono scaricare il modulo pubblicato da oggi sul sito www.codacons.it (vedi link riportato a fine pagina) e ottenere l’assistenza (totalmente gratuita per chi destinerà il 5×1000 all’associazione) per presentare la denuncia/querela e costituirsi parte offesa.
Intanto il Codacons attacca duramente i membri del CdA Rai di area Pd (Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi) i quali, ingessati dai sindacati dei giornalisti, non solo non muovono un dito per combattere corruzione e sprechi, ma addirittura, vedi il caso di Colombo, attaccano ferocemente il partito che li ha nominati all’interno della Rai, senza però dimettersi dal proprio incarico. E pensare che anche a loro l’associazione si era rivolta, segnalando non solo i compensi esagerati elargiti ad alcuni personaggi televisivi (come Bobo Vieri o Gianni Rivera, questione su cui ora indaga la Corte dei Conti), ma anche l’iter assolutamente irregolare seguito per la nomina di Gubitosi, imposto dal premier Monti. Tutte questioni per le quali i due consiglieri hanno mostrato totale indifferenza.

RAI: DOPO LE DECISIONI DELLA PROCURA DI ROMA SULLO SCANDALO “AFFARI TUOI”, IL CODACONS LANCIA UNA CLASS ACTION

TUTTI I TELESPETTATORI DELLA TRASMISSIONE CHIEDANO I DANNI PER LA TRUFFA SUBITA

SUBITO ACCERTAMENTI SUL GIOCO DEI PACCHI

Dopo le clamorose decisioni del procuratore aggiunto Leonardo Frisani sulla vicenda della trasmissione di Raiuno “Affari tuoi”, il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi annunciano oggi una class action a tutela dei telespettatori Rai.

Ciò che denunciavamo da anni è stato finalmente riconosciuto dalla Procura: il gioco dei pacchi “è stato assolutamente scorretto” e i concorrenti erano “in grado di individuare i pacchi contenenti i premi più ricchi”. Le conclusioni del Pm di fatto sono le medesime alla base di numerose denunce del Codacons – spiega l’associazione – e aprono ora un nuovo fronte: quello dei risarcimenti ai telespettatori del programma, la cui buona fede è stata evidentemente lesa.

Se infatti il meccanismo del gioco era scorretto, e i concorrenti sapevano in quali pacchi si nascondevano i premi più importanti, la base stessa della trasmissione è risultata falsata, con la conseguenza che chi da casa ha assistito al gioco negli anni oggetto di irregolarità, ha subito una forma di raggiro, venendo meno quell’alea che rappresenta le fondamenta del programma.

Sulla base di tali principi e delle pesanti conclusioni della Procura di Roma, il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi hanno deciso di avviare una class action contro la Rai, alla quale possono partecipare tutti gli utenti, in regola con il pagamento del canone, che hanno assistito alle varie puntate del programma, e che intendano essere risarciti per la forma di truffa subita. A breve sul sito www.codacons.it il modulo da compilare per fornire la preadesione all’azione risarcitoria.

Intanto le due associazioni chiedono un provvedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei Notai nei confronti dei due notai della trasmissione che, secondo il Pm, “conoscevano le procedure della trasmissione, avendole suggerite loro stessi agli organizzatori”. Non solo. Per Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi devono ora essere svolti rigorosi accertamenti sul gioco dei pacchi e, nel caso di eventuali irregolarità, deve essere disposto il blocco del programma.

LASCIATE QUI LA VOSTRA PRE ADESIONE ALLA CLASS ACTION!

INFORMATORI SCIENTIFICI: ALCUNE PRECISAZIONI

A seguito di spiacevoli “comunicazioni” ricevute devo precisare quanto appresso.

PURTROPPO HO DOVUTO PROPORRE QUERELA PER DIFFAMAZIONE CONTRO ALCUNI CHE USANO – ANCHE IL BLOG – PIU’ PER SFOGARE PROPRIE FRUSTRAZIONI E INGIURIARE CHI FA IL PROPRIO DOVERE DI DENUNCIA E ESPRIME LIBERE OPINIONI NELL’ambito dell’art 21 della costituzione che per contribuire fattivamente a un dibattito sicuramente utile.

Gli informatori farmaceutici possono essere utili se onesti e corretti e se non hanno rapporti con le case farmaceutiche…ma come puo’ essere possibile cio’?

Oppure devono essere controllati di più e espellere dalle loro file chi infanga, non io, la loro professione, come nei casi che, solo a titolo di minimo esempio, riporto di seguito:
1) Procure di Busto Arsizio e Rimini:
la cosiddetta operazione “medici puliti” in cui 67 medici in 15 diverse regioni risulterebbero indagati per aver ricevuto dall’azienda farmaceutica Sandoz somme di denaro, viaggi all’estero e oggetti di valore con l’obiettivo di incrementare le vendite di alcune tipologie di farmaci.
Nel corso delle indagini sembrerebbe essere stata scoperta l’esistenza di una rete formata da dodici informatori scientifici e dirigenti della casa farmaceutica Sandoz incaricata di prendere accordi con i camici bianchi.
-Gli informatori avrebbero sollecitato i medici indagati (tra cui anche specialisti in nefrologia e endocrinologia) ad aumentare le prescrizioni di alcuni farmaci, con l’inserimento in terapia di nuovi pazienti. “In alcune circostanze – sottolineano gli investigatori – i medici non esitavano ad aumentare le somme pretese” e “alti dirigenti dell’industria farmaceutica incontravano personalmente i medici”.
– Per giustificare lo scambio di denaro, sembrerebbe, che gli informatori scientifici producessero false documentazioni che attestavano le somme per attività di consulenza o di studio, di contributi a congressi o seminari e viaggi per partecipare a meeting internazionali.
– Tra gli indagati, infatti, sembrerebbe esserci anche il titolare di una agenzia di viaggi.
– Dai documenti acquisiti nel corso delle indagini, sembrerebbe inoltre, essere emerso un vero e proprio tariffario, oltre duemila euro per ogni nuovo bambino a cui veniva somministrata la cura. Complessivamente i medici avrebbero ricevuto oltre 500 mila euro tra regali e denaro.
– I reati contestati potrebbero andare dall’associazione a delinquere, alla corruzione, all’istigazione alla corruzione, alla truffa in danno del Servizio Sanitario Nazionale, dal falso al comparaggio.
2) Procura di Milano
Sistema che vede coinvolti due manager della società che vivono a Formia e diversi medici di base del servizio sanitario nazionale che svolgono la loro attività in provincia di Latina nonché informatori scientifici della “Recordati”. Un sistema fatto di prescrizioni anche a chi non ne aveva bisogno, di farmaci “gonfiati” in cambio di soldi, benefit di lusso, viaggi all’estero per congressi di aggiornamento (http://www.informatori.it/informatori/recasl.htm da il Messaggero on line del 21.06.2006).
3) Il Comparaggio

In data 22 Marzo 2012 è andato in onda durante la trasmissione “Le Iene” su Italia 1, un servizio scandalo su questo fenomeno.
Alcuni passaggi dell’intervista effettuata dalla giornalista Nadia Toffa ad un informatore scientifico del farmaco, fotografano con estrema precisione questo aberrante fenomeno.

– “Se trovo i dottori disposti a spingere i miei farmaci, ricambio il favore” dice.
– “Tipo?” chiede la Iena.
– “Gli faccio un regalo” risponde l’informatore.

– “Che significa ‘spingere un farmaco’?”.
– “Il medico deve prescrivere il mio farmaco e poi, quando può, deve addirittura iperprescriverlo, cioè prescriverlo anche quando non ce ne sarebbe bisogno”.
– “Che cosa chiede in cambio?” chiede Nadia Toffa.
– “Regali” risponde l’uomo “E poi congressi in posti esclusivi”.
– “Ma come fate a controllare che il medico davvero abbia prescritto le vostre medicine?” chiede l’inviata di Italia 1.
– “O il medico ti fa vedere le prescrizioni che ha fatto, oppure vai dal farmacista a vedere i dati vendita”.
– “Ma si può fare questa cosa?” domanda la Iena.
– “Bè, direi proprio di no. Però il farmacista si fa pagare per quella che lui chiama ‘consulenza’”.
– “Ma come giustificate l’uscita di tutti questi costi?”.
– “Fondi neri” risponde l’informatore scientifico
– “Il venditore con il capoarea, con la connivenza della casa madre, sovrafatturano i pasti… addebitano costi inesistenti, in modo da avere una disponibilità di fondi neri per pagare questi regali…
– “È un’iniziativa personale dell’informatore quella di corrompere una medico?” domanda la Iena.
– “Diciamo che l’azienda ha tutto l’interesse che tu faccia felice i medici in cambio di iperprescrizioni, e ti da tutti i mezzi per farlo”

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– “Ma l’azienda ti obbliga?”.
– “Può capitare” risponde l’intervistato “che chi si rifiuta di farlo venga preso di mira e venga proprio ghettizzato”.
– “Tipo mobbing?”. “Sì”.
– “Quanti sono gli informatori scientifici che lavorano così? La stragrande maggioranza… diciamo almeno il 70%” afferma l’uomo.
– “E i medici che si fanno fare regali?”.
– “Anche lì, almeno il 70%”.

4) MOLFETTA – 16.4.2005

Sessanta ordinanze di custodia cautelare, di cui 4 in carcere e 56 ai domiciliari emesse dal gip Chiara Civitano della Procura pugliese su richiesta del pm Ciro Angelillis sono state eseguite ieri mattina dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Napoli e Bari e dai rispettivi Comandi Provinciali nei confronti di altrettante persone accusate di appartenere a diverse organizzazioni dedite al comparaggio, al falso, alla corruzione e a truffe ai danni del Sistema sanitario nazionale.

«Siamo avviliti – ha detto il capo della Procura di Bari Emilio Marzano – nel verificare che, nonostante nel 2003 sia stata fatta un’inchiesta di questo genere, il fenomeno si è riprodotto ed è continuato in termini ancora più ampi». Secondo quanto accertato dagli inquirenti, le aziende farmaceutiche avrebbero lucrato sulle iper-prescrizioni di farmaci da parte di medici compiacenti che sarebbero stati corrotti dagli informatori scientifici.

5) Farmaci, savonese nei guai

Informatore coinvolto nello scandalo, è indagato per corruzione e truffa

È Ivano Calandrelli, 45 anni, l’informatore farmaceutico savonese coinvolto nello scandalo sulla corruzione di alcuni medici che avrebbero prescritto, dietro compenso, farmaci non inseriti nel progetto di monitoraggio sulla cura della psoriasi “Psocare”. Calandrelli, separato e con due figli, è stato raggiunto dalla notifica di divieto a esercitare l’attività imprenditoriale di divulgazione dei farmaci per due mesi, mentre le indagini proseguono. L’uomo, manager della Wyeth Lederle (assimilata dalla multinazionale Pfizer), insieme ad altri dodici colleghi di altrettante cause farmaceutiche, avrebbe versato compensi ai medici inseriti nel circuito, che a loro volta prescrivevano i medicinali “sponsorizzati” a centinaia di pazienti malati di psoriasi ed inseriti nel progetto “Psocare”.

AGENZIE DI RATING: DOPO LA RICHIESTA DI RINVIO A GIUDIZIO PER STANDARD&POOR’S E FITCH, IMPRESE E RISPARMIATORI POSSONO COSTITUIRSI PARTE CIVILE. ECCO IL MODULO PER CHIEDERE I DANNI

Parte oggi una maxi costituzione di parte civile da parte di tutti i soggetti danneggiati dal gravissimo comportamento di Standard & Poor’s e Fitch. Come avrete letto, infatti, la Procura di Trani ha chiesto oggi il rinvio a giudizio per i vertici delle due agenzie di rating, per il reato di manipolazione pluriaggravata.

Secondo la Procura le due società attraverso “artifici, posti in essere anche a carattere ‘informativo’, hanno fornito intenzionalmente ai mercati finanziari “una informazione tendenziosa e distorta”, e come tale anche “falsata”, in merito alla “affidabilità creditizia italiana e alle iniziative di risanamento e rilancio economico adottate dal governo italiano”. Tutto ciò sarebbe avvenuto in modo da “disincentivare l’acquisto di titoli del debito pubblico italiano e deprezzarne, così, il loro valore”.

Un tale comportamento ha prodotto un danno immenso al nostro paese e all’economia italiana, aggravando la crisi in corso e coinvolgendo una moltitudine di soggetti, privati e non.

Per tale motivo a partire da oggi tutti i risparmiatori, i cittadini, gli enti e le imprese italiane possono costituirsi parte civile contro Standard & Poor’s e Fitch, inserendosi nel procedimento aperto a Trani e chiedere un equo risarcimento per i danni subiti.
Di seguito vi rimetto il link che potete utilizzare per scaricare gratuitamente il modulo di costituzione.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL MODULO

DOPO L’OPERAZIONE ‘CAMICI SPORCHI’ INVITIAMO TUTTI COLORO I QUALI SIANO STATI – A LORO INSAPUTA – DESTINATARI DI SPERIMENTAZIONI A SEGNALARE SU QUESTO BLOG LA LORO ESPERIENZA!

DOPO L’INCHIESTA NATA DALL’ESPOSTO DEL CODACONS (L’ASSOCIAZIONE DENUNCIO’ ANOMALIE E DECESSI SOSPETTI PRESSO IL POLICLINICO DI MODENA) è partita l’operazione “Camici sporchi” ordinata dalla Procura di Modena, che ha portato oggi all’arresto di 9 medici, nasce da due esposti presentati dal Codacons.


A marzo del 2011, infatti, il responsabile della sede modenese Codacons, Fabio Galli, ricevette un plico contenente materiale “scottante” relativo a vicende avvenute presso il Policlinico di Modena.

In particolare il plico conteneva un elenco di nominativi di cui:

4 casi di decessi;

12 casi di complicanze con esiti fortemente invalidanti;

5 casi di pazienti che avevano eseguito diverse valvuloplastiche e poi tavi;

2 casi di pazienti arruolati contemporaneamente in diversi studi di ricerca;

11 casi di studi su pazienti a cui sono erano stati impiantati stent di dubbia qualità.

Il Codacons inviò così un primo esposto alla Procura di Modena, chiedendo di aprire una indagine ed eseguire accertamenti in merito ai casi segnalati nel plico.

Dopo pochi giorni, l’associazione ricevette un ulteriore pacco, sempre relativo al Policlinico, al cui interno vi erano i nominativi di altri 3 casi di decesso e 3 complicazioni gravi e ben 152 pagine relative a scambi di mail con contenuto di tipo economico.

Un secondo esposto venne così presentato dal Codacons Modena alla Procura della Repubblica, che oggi ha posto sotto indagine 67 persone e arrestato ben 9 medici.

INVITIAMO TUTTI COLORO I QUALI SIANO STATI DESTINATARI DI SPERIMENTAZIONI A LORO INSAPUTA A LASCIARE SU QUESTO BLOG LA LORO ESPERIENZA (O ANCHE SOLO SEGNALAZIONE)!

In forma del tutto anonima (lasciando però indirizzo di posta elettronico valido) sarete ricontattati anche per agevolare le indagini della magistratura inquirente ed essere avvisati su iniziative proposte dalla Associazione!

CAGLIARI-ROMA: ACTION IN FAVORE DEI TIFOSI

ADERISCI ANCHE TU ALL’AZIONE DEL CODACONS

Una class action a tutela degli utenti della squadra del Cagliari. La annuncia oggi il Codacons, a seguito del grave episodio che ha visto protagonista il Presidente Massimo Cellino.
Avviamo oggi la raccolta di adesioni da parte dei tifosi del Cagliari che si sono sentiti danneggiati dall’irresponsabile comportamento di Cellino. La squadra ha subito infatti un enorme danno di immagine e, qualora venga decisa la vittoria a tavolino della Roma, vi sarebbero anche ripercussioni negative sulla classifica di serie A, con relativa possibilità di risarcimenti in favore dei tifosi.
L’azione, attualmente allo studio dell’ufficio legale Codacons, fa seguito all’esposto depositato stamattina dall’associazione presso la Procura della Repubblica di Cagliari, in cui si chiede di valutare l’apertura di una indagine nei confronti del Presidente Massimo Cellino, per il reato di istigazione a delinquere.
Tutti i tifosi che intendano partecipare all’azione possono comunicare su questo blog la propria adesione.

Ecco il testo dell’esposto!

SCUOLA: NUOVE EDIZIONI DEI LIBRI SCOLASTICI UGUALI A QUELLE DEGLI ANNI PASSATI? DENUNCIAMO GLI EDITORI!

Come ogni anno, con l’avvicinarsi dell’apertura delle scuole, esplodono le proteste per il caro-libri, causate dal rincaro dei listini a danno di studenti e famiglie.
Ad aggravare la situazione il fatto che spesso i testi scolastici non subiscono modifiche sostanziali di anno in anno, e le nuove edizioni dei libri che gli alunni sono costretti ad acquistare differiscono da quelle precedenti solo per poche pagine o qualche illustrazione, che tuttavia non cambia affatto la sostanza del testo. Questa pratica però impedisce il commercio dei libri usati e danneggia l’utenza, costringendola a maggiori spese evitabili.Per tale motivo vi invito a segnalare su questa pagina le nuove edizioni di quei libri che quest’anno, sia in formato cartaceo che digitale, non presentano modifiche sostanziali rispetto alle edizioni dello scorso anno.Utilizzeremo poi le segnalazioni ricevute per procedere a denunce in Procura contro gli editori che hanno messo in atto la pratica scorretta, denunce nelle quali si chiederà alla magistratura di procedere per il reato di truffa.