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E noi paghiamo!

Cari amici,

il 2016 è iniziato subito con una cattiva notizia per noi consumatori.

Chi, in questi primi giorni dell’anno, ha dovuto prendere il treno – per lavoro o per piacere – si sarà accorto dei prezzi rialzati anche su tutti i Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca. Il prezzo base di un biglietto per un treno ad alta velocità è aumentato in media del 2,7%. Vi faccio alcuni esempi: un Milano-Roma che con tariffa base partiva da 86 euro, è passato ora a 89 euro, il Napoli-Roma da 43 a 44 euro mentre il Napoli-Milano è aumentato di 4 euro da 95 a 99 euro. Gli aumenti decisi da Ferrovie non riguardano né gli abbonamenti né le tariffe economy e super economy, ma la “fascia di prezzi più alta e flessibile”. E, sempre a detta di Ferrovie, con i ritocchi di oggi i prezzi continuano a essere inferiori a quelli di 5 anni fa ma “con servizi più moderni, capillari e veloci”. Davvero?!

Quel che è certo è che a costare di più non sono soltanto i biglietti dei treni ad alta velcoità. Dal primo dell’anno, infatti, sei tratte autostradali, dopo il via libera del ministero dei Trasporti, hanno aumentato i pedaggi. Le tratte più costose sono la Pedemontana Lombarda (+1%), la Satap tronco A4 (Torino-Milano +6,5%) e la tangenziale esterna di Milano (+2,10%).

Infine, come se non bastasse, è aumentata di 2,5 euro anche l’addizionale comunale sui biglietti aerei, che porta l’odioso balzello a 9 euro a passeggero, 10 se si parte da Ciampino o Fiumicino.

Insomma tra autostrade, treni ed aerei, una vera e propria stangata si abbatterà sugli italiani, al punto che le famiglie nel corso del 2016 spenderanno complessivamente oltre 1,4 miliardi di euro in più solo per la voce trasporti!

Ma c’è di più. Altre voci del bilancio familiare aumenteranno, con un maggior costo di 551 euro per ogni famiglia. Tra le voci di spesa che saliranno di più ci sono quelle per l’istruzione (+79 euro per ogni nucleo familiare), le tariffe dell’acqua e dei rifiuti (+137 euro), i ristoranti (+26 euro) i servizi bancari (+18 euro) e le bollette di luce e gas (+12 euro). A pesare di più sul bilancio saranno i generi alimentari, che costeranno in media 189 euro in più a famiglia.

E noi? Paghiamo!

A presto,

Carlo

Atac: un eterno disastro

Cari amici,

di cosa parliamo oggi? Di un argomento “caro” – in tutti i sensi – ai romani: la questione Atac. Avrete sicuramente letto che, dopo l’esposto presentato dall’ex Assessore ai Trasporti della giunta Marino, Stefano Esposito, la Procura di Roma ha deciso di fare luce sulle modalità di gestione e assegnazione degli appalti in Atac. I pm hanno così aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato e senza indagati, focalizzando le indagini sugli ultimi cinque anni perché, secondo quanto riportato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, il 90 per cento degli appalti dell’azienda del trasporto pubblico capitolino sono stati assegnati senza bando, seguendo una procedura negoziata, cioè con una modalità che deve essere applicata in casi di emergenza. Quella che doveva essere quindi una procedura adottata in extremis era, in realtà, la norma. E sempre secondo l’Anac il giochetto degli appalti assegnati agli amici degli amici ha toccato, solo nel periodo 2011-2015, la cifra record di un miliardo di euro!

Chi se lo sarebbe mai aspettato? Sarebbe forse la prima volta che a Roma si sente parlare di appalti truccati, no?

Ma il lavoro dei pm non si ferma qui: sotto la lente di ingrandimento di Piazzale Clodio sono finite anche tutte le criticità della mobilità Capitolina. Chi vive a Roma lo sa, prendere i mezzi pubblici è diventata – specie negli ultimi mesi – una vera e propria mission impossible.

Tralasciando i continui scioperi, che si susseguono con cadenza quasi settimanale, le metro e la ormai famosa ferrovia “Roma-Lido”, che collega la Capitale con Ostia, letteralmente non funzionano: i mezzi in circolazione sono pochi – anche se, a quanto pare, ci sarebbero cinque nuovi treni fiammanti, pronti a partire dal febbraio scorso, ma inspiegabilmente inutilizzati – e quando circolano fanno ritardo, sono guasti oppure sono stracolmi di persone. Per chi non vuole o non può spostarsi in auto, ricorrere ai mezzi pubblici è una garanzia: garanzia di fare ritardo ovunque si voglia andare o di spendere non pochi soldi per farsi venire un bell’esaurimento nervoso in quei 10 minuti – per essere ottimisti – di attesa in cui si cerca di prendere il treno meno pieno che c’è.

Insomma, i danni ai passeggeri sono davvero inenarrabili. Sembra quasi che chi prende la metro o il treno debba essere umiliato per la scelta fatta!

Ma i romani sono talmente tanto abituati a tutto questo che non si meravigliano più di niente.

A meravigliarsi, però, potrebbero essere tutti i turisti attesi per il Giubileo che provengono sicuramente da paesi in cui il trasporto pubblico funziona davvero! Così come stanno le cose, Roma farà davvero una pessima – l’ennesima – figura!

La mia speranza è che le indagini della magistratura vadano a buon fine, svelando l’insoluto mistero di questi continui disagi e disservizi!

A presto,

Carlo

L’Italia che piange sul latte non pagato

Cari amici,

oggi voglio raccontarvi una storia che, girovagando sul web, mi ha colpito particolarmente. La storia di Bartolomeo e Pierantonio Scotta, padre e figlio residenti nella provincia di Cuneo che nel lontano 1972 hanno dato vita ad un’azienda agricola specializzata in allevamento. Prima bovini di razza piemontese, poi il passaggio alla produzione di latte.

Oggi gli Scotta possiedono 471 esemplari di frisona Holstein, di cui 210 in lattazione, per una produzione annuale di 33.000 quintali di latte, eppure faticano ad andare avanti. Perchè? Per capirlo, vi riporto le parole di Pierantonio: “C’è stato un periodo in cui siamo arrivati a 800 lire al litro. Bei tempi, quelli. Si lavorava con entusiasmo, voglia di crescere, fiducia nel futuro. L’ultima fattura pagata dalla Lactalis: 32,9 centesimi di euro al litro, cioè 600 lire, contro i 38 dei costi di produzione. E sono ancora fortunato: le mie mucche frisone fanno in media 40 litri di latte al giorno. Ne producessero 25, come buona parte dei medi allevamenti, la spesa salirebbe a 42 centesimi. Spiegatemi come si fa ad andare avanti”. Già, come si fa?

La storia degli Scotta è la stessa di tante famiglie italiane che, negli ultimi giorni, insieme a Coldiretti, sono scese in piazza per protestare contro le condizioni che gravano ingiustamente sugli allevatori. Secondo i dati diffusi proprio da Coldiretti, la multinazionale francese Lactalis negli anni si è comprata i marchi nazionali Parmalat, Locatelli, Invernizzi, Galbani e Cadermartori arrivando a detenere il 33 per cento del mercato italiano del latte a lunga conservazione; la quota sale al 34 per cento nel caso della mozzarella, al 37 per cento nei formaggi freschi e quasi al 50 per cento nella ricotta. Lo squilibrio tra le parti è evidente: Lactalis impone agli allevatori prezzi talmente bassi da non riuscire a coprire neanche i costi di produzione!

Il risultato è che nell’ultimo anno oltre mille stalle da latte sono state chiuse e quasi quattromila posti di lavoro sono andati in fumo per effetto della perdita nei bilanci di circa 550 milioni di euro. E il fallimento delle aziende italiane apre, ovviamente, la strada a quelle straniere con il rischio, concreto, che il latte estero superi quello made in Italy. Ad aggravare la situazione c’è poi il danno ai consumatori: nel passaggio dalla stalla allo scaffale il prezzo del latte fresco cresce più di quattro volte e la differenza tra i prezzi pagati dal consumatore italiano e il prezzo riconosciuto agli allevatori è la più alta d’ Europa.

Insomma, la situazione che si è creata nel nostro Paese rischia di schiacciare migliaia di famiglie che da anni operano nel settore lattiero-caseario. Il danno per il made in Italy sarebbe irreparabile. Per questo, il governo che, sulla scia di Expo, ha dimostrato di tenere tanto alla promozione del nostro marchio nel mondo, dovrebbe intervenire in modo deciso, limitando lo strapotere delle multinazionali e tutelando il latte italiano!

A presto,

Carlo

Ma Renzi Renzi non lo sa, che ride tutta, tutta quanta la città….

Se i Ministri del prossimo Governo Renzi saranno i Farinetti e i Cucinelli ci sarà davvero da ridere. Dopo il governo della COOP di Bersani ora saremo guidati dai poteri forti della produzione “Made in Italy“, che spesso però con l’Italia non ha nulla a che fare. Prendiamo questi due forti simboli dell’Italia renziana, quella che predicava bene – come ha acutamente notato Asor Rosa – e che razzola già malissimo. NO AL RIMPASTO!! A noi queste cosucce della prima Repubblica non ci interessano, ma non avevamo capito che voleva dire.

SI AL PASTO COMPLETO! Pensavamo che significasse “vogliamo il bene del paese” e non le poltrone. Ma si sa, se Renzi era a scuola uno che le sparava grosse, figuriamoci una volta che ha l’illusione di andare ad ammirare il sederone della Merkel alla pari con lei. E infatti le illusioni sono crollate in pochi giorni e si va verso un governo delle larghe intese che farà perdere alle prossime elezioni tutto il vantaggio della “diversità” che rappresentava il Renzi delle chiacchiere dell’ultimo mese.

Chi del PD voterà ancora PD ? Quelli moderati lettiani favorevoli alle larghe intese no, perché Letta lo ha fatto fuori senza spiegare quali saranno le differenze. Quelli renziani contrari alle larghe intese non ne parliamo proprio: traditi e gabbati. Ma il colmo sta nell’entourage che si sta presentando in questi giorni in tv come sostegno culturale a Renzi. Parliamo di Farinetti e Cucinelli: il secondo che è l’unico in Italia a sostenere che nel suo outlet per russi ricchi di Solomeo (borgo finto di porcellana dove anche lo spazzino deve tutto all’imprenditore) non si applica la legge nazionale che impone di mettere i prezzi sui cartellini dei prodotti in vendita, e l’altro, Farinetti, che vende l’Italia al negozio facendosi pagare l’affitto degli scaffali dalle piccole e microimprese italiane, sfruttando il potere di essere riuscito ad avere uno spazio enorme come il terminal Ostiense per fare le pizze napoletane (siamo curiosi di sapere come ha fatto a entrare a New York dove si dice che se non paghi uno “scotto” alle mafie locali non entri…), ma che teorizza l’inutilità delle regole e delle leggi a tutela dei consumatori, “troppe e inutili” ha sostenuto lo stesso Farinetti quando il Codacons ha trovato, presso lo store di Eataly a Roma, ben 30 prodotti in vendita la cui etichettatura non era conforme alle norme prescritte dalla legge, poiché enfatizzavano caratteristiche del prodotto contrarie alla realtà. Tanto per fare un esempio, abbiamo trovato nei cartelloni posti in prossimità del bancone frigo dove si vendono yogurt e latticini la scritta: “Latte, yogurt, latticini a KM zero. Gran bei prodotti abbiamo trovato qui in Lazio di Roma“. Nella realtà, però, il frigorifero in questione conteneva beni alimentari anche di altra tipologia (tipo il pesto) ma soprattutto la maggior parte degli yogurt in vendita erano prodotti e confezionati nel Trentino o altri luoghi distanti dal Lazio!!

Ora i NAS e l’Antitrust indagano sui loro negozi così spigliati e fuori delle leggi dello Stato, ma realtà come Eataly, Coop e Carrefour continuano a vendere quei prodotti danneggiando i consumatori. Da ciò desumiamo che se invece di Farinetti facessero ministro il presidente di Coop o di Carrefour non cambierebbe poi molto. Se poi addirittura come sembra, pensa a Moretti e Montezemolo nel Governo, vuol dire che Renzi considera gli italiani come un treno per ricchi che finirà per calpestare il popolo di chi si fa il mazzo per sopravvivere. Povera Italia…. la città ride, ma ride più di tutte Firenze che ha perso un Sindaco che si vedeva poco in città ormai.

Tratto da:

http://www.huffingtonpost.it/carlo-rienzi/ma-renzi-renzi-non-lo-sa-che-ride-tutta-tutta-quanta-la-citta_b_4808367.html

EGITTO: ECCO IL MODULO DI PRE-ADESIONE PER L’AZIONE DA VACANZA ROVINATA CONTRO LA FARNESINA

OGNI FAMIGLIA- SIA CHE SIA STATA BLOCCATA NEL RESORT, SIA CHE ABBIA DOVUTO INTERROMPERE LA VACANZA – DEVE INVIARE UNA RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO ENTRO 10 GIORNI DAL RIENTRO IN ITALIA

IL MODELLO DELLA RACCOMANDATA SARÀ INVIATO VIA MAIL A TUTTI GLI UTENTI CHE COMPILERANNO IL NOSTRO FORM

 

IL CODACONS STA PREDISPONENTO UN RICORSO AL TAR DEL LAZIO CONTRO LA FARNESINA PER RICHIEDERE 5000 EURO A FAMIGLIA DI RISARCIMENTO DA VACANZA ROVINATA

 

 

La Farnesina doveva bloccare prima i viaggi in Egitto, ora porta la responsabilità di 19000 italiani prigionieri e costretti a rientrare a casa con la vacanza completamente rovinata.

Come stabilito dalla Cassazione in questo caso si ha diritto a un indennizzo : se i turisti avessero avuto prima , quando era ovvio e doveroso farlo essendo in corso una guerra sanguinosa in tutto il Paese avrebbero avuto diritto a cambiare destinazione o al rimborso.

Ora la Farnesina che ha lasciato partire tanti italiani in piena guerra civile deve risarcirli con il costo del viaggio e almeno 5.000 euro a famiglia a seconda del numero dei giorni di vacanza rovinata

Tutti coloro che sono stati danneggiati possono compilare il form di pre-adesione al linkhttp://www.termilcons.net/index.php?pagina=page_publicForm&idForm=197&css=1&access=ok

Gli utenti che compileranno il form riceveranno via mail il modello di raccomandata da inviare alla farnesina e al proprio tour operato o agenzia per far valere i pripri diritti e successivamente saranno contattati per l’azione risarcitoria al TAR contro il Ministero degli Esteri per ottenere il risarcimento di 5.000 euro a famiglia

Per ulteriori specifiche i nostri consulenti rispondono al numero 892007 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 (costi: rete fissa scatto 30 cent al minuto 76 cent,Tim scatto 16 cent al minuto 94 cent,Vodafone scatto 16 cent al minuto 94 cent,Wind scatto 15 cent al minuto 97 cent,Tre scatto 16 cent al minuto 94 cent. I prezzi sono comprensivi di IVA).

INIZIANO I SALDI: SEGNALATECI IRREGOLARITA’, TRUFFE O PREZZI MAGGIORATI

Partono i saldi e, come tutti gli anni, alcuni commercianti pensano di fare i furbi approfittando dei consumatori. Trucchi e raggiri sono ricorrenti: ad esempio si mischiano ai capi in saldo i cosiddetti fondi di magazzino, ossia rimanenze degli anni passati che i negozianti spacciano per collezioni di fine stagione. Troppi sono poi quei commercianti che alzano i prezzi prima di applicare la percentuale di sconto, così da vendere il prodotto in saldo al medesimo prezzo del periodo pre-saldi. Alcuni addirittura indicano solo la percentuale di sconto senza precisare quale fosse il prezzo prima dei saldi. Il commerciante, poi, è obbligato ad accettare la carta di credito anche durante le vendite di fine stagione, così come è obbligato a cambiare il prodotto acquistato se questo presenza vizi o difetti.

Di seguito vi elenco alcuni consigli pratici per fare acquisti senza correre rischi, e vi invito a segnalare su questo blog irregolarità, prezzi maggiorati o vere e proprie truffe riscontrate durante i saldi.

 

 

1) Conservate sempre lo scontrino

: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad es. perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.

2) Le vendite devono essere realmente di fine stagione

: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.

3) Girate.

Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.

4) Consigli per gli acquisti.

Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti.

5) Diffidate degli sconti superiori al 50%,

spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto).  Un commerciante, salvo nell’Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.

6) Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia

o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.

7) Negozi e vetrine.

Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.

8) Prova dei capi:

non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

9) Pagamenti.

Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

10) Fregature.

Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.

WINDJET: FALLISCE INCONTRO CONSUMATORI PULVIRENTI OGGI SUL TAVOLO DI 104 PROCURE DELLA REPUBBLICA IN TUTTA ITALIA LA DENUNCIA PER APPROPRIAZIONE INDEBITA DEI SOLDI DEI BIGLIETTI E INSOLVENZA FRAUDOLENTA INOLTRATA DAL CODACONS

IL CODACONS CHIEDE IL SEQUESTRO DEI SOLDI PAGATI DAI VIAGGIATORI IL CUI VOLO E’ STATO ANNULLATO

SE WINDJET NON FALLISCE DEVE RESTITUIRE SUBITO I SOLDI INCASSATI DAI CONSUMATORI

Ieri i rappresentanti siciliani del CODACONS hanno chiesto un urgente incontro alla dirigenza di Windjet per tentare una soluzione bonaria della complessa vicenda che vede contrapposti 300000 passeggeri alla compagnia low cost.
Ma l’incontro è stato rifiutato, sicchè oggi d’ urgenza l’Associazione, anche a nome delle migliaia di viaggiatori che hanno aderito alla class action, ha inoltrato una diffida alla società a restituire i soldi incassati indebitamente per voli mai effettuati.
“La Windjet al momento della conclusione dei contratti con i singoli consumatori era già pienamente cosciente della pericolosa situazione che la vedeva coinvolta” – si legge nella diffida- “eppure, in spregio alle norme a tutela del contraente, concludeva ugualmente i contratti che sapeva di non essere in grado di onorare”.
Per questo il Codacons, oltre alla restituzione delle somme, ha chiesto alla compagnia il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dai consumatori.
Il Codacons ha anche inviato un esposto a 104 Procure della Repubblica in tutta Italia: infatti i passeggeri gabbati sono residenti in tutte le città italiane e quindi competenti ad indagare sono tutte le procure territoriali in cui la truffa eventuale e la appropriazione indebita si è realizzata
“Ad esasperare ulteriormente la già compromessa situazione” –si legge nella denuncia- “una volta intervenuta la sospensione dei voli, il consumatore si è trovato, per poter effettuare il volo, a dover versare ad altre Compagnie aeree una somma ulteriore rispetto a quella già prestata, che ha comportato un esborso complessivo superiore ai normali prezzi di mercato per la tratta di riferimento”

ECCO IL TESTO DELLA LETTERA INVIATA
 

CARO BENZINA: LASCIATE QUI LA VOSTRA SEGNALAZIONE!

SEGNALATE QUI I PREZZI PIU’ ALTI DELLE POMPE CHE TROVATE NON SOLO IN AUTOSTRADA!

IL CODACONS CHIEDERA’ DI VERIFICARE LA CONGRUITA’ DEI PREZZI PRATICATI!

SALDI ESTIVI: IL CODACONS PREVEDE UN CROLLO DELLE VENDITE DEL 20%

PESA L’EFFETTO IMU. LA SPESA PROCAPITE NON SUPERERA’ GLI  80  EURO

I CONSIGLI DELL’ASSOCIAZIONE PER EVITARE FREGATURE

Sabato prossimo, 7 luglio, partiranno i saldi estivi nella quasi totalità delle regioni italiane. Secondo il Codacons – unica associazione in Italia le cui previsioni sulle spese in regime di saldi vengono puntualmente confermate ogni anno dagli stessi commercianti – si registrerà una flessione delle vendite del 20% rispetto allo scorso anno, con punte del 30% in alcune città.
La spesa procapite nel periodo di sconti – calcola il Codacons – non supererà gli 80 euro. “Il dato è particolarmente negativo – spiega il Presidente Carlo Rienzi – considerato che già lo scorso anno si era registrato un crollo degli acquisti del 15%. Ad influire sul calo degli acquisti sarà soprattutto “l’effetto IMU”, le tasse e i balzelli introdotti dal Governo, la crisi ancora in corso e la scarsa fiducia degli italiani nel futuro economico nel nostro paese”.
Si registrerà poi una riduzione delle vendite anche nei centri commerciali e negli outlet, che negli anni passati avevano retto all’ondata di crisi. Solo il 45% degli italiani – stima infine l’associazione – si avvarrà degli sconti di fine stagione.
Il Codacons presenta il decalogo aggiornato con le ultime norme di riferimento e le vecchie, ma sempre valide, regole d’oro per fare buoni affari, districarsi nella selva dei saldi e prevenire i sempre possibili trabocchetti:

1)    Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad es. perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.
2)    Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. E’ improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.
3)    Girate. Nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.
4)    Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti.
5)    Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto).  Un commerciante, salvo nell’Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.
6)    Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.
7)    Negozi e vetrine. Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.
8)    Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.
9)    Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.
10)    Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure chiamate i vigili urbani.

ESTATE 2012, SI AVVICINANO ALTRE “STANGATE”. LASCIATE QUI LA VOSTRA SEGNALAZIONE!

AUMENTANO I PREZZI DI LETTINI, OMBRELLONI E COSTUMI DA BAGNO

UNA GIORNATA AL MARE COSTERA’ MEDIAMENTE IL 15% IN PIU’ RISPETTO ALLO SCORSO ANNO

Una raffica di rincari si abbatterà sulle vacanze estive degli italiani. Lo afferma il Codacons, che ha elaborato le prime previsioni relative a prezzi e tariffe di beni e servizi legati alle villeggiature dei cittadini. Aumenterà tutto o quasi, dall’affitto di ombrelloni, lettini e cabine ai prezzi dei beni classici delle vacanze, come costumi da bagno e creme solari. La colpa dei rincari – spiega l’associazione – è da attribuire in primo luogo al caro-benzina, che produce maggiori costi in tutti i settori i quali, alla fine della fiera, vengono scaricati sui consumatori finali. Ma ad incidere è anche la maggiore pressione fiscale – dall’aumento dell’Iva alle nuove tasse – che determina un inevitabile incremento di spese, prezzi e tariffe.

Una giornata al mare, comprensiva di spostamenti in automobile, affitto di lettino e ombrellone e consumazioni alimentari, costerà quest’anno mediamente il 15% in più rispetto al 2011 – spiega il Presidente Carlo Rienzi si v. link: http://www.codacons.it/articoli/estate_2012_stangata_si_abbattera_sulle_vacanze_degli_italiani__248341.html – Basti pensare che allo stato attuale solo per la benzina occorre spendere oggi il 20% in più rispetto allo scorso anno. Non andrà meglio a chi deciderà di trascorrere le vacanze all’estero: per mete come Maldive o Messico si potrà arrivare a pagare fino a 50 euro in più a passeggero solo per l’incidenza dei carburanti”.

Lasciate qui le vostre esperienze e segnalazioni!