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Le promesse di Renzi e l’abuso della credulità popolare

Da settimane siamo investiti da una marea di abusi della credulità popolare. Il Premier Renzi che promette di trovare 90 miliardi in pochi mesi usando la tecnica ormai consolidata di Papa Bergoglio: strette di mano, buon appetito e buon pranzo! Accorti comunicati stampa del suo efficientissimo ufficio stampa quando telefona al convento e trova la segreteria telefonica… escono ambedue per strada senza cravatta (e papalina) e senza scorta, ecc.

Fermo restando che mentre il Papa può ben farlo avendo sempre, senza spese, la possibilità di guadagnare adepti e consenso, Renzi non dovrebbe, perché non ha i fondi per ottenere lo stesso risultato (pochi miliardi raschiati senza mettere mano alla totale eliminazione degli sprechi non serviranno proprio a niente) .

Ma quelli che più ci fanno irritare sono i c.d. imprenditori illuminati che continuano a pontificare cavolate immani per farsi belli. Un plauso particolare a Maurizio Crozza che, finalmente, è stato capace di spiegare al mondo attraverso la sua trasmissione chi è veramente Farinetti (Eataly), uno che mentre predica il bene del paese, vende scatole di pelati con etichette illegali e insegna ai giovani la “furbizia”!! “Ma si limiti a vendere prosciutti”, ha giustamente detto Crozza, che solo per questo noi candideremo al “Premio Amico del consumatore” 2014.

E il mecenate Diego Della Valle che, dopo aver avuto in “regalo” il Colosseo per venti anni prorogabili da una certa dott.ssa Moretti che ha firmato il contratto per la Soprintendenza a suo favore, ha dichiarato sostanzialmente al Giudice penale che non lo aveva letto prima… di firmarlo, e continua a predicare che fa il bene del Paese. Non solo. Per far tacere i cittadini li cita in giudizio per 36 milioni di euro sentendosi diffamato.

E che dire di Cucinelli che continua a regalare aumenti di stipendio ai suoi dipendenti facendo invidia a chi, ingenuamente, pensa che una nicchia di mercato (per di più all’estero) di pullover da 3000 euro ciascuno sia una situazione riproducibile anche per altre imprese? Siamo stufi davvero! Vogliamo di nuovo le Madonne che piangono come a Civitavecchia e le bambine che vedono la santa apparire: questa è vera sana pulita credulità popolare.

E vogliamo da Renzi non più strette di mano e promesse ma un immediato chiaro decalogo per la nomina degli alti burocrati di Stato che si accinge a sfornare (Poste, Eni, Enel, ecc. ecc.). E se proprio non pensa di nominare me (l’unico di cui mi fido) allora ecco i requisiti che pretendiamo in chi occupa poltrone di rilievo:

Competenze: Devono essere comprovate le competenze tramite c.v. adeguati e non trascurate le capacità relazionali e le precedenti posizioni di coordinamento di vertici aziendali.

Età: Si devono escludere tra i vertici (Presidente, AD, DG) persone che non abbiano almeno cinque anni di attività lavorativa prima dell’età pensionabile. Chi supera tale limite di età può rientrare tra i consiglieri che non possono avere più di un incarico, cosi come per i sindaci del collegio.

Genere: ricordiamo l’impegno preso dal Presidente del Consiglio dopo la composizione del Governo: “Ci sarà la presenza del 50 per cento di donne ai vertici delle grandi Aziende di Stato.

Numero mandati: Non si possono superare i tre.

Carichi pendenti: Nessun componente deve avete carichi pendenti.

Tratto da: http://www.huffingtonpost.it/carlo-rienzi/le-promesse-di-renzi-e-labuso-della-credulita-popolare_b_5075802.html

VICENDA MARO’ E GIUSTIZIA ALLE FAMIGLIE DEI DUE PESCATORI ASSSASSINATI

Sono personalmente stufo di sentire questa storia dei due marò….le grida di protesta , la mobilitazione abnorme di forze e sostegni per far fare un processo a due che hanno ammazzato due pescatori come vogliono gli italiani mi hanno stancato.

Quando un GIP italiano , facendo strame del diritto internazionale, mandò chi aveva assassinato venti, non due, innocenti a farsi processare nel loro paese, alte si levarono le proteste nel nostro paese, proteste esattamente opposte a quelle che oggi chiedono che si faccia con i marò quel che ingiustamente si fece allora con i marines.
Che speranza di giustizia potrebbero avere le due famiglie distrutte dall’assassinio avvenuto in India se il processo ai marò si facesse in Italia? Ecco forse val la pena ricordare quel processo per capire quanto sarebbe più corretto che ciascun paese si processasse chi commette delitti sul proprio territorio…salva ovviamente la non applicazione della pena di morte…che viene sbandierata pur consapevoli tutti che mai sarebbe nemmeno ipotizzata contro i due soldati italiani.
Ricordate la Strage del Cermis? un disastro aereo avvenuto a Cavalese il 3 febbraio 1998, nel quale un aereo militare Grumman EA-6B Prowler statunitense tranciò il cavo della funivia del Cermis, in Val di Fiemme, causando la morte di 20 persone.
I pubblici ministeri italiani richiesero di processare i quattro marines in Italia, ma il giudice per le indagini preliminari di Trento ritenne che, in forza della Convenzione di Londra del 19 giugno 1951 sullo statuto dei militari NATO, la giurisdizione sul caso dovesse riconoscersi alla giustizia militare statunitense.
Il processo contro Ashby fu celebrato a Camp Lejeune nella Carolina del Nord. La Corte militare accertò che le mappe di bordo non segnalavano i cavi della funivia e che l’EA-6B stava volando più velocemente e a una quota molto minore di quanto permesso dalle norme militari. Le prescrizioni in vigore al tempo dell’incidente imponevano infatti un’altezza di volo di almeno 2000 piedi (609,6 m). Il pilota dichiarò che egli riteneva che l’altezza di volo minima fosse di 1000 piedi (304,8 m). Il cavo fu tranciato ad un’altezza di 360 piedi (110 m). Il pilota sostenne che l’altimetro dell’aereo era mal funzionante, e affermò di non essere stato a conoscenza delle restrizioni di velocità. Nel marzo del 1999 la giuria assolse Ashby, provocando l’indignazione dell’opinione pubblica italiana ed europea. Anche le accuse di omicidio colposo nei confronti di Schweitzer non ebbero seguito.
I due militari furono nuovamente giudicati dalla corte marziale USA per intralcio alla giustizia per aver distrutto un nastro video registrato durante il volo nel giorno della tragedia. Per tale capo d’accusa furono riconosciuti colpevoli nel maggio del 1999. Entrambi furono degradati e rimossi dal servizio. Il pilota fu inoltre condannato a sei mesi di detenzione, ma fu rilasciato dopo quattro mesi e mezzo per buona condotta.
Nel febbraio 2008 i due piloti hanno impugnato la sentenza e richiesto la revoca della radiazione con disonore, allo scopo di riavere i benefici finanziari spettanti ai militari; hanno anche affermato che, all’epoca del processo, accusa e difesa strinsero un patto segreto per far cadere l’accusa di omicidio colposo plurimo, ma di aver voluto mantenere l’accusa di intralcio alla giustizia «per soddisfare le pressioni che venivano dall’Italia». È comunque stato riconosciuto che l’aereo viaggiava a bassa quota e che la velocità era eccessiva considerati gli ostacoli presenti in zona.
La pubblicazione da parte del quotidiano La Stampa del rapporto conclusivo sulla tragedia del Cermis al capo di stato maggiore americano Peter Pace, rimasto segreto per 10 anni, riaccese le polemiche sulla condotta del Pentagono. Redatto il 10 marzo del 1998, un mese e una settimana dopo la morte dei 20 passeggeri della funivia, il rapporto del generale dei marines Peter Pace recita: “La causa di questa tragedia è che l’equipaggio dei Marines ha volato molto più basso di quanto non fosse autorizzato, mettendo a rischio se stesso e gli altri. Raccomando che vengano presi i provvedimenti disciplinari e amministrativi appropriati nei confronti dell’equipaggio, e dei comandanti. Gli Stati Uniti dovranno pagare tutte le richieste giustificate di risarcimento per la morte e il danno materiale provocato da questo incidente”.

Cosa ne pensate?

Tratto da:

http://www.huffingtonpost.it/carlo-rienzi/vicenda-maro-e-giustizia-alle-famiglie-dei-due-pescatori-assassinati_b_4758476.html

TACCIATO DI INDECENZA LO SPOT DI PROMOZIONE DELL’AZIONE DEL CODACONS CONTRO LA TASSA DI CONCESSIONE GOVERNATIVA APPLICATA ILLEGITTIMAMENTE AI CONTRATTI DI TELEFONIA MOBILE.

IL CODACONS PORNOGRAFICO??!

Pubblichiamo di seguito la lettera che ci è arrivata venerdì 11 ottobre 2013 da parte di una consumatrice che si è lamentata del nostro spot, andato in onda in tv (e visionabile anche su youtube: http://www.youtube.com/watch?v=mG3y6GXBXks) di promozione dell’azione del CODACONS per chiedere il rimborso della tassa di concessione governativa applicata illegittimamente ai contratti di telefonia mobile.

(http://www.codacons.it/articoli/illegittima_la_tassa_di_concessione_governativa_sui_contratti_di_telefonia_mobile_parte_la_class_action_232501.html).

Secondo la Sig.ra Pina XXXXX, della quale conserviamo l’anonimato come da sua richiesta, il nostro spot sarebbe schifoso, indecente e pornografico!

Di seguito la risposta, alla suddetta lettera di protesta, con i chiarimenti forniti dal nostro Presidente Marco Ramadori.

LETTERA DELLA SIGNORA PINA:

Spettabile CODACONS,

vi scrivo questa lettera per quanto di seguito.

Ieri giovedì 10 ottobre 2013 alle ore 19.30 circa sul canale del digitale terrestre “Rete oro”, appena terminato il TgR, andava in onda uno spot che pubblicizzava una vostra azione collettiva. Nulla da dire sulle pubblicità per le campagne sul sociale tra cui sono comprese anche quelle delle Associazioni dei consumatori. Tuttavia vorrei esprimere veramente serie perplessità in merito all’oggetto dello spot ed al modo utilizzato.

In questo schifoso spot, diffuso in fascia protetta, c’erano, infatti, scene con due signorine che più avvocatesse del CODACONS, davano l’idea di donne di facili costumi  che non hanno fatto altro che evocare allusioni e pensieri pornografici. Secondo me e secondo la mia famiglia ciò ha superato ogni limite della decenza. Io mi chiedo come un’associazione dei consumatori, conosciuta a livello nazionale, come la Vostra, che dovrebbe impegnarsi rispettosamente e decentemente nella difesa dei cittadini, può abbassarsi ad un tale livello di mal costume. Della vostra azione collettiva non si è capito nulla, perché l’attenzione di noi spettatori (parlo per me e per la mia famiglia) stava unicamente sulle forme delle due ragazzette che tra le altre cose si esprimevano quasi come se stessero nel bel mezzo di un amplesso.

I video porno lasciateli fare a Rocco Siffredi e pensate, invece, ad occuparvi di quello che veramente dovreste fare: azioni a tutela dei consumatori.

Io e la mia famiglia siamo rimasti veramente allibiti e delusi e non ci saremmo mai aspettati un tale gesto dalla vostra Associazione.

E’ veramente uno schifo e mi vergogno per voi.

Pina XXXXX

Vi prego di non pubblicare il mio cognome.

P.S. Vi avverto che ho inviato la mia protesta già a tutti i maggiori quotidiani perché è giusto che tutti lo sappiano.

CHIARIMENTI DEL NOSTRO PRESIDENTE MARCO RAMADORI:

Cara Sig.ra Pina,

Il nostro spot, volto a pubblicizzare la nostra azione collettiva per chiedere il rimborso della tassa di concessione governativa illegittimamente pagata per i contratti di telefonia mobile, non è affatto volgare come lei sostiene! Anzi!

Il nostro spot costituisce una denuncia sociale nonché una voluta e studiata provocazione per tutti i soldi sottratti indebitamente ai cittadini con questa assurda tassa.

Quello che lei definisce “pornografico” pornografico in realtà non è. Ciò che è veramente pornografico e indecente, invece, è il pretendere il pagamento di una tassa illegittima.

Ad ogni modo, considerato che dal nostro spot lei sostiene di non aver compreso nulla in merito alla nostra azione collettiva, colgo l’occasione per fornire qualche delucidazione a riguardo:

La tassa di concessione governativa applicata ai contratti di telefonia mobile è stata dichiarata illegittima ed anacronistica da diverse Commissioni Tributarie italiane e pertanto non doveva essere pagata. Tutti coloro che quindi l’hanno illegittimamente versata hanno diritto al rimborso di quanto indebitamente corrisposto negli ultimi 3 anni. Rimborso che per un privato ammonta sino ad                € 185,76 e per una società ammonta sino ad € 464,76. Per ottenere questo rimborso con il CODACONS è semplicissimo: come infatti ben spiegato dalle due protagoniste del nostro spot, è sufficiente contattarci al numero telefonico  895 895 9949 e, con una modica spesa di € 6,00 (iva inclusa), di iscrizione all’azione, è possibile ottenere la modulistica e le istruzioni per richiedere il rimborso.

Si ricordi signora: la vera pornografia è il sopruso delle lobbies e non uno spot del CODACONS!

Su questa riflessione la saluto.

Marco Ramadori

E ORA GIUDICATE VOI SE LO SPOT E’ “PORNOGRAFICO”….!!!!

ECCO LO SPOT DELLO SCANDALO!

 

CHI SI SOMIGLIA SI PIGLIA: PERCHE’ PD E GRILLO NON SI PIGLIANO?

Su una cosa Pd e M5S sono in perfetta sintonia: la scelta di personaggi televisivi per i ruoli più importanti nelle nostre istituzioni. Ieri le varie anime del Pd rubavano agli schermi televisivi nomi noti al pubblico coma Lilli Gruber, Michele Santoro, e altri giornalisti conosciuti più per il loro viso che non per le doti politiche, e li mandavano a ricoprire incarichi istituzionali anche delicati. La stessa cosa oggi la fa il M5S, che candida Milena Gabanelli alla Presidenza della Repubblica. E domani potremmo avere Fabio Fazio Presidente del Senato, Floris Ministro dell’economia e Maria De Filippi al Ministero dell’Istruzione.

Ma perché Pd e grillini hanno questa sorta di dipendenza dalla tv? Perché non scelgono per i posti chiave della vita politica ed istituzionale italiana, soggetti della società civile che davvero si sono fatti il “mazzo” per il nostro paese sporcandosi le mani e mettendoci la faccia (ma non davanti a una telecamera!)??

E a quei grillini che sembrano possibilisti circa l’elezione di Romano Prodi al Quirinale, e che così facendo dimostrano una certa ignoranza, noi ricordiamo che fu proprio Prodi ad aprire le porte all’allora presidente degli Stati Uniti, George Bush, facendosi espropriare una parte del Veneto attraverso l’incredibile vicenda della base Usa “Dal Molin” a Vicenza.

Forse il Codacons deve ricordare al Pd e al M5S cosa scriveva Prodi qualche anno fa a Bush, e cioè esattamente questo:

“Carissimo George, desidero confermarti la decisione del mio Governo di dare il proprio assenso all’allargamento della base USA di Vicenza, attraverso l’utilizzazione dell’aeroporto Dal Molin della stessa città”.

Farebbero bene i nostri partiti politici a prestare più attenzione nella scelta dei nomi dei soggetti che vorrebbero far sedere su poltrone importanti, ripassando la storia recente e basandosi sul merito più che sull’audience.

Una petizione a favore del DPA: la Befree Community lancia “Liberi di essere. No alle droghe”

Con lo slogan “Liberi di essere. No alle droghe”, la Befree community ha lanciato una raccolta di firme per sostenere le attività di prevenzione dall’uso di droghe portate avanti dal Dipartimento Politiche Antidroga, sotto la guida di Giovanni Serpelloni.
“Qui non c’entra la politica ma solo il tuo buon senso e la tua salute” è quanto viene ricordato dalla nostra Community, insieme al fatto che i giovani diventano sempre più consapevoli che usare droghe è una vecchia moda e un vecchio retaggio non più accettabile che porta danni fisici e mentali che compromettono anche il loro livello di intelligenza.
Con la richiesta che il Dipartimento Politiche Antidroga e il suo capo Giovanni Serpelloni continuino a svolgere il loro prezioso lavoro, apprezzato dalle organizzazioni nazionali e internazionali, la Befree community chiede di sostenere l’iniziativa firmando e diffondendo a tutti i tuoi amici e conoscenti la petizione:

 

Entra nel link

https://www.change.org/it/petizioni/a-tutti-i-ragazzi-vogliamo-dire-liberi-di-essere-no-alle-droghe-sostieni-le-attivita-di-prevenzione-del-dpa

 

FIRMA E FAI FIRMARE!

 

Ilaria Cielo e Gianpietro Forti

TRISTEZZA NOSTALGIA RICORDI: SEGNALA UNA COSA CHE NON C’E’ PIU’!

A me vengono in mente queste cose….

Film 8mm, cassette video, la dichiarazione d’amore, biglie, pantaloni patta bottoni, uva sanginella, i quaderni con la copertina nera e targhetta nome, l’astuccio, i pennini, nazionali senza filtro, carta azzurra per la pasta, la serenata, bigliettaio bus,  la verginità prima delle nozze, materassi di lana,  il juke box, pennello e schiuma da barba, camera oscura, liquido sviluppo foto, posacenere da bar, la trombata all’est, dischi a 78 e 45 giri, magnetofono,  le classi non miste, le 20 lire d’oro,  pantaloni alla zuava, acciarino, i balletti a casa, il braciere,  quando l’amore brucia l’anima con il rock di jerry Lee Lewis; il twist , il  sottamuro, tamburelli e cerchietti,  cucine con i fornelli a carbone, cerini, minerva e svedesi, prosperi, Macedonia, Turmac ovali, chiodo sulla sabbia, la colla liquida, i genitori quando si hanno 60 anni, giradischi con puntine

…e a voi cosa viene in mente?

DOPO MIGLIAIA DI RICORSI DEI PRECARI PER IL RISARCIMENTO DEI DANNI, ORA IL CODACONS, CONTRO L’ASSURDA ESCLUSIONE DAL PROSSIMO MEGA CONCORSO, MOBILITA I GIOVANI E I DOCENTI CHE HANNO LAVORATO PER ANNI MA NON HANNO POTUTO ABILITARSI PER COLPA ESCLUSIVA DEL MIUR

IL CODACONS ORGANIZZA MEGA RICORSO AL TAR PER OLTRE 50.000 NON ABILITATI

PER ADERIRE ISTRUZIONI SUL SITO WWW.CODACONS.IT

Il Codacons e, con lui, migliaia di ricorrenti incassano pronunce favorevoli dei Tribunali italiani per il risarcimento dei danni in favore dei precari da anni non immessi in ruolo.
E prepara una mega azione collettiva contro l’assurda esclusione dal prossimo concorsone del Ministro Profumo di giovani e docenti che hanno lavorato per anni ma non hanno potuto abilitarsi per colpa esclusiva del Miur, che per oltre un decennio non ha indetto né concorsi né abilitazioni.
ANCHE LE DIRETTIVE EUROPEE PREVEDONO CHE UN ADEGUATO SERVIZIO SIA EQUIVALENTE ALL’ ABILITAZIONE ALL’INSEGNAMENTO.
Con il ricorso si chiederà l’annullamento del bando, limitatamente alla parte in cui non ammette anche i non abilitati al concorso e si chiederà quindi in via urgente e immediata al TAR del Lazio l’ ammissione con riserva dei ricorrenti alle prove concorsuali.
Il Codacons ricorda che per partecipare all’azione è necessario inviare la domanda di partecipazione al concorso appena uscirà sulla Gazzetta Ufficiale il bando, anche se non si è in possesso dei requisiti necessari.
Per aderire andare sul sito www.codacons.it e seguire la procedura di iscrizione, compilando il form all’indirizzo www.termilcons.net/index.php?pagina=page_publicForm&idForm=141&css=1&access=ok o inviando un sms anche vuoto al numero 3920702492 o chiamando il numero a pagamento 892007.
E il Codacons invita tutti i precari esclusi dal concorso a partecipare insieme ai consumatori alla giornata di mobilitazione e sciopero della spesa, che si terrà  il 19 settembre.

VACANZE: I DATI DEFINITIVI DELLE LAMENTELE

 WIND JET: RECORD NEGATIVO PER GLI AEREI, IN TESTA ALLE PROTESTEIL CODACONS RICORDA COME ESERCITARE I PROPRI DIRITTI

Le ferie stanno ormai finendo. Come ogni anno il Codacons stila la statistica sulle vacanze andate male degli italiani.
Complessivamente sono pervenute 11.000 segnalazioni circa, lo stesso numero dello scorso anno. Considerato, però, che meno italiani sono andati in vacanza, si tratta di un peggioramento della situazione. Secondo stime dell’associazione, infatti, questa estate sono partiti per le ferie 2,5 milioni in meno di italiani rispetto al 2011. Ad incidere negativamente sul dato c’è sicuramente la vicenda di Wind Jet che ha fatto balzare la voce trasporti, con il 32%, al primo posto delle segnalazioni giunte al Codacons, un livello record mai raggiunto, anche se non tutte le proteste erano specificatamente relative a vacanze ma riguardavano anche semplici spostamenti.
Scende rispetto al 2011, pur restando al secondo posto, la voce pacchetto turistico che si attesta al 22%. La riduzione, però, è da attribuire ad un aumento degli italiani che, per risparmiare, hanno optato per vacanze fai da te rispetto a quelle organizzate dai tour operator. Al terzo posto gli alberghi, stabili al 19%. All’interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste dei consumatori, seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%, anche queste in calo per il minor numero di pacchetti turistici venduti.

Migliora nettamente, invece, passando dal 6 al 4%, la voce bagagli, che dal 2009 ad oggi ha registrato un continuo e costante progresso, grazie all’attivazione di nuovi impianti di smistamento automatico dei bagagli nei principali aeroporti italiani.

CLICCA QUI PER VEDERE LA GRIGLIA RIEPILOGATIVA!

Il Codacons ricorda a chi ha acquistato un pacchetto turistico come esercitare i propri diritti in caso di vacanza rovinata:

·         I consumatori devono richiedere, ai sensi dell’art. 49 del Codice del Turismo (Decreto Legislativo 23 maggio 2011, n. 79), il risarcimento dei danni subìti inviando all’organizzatore del viaggio una raccomandata a.r. entro e non oltre 10 giorni lavorativi dal rientro. Non c’è bisogno di quantificare subito il danno. In ogni caso l’invio della raccomandata o il reclamo in loco non sono obbligatori ai fini dell’ottenimento di un risarcimento del danno. Infatti, secondo una recente sentenza della Cassazione, sono “previsioni a favore del consumatore, lontane dallo stabilire oneri e decadenze a carico dello stesso. Il reclamo in loco è volto a consentite di porre rimedio alle inadempienze; il reclamo con raccomandata è facoltativo: è volto alla denuncia degli inadempimenti al fine di favorire la soluzione della controversia in via stragiudiziale“.

·         Meglio se la raccomandata la fate scrivere direttamente dal Codacons, visto che spesso alle lettere del singolo consumatore i tour operator non rispondono o lo fanno con una lettera standard uguale per tutti in cui si respinge la richiesta di rimborso, in modo da scoraggiare il consumatore nella sua giusta pretesa.

·         Conservate tutta la documentazione del torto subito (molto utili le fotografie ed i filmini fatti, scontrini per spese varie).

·         Non buttate il catalogo: vale per dimostrare le promesse non mantenute.

·         Non rinunciate all’azione legale! E’ sempre possibile rivolgersi ad un giudice chiedendo il risarcimento del danno subito, sia patrimoniale (il rimborso dei costi sostenuti per servizi non resi), sia morale, il cosiddetto “danno da vacanza-rovinata”, sancito dall’art. 47 del Codice del Turismo e correlato al tempo  di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta.

·         Se non si ottiene soddisfazione o per consigli potete fissare un appuntamento con le nostre sedi legali, telefonando all’ 892 007.

SEGNALATE QUI I VOSTRI CASI DI VACANZA ROVINATA!

 

CALDO: DA DOMANI ARIA AFRICANA SULL’ITALIA

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IL CODACONS DENUNCIA I PUNTI DOLENTI DELL’ACCORDO GOVERNO – ENTI LOCALI PER LE ONDATE DI CALORE
I MEDICI DI FAMIGLIA VANNO COINVOLTI DI PIU’

E’ attesa per domani la prima vera giornata bollente, la più pericolosa, dato che le ondate iniziali di calore hanno un maggiore impatto sulla mortalità.
Il Codacons lancia l’allarme anziani ed evidenzia come l’accordo del 6 giugno in sede di Conferenza unificata tra Governo e Regioni, Province e Comuni, che sostituisce le ordinanze, non abbia risolto le criticità precedenti, a cominciare dal problema di un serio coinvolgimento dei medici di famiglia. E’ evidente, infatti, che in sede di Conferenza unificata potevano finalmente, senza questioni di competenze, essere determinati con precisione i compiti  dei medici di base, che invece nell’accordo del 6 giugno non sono nemmeno citati. Invece per i MMG resta il vecchio Protocollo d’intesa del 2007, tanto generico quanto inutile. La conseguenza è che laddove le Regioni e le Asl sono attive, i medici sono coinvolti, altrimenti è il nulla cosmico.
Per il Codacons, invece, in tutta Italia i medici di famiglia dovrebbero:
•        Essere avvisati del passaggio dal livello 2 al livello 3.
•        Poter scremare le liste dei suscettibili preparate dalle Asl.
•        In caso di passaggio al livello 3, visitare i pazienti più a rischio da loro stessi segnalati, anche se non chiamati.
•        In caso di ferie dare ai loro sostituti l’elenco dei pazienti a rischio da visitare a domicilio.
Di seguito gli altri punti dolenti dell’accordo, identici a quelli delle vecchie ordinanze:
•        Quando si passa dal livello 2 (rischi per la salute delle persone più fragili e anziane) al livello 3 (elevato rischio per la salute della popolazione)  nessuno è obbligato a fare niente (ad esempio nessuno è tenuto ad andare a visitare gli anziani più a rischio). Tutto è rimesso ad iniziative volontaristiche locali, laddove ci sono.
•        L’accordo sarà attuato senza soldi. Così, infatti, si legge: “alle attività previste dal presente Accordo si provvede nel limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.
•        Anagrafi della suscettibilità: si continua a partire dal solito sterminato elenco della popolazione di età pari o superiore ad anni 65 che i comuni trasmettono alla asl (solo alcune realtà partono intelligentemente dagli anziani con più di 75 anni), che poi lo aggiornano, o dovrebbero aggiornarlo, con altri dati in loro possesso, come i ricoveri. Poi alcune asl scremano ulteriormente questo elenco coinvolgendo i MMG, ma si tratta di casi più unici che rari. In ogni caso si tratta sempre di elenchi troppo vasti, di migliaia di persone, alle quali non è impossibile fornire un intervento di assistenza sociale o sanitaria.
•        Le aziende unità sanitarie locali, dovrebbero avviare “ogni opportuna iniziativa volta a  prevenire e a  monitorare danni gravi ed irreversibili a causa delle anomale condizioni climatiche legate alla stagione  estiva” una espressione che può significare tutto e niente e che consente ad alcune Asl di lavarsene le mani. Unico miglioramento rispetto alle vecchie ordinanze è che queste iniziative dovrebbero essere avviate “secondo gli indirizzi forniti dalle Regioni”, sempre, però, che ci siano.
•        Le  amministrazioni  comunali è previsto che provvedano “ad avviare ogni opportuna iniziativa, nell’ambito delle proprie competenze tese a prevenire gli effetti di calore sulle popolazioni a rischio”, una espressione ancora più generica ed insignificante di quella sulle Asl, che consente ad alcuni comuni di non fare nulla, dato che nulla di preciso è stabilito.
•        Nessuno è ufficialmente  incaricato di conteggiare e comunicare quanti anziani muoiono ogni anno per il caldo (ricordiamo che l’unica volta in cui si procedette ad un conteggio, nel 2003, l’Istituto Superiore di Sanità accertò 34.071 anziani morti).

COLLISSIONE A ROMA TERMINI: SE ERI SU UNO DEI DUE FRECCIAROSSA PUOI OTTENERE UN INDENNIZZO ANCHE IN ASSENZA DI LESIONI

Per aderire compilare il

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(file formato .doc – dim. 26Kb)

e inviarlo integralmente compilato e sottoscritto a:

CODACONS
Viale G. Mazzini, 73
00195 Roma

Ricordiamo che l’iscrizione potrà avvenire gratuitamente attraverso il versamento del 5 per mille al Codacons secondo le indicazioni presenti sul sito WWW.CODACONS.IT