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Ma Renzi Renzi non lo sa, che ride tutta, tutta quanta la città….

Se i Ministri del prossimo Governo Renzi saranno i Farinetti e i Cucinelli ci sarà davvero da ridere. Dopo il governo della COOP di Bersani ora saremo guidati dai poteri forti della produzione “Made in Italy“, che spesso però con l’Italia non ha nulla a che fare. Prendiamo questi due forti simboli dell’Italia renziana, quella che predicava bene – come ha acutamente notato Asor Rosa – e che razzola già malissimo. NO AL RIMPASTO!! A noi queste cosucce della prima Repubblica non ci interessano, ma non avevamo capito che voleva dire.

SI AL PASTO COMPLETO! Pensavamo che significasse “vogliamo il bene del paese” e non le poltrone. Ma si sa, se Renzi era a scuola uno che le sparava grosse, figuriamoci una volta che ha l’illusione di andare ad ammirare il sederone della Merkel alla pari con lei. E infatti le illusioni sono crollate in pochi giorni e si va verso un governo delle larghe intese che farà perdere alle prossime elezioni tutto il vantaggio della “diversità” che rappresentava il Renzi delle chiacchiere dell’ultimo mese.

Chi del PD voterà ancora PD ? Quelli moderati lettiani favorevoli alle larghe intese no, perché Letta lo ha fatto fuori senza spiegare quali saranno le differenze. Quelli renziani contrari alle larghe intese non ne parliamo proprio: traditi e gabbati. Ma il colmo sta nell’entourage che si sta presentando in questi giorni in tv come sostegno culturale a Renzi. Parliamo di Farinetti e Cucinelli: il secondo che è l’unico in Italia a sostenere che nel suo outlet per russi ricchi di Solomeo (borgo finto di porcellana dove anche lo spazzino deve tutto all’imprenditore) non si applica la legge nazionale che impone di mettere i prezzi sui cartellini dei prodotti in vendita, e l’altro, Farinetti, che vende l’Italia al negozio facendosi pagare l’affitto degli scaffali dalle piccole e microimprese italiane, sfruttando il potere di essere riuscito ad avere uno spazio enorme come il terminal Ostiense per fare le pizze napoletane (siamo curiosi di sapere come ha fatto a entrare a New York dove si dice che se non paghi uno “scotto” alle mafie locali non entri…), ma che teorizza l’inutilità delle regole e delle leggi a tutela dei consumatori, “troppe e inutili” ha sostenuto lo stesso Farinetti quando il Codacons ha trovato, presso lo store di Eataly a Roma, ben 30 prodotti in vendita la cui etichettatura non era conforme alle norme prescritte dalla legge, poiché enfatizzavano caratteristiche del prodotto contrarie alla realtà. Tanto per fare un esempio, abbiamo trovato nei cartelloni posti in prossimità del bancone frigo dove si vendono yogurt e latticini la scritta: “Latte, yogurt, latticini a KM zero. Gran bei prodotti abbiamo trovato qui in Lazio di Roma“. Nella realtà, però, il frigorifero in questione conteneva beni alimentari anche di altra tipologia (tipo il pesto) ma soprattutto la maggior parte degli yogurt in vendita erano prodotti e confezionati nel Trentino o altri luoghi distanti dal Lazio!!

Ora i NAS e l’Antitrust indagano sui loro negozi così spigliati e fuori delle leggi dello Stato, ma realtà come Eataly, Coop e Carrefour continuano a vendere quei prodotti danneggiando i consumatori. Da ciò desumiamo che se invece di Farinetti facessero ministro il presidente di Coop o di Carrefour non cambierebbe poi molto. Se poi addirittura come sembra, pensa a Moretti e Montezemolo nel Governo, vuol dire che Renzi considera gli italiani come un treno per ricchi che finirà per calpestare il popolo di chi si fa il mazzo per sopravvivere. Povera Italia…. la città ride, ma ride più di tutte Firenze che ha perso un Sindaco che si vedeva poco in città ormai.

Tratto da:

http://www.huffingtonpost.it/carlo-rienzi/ma-renzi-renzi-non-lo-sa-che-ride-tutta-tutta-quanta-la-citta_b_4808367.html

GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO WORLD NO-TOBACCO DAY 2013

Ban Tobacco advertising, promotion and sponsorship
Divieto di pubblicità, della promozione e della sponsorizzazione del tabacco
XV CONVEGNO NAZIONALE
TABAGISMO E SERVIZIO SANITARIO
NAZIONALE

31 maggio 2013

 

GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO
WORLD NO-TOBACCO DAY 2013
Ban Tobacco advertising, promotion and sponsorship
Divieto di pubblicità, della promozione e della sponsorizzazione del tabacco
XV CONVEGNO NAZIONALE
TABAGISMO E SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
31 maggio 2013
organizzato da
ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ
MINISTERO DELLA SALUTE
ISTITUTO DI RICERCHE FARMACOLOGICHE “MARIO NEGRI”
SOCIETA’ ITALIANA DI TABACCOLOGIA

Venerdì 31 maggio
8.30 Registrazione dei partecipanti
9.00 Indirizzi di benvenuto
F. OLEARI
Presidente Istituto Superiore di Sanità
E. Garaci
Presidente Consiglio Superiore di Sanità
G. Ruocco
Direttore Generale Prevenzione, Ministero della Salute
S. Garattini
Direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”
B. Tinghino
Presidente Società Italiana Tabaccologia
Intervento di Ferrovie dello Stato Italiane sul progetto “sFreccia contro il fumo”
È stata invitata l’On. Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute
I SESSIONE
Moderatori: S. Garattini
9.30 L’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga presenta il Rapporto Nazionale sul Fumo 2012
R. Pacifici
10.00 Le azioni del Ministero della Salute nella lotta al tabagismo
D. Galeone
II SESSIONE
Moderatori: P. Zuccaro, A. Mangiacavallo
10.30 Malattie e morti da fumo fino al 2050: ruolo chiave della cessazione dal fumo
C. La Vecchia
10.50 Trattamenti per smettere di fumare: quando a carico del SSN?
S. Nardini
11.10 Il polonio nei fumatori
V. Zagà
11.30 Intervallo
III SESSIONE
Moderatori: R. Pacifici, D. Galeone
12.00 Tavola rotonda
La sigaretta elettronica
INTERVENTI
A. Fonda
R. Polosa
B. Tinghino
G. Mangiaracina
C. Rienzi
13.00 Conclusioni
RELATORI E MODERATORI
A. Fonda Ministero della Salute, Roma
D. Galeone Ministero della Salute, Roma
S. Garattini Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Milano
C. La Vecchia Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Milano
A. Mangiacavallo Già Presidente della Federazione Italiana contro le Malattie Polmonari Sociali e la Tubercolosi, Roma
G. Mangiaracina Università “La Sapienza”, Unità di Tabaccologia, Roma
S. Nardini Presidio Ospedaliero di Vittorio Veneto, Treviso
R. Polosa A.O. Universitaria Vittorio Emanuele, Catania
R. Pacifici Istituto Superiore di Sanità, Roma
C. Rienzi CODACONS, Roma
G. Ruocco Ministero della Salute, Roma
B. Tinghino Società Italiana di Tabaccologia, Milano
V. Zagà AUSL Bologna, UO Pneumotisiologia Territoriale, Bologna
P. Zuccaro Istituto Superiore di Sanità, Roma
Segreteria Scientifica
R. PACIFICI
Dipartimento del Farmaco
Istituto Superiore di Sanità
Viale Regina Elena, 299 – 00161 Roma
Tel. 06 49902909
Fax 06 49902016
e-mail: roberta.pacifici@iss.it
Segreteria Tecnica
A. BACOSI, S. DI CARLO, R. DIGIOVANNANDREA, A. DI PUCCHIO, E. PIZZI
Osservatorio Fumo Alcol e Droga
Istituto Superiore di Sanità
Viale Regina Elena, 299 – 00161 Roma
Tel. 06 49902909/06 49903653
Fax 06 49902016
e-mail: osservatorio.fad@iss.it
www.iss.it/ofad
Ufficio Stampa
M. TARANTO
Istituto Superiore di Sanità
Viale Regina Elena, 299 – 00161 Roma
Tel. 06 49902950
Fax 06 49387154
e-mail: ufficio.stampa@iss.it
INFORMAZIONI GENERALI
Sede
Aula Pocchiari
Istituto Superiore di Sanità
Viale Regina Elena, 299 – Roma
Iscrizione
La partecipazione al Convegno è gratuita.
Per motivi organizzativi si prega di comunicare la propria adesione alla Segreteria Tecnica via fax al numero 06 49902016 utilizzando la scheda di iscrizione disponibile sul sito www.iss.it/ofad, alla sezione “Appuntamenti”.
Attestato di partecipazione
Al termine del Convegno sarà rilasciato un attestato di partecipazione a chi ne farà richiesta.
Non sono previsti crediti ECM

CHI SI SOMIGLIA SI PIGLIA: PERCHE’ PD E GRILLO NON SI PIGLIANO?

Su una cosa Pd e M5S sono in perfetta sintonia: la scelta di personaggi televisivi per i ruoli più importanti nelle nostre istituzioni. Ieri le varie anime del Pd rubavano agli schermi televisivi nomi noti al pubblico coma Lilli Gruber, Michele Santoro, e altri giornalisti conosciuti più per il loro viso che non per le doti politiche, e li mandavano a ricoprire incarichi istituzionali anche delicati. La stessa cosa oggi la fa il M5S, che candida Milena Gabanelli alla Presidenza della Repubblica. E domani potremmo avere Fabio Fazio Presidente del Senato, Floris Ministro dell’economia e Maria De Filippi al Ministero dell’Istruzione.

Ma perché Pd e grillini hanno questa sorta di dipendenza dalla tv? Perché non scelgono per i posti chiave della vita politica ed istituzionale italiana, soggetti della società civile che davvero si sono fatti il “mazzo” per il nostro paese sporcandosi le mani e mettendoci la faccia (ma non davanti a una telecamera!)??

E a quei grillini che sembrano possibilisti circa l’elezione di Romano Prodi al Quirinale, e che così facendo dimostrano una certa ignoranza, noi ricordiamo che fu proprio Prodi ad aprire le porte all’allora presidente degli Stati Uniti, George Bush, facendosi espropriare una parte del Veneto attraverso l’incredibile vicenda della base Usa “Dal Molin” a Vicenza.

Forse il Codacons deve ricordare al Pd e al M5S cosa scriveva Prodi qualche anno fa a Bush, e cioè esattamente questo:

“Carissimo George, desidero confermarti la decisione del mio Governo di dare il proprio assenso all’allargamento della base USA di Vicenza, attraverso l’utilizzazione dell’aeroporto Dal Molin della stessa città”.

Farebbero bene i nostri partiti politici a prestare più attenzione nella scelta dei nomi dei soggetti che vorrebbero far sedere su poltrone importanti, ripassando la storia recente e basandosi sul merito più che sull’audience.

CONCORSONE: NOVITA’!

IL CODACONS DIFFIDA IL MIUR A FAR PARTECIPARE I NON ABILITATI CHE HANNO PROPROSTO RICOESO ALLE PROVE SCRITTE DEL CONCOSRSONE!

ECCO I TESTI CHE ABBIAMO INOLTRATO!

Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca in persona dle Ministro p.t.

Presso la sede

Tutti gli Usr

ATTO DI SIGNIFICAZIONE

E DIFFIDA

                                                                 

Per i signori________________________ ricorrenti nel ricorso innanzi al Tar del Lazio r.g. n.10004/2012

E per i Si.ri______________________ricorrenti nel ricorso straordinario innanzi al presidente della Repubblica,

Tutti rappresentati e difesi dall’Avv. prof. Carlo Rienzi, come da deleghe di cui ai ricorsi detti, che rappresentano quanto segue

 

  1. Di aver partecipato e superato le prove pre-selettive di cui al concorso Decreto del direttore generale per il personale scolastico n. 82 del 24 settembre 2012 – indizione dei concorsi a posti e cattedre, per titoli ed esami, finalizzati al reclutamento del personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado, in virtù di Ordinanza cautelare 167/2013 ed in virtù dell’art. 2, comma 8, che vuole: “I candidati sono ammessi al concorso con riserva di accertamento del possesso dei requisiti di ammissione dichiarati nella domanda, adempimento che l’Ufficio scolastico regionale competente espleterà solo dopo lo svolgimento della prova di preselezione di cui all’articolo 5, limitatamente ai candidati che l’hanno superata. In caso di carenza dei requisiti di  ammissione, l’Ufficio scolastico regionale dispone l’esclusione immediata dei candidati, in qualsiasi momento della procedura concorsuale.”.
  2. DI NON AVER RICEVUTO ALCUNA COMUNICAZIONE  NE’ DI ESCLUSIONE NE’ RELATIVAMENTE ALLA SEDE DI ESPLETAMENTO DELLA PROVA SCRITTA DI CUI AGLI’ARTT. 7 e 9 del bando, MENTRE L’ART. 11 IMPONE DI comunicare: “L’elenco delle sedi d’esame, con la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico, è comunicato dagli Uffici scolastici regionali competenti almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato nei rispettivi albi e siti internet, nonché sulla rete intranet e sul sito internet del Ministero ..”.
  3. I concorsi della Pubblica Amministrazione sono regolati, per quanto attiene alle modalità di svolgimento e di indizione, dall’art. 35 del dlgs 165/2001, dal dpr n. 686/57, nonché dal dpr n. 487/94, oltre che dai principi regolatori costituzionali cui deve sempre essere improntata l’attività della P.A.. In particolare l’art. 35 del dlg 165/2001 dispone con il comma 3 che “3. Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano ai seguenti principi: a) adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ricorrendo, ove è opportuno, all’ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione (1); b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinalie professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire; c) rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori; d) decentramento delle procedure di reclutamento; L’ art. 3 dpr  n.487/1994 impone che “Il bando di concorso deve contenere il termine e le modalità di presentazione delle domande nonché l’avviso per la determinazione del diario e la sede delle prove scritte ed orali ed eventualmente pratiche” Ed ancora L’art. 6 sempre del d.p.r. n.487/1994 così statuisce: “Il diario delle prove scritte deve essere comunicato ai singoli candidati almeno quindici giorni prima dell’inizio delle prove medesime. Tale comunicazione può essere sostituita dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4a serie speciale – concorsi ed esami” . (vedi sul punto TAR Sicilia –Palermo-, sent. n. 511/2008 TAR Toscana –Firenze- con sent. n. 1276/2006)
  4. Il  superamento degli esami comporta il crearsi di legittimo affidamento che l’ordinamento giuridico riconosce al superamento delle prove d’esame e legittime aspettative e di interessi legittimi tutelati e riconosciuti dall’ordinamento giuridico e dalla giurisprudenza ALLA PROSECUZIONE DELLE PROCEDURE CONCORSUALI, interesse legittimo e superiore meritevole di tutela, in quanto si è riusciti a realizzare la fase successiva della procedura concorsuale. (Cons. Stato, Sez. VI, 20 dicembre 1999, n. 2098; Parti in causa Liceo linguistico Nuova Europa Reggio Calabria c. Polimeni; Riviste: Foro Amm., 1999, 2590; Cons. Stato, 1999, I, 2181;Cons. Stato, Sez. VI, 20 marzo 1996, n. 474; Parti in causa: Min. p.i. e altro c. Boncompagni; Riviste: Cons. Stato, 1996, I, 482;T.A.R. Lombardia, sez. III Milano, 17 novembre 1994, n. 769 Parti in causa: Buonfiglio c. Provved. studi Milano; Riviste: Riv. Giur. Scuola, 1996, 501; Corte costituzionale n. 108/2009, depositata il 9/4/2009)

Tutto ciò premesso,

SI FA ISTANZA E DIFFIDA

Affinché gli istanti, alla luce della Ordinanza del Tar del Lazio N. 167/2013 emessa in materia e dell’art. 2, comma 8, Decreto del direttore generale per il personale scolastico n. 82 del 24 settembre 2012, di efficacia erga omnes:

–         Siano ammessi alle prove scritte di cui agli artt. 7 e 9 dello stesso bando.

–         Ricevano con immediatezza le comunicazioni dovute per legge circa “la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico, è comunicato dagli Uffici scolastici regionali competenti almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove” così come impone anche lo stesso bando ALL’ART.11.

–         Siano date le istruzioni e disposizioni e siano emessi i provvedimenti necessari ai Direttori Regionali e Presidenti di Commissione d’esame al fine della esecuzione dell’ordine del Tar del Lazio e della tutela degli interessi legittimi coinvolti.

SI AVVERTE CHE

 Nel caso di illegittimo diniego l’istante sarà costretto ad adire le opportune sedi legali per far valere i propri diritti e cautelarmene rivalersi sull’Amministrazione Scolastica per far valere il giusto risarcimento del danno e la responsabilità diretta del dipendente pubblico ex art. 28 cost. con i propri beni patrimoniali e averi personali, infatti il mancato soddisfacimento degli interessi qui rappresentati sarebbe illegittimo, immotivato e contrario alla regola del bando emesso, nonché fonte di grave e irreparabile danno a carico di tutti gli interessati, oltre che di spreco di denaro pubblico, considerato che in presenza di un ordine così chiaro e perentorio, si profila il reato ex art 328 e 650 cp.

__________ lì______________                          Avv. Prof. Carlo Rienzi

ECC.MO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO

REGIONALE PER IL LAZIO – ROMA

RICORSO R.G. N. 10004/12

 ESECUZIONE ex artt.59 e 112 e seguenti C.p.a.

Con contestuale istanza di provvedimenti immediati ed urgenti

PER

____________, tutti rappresentati e difesi dall’Avv. Prof. Carlo Rienzi(c.f. RNZCRL46R08H703I)  ed elettivamente domiciliati presso il suo studio in Roma, viale delle Milizie, 9 come da procure in calce al ricorso introduttivo, il quale difensore dichiara di voler ricevere avvisi e comunicazioni di sentenze ed ordinanze al numero di fax: 06-37353067 o al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: carlorienzi@ordineavvocatiroma.org.

 

 

Ricorrente

CONTRO

–         MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso ex lege dall’avvocatura Generale dello Stato e domiciliato presso i suoi uffici in via dei Portoghesi n.12, 00186 Roma;

–         Provincia autonoma di Bolzano,

 

resistente

 

***

Per l’ esecuzione dell’ordinanza cautelare del T.A.R. Lazio, n. 167/2013 emessa su ricorso di cui in epigrafe nonchè per l’emissione di provvedimenti immediati ed urgenti.

 

FATTO e DIRITTO

  1. 1.     I ricorrenti hanno agito per ottenere l’annullamento del Decreto n. 82/2012 – pubblicato in Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale, nonchè del n. 75 del 25-9-2012 e del D.M. n.460/1998 DDMM 64/11, 56/09, 53/07, 64/04, 201/2000, 131/2007, nella parte in cui dovessero essere interpretati nel senso di escludere i ricorrenti dal concorso, per il reclutamento del personale docente della, per la mancanza dei requisiti. Col ricorso sono stati impugnati anche il D.M. n.460/1998 e altri decreti ministeriali, che hanno evidentemente fondato le scelte amministrative relative ai requisiti di partecipazione al concorso. I motivi di ricorso hanno fatto riferimento alla evidente disparità di trattamento conseguente al fatto che l’accesso al concorso è caratterizzato da uno sbarramento temporale che, senza alcuna legittima motivazione, esclude sostanzialmente una enorme fetta di laureati, senza considerare che a costoro è stato impedito di abilitarsi sia per mancanza di percorsi abilitanti negli ultimi 4 anni, sia per mancanza di concorsi pubblici per 13 anni.
  2. 2.     I ricorrenti hanno partecipato alle prove concorsuali pre-selettive in virtù della Ordinanza n.167/2013 di questo ecc.mo Collegio e della norma del bando di cui all’art.2, comma 8 del bando di concorso: “I candidati sono ammessi al concorso con riserva di accertamento del possesso dei requisiti di ammissione dichiarati nella domanda, adempimento che l’Ufficio scolastico regionale competente espleterà solo dopo lo svolgimento della prova di preselezione di cui all’articolo 5, limitatamente ai candidati che l’hanno superata. In caso di carenza dei requisiti di ammissione, l’Ufficio scolastico regionale dispone l’esclusione immediata dei candidati, in qualsiasi momento della procedura concorsuale.”
  3. Gli stessi oggi riferiscono anche di aver superato le prove preselettive. Gli stessi riferiscono altresì DI NON AVER RICEVUTO ALCUNA COMUNICAZIONE RELATIVAMENTE ALLA SEDE DI ESPLETAMENTO DELLA PROVA SCRITTA DI CUI AGLI’ARTT.7 e 9 del bando, MENTRE L’ART. 11 IMPONE DI comunicare: “L’elenco delle sedi d’esame, con la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico, è comunicato dagli Uffici scolastici regionali competenti almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato nei rispettivi albi e siti internet, nonché sulla rete intranet e sul sito internet del Ministero ..”.
  4. I concorsi della p.a. sono regolati, per quanto attiene alle modalità di svolgimento e di indizione, dall’art. 35 del dlgs 165/2001, dal dpr n. 686/57, nonché dal dpr n. 487/94, oltre che dai principi regolatori costituzionali cui deve sempre essere improntata l’attività della P.A.. In particolare l’art. 35 del dlg 165/2001 dispone con il comma 3 che “3. Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano ai seguenti principi: a) adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ricorrendo, ove è opportuno, all’ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione (1); b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinalie professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire; c) rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori; d) decentramento delle procedure di reclutamento; L’ art. 3 dpr  n.487/1994 impone che “Il bando di concorso deve contenere il termine e le modalità di presentazione delle domande nonché l’avviso per la determinazione del diario e la sede delle prove scritte ed orali ed eventualmente pratiche” Ed ancora L’art. 6 sempre del d.p.r. n.487/1994 così statuisce: “Il diario delle prove scritte deve essere comunicato ai singoli candidati almeno quindici giorni prima dell’inizio delle prove medesime. Tale comunicazione può essere sostituita dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4a serie speciale – concorsi ed esami” . (TAR Sicilia –Palermo-, sent. n. 511/2008 TAR Toscana –Firenze- con sent. n. 1276/2006)

 

  1. 5.     Ci sia infine consentito di sottolineare come la condotta gravemente e smaccatamente omissiva tenuta dall’amministrazione sulla vicenda de qua, si risolve in una grave violazione di quei principi di buon andamento, lealtà e buona fede che sempre devono sorreggere l’azione dei pubblici poteri, ed in un aggravamento della posizione degli odierni ricorrenti, costretti, tra l’altro, a sobbarcarsi il costo del presente giudizio, perché l’Amministrazione, non si sa bene per quali ragioni, ha deciso di non ignorare la posizione dei ricorrenti, non dando nella sostanza esecuzione all’ordine del giudice.
  2. Il  superamento degli esami comporta il crearsi di legittime aspettative e di interessi legittimi tutelati e riconosciuti dall’ordinamento giuridico e dalla giurisprudenza, creando un interesse legittimo e superiore meritevole di tutela, in quanto si è riusciti a realizzare la fase successiva della procedura concorsuale, che in giurisprudenza si riassume anche nel principio del cd assorbimento. (Cons. Stato, Sez. VI, 20 dicembre 1999, n. 2098; Parti in causa Liceo linguistico Nuova Europa Reggio Calabria c. Polimeni; Riviste: Foro Amm., 1999, 2590; Cons. Stato, 1999, I, 2181;Cons. Stato, Sez. VI, 20 marzo 1996, n. 474; Parti in causa: Min. p.i. e altro c. Boncompagni; Riviste: Cons. Stato, 1996, I, 482;T.A.R. Lombardia, sez. III Milano, 17 novembre 1994, n. 769 Parti in causa: Buonfiglio c. Provved. studi Milano; Riviste: Riv. Giur. Scuola, 1996, 501).
  3. 7.     Una significativa e recente espressione del principio dell’assorbimento, o meglio, del principio di affidamento che l’ordinamento giuridico riconosce al superamento di una prova d’esame si ritrova nella recente sentenza Corte costituzionale n. 108/2009, depositata il 9/4/2009 La disposizione impugnata evita che gli effetti di un simile accertamento, già compiuto, vengano travolti dal risultato del processo, eventualmente avviato in conseguenza della conclusione negativa di un precedente accertamento. Su questo, essa fa prevalere quello successivo, avente esito positivo. Si tratta di una scelta operata dal legislatore in sede di bilanciamento di interessi contrapposti.Da un lato, vi è l’interesse alla piena e definitiva verifica della legittimità degli atti compiuti dall’amministrazione nel corso del procedimento di esame e, quindi, della correttezza della precedente valutazione, che abbia in ipotesi condotto all’esclusione del candidato. Questo interesse indurrebbe a consentire la prosecuzione del processo fino alla sua naturale conclusione. Allo stesso esito condurrebbe la piena esplicazione del diritto di difesa di entrambe le parti, nell’interesse di ciascuna delle quali sono predisposti i diversi gradi di giudizio e le diverse fasi processuali. Il legislatore ha ritenuto di contemperare i diversi interessi rilevanti, accordando una particolare tutela all’affidamento del cittadino.. se, invece, è l’amministrazione a soccombere, è possibile che il giudizio di secondo grado o di merito non abbia luogo, perché il superamento delle prove può determinare l’estinzione del processo.Queste conseguenze vanno valutate alla luce dei principi costituzionali, che non escludono una ragionevole limitazione del diritto di difesa dell’amministrazione.Dall’altro lato, vi sono l’interesse a evitare che gli esami si svolgano inutilmente, quello a evitare che la lentezza dei processi ne renda incerto l’esito e, soprattutto, l’affidamento del privato, il quale abbia superato le prove di esame “
  4. 8.     Le omissioni dell’azione amministrativa, in esecuzione dell’Ordinanza emessa e della ratio delle disposizioni del Bando, lederebbero gravemente e irreparabilmente gli interessi di chi ricorre per la evidente impossibilità di proseguire nello svolgimento delle prove d’esame. Scrive nell’ordinanza n. 1/2000 il Consiglio di Stato riunito in adunanza plenaria: “Per la più recente e consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale, la disponibilità delle misure cautelari è strumentale all’effettività della tutela giurisdizionale e costituisce espressione del principio per cui la durata del processo non deve andare a danno dell’attore che ha ragione, in attuazione dell’articolo 24 della Costituzione” (Corte Cost., 16 luglio 1996, n. 249; Corte Cost., 23 giugno 1994, n. 253; Corte Cost., 28 giugno 1985, n. 190).  In materia di esecuzione del giudicato e riesame vedi anche Consiglio di Stato in adunanza plenaria (ordinanza n. 1/2000 – all. sub n. 10) ha scritto: “Basta richiamare le osservazioni della Corte Costituzionale (rilevanti anche per il caso di mancata esecuzione delle ordinanze cautelari), per le quali “la mancata adozione da parte dell’amministrazione di provvedimenti che rimuovano o interrompano gli effetti persistenti e produttivi di ulteriori conseguenze …“è un comportamento a rischio dell’amministrazione inadempiente (e del funzionario responsabile), potendo ravvisarsi responsabilità nelle diverse forme – a seconda della sussistenza dei relativi presupposti – e nelle sedi competenti” (Corte Cost.. 12 dicembre 1998, n. 406)”. “L’inottemperanza a una decisione del giudice amministrativo, al di là di un termine ritenuto congruo, costituisce rifiuto di atto dovuto per ragioni di giustizia e integra pertanto il reato di rifiuto di atti d’ufficio (Corte di Cassazione, Sezione VI penale, sentenza 26 maggio-22 luglio 1999 n. 9400 in Guida al diritto n. 37/1999). Queste decisioni sono in armonia con L. 205/00, nonché l’art. 113 della Costituzione. La stessa Corte costituzionale, con la pronuncia n. 179 del 2002 ha dichiarato che nel processo amministrativo la tempestività e la effettività della tutela sono ormai completamente assicurate. Come incisivamente rilevato dalla Corte costituzionale proprio in tema di poteri cautelari del giudice amministrativo, “deve ritenersi connotato intrinseco della stessa funzione giurisdizionale, nonché dell’imprescindibile esigenza di credibilità collegata al suo esercizio, il potere di imporre, anche coattivamente in caso di necessità, il rispetto della statuizione contenuta nella pronuncia e, quindi, in definitiva, il rispetto della legge stessa. Una decisione di giustizia che non possa essere portata ad effettiva esecuzione altro non sarebbe che un’inutile enunciazione di principi, con conseguente violazione degli artt. 24 e 113 della Costituzione, i quali garantiscono il soddisfacimento effettivo dei diritti e degli interessi accertati in giudizio nei confronti di qualsiasi soggetto”.

Tutto ciò premesso,

P.Q.M.

1)    Si chiede all’Ec.mo Giudice adito di voler accogliere la presente istanza e per l’effetto, in armonia ai principi stabiliti nella ordinanza del T.A.R. Lazio, n. 167/2013 emessa su ricorso r.g.n.10004/2012, ed in armonia alle disposizioni di cui all’art. 35 del dlgs 165/2001, nonché artt. 3 e 6 del D.p.r. n. 487/94, di voler disporre, tutti gli atti e provvedimenti immediati ed urgenti necessari vista l’imminenza delle prove scritte fissate per le date dell’11 e 12 febbraio, al fine di consentire ai ricorrenti l’ammissione con riserva degli stessi e la partecipazione alle operazioni della procedura concorsuale in questione relative alle prove scritte di cui agli artt. 7 e 9 del bando di concorso;

2)    voler disporre, ai sensi dell’art. 34, comma 1, lett. e), e art. 59 c.p.a le misure idonee ad assicurare l’attuazione della ordinanza stessa da emanarsi in esito al presente giudizio, ivi compresa la nomina di un commissario ad acta, con effetto a decorrere dall’eventuale inutile decorso del termine di giustizia che codesto giudice riterrà di assegnare, ai fini dell’ottemperanza a tale ordinanza;

Roma, 24 gennaio 2013

Avv. prof. Carlo Rienzi

 

RELATA DI NOTIFICA

Io sottoscritto avv. prof.Carlo Rienzi, in virtù  dell’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma n. 162/2004, rilasciata l’11 marzo 2004, previa iscrizione ai Nn.__________. del mio registro cronologico, ho notificato per conto di ____________-copia autentica e conforme dell’atto di ricorso a:

1)    MINISTERO DELLI’STRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA, in persona del legale rappresentante p.t, rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura Generale dello Stato in Roma, Via dei Portoghesi, 12 – 00186 ROMA , ivi trasmettendone copia per mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n.  (cron. ) spedita dall’Ufficio Postale PT  Roma Prati sito in viale Mazzini 101,  in data corrispondente a quella del timbro postale;

Avv. prof. Carlo Rienzi

2)    2) Provincia Autonoma di Bolzano in persona del Presdiente p.t. legale rappresentante p.t. rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura Generale dello Stato in Roma, Via dei Portoghesi, 12 – 00186 ROMA , ivi trasmettendone copia per mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n.  (cron. ) spedita dall’Ufficio Postale PT  Roma Prati sito in viale Mazzini 101,  in data corrispondente a quella del timbro postale;

Avv. prof. Carlo Rienzi

 

2) Provincia Autonoma di Bolzano in persona del Presdiente p.t. legale rappresentante p.t. presso sede___________

 

SANITA’: IL TRIBUNALE DI ROMA CONDANNA LO STATO ITALIANO A RISARCIRE 433 MEDICI SPECIALIZZATI!!

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VITTORIA DEL CODACONS: OGNUNO DI ESSI OTTERRA’ QUASI 7.000 EURO DI RISARCIMENTO PER OGNI ANNO DI MANCATA RETRIBUZIONE DURANTE I PERIODI DI SPECIALIZZAZIONE

LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO CONDANNATA A PAGARE 42 MILIONI DI EURO

Ennesima vittoria del Codacons sul fronte dei medici specializzati. Il Tribunale di Roma, infatti, accogliendo il ricorso dell’associazione promosso per conto di 433 medici specializzati, ha disposto un mega risarcimento pari a 6.714 euro ciascuno (più gli interessi legali) per ogni anno di specializzazione, per un totale di circa 20 milioni di euro.
La II sezione civile del Tribunale (Giudice Dott.ssa Laura Scalia) ha pienamente riconosciuto le tesi del Codacons, che da anni si batte per far ottenere ai medici il risarcimento per gli anni di specializzazioni non retribuiti, in violazione delle norme nazionali e comunitarie.
Nel motivare la sua decisione il Tribunale scrive:
“si tratta di fare applicazione dei principi affermati dalla Corte di Cassazione con le più recenti pronunzie. Tanto esposto i principi enunciati in materia di cassazione sono i seguenti: a) La violazione perpetrata dallo Stato Italiano, che ha tardivamente ed in modo errato ed incompleto trasposto a livello nazionale le direttive comunitarie sufficientemente precise e circostanziate, dà luogo ad un illecito da inadempimento di una obbligazione […] La Presidenza del Consiglio dei Ministri va quindi condannata al pagamento in favore degli attori a titolo di risarcimento del danno per le motivazioni più sopra indicate, della somma di € 6.714,00 per ciascuno degli anni dei corsi di specializzazione effettuati, oltre interessi dalla data della domanda di lite e rivalutazione”.
“Si tratta di una sentenza molto importante, che riconosce i diritti lesi dei medici italiani e dispone un mega-risarcimento danni in loro favore – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questa sentenza si aggiunge alla precedente ottenuta dal Codacons, e porta a quasi 1.000 il numero totale degli specializzati risarciti grazie alla nostra associazione, per una somma complessiva pari a circa 42 milioni di euro di indennizzo”.
Ora il Codacons avvierà una serie di nuovi ricorsi, analoghi a questo che ha avuto esito positivo, per conto dei medici specializzati iscritti al sindacato SUMAI, i quali potranno avvalersi dell’assistenza agevolata dell’associazione ed ottenere un identico risarcimento.

AZIONE MEDICI: ALCUNE DOVEROSE PRECISAZIONI SUL PERCHE’ PROPORRE APPELLO!

Con riferimento agli appelli da proporre avverso le sentenze con cui il Tribunale di Roma talvolta rigetta le cause in materia di risarcimento danno in favore degli specializzandi dell’epoca, per omesso recepimento della Direttiva CEE 82/76, che imponeva la corresponsione a tali specializzandi di apposita remunerazione, si ritiene utile ed opportuno chiarire quanto segue.

In particolare, riteniamo che sia estremamente opportuno proporre appello avverso eventuali sentenze negative del Tribunale di Roma, in materia di medici specializzandi, in quanto ormai la Suprema Corte di Cassazione, il massimo giudice nazionale, con una giurisprudenza totalitaria e costante, da parte di tutte le sue diverse Sezioni, ha riconosciuto pacificamente il diritto di tali specializzandi al risarcimento del predetto danno.

In tal senso esistono ormai decine di sentenze (Cfr Cass. Civ. Sez. III, n. 10813/2011; 10814/2011; 1814/2011; 10815/2011; 10816/2011Cass. civ., sez. III, n. 10813/2011; Cass. Civ., sez. III, n. 17868/2011; Cass. civ., sez. III, n. 21973/2011; Cass. Civ., sez. III, n. 24094/2011; Cass. Civ., sez. III, n. 25993/2011; Cass. Civ., sez. Lav., n. 1850/2012; Cass. Civ., sez. III, 5533/2012; Cass. Civ. Sez. III, n. 1182/2012; Cass. civ. Sez. III, n. 5064/2012; Cass. civ. Sez. III, n. 6911/2012; Cass. civ., sez. I, n. 4785/2012; Cass. civ., sez. I, n. 12725/2012; Cass. Civ. Sez. VI, n. 7961/2012; Cass. civ. sez. lav. N. 4575/2012; Cass. civ. sez. lav. N. 4893/2012).

Lo stesso Tribunale di Roma un tempo un pò restio ad uniformarsi alle prime sentenze favorevoli della Cassazione, sta ormai cambiando la sua giurisprudenza, come è già avvenuto con due sue distinte sentenze (n. 25036/2011 e n. 17423/2012), relative a due distinte cause promosse dal Codacons, che coinvolgevano circa mille medici.

Con tali due sentenze il Tribunale di Roma, uniformandosi alla Cassazione, ha dato ragione a tali medici, condannando lo Stato italiano al pagamento delle relative somme.

Chiara ed illuminante è in proposito la motivazione posta a base dell’ultima delle sentenze citate:
E’ vero come questo tribunale abbia in precedenza ritenuto, con articolate motivazioni, di discostarsi da detti principi, ma è vero altresì come ormai questo stesso tribunale non possa che prendere atto come le cennate decisioni dei giudici di legittimità, per numero ed univocità di contenuto finiscano per costituire, …, diritto vivente finalizzato, come tale, nella funzione di nomofilachia assolta dalla corte suprema, ad orientare i pronunciamenti propri dei giudici di merito”.

A fronte di tali parole è evidente come talune pronunzie negative del Tribunale di Roma, sono dei fatti sempre più isolati e come ormai la giurisprudenza sia univoca nel riconoscere le ragioni degli specializzandi dell’epoca.

E’ evidente pertanto come sia assolutamente opportuno e conveniente proporre appello avverso eventuali sentenze negative del Giudice di primo grado, anche tenuto conto del costante indirizzo favorevole della Corte di appello di Roma, innanzi alla quale dovranno essere propositi gli appelli avverso le sentenze di primo grado del Tribunale di Roma, ed alla luce della favorevole costante giurisprudenza della Corte di Cassazione.

Mollare la presa in questo momento, sarebbe, a nostro sommesso avviso, un grave errore, perché significherebbe abbandonare questa lunga battaglia proprio nel momento in cui si è prossimi a raccogliere i frutti attesi per anni.

Si segnala infine che la Presidenza del consiglio dei ministri ci ha comunicato che a giorni provvederà al pagamento delle somme di cui alle due suddette sentenze del Tribunale di Roma, il cui ammontare complessivo è pari a circa 35 milioni di euro.

Insomma con o senza Codacons FATE SEMPRE VALERE I VOSTRI DIRITTI!

19 SETTEMBRE: TUTTI PRESENTI! SI INVITANO ANCHE TUTTI QUELLI CHE, LORO MALGRADO, SONO VITTIME DEL CRACK WIND JET!

PREZZI E TARIFFE: I CONSUMATORI DICONO BASTA!  SCIOPERO DELLA SPESA E BOICOTTAGGIO DELLA BENZINA PIU’ CARAIL CODACONS INDICE PER IL 19 SETTEMBRE LO “SCIOPERO DELLA SPESA” CHIAMANDO ANCHE I COMMERCIANTI AD ABBASSARE LE SARACINESCHE CONTRO LE TROPPE TASSE E LE SPECULAZIONI
IL 19 SETTEMBRE NESSUN ACQUISTO E DA DOMANI BOICOTTAGGIO DEI DISTRIBUTORI DI BENZINA PIU’ CARI CHE SPECULANO SULLE VACANZE DEGLI ITALIANI: APPELLO A ENI, ESSO E API A PROSEGUIRE LA PROMOZIONE E GLI SCONTI PER TUTTO L’ANNO E PER TUTTI I GIORNI DELLA SETTIMANA

A FINE ANNO OGNI FAMIGLIA SPENDERA’ OLTRE 3500 EURO DI SPESE  E TASSE IN PIU’ RISPETTO ALL’ANNO SCORSO!!!

CHE FINE HANNO FATTO LE MIGLIAIA DI EMAIL DEI CITTADINI CON I SUGGERIMENTI PER LA SPENDING REVIEW?
Il Codacons assieme all’Associazione per la Difesa dei Diritti Civili della Scuola, all’Associazione Utenti Servizi Turistici Sportivi e della Multiproprietà, Associazione per la Tutela Utenti Informazione Stampa e Diritto D’autore, Associazione Tutela Utenti Servizi Finanziari, Bancari e Assicurativi, Associazione Utenti del trasporto Aereo, Marittimo e Ferroviario Associazione per la Tutela dei Diritti del Malato e Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi, ha indetto per il prossimo 19 settembre un nuovo sciopero della spesa, per protestare contro il caro-vita oramai insostenibile, i prezzi in costante crescita, le speculazioni sulle spalle dei consumatori e le elevatissime tasse che impoveriscono sempre piu’ le famiglie italiane. La protesta dei consumatori inizia pero’ gia’ da domani: il  CODACONS invita infatti gli automobilisti a boicottare tutte le pompe di benzina che chiedono per un litro di verde più di 1,80 euro. L’indicazione di lotta implica che si faccia il pieno di venerdì, sabato o domenica presso le marche che praticano promozioni e sconti e per il resto della settimana si boicottino le pompe troppo care che devono essere punite attraverso una riduzione delle vendite. Ai consumatori non resta che organizzarsi da soli – spiega il Codacons – I cittadini sono fuori dell’agenda del Governo Monti che li usa solo come carne da macello per spremerli con balzelli di ogni tipo fino a scoppiare; nessun intervento sulle bollette o sul blocco dalle tariffe pubbliche. Dopo aver tagliato i consumi alimentari oggi gli italiani sono costretti a tagliare anche i consumi di acqua, gas e luce.
Niente liberalizzazione dei farmaci nei supermercati, niente eliminazione dei privilegi dei notai e delle professioni, niente concorrenza per l’RC Auto, abortita prima di nascere, e nessun intervento di controllo sui bilanci dei petrolieri e dei benzinai per verificare quanto hanno pagato realmente la benzina che ora vendono a 2 euro al litro.
Così la sanità: anziché eliminare il regalo da 120 milioni di euro all’anno alle case farmaceutiche che producono e impongono vaccini inutili e pericolosi,  il ministro della Salute Balduzzi taglia i posti letto agli ospedali di paese.
Ogni famiglia spenderà a fine anno tra maggiori tasse e aumento del costo della vita circa 3500 euro in  più rispetto all’anno scorso, a fronte di un crollo dei consumi che, in un libero mercato, dovrebbe invece portare ad una inflazione negativa.
Per tali motivi il Codacons assieme alle altre associazioni lancia per il 19 settembre lo SCIOPERO DELLA SPESA che si spera trovi tutte le organizzazioni  dei consumatori concordi e anche quelle degli agricoltori e dei commercianti stessi, che il 19 settembre sono invitati ad abbassare le saracinesche contro le tasse insostenibili e le banche che non fanno credito.
Ecco le parole d’ordine dello sciopero:
Ø  NO ALLA SPECULAZIONE SUI PREZZI DI SETTEMBRE TIPICA DEL RIENTRO DALLE VACANZE
Ø  RILANCIO DEI MERCATI DEI CONTADINI A PREZZO CALMIERATO

DALLA CRISI SI ESCE FACENDO RIBASSARE I PREZZI E LE TASSE:
Ø  ESENZIONE DALL’IMU PER LA PRIMA CASA
Ø  NO ALLE QUOTAZIONI DEL PETROLIO SULLA BASE DEL BRENT LONDINESE PER FISSARE I PREZZI DEI CARBURANTI MA CONTROLLI SUOI BILANCI DI PETROLIERI E BENZINAI

SI ALL’ELIMINAZIONE DI BALZELLI ANACRONISTICI O ILLEGITTIMI COME:
Ø  COMMISSIONI BANCARIE  DI MASSIMO SCOPERTO CAMUFFATE;
 Ø  IVA SUL GAS;
Ø  ACCISE SULLA BENZINA PER LA GUERRA IN ABISSINIA O ALTRE CALAMITA’ AVVENUTE QUASI 100 ANNI FA Ø  CANONE E PENALI TELEFONICHE
 Ø  ATTUAZIONE DELLE PROPOSTE DEI CITTADINI INVIATE AL GOVERNO VIA EMAIL SULLA SPENDING REVIEW

NO A CHI SI OPPONE ALLA LIBERALIZZAZIONI DEI TRASPORTI COME LE FS E  AL CONTENIMENTO  DELLE TARIFFE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI.

ACCORRETE NUMEROSI!

SARA’ PRESENTE IL COMITATO COSTITUITO PER TUTTI I DANNEGGIATI DEL CRACK WIND JET!

DOPO MIGLIAIA DI RICORSI DEI PRECARI PER IL RISARCIMENTO DEI DANNI, ORA IL CODACONS, CONTRO L’ASSURDA ESCLUSIONE DAL PROSSIMO MEGA CONCORSO, MOBILITA I GIOVANI E I DOCENTI CHE HANNO LAVORATO PER ANNI MA NON HANNO POTUTO ABILITARSI PER COLPA ESCLUSIVA DEL MIUR

IL CODACONS ORGANIZZA MEGA RICORSO AL TAR PER OLTRE 50.000 NON ABILITATI

PER ADERIRE ISTRUZIONI SUL SITO WWW.CODACONS.IT

Il Codacons e, con lui, migliaia di ricorrenti incassano pronunce favorevoli dei Tribunali italiani per il risarcimento dei danni in favore dei precari da anni non immessi in ruolo.
E prepara una mega azione collettiva contro l’assurda esclusione dal prossimo concorsone del Ministro Profumo di giovani e docenti che hanno lavorato per anni ma non hanno potuto abilitarsi per colpa esclusiva del Miur, che per oltre un decennio non ha indetto né concorsi né abilitazioni.
ANCHE LE DIRETTIVE EUROPEE PREVEDONO CHE UN ADEGUATO SERVIZIO SIA EQUIVALENTE ALL’ ABILITAZIONE ALL’INSEGNAMENTO.
Con il ricorso si chiederà l’annullamento del bando, limitatamente alla parte in cui non ammette anche i non abilitati al concorso e si chiederà quindi in via urgente e immediata al TAR del Lazio l’ ammissione con riserva dei ricorrenti alle prove concorsuali.
Il Codacons ricorda che per partecipare all’azione è necessario inviare la domanda di partecipazione al concorso appena uscirà sulla Gazzetta Ufficiale il bando, anche se non si è in possesso dei requisiti necessari.
Per aderire andare sul sito www.codacons.it e seguire la procedura di iscrizione, compilando il form all’indirizzo www.termilcons.net/index.php?pagina=page_publicForm&idForm=141&css=1&access=ok o inviando un sms anche vuoto al numero 3920702492 o chiamando il numero a pagamento 892007.
E il Codacons invita tutti i precari esclusi dal concorso a partecipare insieme ai consumatori alla giornata di mobilitazione e sciopero della spesa, che si terrà  il 19 settembre.

ONAOSI E DECRETO BALDUZZI: ECCO LA NOSTRA ISTANZA!

In attesa della definitiva approvazione, confidando, per evidenti questioni di giustizia e di legittimità in tempestive modifiche del testo in corso di approvazione pubblichiamo sotto l’istanza inoltrata per “porre rimedio” ad un decreto palesemente incostituzionale!

Lasciate qui i vostri commenti in merito!

AI PARLAMENTARI ITALIANI E PARTITI POLITICIALLE TESTATE GIORNALISTICHE E RADIO TVPRESIDENZA DEL CONSIGLIO  

MINISTERO DELLA SALUTE 

 

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI 

E

 

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZEE

 

TRIBUNALE DEI  MINISTRIE PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMARoma,  29 agosto 2012 

Oggetto: ISTANZA AI PARLAMENTARI DI NON APPROVAZIONE DELL’ART. 15 DEL TESTO DECRETO “BALDUZZI” RELATIVO ALLA FONDAZIONE ONAOSI E DENUNCIA PENALE DEL MINISTRO BALDUZZI PER VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 323 E 650 C.P. 

Il CODACONS – Coordinamento delle associazioni e dei comitati per la tutela  dell’ambiente e  dei  diritti  dei  consumatori e  degli utenti,  con sede legale in Roma, Viale G.  Mazzini n. 73 – c.a.p. 00195,  in  persona  del  legale  rappresentante  p.t.  Avv.  Giuseppe  Ursini  (C.F. RSNGPP49A29H798I), rappresentato e difeso dall’Avv. Prof. Carlo Rienzi (C.F. RNZCRL46R08H70EI – fax. 06-37353067; pec carlorienzi@ordineavvocatiroma.org) con Studio legale in Roma Viale delle Milizie n. 9premesso che:     Nello scorso mese di luglio il Codacons, appresa la notizia relativa alla volontà dell’On. Balduzzi di emettere un decreto per negare la restituzione da parte dell’ONAOSI alle categorie dei medici, farmacisti, veterinari ed odontoiatri dei contributi da questi ultimi versati negli anni 2004-2007 e dichiarati illegittimi dalla C. Cost. con sentenza n. 190/2007, lo diffidava con atto del 18 luglio 2012 ad “… adottare qualunque atto con il quale ven[isse] di fatto annullato l’obbligo restituivo incombente sull’Onaosi sin dal 2007 e mai adempiuto nei confronti delle categorie contributive dei medici, farmacisti, odontoiatri e veterinari e ciò in quanto l’adozione di un simile decreto si porrebbe in stridente ed inconciliabile contrasto con il disposto della Corte Costituzionale n. 190/2007”evidenziando che “ l’adozione di un simile provvedimento comporterebbe l’eventuale configurazione di fattispecie penalmente rilevanti di cui agli artt. 323 e 388 c.p.”. Nel medesimo atto, inoltre, il Codacons chiedeva al Ministro Balduzzi di dare  “delle specifiche disposizioni alla Fondazione Onaosi per la restituzione immediata ai contribuenti aventi diritto dei 450 milioni di euro accantonati, diversamente verificandosi un incostituzionale nonchè illegale svuotamento del disposto della Coste Costituzionale n. 190/2007”.          Tale atto veniva anche inviato per conoscenza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, al Ministero dell’economia e delle finanze ed infine alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia.         L’On. Balduzzi, dunque, manifestava nel mese scorso l’idea di adottare un decreto per sanare l’enorme contenzioso che è insorto successivamente alla sentenza della Corte Costituzionale n. 190/2007 con la quale la Corte ha dichiarato incostituzionali i contributi riscossi dalla Fondazione Onaosi negli anni 2003-2007. Ora tale intenzione si è concretizzata nel testo del decreto in cui si legge, all’art. 15: “Le somme versate alla Fondazione ONAOSI dai soggetti di cui al comma 14 per il periodo 1 gennaio 2003 – 21 giugno 2007 sono trattenute dalla Fondazione a titolo di acconto dei contributi da versare. Con delibera della Fondazione è stabilita la procedura, le modalità e le scadenze per l’eventuale conguaglio o rimborso. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono estinti ogni azione o processo relativo alla determinazione, pagamento, riscossione o ripetizione dei contributi di cui al primo periodo del presente comma, con compensazione delle spese. L’Onaosi è comunque autorizzato a non avviare le procedure per la riscossione coattiva per crediti di importo inferiore a 600 euro Per gli anni successivi al 2007 resta confermato, per la determinazione dei contributi dovuti all’Onaosi, quanto disposto dal decreto legge 1 ottobre 2007, n.159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.222”.* La scrivente associazione ritiene che con l’approvazione di un simile decreto (art. 15) si sottrarrebbero di fatto 450 milioni di euro che devono essere restituiti ai medici, farmacisti, veterinari ed odontoiatri italiani.Su tale vicenda stanno attualmente indagando le Procure della Repubblica ed Esistono migliaia di sentenze che riconoscono il diritto di 750000 medici italiani di avere indietro i contributi che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimamente incassati dall’ONAOSI, un ente quest’ultimo che con tutti quei soldi dice di assistere 4000 orfani di medici …che evidentemente sono trattati alla stregua di Rockfeller!!Inoltre, sempre con l’approvazione di un simile decreto sarebbe di fatto annullata con una norma incostituzionale una sentenza della Corte Costituzionale (n. 190/2007) che ha deciso che i soldi debbano essere restituiti.l’approvazione di un eventuale decreto con il quale dovesse ritenersi l’ONAOSI non più obbligata alla restituzione dei contributi per gli anni 2003-2007 si porrebbe in evidente contrasto con il disposto della Corte Costituzionale N. 190/2007.Con la suddetta pronuncia, la Corte ha riconosciuto che il modulo procedimentale contemplato dalla legge, e integrato dall’approvazione interministeriale della delibera del Consiglio di amministrazione ONAOSI, NON PUO’ FUNGERE DA FATTORE DI INVERAMENTO DELLA RISERVA DI LEGGE, in quanto non ‘entrerebbe’ nella concreta determinazione dell’onere imposto, ma rimarrebbe confinato ad una attività di vigilanza sulla gestione e sul bilancio dell’ente interessato, con la conseguente INCAPACITA’ DI ASSURGERE A LIMITE (PROCEDURALE) ADEGUATO A DARE SOSTANZA GARANTISTICA ALL’ISTITUTO PRESCRITTO DALL’ART. 23 COST.Esso sarebbe cioè estraneo alle modalità di realizzazione della riserva relativa, la quale, concepita in termini così ridotti, NON sembrerebbe più in grado di mantenere vivo e operante il significato di “AUTOIMPOSIZIONE”, ovvero il principio del necessario concorso del popolo (tramite i suoi rappresentanti) alle scelte che incidono sui propri diritti (di proprietà e di libertà), quale ESSENZA DEMOCRATICO-GARANTISTA DELLA RISERVA, NONCHE’ SUPREMO CANONE ORDINATORE DELLO STATO PLURALISTA.Data, infatti, per assodata la possibilità di ottemperare alla funzione garantista della riserva ex art. 23 Cost. per il tramite di procedure consultive, collaborative e di controllo, una simile impostazione implica l’esigenza di discriminare fra una pluralità di moduli procedimentali, al fine di verificare quali di tali forme di partecipazione al momento definitorio dell’onere imposto, o di controllo ex post, possano manifestarsi come requisiti applicativi sufficienti della riserva relativa di legge prevista dalla norma costituzionale.Non sembra infatti possibile e/o opportuno allargare eccessivamente la capacità “sostitutiva” della dimensione procedurale, fino ad attribuirle a priori, e in ogni caso, il valore di elemento di concretizzazione della riserva parziale di legge. Occorre piuttosto domandarsi fino a che punto il ‘giusto procedimento’ può risultare compatibile con (e servente) la riserva relativa di legge contenuta nell’art. 23 Cost. Una siffatta ‘apertura’ e flessibilizzazione dei modelli che danno contenuto alla riserva di legge rischia di produrre una ‘SVALUTAZIONE’, ovvero un ‘ASSOTTIGLIAMENTO’ del nucleo di “RIGIDITA’ ” che la riserva (ancorché relativa) deve conservare, allo scopo di non disperdere la propria RATIO GARANTISTICA. E quando la prassi applicativa dell’istituto è rappresentata unicamente, come nel caso in esame, da schemi procedurali, E’ MESSA IN DISCUSSIONE LA STESSA VALENZA DEMOCRATICA DELL’ISTITUTO DELLA RISERVA DI LEGGE, pure intrinsecamente connessa al disposto costituzionale racchiuso nell’art. 23.L’attività chiamata ad integrare la manifestazione di volontà dell’organo impositore – sia essa di consulenza o di controllo – non sempre è in grado di ‘surrogare’, in termini garantistici, la funzione, propria del precetto legislativo, di fornire e rendere conoscibili i criteri su cui fondare il calcolo della prestazione patrimoniale dallo stesso prevista. Ne deriva che le caratteristiche del procedimento con cui viene in essere l’atto impositivo non sempre appaiono suscettibili di porsi in rapporto di completa compensazione con la definizione oggettiva dei parametri di quantificazione operata dalla legge.L’impressione che suscita la decisione della Corte Costituzionale sembra dirigersi verso un tentativo di RECUPERARE IL PROCESSO DI RELATIVIZZAZIONE DELLA RISERVA DI LEGGE (non assoluta) che ha accompagnato nel tempo la tendenza della giurisprudenza costituzionale ad ampliare l’ambito applicativo del concetto giuridico di prestazione imposta.La riserva di legge non può in ogni caso distaccarsi dal suo più intimo significato, connesso ad una ‘inedita’ accezione di “CENTRALITA’ PARLAMENTARE”, intesa come idoneità dell’Assemblea rappresentativa ad esprimere e sintetizzare la complessità degli interessi e delle istanze sociali, proponendone una equilibrata mediazione.Ed è per questa ragione che, anche nella conformazione più ‘debole’, o relativa, della riserva, il precetto legislativo, nel suo compito (costituzionalmente assegnato) di fornire la ‘struttura’ di base della materia regolata, non sembra poter essere del tutto sprovvisto del contenuto necessario a sintetizzare i presupposti minimali postulati dalla riserva di legge, per essere invece in questo compito ‘rimpiazzato’ da ‘altri’ soggetti e da ‘altre’ procedure rispetto agli attori e alle dinamiche politico-rappresentative che intervengono nell’iter di formazione della legge, concorrendo alla composizione degli interessi primari della collettività sociale.*Tutto ciò dedotto e considerato con il presente atto con il presente atto il Codacons, ut supra rappresentato e difeso, formulaISTANZAAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIOED A TUTTI I PARLAMENTARIDI NEGARE LA FIDUCIA AL DECRETO PRESENTATO DAL MINISTRO BALDUZZIcontestualmenteCHIEDEal Tribunale dei Ministri di indagare su eventuali responsabilità dell’On. Balduzzi in relazione ai reati di cui agli artt. 323 e 650 c.p.  

 

Avv. Prof. Carlo Rienzi                                                     Avv. Giuseppe Ursini(n.q. di legale rappresentante del Codacons)

APPELLO DELLE MAGGIORI ASSOCIAZIONI DI CONSUMATORI ITALIANI AL MINISTRO DELL’ECONOMIA SOCIO DI RIFERIMENTO ENI E ALL’AD DI ENI PERCHE’ PROSEGUA LA PROMOZIONE E GLI SCONTI SUI CARBURANTI FINO AL 31 DICEMBRE

LA FUNZIONE SOCIALE DELLA COMPAGNIA PETROLIFERA STATALE DEVE ESSERE RIBADITA ANCORA : NON SI PUO’ VEDERE IL SUCCESSO VIRTUOSO DELLA CONCORRENZA E SMETTERE IL 2 SETTEMBRE COME NIENTE FOSSE


GLI ITALIANI HANNO RISPARMIATO FINO A 700 MILIONI DI EURO DI COSTO CARBURANTI CON I WEEKEND SCONTO DI ENI SEGUITO DA ESSO E IP E ALTRI

LE ASSOCIAZIONI SI IMPEGNANO A INVITARE SUI PROPRI SITI I CONSUMATORI A FARE IL PIENO PRESSO LE POMPE CHE ATTUERANNO LA PROMOZIONE E PREPARANO UNA GRANDE MOBILITAZIONE DEI CITTADINI ESASPERATI E IGNORATI DAL GOVERNO PER IL 19 SETTEMBRE

Codacons insieme a Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, Assoutenti, Altroconsumo, Codici, ACU, Confconsumatori, Casa del Consumatore, Lega Consumatori, hanno inviato oggi un telegramma al Ministro dell’Economia Grilli, socio di riferimento ENI, e all’ad.  della compagnia petrolifera di stato per chiedere che le promozioni sulla benzina non finiscano con il 2 settembre.
L’effetto benefico dello scatenarsi delle altre compagnie a seguire tali promozioni ha fatto risparmiare agli italiani una forte somma di danaro in questo sacrificato periodo di vacanza da crisi economica e ha dimostrato che le benzine possono costare di meno.
Le associazioni che hanno per la prima volta tutte insieme dimostrato unità in una iniziativa importante e significativa promettono a ENI e alle altre compagnie che accetteranno di proseguire gli sconti di invitare sui loro siti i consumatori a boicottare le altre compagnie.
E intanto le più importanti e rappresentative associazioni di consumatori italiane si organizzano per far sentire la voce dei cittadini contro il carovita, il caro benzina e il caro tasse, il prossimo 19 settembre quando, ciascuna con le proprie parole d’ordine e modalità mobiliteranno i consumatori, ma anche le piccole imprese gli agricoltori e i commercianti, per una grande protesta civile.

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