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CHE FINE HA FATTO LA CLASS ACTION?

governo

Cari amici,


da anni mi batto per i consumatori e da anni lancio class action per tutelare i loro diritti. L’azione di classe – che in Italia abbiamo scoperto grazie a Julia Roberts nel celebre film “Erin Brockovich” – appartiene a quel genere di procedimenti che trae la sua forza dalla lotta per il bene comune, per una collettività: un’unica azione legale a favore di un gruppo di consumatori danneggiati dal medesimo soggetto (ente, azienda o chiunque sia). Mal comune, medesima lotta, insomma.

Proprio perchè è così importante, non mi stupisce per nulla che da un anno la riforma della class action rimanga arenata in Senato, dopo aver ottenuto l’approvazione della Camera dei deputati.

Una legge che restituisce potere ai cittadini/consumatori, che (finalmente!) fa uscire l’azione di classe dalla scomoda nicchia del Codice del Consumo per inserirla nel Codice di Procedura Civile (introducendo la possibilità di aderire alla class action anche in un secondo momento, dopo una sentenza) non piace a molti, e soprattutto non piace alle tante, troppe corporazioni che bloccano questo Paese. Non è un caso che Confindustria (per bocca di Squinzi) l’abbia definita “preoccupante”, e che il Governo si sia immediatamente precipitato a rassicurare gli industriali, promettendogli di “sistemare le cose”.

Ecco, in due parole, perchè la riforma resta in “stand by”, quando in Europa i principali ordinamenti hanno già una disciplina delle azioni collettive.

Noi, invece, cosa abbiamo in mano? La class action vigente in Italia (art. 140bis del Codice del consumo) fa acqua da tutte le parti, così le lobbies restano tranquille e i conti con i cittadini – alla fine – non li fa mai nessuno. Nel nostro Paese gli illeciti di massa difficilmente trovano un’adeguata soluzione, con la catastrofica conseguenza che chi compie piccoli o grandi sorprusi agisce indisturbato.

Proprio per mantenere in questo stato la class action, per depotenziarla, per evitare spiacevoli processi (e quindi risarcimenti, molto spesso, nei confronti dei cittadini truffati), in Senato non se ne parla. Le aule parlamentari vedono passare orrori giuridici, riforme da quattro soldi, leggine improponibili, ma non assistono mai a una discussione sui diritti dei consumatori. Manca il tempo? Macchè, manca la voglia. Finchè si scherza, si scherza; ma quando si parla di cose importanti, come questa, i tempi sono lunghi, diventano biblici, poi eterni. E non se ne fa niente.

C’è solo un problema: la nostra democrazia non si fonda su quel fondamentale principio costituzionale che recita: “la sovranità spetta al popolo”? Bene, allora che problema c’è a far passare una riforma a favore dei cittadini?

Non è che hanno paura?

 

A presto,
CR

Happy birthday!

Cari Amici,

oggi è il mio compleanno. Un altro anno è passato, e – come accade in questi casi – è tempo di bilanci e di impegni per il futuro. Ma soprattutto di regali.

Voglio condividere con voi questo momento, che per ognuno di noi resta quanto di più intimo e “privato”, perchè i miei bilanci, i miei impegni, i miei regali, riguardano anche quei consumatori, quegli utenti, quei cittadini che ho scelto difendere ormai tanto tempo fa.

La maturità inizia a manifestarsi quando sentiamo che è più grande la nostra preoccupazione per gli altri che non per noi stessi“, diceva Einstein. E io, questa frase, la sento mia come non mai. Mi piace, infatti, che quest’anno il traguardo della mia nascita arrivi subito dopo la vittoria al processo contro i vertici Alitalia. È uno splendido, e inatteso, regalo del destino, il migliore che potessi immaginare.

Anche nella vicenda della bancarotta Alitalia, che ha portato alla condanna degli ex manager della società, siamo stati dalla parte dei più deboli: quei 190 risparmiatori romani, titolari di azioni della compagnia (che fu) di bandiera, ammessi come parti civili nel processo. E come – a volte – ci capita, abbiamo ottenuto dal Tribunale di Roma un risultato eccezionale, addirittura un maxi-risarcimento danni in loro favore. Che questi due importanti passaggi si siano “accompagnati”, intrecciando a stretto giro la mia dimensione più intima con l’impegno sociale di una vita, rappresenta per me un motivo di orgoglio, e di profonda soddisfazione. È questa gioia che voglio condividere con voi: festeggio quindi il mio compleanno, ma festeggio soprattutto quel po’ di sollievo che ho potuto garantire ai cittadini alla fine di lunghe, spesso estenuanti (e sempre difficilissime) battaglie.

Domani è un altro giorno. All’orizzonte già vedo un nuovo traguardo, la prima udienza del processo per lo scandalo “Mafia Capitale“, che ha colpito, offeso e danneggiato tutti i cittadini romani. E poi, ancora, tante altre occasioni per ribadire – una volta di più – che nessun rospo va più ingoiato.

Sui principi non si transige. Oggi, nel giorno del “principio” per eccellenza, più che mai.

A presto,

Carlo

Come ti erudisco il pupo… libertà di stampa e lettori del Corriere della Sera

Giorni fa il Corriere della sera (19 aprile pag. 23) ha fatto uno scoop! Con un titolo a tutta pagina ha scoperto dopo 40 anni di successi del Codacons, che ora improvvisamente l’associazione “E’ INADEGUATA A FARE CLASS ACTION…” : questo il messaggio che il giornalista manda ai suoi attenti lettori. Sono mesi che la nostra associazione è, suo malgrado, costretta a denunciare all’Antitrust il Corriere della sera che continua per far soldi pubblicando claims pubblicitari su creme dimagranti e prodotti di bellezza spesso sanzionati dall’Antitrust per la loro ingannevolezza.

Il bravo direttore nemmeno ci risponde, e continua imperterrito a fare vittime gli ingenui italiani che sognano di vedersi ricrescere i capelli in un mese o calare la pancia in 5 giorni. Quando abbiamo letto quindi quel titolone scoop non ci siamo meravigliati più di tanto, anche perchè il cronista Luigi Ferrarella è compagno di convegni giuridici del presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, Paolo Giuggioli.

Voi direte “ma che ci azzecca…?” Paolo Giuggioli ha un “bravo figlio”, avvocato pure lui, che prende molte aziende come clienti per le difese contro le class action, quel che si definisce uno “specialista” cui ricorrono disperate le aziende colpite dalle azioni di classe. Sempre lui difendeva la VODEN, vittoriosa sempre a Milano davanti allo stesso Tribunale, quando nelle memorie difensive scrisse tali e tante vituperie e insulti contro il Codacons che l’associazione dovette denunciare il “bravo figlio” alla reprimenda dell’Ordine presieduto dal padre … (a proposito: che fine ha fatto l’esposto disciplinare, presidente Giuggioli?). Senonchè il giovane Giuggioli nel successivo appello, sempre in difesa della VODEN, prese una bastonata tale che ci si aspettava che il Corriere – come altre testate hanno fatto – trattandosi della prima vittoria di una class action in Italia, facesse allora un titolo a tutta pagina elogiando l’associazione.

Sicchè grande fu lo sconcerto quando quell’articolo, sempre a firma dello specialista Ferrarella, nemmeno portava il nome del Codacons nel titolo ma solo piccolo piccolo in coda, né riportava i nomi degli – non idonei a vincere una class action – avvocati sconfitti con grande scorno, Giuggioli in testa. Anzi Ferrarella si preoccupo’ di sminuire il più possibile la vittoria dell’associazione, sostenendo che un solo consumatore avrebbe ottenuto il risarcimento spettante e tutti gli altri… amen!, fingendo di non capire l’importanza di una sentenza che per la prima volta – e solo grazie al Codacons – riconosceva i diritti di classe in Italia.

Così quando il Tribunale di Milano – con la decisione di qualche giorno fa, senza capo né coda, esaltata sul Corriere del 19 aprile – ha finalmente aggiudicato una class action al Giuggioli, questo ha subito “additato” (così testualmente il rigo 20 della seconda colonna dello scoop di Ferrarella , con la ingenua confessione di chi fosse l’ispiratore del pezzo….) al solerte cronista Ferrarella tutti i gravi errori del Codacons in quel processo. Ma di più: il Ferrarella, che assieme alla Mangiarotti funge da “portavoce” nel Corriere dell’associazione Altroconsumo, (cancellata dal CNCU per ben 5 anni, a seguito di un ricorso del Codacons, per mancanza di una struttura democratica e per aver percepito oltre un milione di euro di contributi di Stato dell’editoria non spettanti), si profonde, a margine del pamphlet contro il Codacons, a tessere l’elogio proprio di Altroconsumo, associazione con sedi introvabili sul territorio ma – come ci illude l’articolista – ben 340000 iscritti, che però non dice che sono tutti abbonati a una rivista trasbordati di peso negli elenchi dell’associazione stessa!!

Forse se Ferrarella avesse letto l’ultimo rapporto I-COM pubblicato il 15 aprile scorso, avrebbe saputo quale è la più importante associazione di difesa dei consumatori italiana e avrebbe dato una migliore informazione ai suoi lettori. E soprattutto non avrebbe “additato”, su comando di terzi, fatti e circostanze che dimostravano proprio – se è vero che il CODACONS aveva commesso tanti errori in quella causa – che l’avvocato della ATM ha vinto non tanto per propri meriti, ma solo per demerito dell’associazione, cosa che certo non gli fa onore né gli aumenterà la clientela tra le aziende intelligenti.

 

Tratto da:

http://www.huffingtonpost.it/carlo-rienzi/codacons-corriere-della-sera_b_5189669.html?utm_hp_ref=italy

RAI: MEGA CLASS ACTION PER 17 MILIONI DI ABBONATI

DOPO IL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA NEGLI UFFICI DELLA TV PUBBLICA, CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI RADIOTELEVISIVI LANCIANO UNA AZIONE RISARCITORIA

POSSIBILE COSTITUIRSI PARTE OFFESA NEL PROCEDIMENTO APERTO DALLA PROCURA SULLE SPESE DELL’AZIENDA

E INTANTO GUBITOSI E TARANTOLA RIFIUTANO DI ACQUISIRE DAL CODACONS IL DOSSIER SUGLI SPRECHI RAI. CRITICHE ANCHE VERSO I COMPONENTI DEL CDA DI AREA PD

 

La Guardia di Finanza ha effettuato nei giorni scorsi un blitz negli uffici della Rai a Roma, acquisendo carte e documentazione nell’ambito dell’inchiesta avviata di recente dalla magistratura capitolina.
Lo rende noto il Codacons, che sulle spese della tv pubblica ha presentato di recente un corposo dossier alla Corte dei Conti e alla Procura di Roma, proponendo un incontro al DG Rai Luigi Gubitosi e al Presidente Anna Maria Tarantola proprio per sottoporre alla loro attenzione le spese folli dell’azienda. Richiesta rimasta finora lettera morta.
E dopo il blitz delle Fiamme Gialle Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi affilano le armi legali e lanciano una mega class action per far ottenere ai circa 17 milioni di abbonati Rai il risarcimento dei danni prodotti da una gestione economica “spavalda” dei soldi pubblici raccolti attraverso il canone: tutti coloro che hanno pagato il canone Rai negli ultimi 5 anni, possono presentare querela individuale e costituirsi parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura di Roma, così da avviare l’iter per ottenere, qualora vi siano sviluppi dell’inchiesta e siano accertate irregolarità, il risarcimento dei danni subiti in qualità di soggetti offesi da reato (per una somma non inferiore a 552,5 euro ad abbonato, pari al canone pagato negli ultimi 5 anni).
Non c’è dubbio infatti che l’abbonato Rai risulta doppiamente danneggiato da una gestione errata dei fondi della tv pubblica – spiegano Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi – Se da un lato vi è un uso scriteriato se non un vero e proprio sperpero dei soldi dei cittadini, dall’altro vi è un peggioramento del servizio e della qualità dell’offerta televisiva, poiché le risorse vengono utilizzate in modo errato.
Per tale motivo tutti gli abbonati Rai possono scaricare il modulo pubblicato da oggi sul sito www.codacons.it (vedi link riportato a fine pagina) e ottenere l’assistenza (totalmente gratuita per chi destinerà il 5×1000 all’associazione) per presentare la denuncia/querela e costituirsi parte offesa.
Intanto il Codacons attacca duramente i membri del CdA Rai di area Pd (Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi) i quali, ingessati dai sindacati dei giornalisti, non solo non muovono un dito per combattere corruzione e sprechi, ma addirittura, vedi il caso di Colombo, attaccano ferocemente il partito che li ha nominati all’interno della Rai, senza però dimettersi dal proprio incarico. E pensare che anche a loro l’associazione si era rivolta, segnalando non solo i compensi esagerati elargiti ad alcuni personaggi televisivi (come Bobo Vieri o Gianni Rivera, questione su cui ora indaga la Corte dei Conti), ma anche l’iter assolutamente irregolare seguito per la nomina di Gubitosi, imposto dal premier Monti. Tutte questioni per le quali i due consiglieri hanno mostrato totale indifferenza.

RAI: DOPO LE DECISIONI DELLA PROCURA DI ROMA SULLO SCANDALO “AFFARI TUOI”, IL CODACONS LANCIA UNA CLASS ACTION

TUTTI I TELESPETTATORI DELLA TRASMISSIONE CHIEDANO I DANNI PER LA TRUFFA SUBITA

SUBITO ACCERTAMENTI SUL GIOCO DEI PACCHI

Dopo le clamorose decisioni del procuratore aggiunto Leonardo Frisani sulla vicenda della trasmissione di Raiuno “Affari tuoi”, il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi annunciano oggi una class action a tutela dei telespettatori Rai.

Ciò che denunciavamo da anni è stato finalmente riconosciuto dalla Procura: il gioco dei pacchi “è stato assolutamente scorretto” e i concorrenti erano “in grado di individuare i pacchi contenenti i premi più ricchi”. Le conclusioni del Pm di fatto sono le medesime alla base di numerose denunce del Codacons – spiega l’associazione – e aprono ora un nuovo fronte: quello dei risarcimenti ai telespettatori del programma, la cui buona fede è stata evidentemente lesa.

Se infatti il meccanismo del gioco era scorretto, e i concorrenti sapevano in quali pacchi si nascondevano i premi più importanti, la base stessa della trasmissione è risultata falsata, con la conseguenza che chi da casa ha assistito al gioco negli anni oggetto di irregolarità, ha subito una forma di raggiro, venendo meno quell’alea che rappresenta le fondamenta del programma.

Sulla base di tali principi e delle pesanti conclusioni della Procura di Roma, il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi hanno deciso di avviare una class action contro la Rai, alla quale possono partecipare tutti gli utenti, in regola con il pagamento del canone, che hanno assistito alle varie puntate del programma, e che intendano essere risarciti per la forma di truffa subita. A breve sul sito www.codacons.it il modulo da compilare per fornire la preadesione all’azione risarcitoria.

Intanto le due associazioni chiedono un provvedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei Notai nei confronti dei due notai della trasmissione che, secondo il Pm, “conoscevano le procedure della trasmissione, avendole suggerite loro stessi agli organizzatori”. Non solo. Per Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi devono ora essere svolti rigorosi accertamenti sul gioco dei pacchi e, nel caso di eventuali irregolarità, deve essere disposto il blocco del programma.

LASCIATE QUI LA VOSTRA PRE ADESIONE ALLA CLASS ACTION!

COSTA CONCORDIA: IL 12 FEBBRAIO SI INCONTRANO A ROMA NAUFRAGHI, AVVOCATI AMERICANI E PERITI

IMPORTANTI NOVITA’ SULLA CLASS ACTION AVVIATA A MIAMI E NUOVI ESCLUSIVI ELEMENTI SUL NAUFRAGIO, TRA CUI UN INEDITO DOCUMENTO AUDIO CHE DIMOSTRA IL RUOLO DI COSTA CROCIERE

INVITATO A PARTECIPARE ANCHE IL COMANDANTE SCHETTINO

 

 

Martedì 12 febbraio (alle ore 9:30 presso l’Hotel NH Giustiniano – Via Virgilio 1) si terrà a Roma un importante incontro tra i naufraghi della Costa Concordia, gli avvocati italiani e americani che stanno seguendo le azioni risarcitorie in favore dei passeggeri della nave di tutte le nazionalità, e il pool di periti che a Grosseto segue le varie fasi del procedimento penale.
L’incontro, promosso dal Codacons in collaborazione con gli studi legali americani Proner & Proner e Napoli Bern Ripka Shkolnik & Associates, LLP, ha lo scopo di fare il punto della situazione relativamente alla class action avviata presso la Corte di Miami in Florida, attraverso la quale i passeggeri hanno chiesto a Carnival e Costa risarcimenti ingenti. Alla luce dell’estensione delle indagini anche nei confronti di Costa Crociere per le gravi inadempienze emerse, la class action si arricchisce di nuovi elementi che inchiodano la società alle sue responsabilità. Non solo. Nel corso dell’incontro i periti del Codacons, che seguono le varie fasi del processo a Grosseto, faranno ascoltare ai naufraghi e alla stampa un inedito documento audio, dove la voce dei dirigenti di Costa Crociere non lascia alcun spazio all’immaginazione circa il ruolo avuto dalla società nel naufragio.
Il Codacons ha deciso di invitare alla conferenza anche il comandante Francesco Schettino, che potrà così rispondere alle domande dei passeggeri presenti sulla Concordia al momento del naufragio. Già confermata la presenza del collegio difensivo del comandante, in persona dell’Avv. Francesco Pepe.
Parteciperanno all’incontro e prenderanno la parola:
Mitchel Proner Avvocato Americano

Bruno Inzitari Avvocato Italiano e Professore di Diritto Civile all’Università di Milano –Bicocca

Carlo Rienzi Avvocato Italiano e Presidente Codacons

Giuliano Leuzzi, Avvocato, componente del collegio di difesa del Codacons nel processo penale a Grosseto”.

Francesco Pepe, Avvocato e membro del collegio di difesa di Francesco Schettino

Marco Ramadori Avvocato Italiano e Presidente Codacons

Filippo Marchino Avvocato Italiano che esercita in America

Edoardo De Nicolais, esperto tecnico collaboratore del Codacons, sulle inadempienze gestionali della Costa Crociere Spa in base al D. L.vo 231/01

Bruno Neri esperto tecnico, componente del collegio peritale dell’Associazione Codacons nel processo penale a Grosseto
I GIORNALISTI SONO INVITATI A PARTECIPARE

Martedì 12 febbraio alle ore 9:30 presso l’Hotel NH Giustiniano – Via Virgilio 1, ROMA

SANITA’: IL TRIBUNALE DI ROMA CONDANNA LO STATO ITALIANO A RISARCIRE 433 MEDICI SPECIALIZZATI!!

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VITTORIA DEL CODACONS: OGNUNO DI ESSI OTTERRA’ QUASI 7.000 EURO DI RISARCIMENTO PER OGNI ANNO DI MANCATA RETRIBUZIONE DURANTE I PERIODI DI SPECIALIZZAZIONE

LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO CONDANNATA A PAGARE 42 MILIONI DI EURO

Ennesima vittoria del Codacons sul fronte dei medici specializzati. Il Tribunale di Roma, infatti, accogliendo il ricorso dell’associazione promosso per conto di 433 medici specializzati, ha disposto un mega risarcimento pari a 6.714 euro ciascuno (più gli interessi legali) per ogni anno di specializzazione, per un totale di circa 20 milioni di euro.
La II sezione civile del Tribunale (Giudice Dott.ssa Laura Scalia) ha pienamente riconosciuto le tesi del Codacons, che da anni si batte per far ottenere ai medici il risarcimento per gli anni di specializzazioni non retribuiti, in violazione delle norme nazionali e comunitarie.
Nel motivare la sua decisione il Tribunale scrive:
“si tratta di fare applicazione dei principi affermati dalla Corte di Cassazione con le più recenti pronunzie. Tanto esposto i principi enunciati in materia di cassazione sono i seguenti: a) La violazione perpetrata dallo Stato Italiano, che ha tardivamente ed in modo errato ed incompleto trasposto a livello nazionale le direttive comunitarie sufficientemente precise e circostanziate, dà luogo ad un illecito da inadempimento di una obbligazione […] La Presidenza del Consiglio dei Ministri va quindi condannata al pagamento in favore degli attori a titolo di risarcimento del danno per le motivazioni più sopra indicate, della somma di € 6.714,00 per ciascuno degli anni dei corsi di specializzazione effettuati, oltre interessi dalla data della domanda di lite e rivalutazione”.
“Si tratta di una sentenza molto importante, che riconosce i diritti lesi dei medici italiani e dispone un mega-risarcimento danni in loro favore – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questa sentenza si aggiunge alla precedente ottenuta dal Codacons, e porta a quasi 1.000 il numero totale degli specializzati risarciti grazie alla nostra associazione, per una somma complessiva pari a circa 42 milioni di euro di indennizzo”.
Ora il Codacons avvierà una serie di nuovi ricorsi, analoghi a questo che ha avuto esito positivo, per conto dei medici specializzati iscritti al sindacato SUMAI, i quali potranno avvalersi dell’assistenza agevolata dell’associazione ed ottenere un identico risarcimento.

CAGLIARI-ROMA: ACTION IN FAVORE DEI TIFOSI

ADERISCI ANCHE TU ALL’AZIONE DEL CODACONS

Una class action a tutela degli utenti della squadra del Cagliari. La annuncia oggi il Codacons, a seguito del grave episodio che ha visto protagonista il Presidente Massimo Cellino.
Avviamo oggi la raccolta di adesioni da parte dei tifosi del Cagliari che si sono sentiti danneggiati dall’irresponsabile comportamento di Cellino. La squadra ha subito infatti un enorme danno di immagine e, qualora venga decisa la vittoria a tavolino della Roma, vi sarebbero anche ripercussioni negative sulla classifica di serie A, con relativa possibilità di risarcimenti in favore dei tifosi.
L’azione, attualmente allo studio dell’ufficio legale Codacons, fa seguito all’esposto depositato stamattina dall’associazione presso la Procura della Repubblica di Cagliari, in cui si chiede di valutare l’apertura di una indagine nei confronti del Presidente Massimo Cellino, per il reato di istigazione a delinquere.
Tutti i tifosi che intendano partecipare all’azione possono comunicare su questo blog la propria adesione.

Ecco il testo dell’esposto!

WINDJET: FALLISCE INCONTRO CONSUMATORI PULVIRENTI OGGI SUL TAVOLO DI 104 PROCURE DELLA REPUBBLICA IN TUTTA ITALIA LA DENUNCIA PER APPROPRIAZIONE INDEBITA DEI SOLDI DEI BIGLIETTI E INSOLVENZA FRAUDOLENTA INOLTRATA DAL CODACONS

IL CODACONS CHIEDE IL SEQUESTRO DEI SOLDI PAGATI DAI VIAGGIATORI IL CUI VOLO E’ STATO ANNULLATO

SE WINDJET NON FALLISCE DEVE RESTITUIRE SUBITO I SOLDI INCASSATI DAI CONSUMATORI

Ieri i rappresentanti siciliani del CODACONS hanno chiesto un urgente incontro alla dirigenza di Windjet per tentare una soluzione bonaria della complessa vicenda che vede contrapposti 300000 passeggeri alla compagnia low cost.
Ma l’incontro è stato rifiutato, sicchè oggi d’ urgenza l’Associazione, anche a nome delle migliaia di viaggiatori che hanno aderito alla class action, ha inoltrato una diffida alla società a restituire i soldi incassati indebitamente per voli mai effettuati.
“La Windjet al momento della conclusione dei contratti con i singoli consumatori era già pienamente cosciente della pericolosa situazione che la vedeva coinvolta” – si legge nella diffida- “eppure, in spregio alle norme a tutela del contraente, concludeva ugualmente i contratti che sapeva di non essere in grado di onorare”.
Per questo il Codacons, oltre alla restituzione delle somme, ha chiesto alla compagnia il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dai consumatori.
Il Codacons ha anche inviato un esposto a 104 Procure della Repubblica in tutta Italia: infatti i passeggeri gabbati sono residenti in tutte le città italiane e quindi competenti ad indagare sono tutte le procure territoriali in cui la truffa eventuale e la appropriazione indebita si è realizzata
“Ad esasperare ulteriormente la già compromessa situazione” –si legge nella denuncia- “una volta intervenuta la sospensione dei voli, il consumatore si è trovato, per poter effettuare il volo, a dover versare ad altre Compagnie aeree una somma ulteriore rispetto a quella già prestata, che ha comportato un esborso complessivo superiore ai normali prezzi di mercato per la tratta di riferimento”

ECCO IL TESTO DELLA LETTERA INVIATA
 

VOLO BLOCCATO A KOS: RYANAIR, CI SCUSIAMO, RIMBORSEREMO HOTEL

IL CODACONS: PROPOSTA RYANAIR ASSOLUTAMENTE INSUFFICIENTE. DEVONO RISARCIRE ANCHE DANNI MORALI O SARA’ CLASS ACTION

Assolutamente insufficiente e inadeguata la risposta fornita da Ryanair in merito al caso del volo in partenza da Kos rimasto a terra.
“Delle scuse della compagnia i passeggeri non se ne fanno nulla – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Ryanair non può cavarsela solamente rimborsando l’hotel a quei pochi che hanno deciso di non dormire per strada o in aeroporto, ma deve risarcire anche i danni morali subiti dai viaggiatori”.
“L’essere stati abbandonati senza informazioni e senza una adeguata assistenza, e l’aver passato la notte tra disagi, stress e difficoltà varie, configura un danno morale che va risarcito – prosegue Rienzi – Per tale motivo o la compagnia aerea disporrà indennizzi in favore dei 170 passeggeri oltre al rimborso degli hotel, o sarà class action”.
L’associazione informa i passeggeri del volo che entro oggi sarà disponibile sul blog www.carlorienzi.it il modulo attraverso il quale aderire all’azione risarcitoria del Codacons.

CLICCA QUI PER SCARICARE COMPILARE E ADERIRE ALLE INIZIATIVE DEL CODACONS!