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EGITTO: ECCO IL MODULO DI PRE-ADESIONE PER L’AZIONE DA VACANZA ROVINATA CONTRO LA FARNESINA

OGNI FAMIGLIA- SIA CHE SIA STATA BLOCCATA NEL RESORT, SIA CHE ABBIA DOVUTO INTERROMPERE LA VACANZA – DEVE INVIARE UNA RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO ENTRO 10 GIORNI DAL RIENTRO IN ITALIA

IL MODELLO DELLA RACCOMANDATA SARÀ INVIATO VIA MAIL A TUTTI GLI UTENTI CHE COMPILERANNO IL NOSTRO FORM

 

IL CODACONS STA PREDISPONENTO UN RICORSO AL TAR DEL LAZIO CONTRO LA FARNESINA PER RICHIEDERE 5000 EURO A FAMIGLIA DI RISARCIMENTO DA VACANZA ROVINATA

 

 

La Farnesina doveva bloccare prima i viaggi in Egitto, ora porta la responsabilità di 19000 italiani prigionieri e costretti a rientrare a casa con la vacanza completamente rovinata.

Come stabilito dalla Cassazione in questo caso si ha diritto a un indennizzo : se i turisti avessero avuto prima , quando era ovvio e doveroso farlo essendo in corso una guerra sanguinosa in tutto il Paese avrebbero avuto diritto a cambiare destinazione o al rimborso.

Ora la Farnesina che ha lasciato partire tanti italiani in piena guerra civile deve risarcirli con il costo del viaggio e almeno 5.000 euro a famiglia a seconda del numero dei giorni di vacanza rovinata

Tutti coloro che sono stati danneggiati possono compilare il form di pre-adesione al linkhttp://www.termilcons.net/index.php?pagina=page_publicForm&idForm=197&css=1&access=ok

Gli utenti che compileranno il form riceveranno via mail il modello di raccomandata da inviare alla farnesina e al proprio tour operato o agenzia per far valere i pripri diritti e successivamente saranno contattati per l’azione risarcitoria al TAR contro il Ministero degli Esteri per ottenere il risarcimento di 5.000 euro a famiglia

Per ulteriori specifiche i nostri consulenti rispondono al numero 892007 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 (costi: rete fissa scatto 30 cent al minuto 76 cent,Tim scatto 16 cent al minuto 94 cent,Vodafone scatto 16 cent al minuto 94 cent,Wind scatto 15 cent al minuto 97 cent,Tre scatto 16 cent al minuto 94 cent. I prezzi sono comprensivi di IVA).

IL PRESIDENTE DELLA CASSAZIONE CHE HA GIUDICATO BERLUSCONI DEVE ESSERE SOSTITUITO

SALVIAMO L’ITALIA!! UN CONSIGLIO AL PROF. COPPI AVVOCATO DI BERLUSCONI

Se vogliamo salvare l’Italia, e il PD, e Napolitano agè ma ben conservato, dobbiamo capire che di mandare in galera Berlusconi o liberarci di lui grazie a una Magistratura che quando lo giudica gli fa la morale e non il diritto….non ce ne importa proprio niente…
Io sono sempre stato abbastanza antiberlusconiano, ma quando vedo la Magistratura del presidente napoletano della Cassazione darsi da fare per farlo fuori…lo condivido in pieno.
La sua principale colpa è stata non riuscire a fare una seria riforma della Magistratura per almeno limitare la forza lobbistica di una casta potentissima (dispone della libertà dei cittadini senza poter essere mai giudicata), e non ci è riuscito perché aveva troppi processi suoi personali.
Confesso: io fui intercettato per 4 anni da un gruppo di Magistrati di Sulmona, che il PG della Cassazione definì una banda pericolosa, e che per far ammazzare in carcere il povero sindaco di Roccaraso Camillo Valentini – una vera persona per bene che voleva rilanciare Roccaraso nel mondo –  si inventò ad opera di un questurino alla Di Pietro che Rienzi insieme con il Sindaco e con il presidente di Italia Nostra (!!!) Floriano Villa avevano costituito una associazione a delinquere per far danno a un costruttore senza scrupoli reo di un abuso edilizio al livello del Fuenti di Vietri sul mare….Oggi prosciolti tutti, poi rinviati a giudizio quei magistrati e quel poliziotto….poi assolti anche loro dai loro colleghi di Campobasso….ma il palazzo EDILMONTE ancora dal 1986 inagibile e privo di abitabilità grazie a 23 ricorsi al TAR e CDS fatti dal CODACONS in memoria del povero Camillo.
Comunque, veniamo a noi: ho conosciuto il prof. Coppi proprio quando in Cassazione lui difendeva i cardinali di Radio Vaticana e io i cittadini di Cesano oppressi dalle onde elettromagnetiche della radio del Papa. I cardinali furono condannati senza possibilità di appello e il prof. Coppi uscì dall’aula senza nemmeno salutarmi….Ora gli faccio io una cortesia, ma più che a lui al PD che se Berlusconi salta, salta con altrettanta rapidità: il codice di procedura prevede che il Giudice non può anticipare fuori dell’aula il contenuto delle sentenze che emetterà. Se lo fa deve andarsene , può essere ricusato e deve essere sostituito.
Orbene, è vero che il dispositivo di condanna è ormai uscito e non può essere cambiato, ma la motivazione della sentenza e il suo deposito sicuramente non possono essere fatti dal quel Presidente….si pensi che una motivazione piuttosto che un’altra potrebbe dare adito a un ricorso per revocazione della decisione della Cassazione….allora la cosa è semplice: il prof. Coppi faccia una istanza di ricusazione di qual Presidente, e se accolta la causa dovrà essere rimessa sul ruolo per la nomina di un altro presidente che stili la motivazione collegiale, e ciò basta e avanza per far maturare la prescrizione.
Non sarà condannato, ma la prescrizione sarà comunque una condanna e l’Italia (e il PD) SARANNO SALVI!!!
W IL PD!!W IL DIRITTO!! ABBASSO BERLUSCONI!!
CARLO RIENZI PRESIDENTE CODACONS

CONCORSONE: NOVITA’!

IL CODACONS DIFFIDA IL MIUR A FAR PARTECIPARE I NON ABILITATI CHE HANNO PROPROSTO RICOESO ALLE PROVE SCRITTE DEL CONCOSRSONE!

ECCO I TESTI CHE ABBIAMO INOLTRATO!

Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca in persona dle Ministro p.t.

Presso la sede

Tutti gli Usr

ATTO DI SIGNIFICAZIONE

E DIFFIDA

                                                                 

Per i signori________________________ ricorrenti nel ricorso innanzi al Tar del Lazio r.g. n.10004/2012

E per i Si.ri______________________ricorrenti nel ricorso straordinario innanzi al presidente della Repubblica,

Tutti rappresentati e difesi dall’Avv. prof. Carlo Rienzi, come da deleghe di cui ai ricorsi detti, che rappresentano quanto segue

 

  1. Di aver partecipato e superato le prove pre-selettive di cui al concorso Decreto del direttore generale per il personale scolastico n. 82 del 24 settembre 2012 – indizione dei concorsi a posti e cattedre, per titoli ed esami, finalizzati al reclutamento del personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado, in virtù di Ordinanza cautelare 167/2013 ed in virtù dell’art. 2, comma 8, che vuole: “I candidati sono ammessi al concorso con riserva di accertamento del possesso dei requisiti di ammissione dichiarati nella domanda, adempimento che l’Ufficio scolastico regionale competente espleterà solo dopo lo svolgimento della prova di preselezione di cui all’articolo 5, limitatamente ai candidati che l’hanno superata. In caso di carenza dei requisiti di  ammissione, l’Ufficio scolastico regionale dispone l’esclusione immediata dei candidati, in qualsiasi momento della procedura concorsuale.”.
  2. DI NON AVER RICEVUTO ALCUNA COMUNICAZIONE  NE’ DI ESCLUSIONE NE’ RELATIVAMENTE ALLA SEDE DI ESPLETAMENTO DELLA PROVA SCRITTA DI CUI AGLI’ARTT. 7 e 9 del bando, MENTRE L’ART. 11 IMPONE DI comunicare: “L’elenco delle sedi d’esame, con la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico, è comunicato dagli Uffici scolastici regionali competenti almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato nei rispettivi albi e siti internet, nonché sulla rete intranet e sul sito internet del Ministero ..”.
  3. I concorsi della Pubblica Amministrazione sono regolati, per quanto attiene alle modalità di svolgimento e di indizione, dall’art. 35 del dlgs 165/2001, dal dpr n. 686/57, nonché dal dpr n. 487/94, oltre che dai principi regolatori costituzionali cui deve sempre essere improntata l’attività della P.A.. In particolare l’art. 35 del dlg 165/2001 dispone con il comma 3 che “3. Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano ai seguenti principi: a) adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ricorrendo, ove è opportuno, all’ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione (1); b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinalie professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire; c) rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori; d) decentramento delle procedure di reclutamento; L’ art. 3 dpr  n.487/1994 impone che “Il bando di concorso deve contenere il termine e le modalità di presentazione delle domande nonché l’avviso per la determinazione del diario e la sede delle prove scritte ed orali ed eventualmente pratiche” Ed ancora L’art. 6 sempre del d.p.r. n.487/1994 così statuisce: “Il diario delle prove scritte deve essere comunicato ai singoli candidati almeno quindici giorni prima dell’inizio delle prove medesime. Tale comunicazione può essere sostituita dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4a serie speciale – concorsi ed esami” . (vedi sul punto TAR Sicilia –Palermo-, sent. n. 511/2008 TAR Toscana –Firenze- con sent. n. 1276/2006)
  4. Il  superamento degli esami comporta il crearsi di legittimo affidamento che l’ordinamento giuridico riconosce al superamento delle prove d’esame e legittime aspettative e di interessi legittimi tutelati e riconosciuti dall’ordinamento giuridico e dalla giurisprudenza ALLA PROSECUZIONE DELLE PROCEDURE CONCORSUALI, interesse legittimo e superiore meritevole di tutela, in quanto si è riusciti a realizzare la fase successiva della procedura concorsuale. (Cons. Stato, Sez. VI, 20 dicembre 1999, n. 2098; Parti in causa Liceo linguistico Nuova Europa Reggio Calabria c. Polimeni; Riviste: Foro Amm., 1999, 2590; Cons. Stato, 1999, I, 2181;Cons. Stato, Sez. VI, 20 marzo 1996, n. 474; Parti in causa: Min. p.i. e altro c. Boncompagni; Riviste: Cons. Stato, 1996, I, 482;T.A.R. Lombardia, sez. III Milano, 17 novembre 1994, n. 769 Parti in causa: Buonfiglio c. Provved. studi Milano; Riviste: Riv. Giur. Scuola, 1996, 501; Corte costituzionale n. 108/2009, depositata il 9/4/2009)

Tutto ciò premesso,

SI FA ISTANZA E DIFFIDA

Affinché gli istanti, alla luce della Ordinanza del Tar del Lazio N. 167/2013 emessa in materia e dell’art. 2, comma 8, Decreto del direttore generale per il personale scolastico n. 82 del 24 settembre 2012, di efficacia erga omnes:

–         Siano ammessi alle prove scritte di cui agli artt. 7 e 9 dello stesso bando.

–         Ricevano con immediatezza le comunicazioni dovute per legge circa “la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico, è comunicato dagli Uffici scolastici regionali competenti almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove” così come impone anche lo stesso bando ALL’ART.11.

–         Siano date le istruzioni e disposizioni e siano emessi i provvedimenti necessari ai Direttori Regionali e Presidenti di Commissione d’esame al fine della esecuzione dell’ordine del Tar del Lazio e della tutela degli interessi legittimi coinvolti.

SI AVVERTE CHE

 Nel caso di illegittimo diniego l’istante sarà costretto ad adire le opportune sedi legali per far valere i propri diritti e cautelarmene rivalersi sull’Amministrazione Scolastica per far valere il giusto risarcimento del danno e la responsabilità diretta del dipendente pubblico ex art. 28 cost. con i propri beni patrimoniali e averi personali, infatti il mancato soddisfacimento degli interessi qui rappresentati sarebbe illegittimo, immotivato e contrario alla regola del bando emesso, nonché fonte di grave e irreparabile danno a carico di tutti gli interessati, oltre che di spreco di denaro pubblico, considerato che in presenza di un ordine così chiaro e perentorio, si profila il reato ex art 328 e 650 cp.

__________ lì______________                          Avv. Prof. Carlo Rienzi

ECC.MO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO

REGIONALE PER IL LAZIO – ROMA

RICORSO R.G. N. 10004/12

 ESECUZIONE ex artt.59 e 112 e seguenti C.p.a.

Con contestuale istanza di provvedimenti immediati ed urgenti

PER

____________, tutti rappresentati e difesi dall’Avv. Prof. Carlo Rienzi(c.f. RNZCRL46R08H703I)  ed elettivamente domiciliati presso il suo studio in Roma, viale delle Milizie, 9 come da procure in calce al ricorso introduttivo, il quale difensore dichiara di voler ricevere avvisi e comunicazioni di sentenze ed ordinanze al numero di fax: 06-37353067 o al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: carlorienzi@ordineavvocatiroma.org.

 

 

Ricorrente

CONTRO

–         MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso ex lege dall’avvocatura Generale dello Stato e domiciliato presso i suoi uffici in via dei Portoghesi n.12, 00186 Roma;

–         Provincia autonoma di Bolzano,

 

resistente

 

***

Per l’ esecuzione dell’ordinanza cautelare del T.A.R. Lazio, n. 167/2013 emessa su ricorso di cui in epigrafe nonchè per l’emissione di provvedimenti immediati ed urgenti.

 

FATTO e DIRITTO

  1. 1.     I ricorrenti hanno agito per ottenere l’annullamento del Decreto n. 82/2012 – pubblicato in Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale, nonchè del n. 75 del 25-9-2012 e del D.M. n.460/1998 DDMM 64/11, 56/09, 53/07, 64/04, 201/2000, 131/2007, nella parte in cui dovessero essere interpretati nel senso di escludere i ricorrenti dal concorso, per il reclutamento del personale docente della, per la mancanza dei requisiti. Col ricorso sono stati impugnati anche il D.M. n.460/1998 e altri decreti ministeriali, che hanno evidentemente fondato le scelte amministrative relative ai requisiti di partecipazione al concorso. I motivi di ricorso hanno fatto riferimento alla evidente disparità di trattamento conseguente al fatto che l’accesso al concorso è caratterizzato da uno sbarramento temporale che, senza alcuna legittima motivazione, esclude sostanzialmente una enorme fetta di laureati, senza considerare che a costoro è stato impedito di abilitarsi sia per mancanza di percorsi abilitanti negli ultimi 4 anni, sia per mancanza di concorsi pubblici per 13 anni.
  2. 2.     I ricorrenti hanno partecipato alle prove concorsuali pre-selettive in virtù della Ordinanza n.167/2013 di questo ecc.mo Collegio e della norma del bando di cui all’art.2, comma 8 del bando di concorso: “I candidati sono ammessi al concorso con riserva di accertamento del possesso dei requisiti di ammissione dichiarati nella domanda, adempimento che l’Ufficio scolastico regionale competente espleterà solo dopo lo svolgimento della prova di preselezione di cui all’articolo 5, limitatamente ai candidati che l’hanno superata. In caso di carenza dei requisiti di ammissione, l’Ufficio scolastico regionale dispone l’esclusione immediata dei candidati, in qualsiasi momento della procedura concorsuale.”
  3. Gli stessi oggi riferiscono anche di aver superato le prove preselettive. Gli stessi riferiscono altresì DI NON AVER RICEVUTO ALCUNA COMUNICAZIONE RELATIVAMENTE ALLA SEDE DI ESPLETAMENTO DELLA PROVA SCRITTA DI CUI AGLI’ARTT.7 e 9 del bando, MENTRE L’ART. 11 IMPONE DI comunicare: “L’elenco delle sedi d’esame, con la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico, è comunicato dagli Uffici scolastici regionali competenti almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato nei rispettivi albi e siti internet, nonché sulla rete intranet e sul sito internet del Ministero ..”.
  4. I concorsi della p.a. sono regolati, per quanto attiene alle modalità di svolgimento e di indizione, dall’art. 35 del dlgs 165/2001, dal dpr n. 686/57, nonché dal dpr n. 487/94, oltre che dai principi regolatori costituzionali cui deve sempre essere improntata l’attività della P.A.. In particolare l’art. 35 del dlg 165/2001 dispone con il comma 3 che “3. Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano ai seguenti principi: a) adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ricorrendo, ove è opportuno, all’ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione (1); b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinalie professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire; c) rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori; d) decentramento delle procedure di reclutamento; L’ art. 3 dpr  n.487/1994 impone che “Il bando di concorso deve contenere il termine e le modalità di presentazione delle domande nonché l’avviso per la determinazione del diario e la sede delle prove scritte ed orali ed eventualmente pratiche” Ed ancora L’art. 6 sempre del d.p.r. n.487/1994 così statuisce: “Il diario delle prove scritte deve essere comunicato ai singoli candidati almeno quindici giorni prima dell’inizio delle prove medesime. Tale comunicazione può essere sostituita dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4a serie speciale – concorsi ed esami” . (TAR Sicilia –Palermo-, sent. n. 511/2008 TAR Toscana –Firenze- con sent. n. 1276/2006)

 

  1. 5.     Ci sia infine consentito di sottolineare come la condotta gravemente e smaccatamente omissiva tenuta dall’amministrazione sulla vicenda de qua, si risolve in una grave violazione di quei principi di buon andamento, lealtà e buona fede che sempre devono sorreggere l’azione dei pubblici poteri, ed in un aggravamento della posizione degli odierni ricorrenti, costretti, tra l’altro, a sobbarcarsi il costo del presente giudizio, perché l’Amministrazione, non si sa bene per quali ragioni, ha deciso di non ignorare la posizione dei ricorrenti, non dando nella sostanza esecuzione all’ordine del giudice.
  2. Il  superamento degli esami comporta il crearsi di legittime aspettative e di interessi legittimi tutelati e riconosciuti dall’ordinamento giuridico e dalla giurisprudenza, creando un interesse legittimo e superiore meritevole di tutela, in quanto si è riusciti a realizzare la fase successiva della procedura concorsuale, che in giurisprudenza si riassume anche nel principio del cd assorbimento. (Cons. Stato, Sez. VI, 20 dicembre 1999, n. 2098; Parti in causa Liceo linguistico Nuova Europa Reggio Calabria c. Polimeni; Riviste: Foro Amm., 1999, 2590; Cons. Stato, 1999, I, 2181;Cons. Stato, Sez. VI, 20 marzo 1996, n. 474; Parti in causa: Min. p.i. e altro c. Boncompagni; Riviste: Cons. Stato, 1996, I, 482;T.A.R. Lombardia, sez. III Milano, 17 novembre 1994, n. 769 Parti in causa: Buonfiglio c. Provved. studi Milano; Riviste: Riv. Giur. Scuola, 1996, 501).
  3. 7.     Una significativa e recente espressione del principio dell’assorbimento, o meglio, del principio di affidamento che l’ordinamento giuridico riconosce al superamento di una prova d’esame si ritrova nella recente sentenza Corte costituzionale n. 108/2009, depositata il 9/4/2009 La disposizione impugnata evita che gli effetti di un simile accertamento, già compiuto, vengano travolti dal risultato del processo, eventualmente avviato in conseguenza della conclusione negativa di un precedente accertamento. Su questo, essa fa prevalere quello successivo, avente esito positivo. Si tratta di una scelta operata dal legislatore in sede di bilanciamento di interessi contrapposti.Da un lato, vi è l’interesse alla piena e definitiva verifica della legittimità degli atti compiuti dall’amministrazione nel corso del procedimento di esame e, quindi, della correttezza della precedente valutazione, che abbia in ipotesi condotto all’esclusione del candidato. Questo interesse indurrebbe a consentire la prosecuzione del processo fino alla sua naturale conclusione. Allo stesso esito condurrebbe la piena esplicazione del diritto di difesa di entrambe le parti, nell’interesse di ciascuna delle quali sono predisposti i diversi gradi di giudizio e le diverse fasi processuali. Il legislatore ha ritenuto di contemperare i diversi interessi rilevanti, accordando una particolare tutela all’affidamento del cittadino.. se, invece, è l’amministrazione a soccombere, è possibile che il giudizio di secondo grado o di merito non abbia luogo, perché il superamento delle prove può determinare l’estinzione del processo.Queste conseguenze vanno valutate alla luce dei principi costituzionali, che non escludono una ragionevole limitazione del diritto di difesa dell’amministrazione.Dall’altro lato, vi sono l’interesse a evitare che gli esami si svolgano inutilmente, quello a evitare che la lentezza dei processi ne renda incerto l’esito e, soprattutto, l’affidamento del privato, il quale abbia superato le prove di esame “
  4. 8.     Le omissioni dell’azione amministrativa, in esecuzione dell’Ordinanza emessa e della ratio delle disposizioni del Bando, lederebbero gravemente e irreparabilmente gli interessi di chi ricorre per la evidente impossibilità di proseguire nello svolgimento delle prove d’esame. Scrive nell’ordinanza n. 1/2000 il Consiglio di Stato riunito in adunanza plenaria: “Per la più recente e consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale, la disponibilità delle misure cautelari è strumentale all’effettività della tutela giurisdizionale e costituisce espressione del principio per cui la durata del processo non deve andare a danno dell’attore che ha ragione, in attuazione dell’articolo 24 della Costituzione” (Corte Cost., 16 luglio 1996, n. 249; Corte Cost., 23 giugno 1994, n. 253; Corte Cost., 28 giugno 1985, n. 190).  In materia di esecuzione del giudicato e riesame vedi anche Consiglio di Stato in adunanza plenaria (ordinanza n. 1/2000 – all. sub n. 10) ha scritto: “Basta richiamare le osservazioni della Corte Costituzionale (rilevanti anche per il caso di mancata esecuzione delle ordinanze cautelari), per le quali “la mancata adozione da parte dell’amministrazione di provvedimenti che rimuovano o interrompano gli effetti persistenti e produttivi di ulteriori conseguenze …“è un comportamento a rischio dell’amministrazione inadempiente (e del funzionario responsabile), potendo ravvisarsi responsabilità nelle diverse forme – a seconda della sussistenza dei relativi presupposti – e nelle sedi competenti” (Corte Cost.. 12 dicembre 1998, n. 406)”. “L’inottemperanza a una decisione del giudice amministrativo, al di là di un termine ritenuto congruo, costituisce rifiuto di atto dovuto per ragioni di giustizia e integra pertanto il reato di rifiuto di atti d’ufficio (Corte di Cassazione, Sezione VI penale, sentenza 26 maggio-22 luglio 1999 n. 9400 in Guida al diritto n. 37/1999). Queste decisioni sono in armonia con L. 205/00, nonché l’art. 113 della Costituzione. La stessa Corte costituzionale, con la pronuncia n. 179 del 2002 ha dichiarato che nel processo amministrativo la tempestività e la effettività della tutela sono ormai completamente assicurate. Come incisivamente rilevato dalla Corte costituzionale proprio in tema di poteri cautelari del giudice amministrativo, “deve ritenersi connotato intrinseco della stessa funzione giurisdizionale, nonché dell’imprescindibile esigenza di credibilità collegata al suo esercizio, il potere di imporre, anche coattivamente in caso di necessità, il rispetto della statuizione contenuta nella pronuncia e, quindi, in definitiva, il rispetto della legge stessa. Una decisione di giustizia che non possa essere portata ad effettiva esecuzione altro non sarebbe che un’inutile enunciazione di principi, con conseguente violazione degli artt. 24 e 113 della Costituzione, i quali garantiscono il soddisfacimento effettivo dei diritti e degli interessi accertati in giudizio nei confronti di qualsiasi soggetto”.

Tutto ciò premesso,

P.Q.M.

1)    Si chiede all’Ec.mo Giudice adito di voler accogliere la presente istanza e per l’effetto, in armonia ai principi stabiliti nella ordinanza del T.A.R. Lazio, n. 167/2013 emessa su ricorso r.g.n.10004/2012, ed in armonia alle disposizioni di cui all’art. 35 del dlgs 165/2001, nonché artt. 3 e 6 del D.p.r. n. 487/94, di voler disporre, tutti gli atti e provvedimenti immediati ed urgenti necessari vista l’imminenza delle prove scritte fissate per le date dell’11 e 12 febbraio, al fine di consentire ai ricorrenti l’ammissione con riserva degli stessi e la partecipazione alle operazioni della procedura concorsuale in questione relative alle prove scritte di cui agli artt. 7 e 9 del bando di concorso;

2)    voler disporre, ai sensi dell’art. 34, comma 1, lett. e), e art. 59 c.p.a le misure idonee ad assicurare l’attuazione della ordinanza stessa da emanarsi in esito al presente giudizio, ivi compresa la nomina di un commissario ad acta, con effetto a decorrere dall’eventuale inutile decorso del termine di giustizia che codesto giudice riterrà di assegnare, ai fini dell’ottemperanza a tale ordinanza;

Roma, 24 gennaio 2013

Avv. prof. Carlo Rienzi

 

RELATA DI NOTIFICA

Io sottoscritto avv. prof.Carlo Rienzi, in virtù  dell’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma n. 162/2004, rilasciata l’11 marzo 2004, previa iscrizione ai Nn.__________. del mio registro cronologico, ho notificato per conto di ____________-copia autentica e conforme dell’atto di ricorso a:

1)    MINISTERO DELLI’STRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA, in persona del legale rappresentante p.t, rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura Generale dello Stato in Roma, Via dei Portoghesi, 12 – 00186 ROMA , ivi trasmettendone copia per mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n.  (cron. ) spedita dall’Ufficio Postale PT  Roma Prati sito in viale Mazzini 101,  in data corrispondente a quella del timbro postale;

Avv. prof. Carlo Rienzi

2)    2) Provincia Autonoma di Bolzano in persona del Presdiente p.t. legale rappresentante p.t. rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura Generale dello Stato in Roma, Via dei Portoghesi, 12 – 00186 ROMA , ivi trasmettendone copia per mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n.  (cron. ) spedita dall’Ufficio Postale PT  Roma Prati sito in viale Mazzini 101,  in data corrispondente a quella del timbro postale;

Avv. prof. Carlo Rienzi

 

2) Provincia Autonoma di Bolzano in persona del Presdiente p.t. legale rappresentante p.t. presso sede___________

 

SANITA’: IL TRIBUNALE DI ROMA CONDANNA LO STATO ITALIANO A RISARCIRE 433 MEDICI SPECIALIZZATI!!

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VITTORIA DEL CODACONS: OGNUNO DI ESSI OTTERRA’ QUASI 7.000 EURO DI RISARCIMENTO PER OGNI ANNO DI MANCATA RETRIBUZIONE DURANTE I PERIODI DI SPECIALIZZAZIONE

LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO CONDANNATA A PAGARE 42 MILIONI DI EURO

Ennesima vittoria del Codacons sul fronte dei medici specializzati. Il Tribunale di Roma, infatti, accogliendo il ricorso dell’associazione promosso per conto di 433 medici specializzati, ha disposto un mega risarcimento pari a 6.714 euro ciascuno (più gli interessi legali) per ogni anno di specializzazione, per un totale di circa 20 milioni di euro.
La II sezione civile del Tribunale (Giudice Dott.ssa Laura Scalia) ha pienamente riconosciuto le tesi del Codacons, che da anni si batte per far ottenere ai medici il risarcimento per gli anni di specializzazioni non retribuiti, in violazione delle norme nazionali e comunitarie.
Nel motivare la sua decisione il Tribunale scrive:
“si tratta di fare applicazione dei principi affermati dalla Corte di Cassazione con le più recenti pronunzie. Tanto esposto i principi enunciati in materia di cassazione sono i seguenti: a) La violazione perpetrata dallo Stato Italiano, che ha tardivamente ed in modo errato ed incompleto trasposto a livello nazionale le direttive comunitarie sufficientemente precise e circostanziate, dà luogo ad un illecito da inadempimento di una obbligazione […] La Presidenza del Consiglio dei Ministri va quindi condannata al pagamento in favore degli attori a titolo di risarcimento del danno per le motivazioni più sopra indicate, della somma di € 6.714,00 per ciascuno degli anni dei corsi di specializzazione effettuati, oltre interessi dalla data della domanda di lite e rivalutazione”.
“Si tratta di una sentenza molto importante, che riconosce i diritti lesi dei medici italiani e dispone un mega-risarcimento danni in loro favore – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Questa sentenza si aggiunge alla precedente ottenuta dal Codacons, e porta a quasi 1.000 il numero totale degli specializzati risarciti grazie alla nostra associazione, per una somma complessiva pari a circa 42 milioni di euro di indennizzo”.
Ora il Codacons avvierà una serie di nuovi ricorsi, analoghi a questo che ha avuto esito positivo, per conto dei medici specializzati iscritti al sindacato SUMAI, i quali potranno avvalersi dell’assistenza agevolata dell’associazione ed ottenere un identico risarcimento.

AZIONE MEDICI: ALCUNE DOVEROSE PRECISAZIONI SUL PERCHE’ PROPORRE APPELLO!

Con riferimento agli appelli da proporre avverso le sentenze con cui il Tribunale di Roma talvolta rigetta le cause in materia di risarcimento danno in favore degli specializzandi dell’epoca, per omesso recepimento della Direttiva CEE 82/76, che imponeva la corresponsione a tali specializzandi di apposita remunerazione, si ritiene utile ed opportuno chiarire quanto segue.

In particolare, riteniamo che sia estremamente opportuno proporre appello avverso eventuali sentenze negative del Tribunale di Roma, in materia di medici specializzandi, in quanto ormai la Suprema Corte di Cassazione, il massimo giudice nazionale, con una giurisprudenza totalitaria e costante, da parte di tutte le sue diverse Sezioni, ha riconosciuto pacificamente il diritto di tali specializzandi al risarcimento del predetto danno.

In tal senso esistono ormai decine di sentenze (Cfr Cass. Civ. Sez. III, n. 10813/2011; 10814/2011; 1814/2011; 10815/2011; 10816/2011Cass. civ., sez. III, n. 10813/2011; Cass. Civ., sez. III, n. 17868/2011; Cass. civ., sez. III, n. 21973/2011; Cass. Civ., sez. III, n. 24094/2011; Cass. Civ., sez. III, n. 25993/2011; Cass. Civ., sez. Lav., n. 1850/2012; Cass. Civ., sez. III, 5533/2012; Cass. Civ. Sez. III, n. 1182/2012; Cass. civ. Sez. III, n. 5064/2012; Cass. civ. Sez. III, n. 6911/2012; Cass. civ., sez. I, n. 4785/2012; Cass. civ., sez. I, n. 12725/2012; Cass. Civ. Sez. VI, n. 7961/2012; Cass. civ. sez. lav. N. 4575/2012; Cass. civ. sez. lav. N. 4893/2012).

Lo stesso Tribunale di Roma un tempo un pò restio ad uniformarsi alle prime sentenze favorevoli della Cassazione, sta ormai cambiando la sua giurisprudenza, come è già avvenuto con due sue distinte sentenze (n. 25036/2011 e n. 17423/2012), relative a due distinte cause promosse dal Codacons, che coinvolgevano circa mille medici.

Con tali due sentenze il Tribunale di Roma, uniformandosi alla Cassazione, ha dato ragione a tali medici, condannando lo Stato italiano al pagamento delle relative somme.

Chiara ed illuminante è in proposito la motivazione posta a base dell’ultima delle sentenze citate:
E’ vero come questo tribunale abbia in precedenza ritenuto, con articolate motivazioni, di discostarsi da detti principi, ma è vero altresì come ormai questo stesso tribunale non possa che prendere atto come le cennate decisioni dei giudici di legittimità, per numero ed univocità di contenuto finiscano per costituire, …, diritto vivente finalizzato, come tale, nella funzione di nomofilachia assolta dalla corte suprema, ad orientare i pronunciamenti propri dei giudici di merito”.

A fronte di tali parole è evidente come talune pronunzie negative del Tribunale di Roma, sono dei fatti sempre più isolati e come ormai la giurisprudenza sia univoca nel riconoscere le ragioni degli specializzandi dell’epoca.

E’ evidente pertanto come sia assolutamente opportuno e conveniente proporre appello avverso eventuali sentenze negative del Giudice di primo grado, anche tenuto conto del costante indirizzo favorevole della Corte di appello di Roma, innanzi alla quale dovranno essere propositi gli appelli avverso le sentenze di primo grado del Tribunale di Roma, ed alla luce della favorevole costante giurisprudenza della Corte di Cassazione.

Mollare la presa in questo momento, sarebbe, a nostro sommesso avviso, un grave errore, perché significherebbe abbandonare questa lunga battaglia proprio nel momento in cui si è prossimi a raccogliere i frutti attesi per anni.

Si segnala infine che la Presidenza del consiglio dei ministri ci ha comunicato che a giorni provvederà al pagamento delle somme di cui alle due suddette sentenze del Tribunale di Roma, il cui ammontare complessivo è pari a circa 35 milioni di euro.

Insomma con o senza Codacons FATE SEMPRE VALERE I VOSTRI DIRITTI!

VACANZE: I DATI DEFINITIVI DELLE LAMENTELE

 WIND JET: RECORD NEGATIVO PER GLI AEREI, IN TESTA ALLE PROTESTEIL CODACONS RICORDA COME ESERCITARE I PROPRI DIRITTI

Le ferie stanno ormai finendo. Come ogni anno il Codacons stila la statistica sulle vacanze andate male degli italiani.
Complessivamente sono pervenute 11.000 segnalazioni circa, lo stesso numero dello scorso anno. Considerato, però, che meno italiani sono andati in vacanza, si tratta di un peggioramento della situazione. Secondo stime dell’associazione, infatti, questa estate sono partiti per le ferie 2,5 milioni in meno di italiani rispetto al 2011. Ad incidere negativamente sul dato c’è sicuramente la vicenda di Wind Jet che ha fatto balzare la voce trasporti, con il 32%, al primo posto delle segnalazioni giunte al Codacons, un livello record mai raggiunto, anche se non tutte le proteste erano specificatamente relative a vacanze ma riguardavano anche semplici spostamenti.
Scende rispetto al 2011, pur restando al secondo posto, la voce pacchetto turistico che si attesta al 22%. La riduzione, però, è da attribuire ad un aumento degli italiani che, per risparmiare, hanno optato per vacanze fai da te rispetto a quelle organizzate dai tour operator. Al terzo posto gli alberghi, stabili al 19%. All’interno di questa voce, sono gli scarafaggi gli animali più segnalati nelle proteste dei consumatori, seguiti da mosche (nei piatti, nei buffet, sugli affettati …) e ragni. Al quarto posto le promesse non mantenute dei tour operator con il 14%, anche queste in calo per il minor numero di pacchetti turistici venduti.

Migliora nettamente, invece, passando dal 6 al 4%, la voce bagagli, che dal 2009 ad oggi ha registrato un continuo e costante progresso, grazie all’attivazione di nuovi impianti di smistamento automatico dei bagagli nei principali aeroporti italiani.

CLICCA QUI PER VEDERE LA GRIGLIA RIEPILOGATIVA!

Il Codacons ricorda a chi ha acquistato un pacchetto turistico come esercitare i propri diritti in caso di vacanza rovinata:

·         I consumatori devono richiedere, ai sensi dell’art. 49 del Codice del Turismo (Decreto Legislativo 23 maggio 2011, n. 79), il risarcimento dei danni subìti inviando all’organizzatore del viaggio una raccomandata a.r. entro e non oltre 10 giorni lavorativi dal rientro. Non c’è bisogno di quantificare subito il danno. In ogni caso l’invio della raccomandata o il reclamo in loco non sono obbligatori ai fini dell’ottenimento di un risarcimento del danno. Infatti, secondo una recente sentenza della Cassazione, sono “previsioni a favore del consumatore, lontane dallo stabilire oneri e decadenze a carico dello stesso. Il reclamo in loco è volto a consentite di porre rimedio alle inadempienze; il reclamo con raccomandata è facoltativo: è volto alla denuncia degli inadempimenti al fine di favorire la soluzione della controversia in via stragiudiziale“.

·         Meglio se la raccomandata la fate scrivere direttamente dal Codacons, visto che spesso alle lettere del singolo consumatore i tour operator non rispondono o lo fanno con una lettera standard uguale per tutti in cui si respinge la richiesta di rimborso, in modo da scoraggiare il consumatore nella sua giusta pretesa.

·         Conservate tutta la documentazione del torto subito (molto utili le fotografie ed i filmini fatti, scontrini per spese varie).

·         Non buttate il catalogo: vale per dimostrare le promesse non mantenute.

·         Non rinunciate all’azione legale! E’ sempre possibile rivolgersi ad un giudice chiedendo il risarcimento del danno subito, sia patrimoniale (il rimborso dei costi sostenuti per servizi non resi), sia morale, il cosiddetto “danno da vacanza-rovinata”, sancito dall’art. 47 del Codice del Turismo e correlato al tempo  di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta.

·         Se non si ottiene soddisfazione o per consigli potete fissare un appuntamento con le nostre sedi legali, telefonando all’ 892 007.

SEGNALATE QUI I VOSTRI CASI DI VACANZA ROVINATA!

 

PRECARI DELLA SCUOLA: QUALCUNO PERDE IN CASSAZIONE MA IL CODACONS VINCE ANCORA IN TUTT’ITALIA. COMUNICAZIONE DI RETTIFICA

CONTINUANO I SUCCESSI DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE NONOSTANTE LA CASSAZIONE (E NONOSTANTE GLI ERRORI DI CHI HA OTTENUTO QUESTA SENTENZA BALORDA!)

INTANTO IL MIUR DEVE VERSARE ALTRI 200.000,00 EURO AD ALCUNI PRECARI DI COMO E ALBA DOVE I TRIBUNALI HANNO CONFUTATO L’ASSURDA E NEFASTA SENTENZA DELLA CASSAZIONE OTTENUTA DAI LEGALI DELLA UIL*.

C’È ANCORA LA (RAGIONEVOLE) SPERANZA DI VINCERE QUESTA BATTAGLIA… CHI NON HA FATTO RICORSO PUÒ ANCORA PRESENTARLO! 

Caro ricorrente precario della scuola,

lo scorso 20 giugno la Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata sulla questione del precariato della scuola pubblica, con una sentenza scandalosa, una vera e propria vergogna per la giustizia italiana: a nostro avviso, uno dei segni più evidenti della disfatta del nostro “Stato di diritto”!

LA SENTENZA E’ STATA OTTENUTA DAI LEGALI DEL NOTO ENTE* SENZA CHE QUESTI AVESSERO AVVERTITO PRIMA I TANTI ALTRI LEGALI E ASSOCIAZIONI CHE AVREBBERO POTUTO COSTITUIRE UN COLLEGIO DIFENSIVO FORTE E COMPATTO.

Il risultato di tale gravissimo comportamento è, appunto, la sentenza n. 10127 del 20 giugno 2012, con cui la Cassazione ha creduto di poter porre fine alle migliaia di cause per la stabilizzazione dei precari della scuola pendenti presso tutti i Tribunali della nostra penisola, ritenendo che il sistema delle supplenze rappresenterebbe “un percorso formativo-selettivo, volto a garantire la migliore formazione scolastica, attraverso il quale il personale della scuola viene immesso in ruolo in virtù di un sistema alternativo a quello del concorso per titoli ed esami e vale a connotare di una sua intrinseca “specialità e completezza” il corpus normativo relativo al reclutamento del personale scolastico”.

Infatti, su questi presupposti la Cassazione ha, per un verso, ammesso che un siffatto sistema di reclutamento non può che generare la precarietà del lavoro, ma, per altro verso, ha altresì offeso i precari nel considerarli come una sorta di PRIVILEGIATI, che, parole testuali, godrebbero di “una sostanziale e garantita (anche se in futuro) immissione in ruolo che, per altri dipendenti del pubblico impiego è ottenibile solo attraverso il concorso e, per quelli privati, può risultare di fatto un approdo irraggiungibile”, giungendo così a negare – a questi “privilegiati” – sia la stabilizzazione del posto di lavoro, che il risarcimento del danno arrecato da parte del MIUR!

La ragione di fondo di una simile sciagurata decisione è nascosta in poche righe della sentenza: secondo la Cassazione dovrebbero rilevare, a discapito della giustizia per migliaia di lavoratori precari, “indifferibili esigenze di carattere economico che impongono –in una situazione di generale crisi economica e di deficit di bilancio facenti parte del notorio- risparmi doverosi”….per dirla più semplice: “MANCANO I SOLDI: NON SI PUÒ FARE NIENTE PER VOI!”.

Parole che fanno accapponare la pelle e che non possono che suscitare rabbia e sdegno, in quanti, come noi, credono che comunque si possa fare ancora qualcosa in questo Paese e che la giustizia esista ancora.

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Queste erano le brutte notizie…ora, però, arrivano le buone! Appena pochi giorni dopo questa nefasta sentenza, i legali del Codacons, per nulla scoraggiati e convinti che la guerra sia soltanto cominciata, hanno già ottenuto due fantastiche vittorie dinanzi al Tribunale di Como e di Alba, rispettivamente del 3 e del 4 luglio!

I giudici in questione sono infatti rimasti fermi sulle proprie posizioni, lasciando intendere che dalla sentenza della Cassazione, in realtà, non può derivare alcun sbarramento in tema di differenze retributive, che certamente spettano ai precari della scuola in base al principio di eguaglianza e non discriminazione sancito a livello comunitario e posto alla base di numerose pronunce della Corte di Giustizia in tema di precariato nel pubblico impiego.

Così, infatti,  si legge in una delle due recentissime sentenze di accoglimento emesse nei confronti di ben 5 ricorrenti che, come lei, hanno dato fiducia al Codacons per intraprendere questa battaglia contro il MIUR: “Il Ministero pone in rilievo la specialità del sistema di reclutamento e di assegnazione delle supplenze, ma questo elemento non può costituire una ragione idonea ad escludere il diritto agli scatti stipendiali non avendo correlazione logica con la negazione della progressione retributiva in funzione dell’anzianità di fatto maturata. Non vi sono, infatti, ostacoli razionali alla possibilità di ricostruire la carriera intera del personale assunto ripetutamente a termine, tenendo conto dei rapporti pregressi ed applicando gli scatti allo stesso modo di quanto avviene per il personale a tempo indeterminato. Ne consegue che, in accoglimento della domanda, deve esser dichiarato il diritto delle parti ricorrenti a un trattamento econmico che tenga conto dell’anzianità di servizio maturata in condizioni di parità con i lavoratori a tempo indeterminato comparabili e quindi con il riconoscimento degli scatti di anzianità di cui questi ultimi pacificamente beneficiano ai sensi della normativa vigente” (sentenza n. 109/2012 del 4 luglio 2012 Trib. di Alba, Giudice Dott. Bottallo). Il Giudice di Alba ha altresì ritenuto che, in applicazione del diritto comunitario, come interpretato dalla Corte di Giustizia in  numerose sentenze, anche molto recenti, l’illegittimità del primo contratto a termine per mancanza di ragioni oggettive, temporanee ed eccezionali, si riverbererebbe su tutti quelli successivi, “posto che il rapporto di lavoro dei ricorrenti è di fatto proseguito nel corso degli anni senza sostanziale soluzione di continuità per soddisfare esigenze di carattere permanente dell’Amministrazione” e su queste basi ha condannato il MIUR al risarcimento del danno, commisurato in una somma pari a oltre trentamila euro!!

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A tutto ciò si aggiunga che in tutti i giudizi avviati nel vostro interesse in tutta Italia è stata già sollevata da parte dei nostri legali la questione pregiudiziale di interpretazione del diritto comunitario dinanzi alla Corte di Giustizia dell’UE della normativa relativa al reclutamento del personale docente e ATA della scuola pubblica, di cui alla legge 124/1999. Sulla costituzionalità della medesima normativa siamo peraltro in attesa che si pronunci anche la Corte Costituzionale, a seguito dell’ordinanza di rimessione emessa da Tribunale di Trento nel settembre 2011 e, anzi, vi annunciamo sin da ora che presenteremo istanza di intervento in questo giudizio nel vostro interesse.E se anche tutto questo non Le dovesse bastare, caro ricorrente, sappia sin da ora che il Codacons non si fermerà e arriverà sino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per far valere la violazione della CEDU in tema di tutele dei diritti fondamentali dei lavoratori! Del resto, è già in corso un procedimento di infrazione dello Stato italiano alla Commissione Europea per manifesta violazione della Direttiva Comunitaria 1999/70/CE.Dunque!

La partita per i precari può considerarsi tutt’altro che chiusa, anzi…tutt’altro! E’solo all’inizio!

*NB

Cogliamo l’occasione, inoltre, per informare che erroneamente in una precedente comunicazione è stato indicato l’ANIEF, anziché la Uil, come ente che avrebbe assistito la parte perdente nel giudizio di Cassazione più volte menzionato.

Errore indotto da alcuni comunicati con cui l’ANIEF stessa si dichiarava intenzionata a ricorrere alla Corte di Giustizia Europea avverso tale ingiusta pronuncia [http://www.anief.org/content_pages.php?pag=3580&sid]. Apprendiamo, pertanto, che la causa sarebbe stata, invece, patrocinata da un avvocato della Uil Scuola.
Tutte le considerazione e le critiche fin qui mosse al riguardo (CI SI RIFERISCE ALLE FRASI “Il “merito” di quanto è accaduto lo dobbiamo ad un’associazione, che dopo aver tanto sbandierato le proprie vittorie dinanzi ai giudici di primo grado, con frasi del tipo: “ci siamo rivolti al giudice************, e lui ci ha dato ragione….”(ci asteniamo da ogni commento, lasciando a Lei e alla Sua sensibilità qualsiasi considerazione in merito), ha pensato bene di arrivare sino in Cassazione, assumendosi così la responsabilità dell’esito di migliaia e migliaia di ricorsi proposti nell’interesse dei lavoratori precari senza prima coinvolgere le altre associazioni, che, come il Codacons, stanno oramai da lungo tempo impiegando tutte le proprie energie per vincere queste cause, peraltro ottenendo sino ad oggi formidabili successi (più del 95% dei ricorsi sinora presentati vinti, con condanne per il MIUR da capogiro!).“), quindi, devono considerarsi rivolte alla Uil Scuola e non all’ANIEF (stando ad espressa precisazione di quest’ultima, come da link in calce).

TESTO DIFFIDA ANIEF

PENSIONI IL CODACONS PREPARA UN RICORSO COLLETTIVO CONTRO IL BLOCCO DEI PENSIONAMENTI PER IL RECUPERO DEI DIRITTI QUESTITI E IL RISARCIMENTO DEL DANNO PATITO

 Ancora una volta il mondo della scuola patisce riforme previdenziali ingiuste. L’articolo 24 del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito in legge n. 214 del 22 dicembre 2011 e, da ultimo, il decreto legge n.216 del 2011 convertito con modificazioni dalla legge n. 14 del 2012, hanno modificato i requisiti di accesso al trattamento pensionistico, facendo salvo il diritto all’applicazione della previgente normativa SOLTANTO per il personale che abbia maturato i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2011. Questa disposizione ha cancellato i diritti quesiti per migliaia di insegnanti e Ata, capovolgendo le loro legittime aspettative di vita e di sussistenza.

L’azione riguarda il personale “pensionando” della scuola, che maturera’ i requisiti del pensionamento secondo il precedente sistema, non entro il 31 dicembre 2011, bensi entro il 31 agosto 2012 E CHE PER QUESTO INGIUSTO SBARRAMENTO TEMPORALE restererà escluso dalla possibilità di andare in pensione con l’applicazione delle norme più favorevoli.

L’azione, che sarà proposta innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, mira all’annullamento e sospensione degli atti generali applicativi di questo nuovo impianto normativo, nonchè alla loro corretta interpretazione (D.M. n.22 del 12 marzo 2012 e C.M. n.23 del 12 marzo 2012, Circolare Inps n. 35 e 37 del 14 marzo 2012), ed alla proposizione della relativa questione di costituzionalità che mira a consentire il vaglio della Corte Costituzionale, perché emerga la gravissima illegittimità costituzionale dell’impianto normativo e delle disposizioni transitorie per l’ingiusta compromissione dei diritti gia’ acquisiti e la violazione dei principi che informano la disciplina del proprio contratto di lavoro, nonchè ad avanzare le giuste richieste di risarcimento del danno patito.

Il Governo pare aver ignorato la particolarità del settore scolastico e delle norme di riferimento e il Ministero dell’Istruzione male interpreta l’impianto normativo alla luce della particolarità del settore scolastico. Le esigenze di governo della spesa pubblica non hanno tenuto conto della circostanza che il personale della scuola matura i requisiti per la pensione secondo regole proprie. E’ noto, infatti, che nella scuola l’anno scolastico rappresenta e coincide anche con l’anno di servizio per gli insegnanti. L’art. 1, comma 1 del D.p.r. n.351 del 1998 collega la cessazione dal servizio nel comparto scuola con l’inizio dell’anno scolastico. La particolarità del sistema della scuola, peraltro, è confermata da tutte le norme anche di stampo pensionistico che si sono via via succedute (si pensi all’art. 59, comma 9 L n.449/1997; all’ art. 1 comma 2 lettera a) e comma 5 lettera d) L.247/2007; art.12 L.122/2010 e art.1 comma 21 L.148/2011).

Rammentiamo quanto affermato dal C.d.S., sez. consultiva per gli atti normativi in sede di parere reso il 9 giugno 2009 n. 1943/09 sull’art. 4 della L. 15/09 in tema di azione collettiva nei confronti della P.A.: “…La privatizzazione del pubblico impiego e la riforma della dirigenza, le leggi “Bassanini” e i conseguenti decreti di attuazione, la riforma del titolo V della Costituzione, le leggi di semplificazione normativa per il 2003 e 2005, la riforma della Legge n. 241 del 1990 (Leggi 15 e 80 del 2005), hanno prepotentemente veicolato nel sistema amministrativo la concezione sostanziale del buon andamento….. Lo sforzo del creatore di norme, così come quello dell’interprete, appare proiettato nel coordinare questi due principi (buon andamento e legalità), specie nella materia dell’organizzazione, dove maggiore è il peso che il valore economico del buon andamento sta assumendo, come tecnica di contenimento del debito pubblico, da tempo giunto a livelli di guardia, e fattore di produzione dell’attività amministrativa rivolta alla soddisfazione del cittadino”.

Lo Stato ha in questa faccenda anche la veste di datore di lavoro, ed insieme a tutti i datori di lavoro E’ IL PRIMO A DOVER RISPETTARE I PRINCIPI DI CORRETTEZZA E BUONA FEDE POSTI DALLA COSTITUZIONE ITALIANA E DAGLI ARTT. 1175 E 1375 DEL CODICE CIVILE. In particolare il principio di correttezza e buona fede “si esplica nell’imporre, a ciascuna delle parti del rapporto obbligatorio, il dovere di agire in modo da preservare gli interessi dell’altra, a prescindere dall’esistenza di specifici obblighi contrattuali o di quanto espressamente stabilito da singole norme di legge”.(Corte di Cassazione Sez. lavoro del 25 gennaio 2011, n. 1699; Cass. sez. lav., 13 maggio 2004 n. 9141)).


Interessati al ricorso sono pertanto:

  1. tutti gli insegnanti della scuola pubblica che hanno presentato entro il 30 marzo 2012 domanda di pensione e/o certificazione ex D.M. del Miur n.22/2012, ma che avrebbero maturato i requisiti per il collocamento in quiescenza secondo le vecchie regole, entro il 31/08/2012, e tutti coloro che, di conseguenza, sono esclusi dalle norme transitorie di favore dell’art. 24 commi 14, 15 e ss, di cui alla C.M. 23 del 12 marzo 2012.
  2. E’ interessato all’azione quindi il personale della scuola che raggiunga i requisiti necessari per l’accesso al trattamento di pensione di anzianità di 60 anni di età e 36 di contribuzione o 61 anni di età e 35 di contribuzione, entro agosto 2012 e non entro dicembre 2011. Ancora è interessato il perosnale della scuola che raggiunga i requisiti utili per la pensione di vecchiaia di 65 anni di età per gli uomini e 61 di età per le donne, con almeno 20 anni di contribuzione. (15 per chi è in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1992, ai sensi dell’art. 2 c. 3 lett, C del D.lgs n. 503 del 30/12/92) entro l’agosto 2012 e non entro il dicembre 2011. Nonchè lo stesso personale che raggiunga il limite di anzianità contributiva di 40 anni sempre entro agosto 2012 e non entro la predetta data del 31 dicembre 2011. Infine, chi abbia compiuto almeno 57 anni di età e 35 anni di anzianità contributiva entro il 31 agosto 2012

Per chi avesse dubbi, e volesse avere spiegazioni può chiamare il numero di telefono 892007 dove un operatore dalle ore 15.30 alle ore 16.30 tutti i giorni vi aiuterà. Ma attenzione perchè questo servizio ha un costo sia pure minimo.

Rete fissa scatto 30 cent al minuto 76 cent/ Tim scatto 16 cent al minuto 94 cent/Vodafone scatto 16 cent al minuto 94 cent/Wind scatto 15 cent al minuto 97 cent/Tre scatto 31 cent al minuto 2,59 euro/N.B. i prezzi esposti sono comprensivi di IVA

L’ADESIONE AL RICORSO COLLETTIVO, PUO’ ESSERE FATTA SEMPLICEMENTE COMPILANDO IL FORM CHE VI PERMETTERA’ DI RICEVERE VIA MAIL LA MODULISTICA NECESSARIA PER PARTECIPARE ALL’AZIONE ALL’INDIRIZZO WEB

www.termilcons.net/index.php?pagina=page_publicForm&idForm=124&css=1&access=ok

…PIU’ SIETE PIU’ E’ FACILE OTTENERE GIUSTIZIA !!!!

SANITA’: PER I MEDICI SPECIALIZZATI ANCORA POSSIBILE OTTENERE DALLO STATO ITALIANO I COMPENSI NON CORRISPOSTI

DOPO LA CLAMOROSA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI ROMA IL CODACONS PROSEGUE NELLA RACCOLTA DI ADESIONI AI RICORSI COLLETTIVI

LO STATO DEVE RISARCIRE 40.000 EURO A MEDICO!

I medici specializzati ai quali lo Stato Italiano non ha corrisposto i compensi spettanti sulla base delle direttive europee, possono ancora far valere i propri diritti e aderire alle azioni legali avviate dal Codacons.

Dopo la recente sentenza del Tribunale di Roma, che ha condannato lo Stato a versare a 500 medici la somma di circa 22 milioni di euro, pari alle remunerazioni mai corrisposte cui gli stessi avevano diritto, l’associazione ricorda che è ancora possibile aderire ai ricorsi collettivi promossi dal Codacons, volti a far ottenere un indennizzo mediamente pari a 40.000 euro a medico.

La Corte di Cassazione ha disposto infatti che la prescrizione in materia di mancata remunerazione dei medici specializzati si compie, in assenza di appositi atti interruttivi, il 27 ottobre 2009.
Ricordiamo a tutti i medici specializzati che possono ancora intraprendere le dovute azioni risarcitorie per ottenere i compensi spettanti – afferma il Presidente Carlo RienziE’ sufficiente collegarsi al sito www.codacons.it e seguire le istruzioni riportate sul web”.

CLASS ACTION: IL GIUDICE PEROZZIELLO DI MILANO AFFOSSA DEFINITIVAMENTE L’AZIONE COLLETTIVA ITALIANA

Affossata definitivamente la class action italiana.

Come ricorderete noi del Codacons avevamo proposto, all’indomani dell’entrata in vigore nel nostro paese della legge sull’azione collettiva,  la prima azione collettiva “made in Italy”, contro la Voden Medical Instruments SPA, ideatrice e distributrice del test “ego test flu”, che sulla carta permetteva la rilevazione fai da te della presenza dell’influenza A e B, compresa quella suina e aviaria.

Prodotto rivelatosi poi inefficace.Ebbene,  dopo sei giudici di Milano che hanno ritenuto ben fatta l’azione di classe facendola proseguire, un nuovo giudice  ha cambiato idea e, credendo di essere la Cassazione – ossia il terzo grado di  giudizio – ha cancellato due ordinanze di ammissibilità (clicca qui per leggere il testo dell’ordinza della corte di appello e qui per leggere il testo di quella del tribunale), ritenendo la proponente una non consumatrice, la stessa che 2 collegi di giudici avevano giudicato in grado di rappresentare la classe dei consumatori nelle precedenti ordinanze.

Tutto ciò, secondo i giudici del Tribunale di Milano (8° sez. civile, Presidente e Rel. lo stesso  VINCENZO PEROZZIELLO), perché si ritiene che l’azione fosse iniziata male dal momento che la promotrice aveva comprato troppo in fretta il kit (spaventata dall’influenza), e  lo stesso giorno, avendo saputo che esso era del tutto inutile,  aveva dato procura notarile al Codacons per avviare a suo nome una azione per la restituzione dei soldi e per il risarcimento della sofferenza psichica subita: la sua colpa, aver fatto questo senza prendersi qualche giorno per riflettere sul da farsi.Ebbene, dopo Tribunale  e Corte di Appello di Milano che ritennero ammissibile la class action del Codacons, il giudice del Tribunale di Milano Perozziello si intigna su circostanze irrilevanti e non solo condanna la promotrice dell’azione collettiva  tornando indietro di due gradi di giudizio, ma addirittura condanna anche un semplice aderente, ossia un consumatore ignaro di tutto, che aveva aderito all’invito rivolto per ordine del Tribunale e della Corte di Appello a tutti coloro che avevano comprato lo stesso kit, e lo condanna a pagare ben 15mila euro!!!

A questo punto  ci viene il forte dubbio che il Giudice Perozziello non abbia mai letto la legge sulla class action; per tale motivo abbiamo chiesto oggi al Ministro della Giustizia Paola Severino e al CSM di inviare ispettori al Tribunale di Milano per verificare il corretto operato dei giudici milanesi.

Se infatti appare sorprendente che ora il Tribunale di Milano abbia cancellato due ordinanze precedenti di ammissibilità, quel che davvero richiede un richiamo anche disciplinare è la condanna inflitta anche ad un povero cittadino ignaro di tutto che si era limitato ad aderire all’invito rivolto dalla Corte di Appello e che, secondo le regole della legge, non ha alcuna responsabilità nella promozione dell’azione che secondo Perozziello sarebbe viziata.

Vi invito a lasciare su questo blog un commento all’ennesimo colpo contro i diritti dei consumatori.

clicca qui per leggere il provvedimento di rigetto