SE IL MERCATO LIBERO VI PIACE COSÌ TANTO, TENETEVELO

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Ma come mai gli italiani non vogliono proprio saperne di passare al mercato libero dell’energia? Dal decreto Bersani, che aprì alla concorrenza il settore nel lontanissimo 1999, è passato ormai un ventennio. Sono cambiati ministri, papi e idoli calcistici. Eppure, nonostante tutto, gli italiani – testardi come muli – non hanno cambiato idea: ancora oggi soltanto una famiglia su tre ha deciso di sottoscrivere un nuovo contratto e di passare al libero mercato.

Com’è possibile che i cittadini abbiano preferito il vecchio, rigido, a detta di tutti superato regime di “maggior tutela” (con costi fissati trimestralmente dall’Autority dell’energia elettrica) al provvidenziale, moderno e conveniente mercato “libero” (che suona anche meglio)?

I COSTI.

L’arcano non è poi così arcano, almeno per chi vuole valutare seriamente i fatti. Sarà, per esempio, perché il mercato tutelato conviene. Altroché, i dati sono impossibili da smentire: i clienti che sono stati convinti a passare al mercato libero spendono di più.

Quanto? Il 16,7% (elettricità) e il 7,9% (gas) in più rispetto a quelli rimasti nel mercato tutelato. Nota bene: ad ammetterlo è la stessa Autorità per l’energia, non le associazioni dei consumatori. Italiani retrogradi? Macché.

I SERVIZI AGGIUNTIVI.

Se le cose stanno così, la domanda è d’obbligo: com’è possibile che la libera concorrenza abbia portato prezzi del servizio più alti? Gli alfieri del “mercato libero” non promettevano proprio il contrario? Un ruolo cruciale è svolto dai servizi aggiuntivi: come ammette l’Autorità, infatti, “le offerte sono spesso caratterizzate dalla presenza di ulteriori servizi collegati alla fornitura e non presenti nei regimi di tutela“.

Un meccanismo che gli utenti della telefonia, purtroppo, conoscono bene.

I PROBLEMI.

Fosse solo questione di costi. I problemi, per gli utenti passati nel mercato libero, non finiscono mai: contratti attivati senza il consenso dell’utente (e, in generale, all’interno di un sistema di vendita che spesso sfiora la truffa), fatturazione di consumi vecchi di decenni, conguagli da arresto cardiaco. Un dato? Solo nel 2016, lo sportello per i consumatori ha ricevuto quasi 45mila reclami. E a giugno 2016 l’Antitrust ha sanzionato per quasi 15 milioni di euro i cinque big dell’energia Acea, Edison, Eni, Enel Energia ed Enel Servizio Elettrico, proprio per questi motivi.

LA FINE.

I cittadini, insomma, preferiscono la “maggior tutela”. Ma si tratta di un particolare. Sarà il Governo a decidere, a proposito del disegno di legge concorrenza: il dal 1° luglio 2018 scatterebbe/scatterà (sempre che si decidano nel frattempo) l’obbligo per tutti gli utenti di abbandonare il mercato tutelato e sottoscrivere un contratto sul libero mercato. A sostegno di questo passaggio raccontano la solita storia: le tariffe caleranno con l’aumento della concorrenza. Peccato, perché non è vero: le nuove norme avranno effetti negativi per le famiglie e per le imprese, e determineranno aggravi dei costi energetici a loro carico. Tanto che lo stesso Governo è pieno di dubbi (“Vogliamo evitare che il superamento del mercato tutelato comporti un aumento delle bollette” – allora è vero!). Il rischio infatti è che gli operatori si facciano concorrenza solo sui clienti che spendono di più, mentre per gli altri non ci sia niente da fare.

La solita storia, insomma: ma gli italiani l’hanno capita benissimo.

A presto,

CR

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