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OBBLIGO DELLA SCATOLA NERA, CHI SE NE PUÒ APPROFITTARE

Cari amici, quest’estate la Commissione Industria del Senato ha approvato l’emendamento che obbliga la presenza della scatola nera su tutti i veicoli entro il 2017. Per essere precisi, si hanno 12 mesi Leggi tutto »

TERMOSIFONE CON TERMOSTATO (Silvano Del Puppo, MILANO - 2009-09-15) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

TERMOSIFONI, ATTENTI AGLI OBBLIGHI

Cari amici, ora che è arrivato l’autunno e la bella stagione sembra un ricordo lontano, tornano anche il problema dei riscaldamenti. Problema, si, perché oltre all’innegabile utiltà dei termosifoni, bisogna prestare attenzione Leggi tutto »

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RISPUNTA IL PROGETTO DEL PONTE SULLO STRETTO. SIAMO IMPAZZITI?

Cari amici, non ho mai creduto nella reincarnazione, ma dopo aver sentito parlare (per l’ennesima volta) del Ponte sullo Stretto non ho avuto più dubbi. Già, il nostro caro premier ha pensato Leggi tutto »

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TRUFFE ONLINE, PRESTATECI OCCHIO!

Cari amici, il mondo dei social è una realtà inarrestabile, dalle indiscutibili potenzialità, ma anche irto di insidie. Per questo voglio mettervi in guardia su alcuni pericoli che, se riconosciuti, possono essere Leggi tutto »

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INCENTIVI ALLE FAMIGLIE: DUE MODELLI VIRTUOSI, TRENTINO E VALLE D’AOSTA

Cari amici, dopo giorni di polemiche contro il Fertility day e la disastrosa campagna pubblicitaria promossa dal Ministero della Salute, mi piacerebbe proporvi esempi in positivo: politiche di autentica promozione alla natalità Leggi tutto »

10 LEGGI BUONE FATTE DA “CHI CI STA” EPPOI NUOVE ELEZIONI

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Domenica mi sono visto la bella trasmissione di Lucia Annunziata su Rai3. Io non sono un simpatizzante dei 5 stelle da quando hanno fatto finta di non vedermi come loro candidato, anche se sapevo benissimo che uno come me non lo avrebbero mai preso non essendo io incline ad accettare ordini e imposizioni o regole dall’alto, specie se nell’esercizio di un mandato dato dal popolo.

Confesso però che aver sentito Orfini domenica mi ha ancora una volta convinto che il Pd non poteva che fare la fine che ha fatto. Dunque Orfini – per tirare l’acqua al mulino del Pd- si era addirittura preparato un foglietto da cui risultava che nel 50% dei casi Lega e M5S avevano votato insieme contro il Pd.

Ergo, Lega e grillini sono affini e non certo M5S e Pd. Anche Orfini – come Renzi quando pensava di infinocchiare gli italiani con la riforma in senso autoritario della Costituzione per assicurarsi, come ha fatto il leader cinese, la presidenza a vita – ritiene che chi vede la tv abbia l’anello al naso.

Ovvio, infatti, che se Lega e Movimento 5 Stelle sono all’opposizione votano ambedue contro le leggi della maggioranza anche solo per farsi notare e chiedere che siano fatte meglio, o contengano qualcosa di più, o anche solo per differenziare l’opposizione dalla maggioranza.

Tanto la legge passerà ugualmente con la fiducia e quindi almeno resta nella storia e negli atti parlamentari che due partiti dell’opposizione volevano una cosa diversa o solo migliore. Come faccia Orfini da questo elementare gioco della politica a dedurre che Lega e M5S siano affini più che M5S e Pd resta un vero mistero, e ci abbatte sentirlo da una persona intelligente come lui.

Faceva tenerezza Orfini, espressione di un Pd che ha frequentato più il furbetto Farinetti e il furbissimo Marchionne, andando a osannare anche la Philip Morris in nuova fabbrica bolognese di sigarette (elettroniche), che gli operai della Fiom, un Pd che non ci piace perché ha fatto eleggere una Lorenzin che poco ha fatto contro la lobby delle case farmaceutiche, e un Casini che nella mia memoria – ma forse anche in quella degli elettori di Pomigliano d’Arco – era più destro dei destri più maldestri e che ha avuto il solo merito di fare il funerale alla Commissione di inchiesta sulle banche e sulle malefatte dei parenti banchieri dei sottosegretari preferiti dal Matteo numero 1.

Ma faceva tenerezza anche la brava Lucia Annunziata che – da vecchia militante comunista – disperatamente cercava di portare Orfini a dire che era meglio se Pd e M5S si fossero alleati per tentare l’impossibile: non far sparire un partito divenuto ormai solo uno specchio della politica liberista e antioperaia che nemmeno Berlusconi era riuscito a incarnare, e che non piace a chi scrive ma nemmeno ormai alla maggioranza degli italiani.

Ora se questi risultati elettorali porteranno almeno a 10 leggi buone fatte da “chi ci sta” – siano essi Lega e M5S o M5S e Pd o Pd e destra non ci importa – noi saremo contenti, e andremo volentieri a nuove elezioni ricordando chi ha fatto quelle leggi per premiarli.

CANONE RAI, L’ESENZIONE PER OVER-75? ERA ORA!

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“E’ stato appena firmato da parte del ministro dell’Economia e del ministro dello Sviluppo economico il decreto per l’aumento della fascia di reddito di esenzione del canone Rai per gli over 75”. Con questa parole Paolo Gentiloni ha annunciato un provvedimento che si attendeva da tempo, e che esenta altri 235mila over-75 dal pagamento dell’odiata tassa.

COSA CAMBIA? La misura annunciata oggi fa salire a 8.000 euro (dai 6.713,98 precedenti) il reddito che consente l’esenzione dal pagamento del canone Rai, limitatamente a coloro che abbiano compiuto 75 anni. I cittadini devono richiedere l’esenzione presentando la dichiarazione sostitutiva presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate oppure spedirla con raccomandata, senza busta, al seguente indirizzo: Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 Sat – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22, 10121 -Torino. La richiesta deve essere accompagnata da un documento di identità valido e deve essere presentata entro: il 30 aprile per essere esonerati tutto l’anno, e il 31 luglio per essere esonerati dal secondo semestre.

ERA ORA! Più che gioire per il provvedimento firmato oggi, siamo molto arrabbiati per il ritardo immane con cui è giunta questa esenzione. Da anni infatti la Rai non trasmette più programmi adatti ai telespettatori più anziani, e d’estate propina in continuazione repliche dei soliti telefilm che oramai gli utenti di una certa età, ossia coloro che più fruiscono della tv nei mesi estivi, conoscono a memoria. Proprio il peggioramento qualitativo dell’offerta Rai dovrebbe portare ad una estensione delle esenzioni, anche in considerazione del fatto che l’evasione è stata abbattuta con l’introduzione del canone in bolletta. Un provvedimento davvero equo, dunque, sarebbe esentare dal pagamento del canone tutti i nuclei familiari con Isee inferiore ai 25mila euro annui!

A presto,

CR

MAGISTRATI CORROTTI: RIDATECI BELLOMO!

tribunale

Leggo oggi di un nuovo scandalo che investe la magistratura italiana, con un ex presidente di sezione del Consiglio di Stato accusato dalla Procura di Roma di aver aggiustato sentenze in cambio di mazzette, e un ex pm di Siracusa fermato per associazione a delinquere, corruzione e falso. Un episodio che si aggiunge alla lunga lista di scandali che, negli ultimi anni, vedono coinvolta la giustizia italiana, minando profondamente il ruolo della magistratura e la fiducia che in essa ripongono i cittadini.

E leggendo tali ultime vergogne non posso non pensare ad un altro magistrato, quel Francesco Bellomo destituito di recente dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa perché imponeva minigonne e tacchi alle sue studentesse. Un fatto certamente grave e condannabile, ma dalle conseguenze tutto sommato nulle sulla giustizia italiana. Perché se un magistrato prende soldi per pilotare una sentenza danneggia tutti: i cittadini, la giustizia e la categoria cui appartiene. Se un magistrato ha una ossessione per le belle ragazze e impone contratti assurdi, danneggia solo se stesso e coloro che quelle condizioni indegne le accettano.

Tutto sommato, tra chi brama di nascosto i soldi e chi ama alla luce del sole il sesso, io preferisco i secondi, e mi domando se, considerati gli ultimi scandalosi fatti, non sia il caso di richiamare in servizio Bellomo…

 

 

STESSA SPIAGGIA, STESSO FIUME

castel sant'angelo

Il Tevere è il fiume che attraverso Roma, ma purtroppo non rappresenta una parte viva e pulsante della città a differenza di molte città europee, per questo per la prossima estate ci sarà un progetto che riguarderà un’area di diecimila metri quadrati vicina a a Ponte Marconi con una spiaggia e campi sportivi”.

Una cosa è certa, cari amici: alla prima cittadina della Capitale non manca certo la fantasia. Anche se, va detto per completezza, quella di Virginia Raggi non è un’idea del tutto originale: già Bertolaso, ai tempi della candidatura, butto lì una cosa del genere. Disse allora l’ex direttore della Protezione Civile: “Se sistemiamo bene tutti i depuratori e si fa una gestione delle fogne migliore di quell’attuale, il Tevere può diventare balneabile. Cinque anni di mandato ci vogliono tutti, ma a fine mandato, prima di salutare, farò il bagno nel fiume, come Mister Okay” (per chi non sapesse chi è “Mister OK”, qui c’è una spiegazione esaustiva).

E ancora prima, scavando, si trovano altre suggestioni marittime per il fiume dei romani: era il 1956 quando il regista Dino Risi girava le scene di Poveri ma belli, in cui due amici lavorano in uno stabilimento balneare proprio sul Tevere.

Ora: la nostalgia è uno stato d’animo nobile, e fantasticare è meraviglioso. Ma la realtà, vogliamo vedere qual è?


Ecco, in sintesi la realtà è questa: nessuna spiaggia potrà essere realizzata senza autorizzazione dell’Asl e delle autorità competenti, che dovranno eseguire approfondite verifiche sulle acque del Tevere. Questo perché il fiume capitolino è stato più volte al centro di denunce legate al forte inquinamento delle sue acque, notoriamente caratterizzate dalla presenza di topi, sporcizia e rifiuti vari. Se tali condizioni persistono/persisteranno, realizzare una spiaggia in riva al Tevere rappresenterebbe un rischio per la salute dei cittadini che si ritroverebbero a stretto contatto con agenti inquinanti, e nessun permesso potrebbe essere rilasciato dal Comune in questo senso.


Bello sognare. E bello immaginare una spiaggia in piena Roma, aperta a tutti, colorata e vivace. Io ci sto, purché la realizzazione del tutto sia condizionata alla totale assenza di pericoli per la salute pubblica.

Perché, diceva qualcuno, l’unica maniera per realizzare i propri sogni è svegliarsi.

A presto,

CR

APPUNTI DAL FORUM DELL’AGRICOLTURA DI CERNOBBIO

applauso

Qualche appunto sul Forum di Cernobbio di questi giorni, sulla base delle mie osservazioni.

Al Forum dell’Agricoltura, oggi Coldiretti ha dato voce alla Philip Morris. Il suo ad Sidoli, con grande orgoglio, prevede 200 milioni di fumatori in più ed esalta il grande business del tabacco in agricoltura. Tutto fantastico: l’unica cifra che gli sfugge riguarda gli 80000 morti all’anno – per causa diretta o indiretta – prodotti dal fumo.

L’unica speranza è rappresentata dal progetto di sostituire alla sigaretta un sistema IQOS non nocivo. I consumatori, da anni in guerra contro il veleno del fumo, attendono fiduciosi MA CON POCHE SPERANZE.

Dopo il tabacco la parola al reduce di 4 guerre mondiali che esalta l’esposizione della sua fondazione a New York: qui, egli mette in mostra i bellissimi parchi italiani e li presenta al mondo. Bene, bravi, bis. Peccato che non parli anche dello sfascio totale dei parchi pubblici e nazionali, abbandonati o inattivi da decenni senza che nessuno muova un dito per impedirlo.

Il reduce, per dovere di completezza, è Alfonso Pecoraro Scanio.

Ancora: l’ad di Conad – per giustificare e non criminalizzare il grano straniero, con cui forse è fatta la sua pasta – ricorda che Alinari raffigurava a inizio secolo le navi di grano dall’Ucraina: dimentica però il resto, su cui cala un silenzio assoluto. E il resto non è di poco conto: quello che conta, e che andrebbe raccontato, è il modo in cui come viene coltivato il grano italiano, e a maggior ragione quello ucraino. Quest’ultimo, per noialtri, è un vero e proprio mistero: chissà che genere di trattamenti vengono eseguiti laggiù, mentre noi beatamente lo ignoriamo.

Infine. Il segretario generale Vincenzo Gesmundo interviene replicando a Conad e mette tutti in riga ricordando che se nel grano c’è il glifosato questo non corrisponde ai desideri dei consumatori. Il glifosato, infatti, si criminalizza da solo. In conclusione Gesmundo annuncia un importante contratto di filiera con il gruppo Casillo, il più grande importatore di grano del nostro Paese, per valorizzare il grano duro italiano – insieme a un altro relativo alla filiera della carne con Cremonini.

CR

IL PREMIO AMICO DEL CONSUMATORE NEL PROGRAMMA “RISONANZE” DELLA FESTA DEL CINEMA!

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Cari Amici,

oggi solo poche righe per annunciarvi che il Premio Amico del Consumatore 2017 – il riconoscimento che viene assegnato dall’Associazione ogni anno alle personalità del mondo civile, politico, imprenditoriale e dello spettacolo che più si sono distinte nel campo della difesa degli utenti – è stato inserito nel programma “Risonanze” della Festa del Cinema di Roma!

premio amico consumatore risonanze

Quest’anno parleremo di spreco alimentare: ci vediamo il 3 novembre 2017 presso il locale Spazio Tiziano Sottoesopra, in viale Tiziano 66/68!

A presto,

CR

PODCAST – IN DIRETTA A ISORADIO!

radio

A Isoradio ho parlato della campagna di sicurezza stradale #aprigliocchi, che abbiamo lanciato in questi giorni e che speriamo contribuirà a far diminuire gli incidenti stradali causati dall’uso del telefono cellulare. E non solo, ho parlato anche del caso multe in via di Portonaccio, che ha monopolizzato l’attenzione dei cittadini nel corso di questa torrida estate romana.

Stavolta non aggiungo altro. Di seguito il link al mio intervento:

A presto,

CR

CONCORSI TRUCCATI, IL SEGRETO DI PULCINELLA

aula università

Con che criterio sei stato escluso dal concorso? Col vile criterio del commercio dei posti”. Parole chiare, nette, inequivocabili. Ecco come è cominciato lo scandalo dei concorsi truccati.

LA REGISTRAZIONE

A parlare è l’ex docente di diritto tributario, Pasquale Russo. Stavolta però non si parla di diritto tributario – materia di competenza del Prof. Russo – ma dei meccanismi su come si diventa professore universitario. Niente di nuovo per molti frequentatori dell’ambiente: ma evidentemente notizia del tutto inattesa per quella parte d’Italia che finge di non sapere come funzionano le cose.

A registrare (di nascosto) la conversazione è un ricercatore, Philip Laroma Jezzi: a lui, oggetto dei ringraziamenti di tanti cittadini italiani (tanto che è nato un hashtag dedicato, #jesuisphilip!), dobbiamo l’esplosione di un caso nazionale.

LE ACCUSE

Apriti cielo. La registrazione, e l’indagine che ne è scaturita, hanno portato all’esecuzione di 29 misure cautelari a carico di altrettanti docenti universitari di diritto tributario su tutto il territorio nazionale: 7 sono finiti agli arresti domiciliari, 22 interdetti dall’attività per 12 mesi, quindi non possono insegnare. Per altri 7 docenti il gip Angelo Antonio Pezzuti valuta altre misure cautelari. Gli indagati sono complessivamente 59. L’accusa per tutti è corruzione.

LE REAZIONI

Il gip Antonio Pezzuti riassume la questione parlando di “totale spregio per il rispetto del diritto (messo in atto) proprio da professori che sarebbero deputati a insegnare il valore di esso”. Accuse gravissime, che dovrebbero portare a un vero e proprio giro di vite sul mondo universitario.

Eh già, perché nelle nostre aule (purtroppo) casi simili non sono affatto rari. Due esempi, basati sulla mia esperienza diretta: il primo riguarda una ricercatrice universitaria di agraria assistita dal Codacons la quale, nel lontano 1990, sostenne un concorso a La Sapienza per professore associato e venne ingiustamente bocciata. Ne scaturì un ricorso vinto sia al Tar sia al Consiglio di Stato, dove i giudici riconobbero le gravi scorrettezze commesse dalla commissione esaminatrice, e un procedimento penale da cui emersero intercettazioni dal contenuto incredibilmente simile a quello portato alla luce dalla recente inchiesta di Firenze.

Secondo esempio. Ecco cosa diceva un professore ai propri colleghi per indirizzare il concorso in favore di alcuni candidati:

“Prima di iniziare a leggere questa mia vi suggerisco di staccare il telefono e di chiudere a chiave la porta del vostro studio. si tratta del concorso di associato che va affrontato con il massimo impegno per evitare spiacevoli sorprese”;“ritengo che la migliore strategia per indebolire il ‘gruppo avversario’ sia quella di chiedere ai colleghi degli strati B, C e D anche una o più preferenze. Tutte le promesse vanno poi verificate puntualmente e continuamente con incroci non ‘sospetti’”. Dato che se tutto va bene sarò io a condurre il concorso, preferisco C. a G.”

Eppure, nelle reazioni della politica la parola d’ordine sembra essere una sola: “non generalizzare”.

NON GENERALIZZIAMO!

Per carità, non generalizziamo. Sappiamo tutti che ci sono migliaia di professori onesti, che svolgono egregiamente il loro lavoro e fanno onore alle Università in cui operano.

Questo refrain, però, ha sinceramente stancato. Ogni volta che succede qualcosa (e ne succedono, di cose), l’invito è sempre lo stesso: non generalizzare. Ma generalizzare non significa solo considerare alla stregua di potenziali criminali tutti i professori universitari d’Italia. Significa, magari, considerare i corsi e ricorsi nel tempo, e comprendere che magari il mondo universitario qualche problema ce l’ha.

IPOCRISIA, UNICA VIA

Basta leggere l’ipotesi accusatoria per capire che non ci troviamo davanti a un caso isolato.

Sistematici accordi corruttivi tra professori di diritto tributario finalizzati a rilasciare le abilitazioni all’insegnamento secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori, con valutazioni non basate su criteri meritocratici bensì orientate a soddisfare interessi personali, professionali o associativi”.

I “concorsi truccati” nelle Università italiane rappresentano il classico segreto di pulcinella. Lo sanno tutti, ma non lo dice nessuno. Ecco perché chi oggi, come il Ministro Fedeli, si scandalizza per i fatti di Firenze dimostra solo grande ipocrisia. Nepotismo, favoritismi e corruzione sono all’ordine del giorno negli atenei italiani, già in passato sono stati portati alla luce scandali analoghi e chi è stato danneggiato ha ottenuto giustizia.

Scoprire che il “vile criterio del commercio dei posti” rappresenta ancora la regola è già abbastanza triste. Almeno, cerchiamo di non nascondere la testa sotto la sabbia.

CR

A Cernobbio è stata persa un’occasione per parlare dei problemi reali dei cittadini

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Anche quest’anno al Forum Ambrosetti di Cernobbio abbiamo assistito alla solita sfilata di politici ed imprenditori che oramai mette tristezza e annoia. Tanti i temi trattati e le pompose dichiarazioni su aspetti macroeconomici, ma nessun riferimento ai problemi reali degli italiani. Ed è un vero peccato perché il Forum, mettendo insieme istituzioni, politica, imprese ed industria, potrebbe essere l’occasione di un confronto costruttivo nell’interesse dei cittadini i quali, tuttavia, risultano gli unici esclusi dal simposio.

 

Nessun rappresentante degli utenti o della società civile a Cernobbio, nessun intervento su questioni attuali che interessano in modo diretto le famiglie, nessun dibattito su concorrenza, tasse, sanità, lavoro, alimentazione e via dicendo. Non abbiamo sentito parlare, ad esempio, dello scandalo delle uova al fipronil e delle ripercussioni per i consumatori e per il settore alimentare, pur essendo un grave caso di attualità, ma nemmeno della questione dei vaccini obbligatori che sta gettando nel caos migliaia di famiglie. Nessun riferimento agli ospedali che non funzionano con i pazienti abbandonati nei corridoi e i decessi nelle corsie; agli episodi di violenza sulle donne, ai trasporti pubblici che non funzionano, agli eccessivi costi della giustizia, e alle molteplici questioni che interessano davvero gli utenti.

 

Così il Forum Ambrosetti si trasforma in una poco utile sfilata di politici che gli italiani disprezzano, e non apporta alcun reale contributo al Paese perché viene svilito a triste passerella di “big” dell’industria e della politica, con buona pace dei cittadini che dalle loro case continuano a pagare il prezzo dei tanti problemi del nostro Paese, senza poter dire la loro dai palchi che contano.

Finalmente si parla di fumo!

corto maltese

Diventa un caso la crociata del Codacons per cancellare le sigarette dalle tavole delle storie di Corto Maltese disegnate da Hugo Prat. “Non è una vera campagna di civiltà ma una pericolosa istigazione allo snaturamento delle opere d’arte”, attaccano il filosofo Giulio Giorello, il critico d’arte Vittorio Sgarbi e il giornalista Fabio Canessa. E per “studiare e disinnescare” l’iniziativa di Carlo Rienzi i tre salgono in cattedra e la loro offensiva entra nelle aule universitarie.

L’idea è del rettore dell’Università di Aristan Filippo Martinez, oristanese doc, vulcanico autore-regista, scrittore, pittore, lui stesso docente di Regalità Individuale nell’ateneo da lui fondato, l’unico al mondo ad avere una facoltà di Scienze della Felicità che conferisce lauree in Teoria e tecniche di salvezza dell’umanità.

Due i master in programma che si terranno nell’anno accademico che sta per cominciare. Obiettivo, cancellare non solo l’iniziativa del Codacons, che si è rivolto alla Procura di Roma, all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e all’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni, ma anche tutte quelle analoghe che stanno fiorendo in Italia e nel mondo allo scopo, denuncia Martinez, “di censurare opere d’arte di ogni genere”. Il primo master si intitola “Fenomenologia di Carlo Rienzi” e vedrà come docenti Giulio Giorello e Fabio Canessa. Vittorio Sgarbi invece di occuperà del secondo, “Benedetti i cattivi”, e racconterà i buonismi e le ipocrisie salvifiche contemporanee.

I due corsi si terranno rispettivamente per la facoltà di Difesa collettiva e per quella di Prevenzione dell’idiozia. L’Università di Aristan, fondata da Martinez nel 2011, opera tra Oristano e Cagliari coinvolgendo per i suoi corsi di laurea docenti, artisti, scienziati, scrittori e intellettuali di spicco a livello nazionale. Uno dei corsi di maggior successo è stato proprio quello della Prevenzione dell’idiozia.