IN PARLAMENTO SI GUADAGNA (SENZA LAVORARE)

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Mentre da un lato ancora non si trovano risorse per bloccare l’aumento Iva del 2019, dall’altro milioni e milioni di euro vengono buttati per finanziare un Parlamento fermo da più di due mesi e per pagare gli stipendi a Senatori e Deputati.

Soldi, tanti soldi. Ma quanti esattamente? 253,1 milioni di euro, solo di costi della politica.

I conti sono piuttosto facili. Considerato infatti che, in base ai dati di bilancio resi pubblici, i costi annui per il funzionamento del Parlamento nel 2018 ammontano a circa 1,52 miliardi di euro (551 milioni il Senato, 968 milioni a Camera), tale situazione di impasse ha prodotto uno spreco di soldi pubblici a danno dei cittadini pari a 253,1 milioni di euro solo negli ultimi due mesi (dalle elezioni del 4 marzo ad oggi)

Una situazione surreale: farebbe ridere, se non facesse piangere.

Per questo abbiamo chiesto alla Corte dei Conti di aprire una inchiesta sul caso, allo scopo di accertare eventuali danni erariali per la collettività. Chiediamo inoltre ai partiti politici di disporre la restituzione, in favore delle casse dello Stato, di parte dei compensi percepiti dai parlamentari eletti dal 4 marzo ad oggi, considerato che tali soldi sono stati incassati in assenza di qualsivoglia tipo di attività.

Non ci pare tanto: ci pare il minimo. Il minimo, per conservare la dignità.

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