I VIGILI? DEVONO STARE TRA I CITTADINI

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Ormai mezza Italia si confronta ogni giorno con il problema delle buche stradali. Non che altrove la cosa vada meglio (a Milano hanno chiesto direttamente ai cittadini di segnalare quelle più pericolose!), ma la catastrofe vera – purtroppo – accade a Roma, come ogni anno che Dio ha creato.

Non dico niente di nuovo, purtroppo. Il maltempo che nelle ultime 48 ore ha interessato la Capitale ha prodotto ulteriori danni all’asfalto aprendo nuove buche sul manto stradale e allargando quelle già esistenti.

La situazione, insomma, è grave. Anche perché l’acqua piovana ha riempito buche e voragini, complicando le cose agli automobilisti che (per quanto si sforzino) spesso non riescono proprio a evitarle. Le strade di Roma sono disseminate di cerchioni, a dimostrazione di quanto sta accadendo. Una nuova ondata di incidenti e di danni a vetture e motocicli, in particolare forature di gomme e rotture di pneumatici, sta ulteriormente danneggiando i cittadini.

La questione è questa. E la verità vera è che spesso, molto spesso, dietro le buche ci sono le tangenti. Qualcuno si arricchisce sulle spalle dei cittadini, qualcuno monetizza i loro incidenti stradali, le loro giornate infinite, qualcuno specula sul tempo e l’impegno che investiamo per evitare di finire dentro una voragine.

Allora, detto questo, che fare? In attesa di rimedi più duraturi, i vigili urbani devono intervenire scendendo in strada e segnalando ad automobilisti e motociclisti la presenza di voragini non visibili a causa della pioggia.

Ha ragione il neo comandante della Polizia Locale Antonio Di Maggio: i vigili vanno spostati dagli uffici alla strada, perché in questa situazioni di emergenza è inaccettabile la scarsità di agenti tra i cittadini. Sarebbe un messaggio simbolico, certo: perché i romani hanno bisogno anche di questo. Hanno bisogno, anche, di non sentirsi soli.

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