Giù le mani dall’acqua pubblica!Posted by On

Cari amici,

ricordate il referendum sull’acqua del lontano 2011?

Fummo chiamati a votare per scegliere se abrogare o meno la norma che consentiva di affidare la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica – tra cui l’erogazione dell’acqua – solo a soggetti privati. Quasi il 55% degli elettori – circa 26 milioni di persone, non proprio quattro gatti – votò per il sì, chiedendo in sostanza due cose: che gli affidamenti in concessione per i servizi idrici dovessero riguardare solo soggetti interamente pubblici (nemmeno società mista a maggioranza pubblica), e che in alcun modo i capitali necessari al acqua-bene-comune-21servizio potessero essere remunerati.

Persino il Presidente del Consiglio, ai tempi sindaco di Firenze, aveva annunciato su Twitter il suo sì al referendum: “Referendum” – cinguettava – “Vado a votare e dico sì all’acqua pubblica”, proponendo addirittura che il comune di Firenze “riacquistasse il 40% della società Publiacqua”. Ma proprio dal partito di Matteo Renzi è giunta la proposta di un emendamento – approvata poco più di due settimane fa alla Camera – che dispone l’affidamento diretto del servizio idrico “in via prioritaria” in favore “di società interamente pubbliche, in possesso dei requisiti prescritti dall’ordinamento europeo per le gestioni in house, comunque partecipate da tutti gli enti locali ricadenti nell’ambito territoriale”.

Ma come?! Che ne è stato dell’ “acqua bene comune” e dell’ “acqua non si vende”?

Ma, soprattutto, a cosa è servito allora il referendum del 2011 se poi quella piccola clausola – “in via prioritaria” – affossa e vanifica il voto di 26 milioni di italiani?

Persino il Mise non ha risparmiato critiche all’utilizzo di questa formula che “non sarebbe conciliabile con i principi di concorrenza, in quanto non vengono esplicitati i criteri con i quali scegliere l’opzione di affidamento in house o altra tipologia.”

È veramente assurdo che proprio la proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata alla tutela dell’acqua come bene comune venga così stravolta e finisca per essere l’escamotage per far ripartire il percorso di privatizzazione della risorsa idrica. Come ha dichiarato il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua il nostro voto va rispettato!

A presto,

CR

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Acqua

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