F-35, L’AEREO CHE SVUOTA LE CASSE PUBBLICHE

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Trump, prima ancora di insediarsi, era stato chiaro: il programma F-35 è “fuori controllo”, e per questo “miliardi di dollari sulle spese militari e altre forniture possono e saranno risparmiati”. Detto, fatto: il neo-presidente ha ottenuto dalla Lockheed Martin uno sconto del 7,3% sull’acquisto della prossima tranche di F-35, 90 velivoli per un risparmio di oltre 700 milioni di dollari.

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Ma che cos’è questo F-35, e cosa c’entra l’Italia?

L’AEREO PIÙ PAZZO DEL MONDO”

Partiamo dalle basi. L’F-35 è un aereo da combattimento di fabbricazione americana. Il programma JSF (Joint Strike Fighter) venne creato per sostituire molti velivoli “mantenendo i costi di sviluppo, produzione e operativi bassi”. Peccato che in molti denunciano le mancanze, i difetti e la vera e propria esplosione dei costi del programma. Già, i costi: che non sono proprio “bassi”, a quanto pare..

COSTI

La questione è proprio questa: quanto costa un F-35? Mistero. L’indeterminatezza di costi e tempistiche è una delle principali caratteristiche del programma, in barba alla trasparenza nei confronti del cittadino/contribuente.

Partiamo dai dati certi: l’Italia ha già speso per il programma JSF F-35 oltre 3,6 miliardi di euro, di cui almeno 1,3 miliardi per l’acquisto dei primi otto esemplari (al costo medio di 150 milioni l’uno) e per gli acconti relativi ad ulteriori sette velivoli. Alla fine, secondo diverse stime, il programma (che prevede l’acquisto di 90 aerei) dovrebbe costarci una somma intorno ai 14 miliardi. Soldi delle casse pubbliche, ovvio, sottratti ad altre (più urgenti) destinazioni.

costi f35

Costi enormi. Ma, dicono i critici, le spese verranno più che compensate dai nuovi posti di lavoro nel nostro Paese. Sicuri? La realtà è molto diversa. Tutti quelli che favoleggiavano “10.000, e più, lavoratori occupati” sono scomparsi dalla vista. Il ritorno occupazionale attuale “è di circa 1200 persone”. Per il futuro si vedrà (ma non pare roseo).

PROBLEMI SU PROBLEMI

Ok, l’aereo costa. Ma almeno funziona? No: l’F-35, a quanto pare, non costa solo tantissimo. E’ anche pieno di problemi: basta leggere le decine di rapporti che confermano anomalie e guasti tecnici. Come l’ultimo, firmato da Michael Gilmore – direttore uscente del dipartimento test del Pentagono – ancora più allarmante dei precedenti: i problemi tecnici degli F-35 aumentano invece che diminuire. Oggi se ne contano ben 276: sembra quasi che abbiano un legame direttamente proporzionale con l’esplosione dei costi. Più problemi ha l’aereo, più costa..

NO AGLI F-35. ANZI, SI

C’è stato un tempo in cui andava di moda attaccare l’F-35. Portava voti. 2012, Matteo Renzi, allora sindaco di Firenze: “Continuo a non capire perché buttar via così tanto sulle spese militari, a partire dalla dozzina di miliardi necessari a comprare i nuovi F-35. Anche basta, dai”.

Eppure, non mi risulta che nel corso del tempo il programma sia stato tagliato. Come mai? Nel frattempo Renzi ha fatto per un bel po’ il Presidente del Consiglio. Avrebbe potuto trovare il tempo, no?

E IL PARLAMENTO? NON CONTA

Di tagliare gli acquisti di questi costosissimi gingilli da guerra qualcuno parlò, in effetti. E non era una voce qualunque: la Camera dei Deputati votò nel 2014 una mozione di maggioranza che impegnava formalmente il governo a “dimezzare” il budget originario del programma F-35.

Boom. Una decisione del Parlamento sovrano chiara, inconfutabile: come faranno a ignorarla, ci si chiedeva? La risposta l’ha portata il tempo: l’hanno ignorata, semplicemente. La mozione non ha infatti sortito alcun effetto pratico. Il Governo (Renzi ieri, Gentiloni oggi, domani chissà) si è limitato ad una semplice dilazione delle acquisizioni senza abbassare il numero di velivoli da acquistare. Passata la marea, poi, dietrofront: Dall’analisi dei documenti di bilancio successivi la prova definitiva: il budget è addirittura cresciuto da 13 a 14 miliardi complessivi.

MA A COSA SERVE L’F-35?

Facciamo rispondere la stessa Ministra Pinotti, in diretta a “Le invasioni barbariche” (marzo 2014):

Di fatto… I cacciabombardieri servono perché… A parte che se tu hai delle truppe, dove c’è necessità di avere una difesa aerea, però potrebbe succedere che qualcuno decide di sparare un missile magari e potrebbe decidere. Ormai ci sono dei missili che possono arrivare a distanze estreme… Potrebbero decidere di volere, con quello, distruggere o… Ehm… Ovviamente creare. Oggi purtroppo le armi sono micidiali”.

PROPOSTE ALTERNATIVE

Cosa potremmo comprare, al posto degli F-35? Gli autori della campagna “Taglia le ali alle armi” hanno studiato il caso. Secondo loro, risparmiando sul costo di 1 cacciabombardiere (129 milioni di euro), ci guadagneremmo:

  • 387 asili nido con 11.610 famiglie beneficiarie e circa 3.500 nuovi posti di lavoro

  • 21 treni per i pendolari con 12.600 posti a sedere

  • 32.250 borse di studio per gli studenti universitari

  • 258 scuole italiane messe in sicurezza (rispetto norme antincendio, antisismiche, idoneità statica)

  • 18.428 ragazzi e ragazze in servizio civile

  • 17.200 lavoratori precari coperti da indennità di disoccupazione

  • 14.742 famiglie con disabili e anziani non autosufficienti aiutate con servizi di assistenza

Che ne dite, ne varrebbe la pena?

CR

 

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