Category Archives: TV, Spettacolo & Moda

ANCHE UN FILM PUO’ SPIEGARE LA FOLLIA DELLA GUERRA

MALOUTE

Cari amici,

Il film francese MA LOUTE di Dumont che esce in questi giorni nelle sale e che è passato a Cannes senza premi fa orrore al punto da far ridere, ma anche riflettere. La critica ne ha parlato definendolo un film fantastico sulla lotte di classe in burlesque. In una landa desolata ma bellissima della Francia dell’inizio del secolo Dumont ci descrive due gruppi sociali, i ricchi ma debosciati e tarati da secoli di unioni sessuali violente tra padri e figlie e fratelli e sorelle “allo scopo di conservare il potere capitalistico dei già ricchi”, e i poveri schiavi costretti per mangiare a traghettare come Caronte i ricchi da una parte all’altra della laguna, o con una barchetta o prendendoli in braccio , senza uno scopo o una meta ma come esercizio puro dell’assoggettamento da bisogno. Ogni tanto però il Caronte del film, che si chiama MA LOUTE – come lo ha trovato così perfetto con il suo viso deforme  e le orecchie a sventola il regista davvero non si sa – ammazza qualcuno dei traghettati e lo porta a casa dove tutta la famiglia lo mangia senza nemmeno cucinarlo, azzannando carne e ossa , piedi e braccia dei malcapitati in festosi e mostruosi banchetti cannibali cui partecipano anche i tre bambini di casa. Nasce un amore tra MA LOUTE  e un figlio trans dei ricchi ma quando il primo scopre che “lei” ha le palle  ammazza quasi pure lei e la porta a casa per mangiarla. In tutto questo appare il potere costituito, la polizia , la “legge” che per un inizio secolo degradato e corrotto è rappresentato da uno splendido commissario enorme, goffo e incapace si gonfia quando non trova la soluzione al problema (la scomparsa misteriosa dei mangiati vivi) e vola via alla fine come un pallone mentre tutta la comunità, di ricchi e poveri, dopo una eccezionale processione con omelia capolavoro del film, gli corre dietro sulla spiaggia cercando di acchiapparlo, con una immagine felliniana indimenticabile. Una “umanità” bestiale, o una “bestialità” umana, che fa capire come si possano mandare i bambini a farsi esplodere per un ideale religioso, ma in realtà per biechi interessi economici. Chi resta basito vedendo questi bambini mandati a morire in Siria o in Libia con l’esplosivo al collo forse potrà vedere con gli occhi della mente tanti MA LOUTE e famiglia che dalla loro casa dopo avere mangiato i cadaveri dei loro nemici esprimono tutta la loro bestialità, che forse però è la vera natura umana, almeno di una parte non scarsa della umanità a stare alle notizie ricorrenti non solo dai campi di guerra, ma dagli assassini di ex mogli, dagli infanticidi dei propri figli, fino alle non meno bestiali notizie di gruppi economici che vendono farmaci inutili ma redditizi o non abbassano, per fare profitto sui brevetti, il costo di farmaci salvavita privandone popoli che non possono pagarli facendo milioni di vittime, e via dicendo. Tutto mentre chi governa sta a guardare.

A presto,

CR

CANONE IN BOLLETTA, LA SOLUZIONE SBAGLIATA

Canone in bolletta

Cari Amici,

come ormai sanno tutti, il decreto n. 94 del Ministero dello Sviluppo Economico ha sancito l’inserimento del “Canone Rai” all’interno delle bollette elettriche, con un importo leggermente più basso rispetto al passato (100 euro anziché 113,50). Per me si tratta di un’idea sbagliata, e vi spiego perchè.

Stendiamo un velo pietoso sul fatto che il decreto arriva con oltre quattro mesi di ritardo rispetto alla data fissata dalla legge e dopo che il Consiglio di Stato, per ben due volte, ha esposto “perplessità” in merito ai contenuti del provvedimento. Tralasciamo pure che l’operazione del “Canone in bolletta”, in generale, è stata gestita con una confusione e un pressappochismo allucinante (ritardi, ripensamenti, dubbi di ogni genere, informazioni contraddittorie, e chi più ne ha, più ne metta). E lasciamo da parte il fatto che la Rai scialacqua allegramente le sue risorse, come dimostrato dal caso degli stipendi d’oro pagati a ogni genere di personaggi, anche per non lavorare.

Ma anche se restringiamo la valutazione al nuovo sistema di pagamento in sè, l‘illogicità e le storture del nuovo sistema di pagamento introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 sono evidenti.

In primis, l’inserimento in bolletta snatura l’imposta legata al possesso di un apparecchio TV, legandola al pagamento di un servizio del tutto diverso (come l’utenza elettrica). Cosa c’entrino una tassa sulla detenzione di “apparecchi atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive”, e il consueto pagamento dell’utenza della luce, resta un mistero tutto italiano. Non solo: è altrettanto evidente l’anomalia relativa al nuovo sistema di riscossione. Un soggetto privato (l’impresa fornitrice di energia elettrica) si sostituisce infatti allo Stato per l’incasso di un importo che spetta all’Erario. Peccato che i fornitori di energia non possano trasformarsi in esattori per recuperare il canone Rai, semplicemente perché si tratta di un compito che non gli compete. Si tratta di un controsenso logico evidente, per nulla ridimensionato dalla necessità di recuperare la larghissima evasione che caratterizza il Canone TV (basti pensare che a Milano quasi un cittadino su due non lo paga, come si vede nella mappa dell’evasione).

E le assurdità non finiscono qui. Proprio in riferimento all’evasione, infatti, se è vero che il nuovo meccanismo di pagamento e riscossione del canone agevola l’Erario, allora lo “sconto” praticato al contribuente risulta piuttosto esiguo: dati alla mano, infatti, il Governo avrebbe potuto abbassare il balzello fino a 80 euro. Se con il rinnovo della tassa, inserita nella bolletta, l’obiettivo fosse stato raccogliere quanto Viale Mazzini ha raccolto fino ad oggi, l’importo della tassa sarebbe dovuto essere ben più basso.

Last but not least, anche se non lo dice nessuno, non posso ignorare la reiterata violazione dello Statuto del Contribuente: l’Agenzia delle Entrate avrebbe infatti dovuto richiedere ed ottenere — da parte delle anagrafi comunali — i dati relativi alla composizione dei nuclei anagrafici, così da evitare duplicazioni e confusioni; e ciascun utente avrebbe dovuto disporre di 60 giorni dall’entrata in vigore di tutti i provvedimenti di attuazione per presentare eventuali dichiarazioni di esenzione dal pagamento. Avremmo così evitato il pasticcio che si è creato, con la gran parte dei cittadini (anche quelli intenzionati a saldare il dovuto) che non ha capito cosa pagare, come, quando.

Ecco perchè si tratta di un’idea sbagliata, alla quale ci opporremo. Anche se l’obiettivo era quello giusto, gli strumenti scelti fanno la differenza: e a noi, questi, non vanno proprio giù.

A presto,

CR

RAI: MEGA CLASS ACTION PER 17 MILIONI DI ABBONATI

DOPO IL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA NEGLI UFFICI DELLA TV PUBBLICA, CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI RADIOTELEVISIVI LANCIANO UNA AZIONE RISARCITORIA

POSSIBILE COSTITUIRSI PARTE OFFESA NEL PROCEDIMENTO APERTO DALLA PROCURA SULLE SPESE DELL’AZIENDA

E INTANTO GUBITOSI E TARANTOLA RIFIUTANO DI ACQUISIRE DAL CODACONS IL DOSSIER SUGLI SPRECHI RAI. CRITICHE ANCHE VERSO I COMPONENTI DEL CDA DI AREA PD

 

La Guardia di Finanza ha effettuato nei giorni scorsi un blitz negli uffici della Rai a Roma, acquisendo carte e documentazione nell’ambito dell’inchiesta avviata di recente dalla magistratura capitolina.
Lo rende noto il Codacons, che sulle spese della tv pubblica ha presentato di recente un corposo dossier alla Corte dei Conti e alla Procura di Roma, proponendo un incontro al DG Rai Luigi Gubitosi e al Presidente Anna Maria Tarantola proprio per sottoporre alla loro attenzione le spese folli dell’azienda. Richiesta rimasta finora lettera morta.
E dopo il blitz delle Fiamme Gialle Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi affilano le armi legali e lanciano una mega class action per far ottenere ai circa 17 milioni di abbonati Rai il risarcimento dei danni prodotti da una gestione economica “spavalda” dei soldi pubblici raccolti attraverso il canone: tutti coloro che hanno pagato il canone Rai negli ultimi 5 anni, possono presentare querela individuale e costituirsi parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura di Roma, così da avviare l’iter per ottenere, qualora vi siano sviluppi dell’inchiesta e siano accertate irregolarità, il risarcimento dei danni subiti in qualità di soggetti offesi da reato (per una somma non inferiore a 552,5 euro ad abbonato, pari al canone pagato negli ultimi 5 anni).
Non c’è dubbio infatti che l’abbonato Rai risulta doppiamente danneggiato da una gestione errata dei fondi della tv pubblica – spiegano Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi – Se da un lato vi è un uso scriteriato se non un vero e proprio sperpero dei soldi dei cittadini, dall’altro vi è un peggioramento del servizio e della qualità dell’offerta televisiva, poiché le risorse vengono utilizzate in modo errato.
Per tale motivo tutti gli abbonati Rai possono scaricare il modulo pubblicato da oggi sul sito www.codacons.it (vedi link riportato a fine pagina) e ottenere l’assistenza (totalmente gratuita per chi destinerà il 5×1000 all’associazione) per presentare la denuncia/querela e costituirsi parte offesa.
Intanto il Codacons attacca duramente i membri del CdA Rai di area Pd (Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi) i quali, ingessati dai sindacati dei giornalisti, non solo non muovono un dito per combattere corruzione e sprechi, ma addirittura, vedi il caso di Colombo, attaccano ferocemente il partito che li ha nominati all’interno della Rai, senza però dimettersi dal proprio incarico. E pensare che anche a loro l’associazione si era rivolta, segnalando non solo i compensi esagerati elargiti ad alcuni personaggi televisivi (come Bobo Vieri o Gianni Rivera, questione su cui ora indaga la Corte dei Conti), ma anche l’iter assolutamente irregolare seguito per la nomina di Gubitosi, imposto dal premier Monti. Tutte questioni per le quali i due consiglieri hanno mostrato totale indifferenza.

RAI: DOPO LE DECISIONI DELLA PROCURA DI ROMA SULLO SCANDALO “AFFARI TUOI”, IL CODACONS LANCIA UNA CLASS ACTION

TUTTI I TELESPETTATORI DELLA TRASMISSIONE CHIEDANO I DANNI PER LA TRUFFA SUBITA

SUBITO ACCERTAMENTI SUL GIOCO DEI PACCHI

Dopo le clamorose decisioni del procuratore aggiunto Leonardo Frisani sulla vicenda della trasmissione di Raiuno “Affari tuoi”, il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi annunciano oggi una class action a tutela dei telespettatori Rai.

Ciò che denunciavamo da anni è stato finalmente riconosciuto dalla Procura: il gioco dei pacchi “è stato assolutamente scorretto” e i concorrenti erano “in grado di individuare i pacchi contenenti i premi più ricchi”. Le conclusioni del Pm di fatto sono le medesime alla base di numerose denunce del Codacons – spiega l’associazione – e aprono ora un nuovo fronte: quello dei risarcimenti ai telespettatori del programma, la cui buona fede è stata evidentemente lesa.

Se infatti il meccanismo del gioco era scorretto, e i concorrenti sapevano in quali pacchi si nascondevano i premi più importanti, la base stessa della trasmissione è risultata falsata, con la conseguenza che chi da casa ha assistito al gioco negli anni oggetto di irregolarità, ha subito una forma di raggiro, venendo meno quell’alea che rappresenta le fondamenta del programma.

Sulla base di tali principi e delle pesanti conclusioni della Procura di Roma, il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi hanno deciso di avviare una class action contro la Rai, alla quale possono partecipare tutti gli utenti, in regola con il pagamento del canone, che hanno assistito alle varie puntate del programma, e che intendano essere risarciti per la forma di truffa subita. A breve sul sito www.codacons.it il modulo da compilare per fornire la preadesione all’azione risarcitoria.

Intanto le due associazioni chiedono un provvedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei Notai nei confronti dei due notai della trasmissione che, secondo il Pm, “conoscevano le procedure della trasmissione, avendole suggerite loro stessi agli organizzatori”. Non solo. Per Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi devono ora essere svolti rigorosi accertamenti sul gioco dei pacchi e, nel caso di eventuali irregolarità, deve essere disposto il blocco del programma.

LASCIATE QUI LA VOSTRA PRE ADESIONE ALLA CLASS ACTION!

SPENDING REVIEW RAI: IL CODACONS HA CHIESTO ALLA RAI UN MIGLORE UTILIZZO DELLE RISORSE UMANE INTERNE

Cari amici come saprete quest’anno è stato ricco di tagli alle spese…

Riteniamo tuttavia che tagliare e basta non sia sufficiente… specie quando si hanno risorse – umane – che potrebbero essere impiegate in modo migliore per tutti…

Prendiamo il caso della Rai: tante risorse che non vengono utilizzate per le ragioni più disparate….

Allora abbiamo pensato che sarebbe bello se la Concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo adottasse un piccolo provvedimento che sarebbe in grado di contenere i costi dell’Azienda e migliorare il rapporto con i propri dipendenti, attraverso l’insediamento nel Comitato istituito, di un rappresentante del Codacons affinché “aiuti” la Rai a trovare la giusta allocazione delle risorse umane disponibili (CLICCA QUI PER LEGGERE IL TESTO DELLA DIFFIDA).

Vi chiediamo così di raccontare qui la vostra esperienza in modo anonimo e dire se siete favorevoli o contrari!

ANTITRUST: SOSPESO SPOT CON ‘SUPERQUIZ’, ORA SCATTINO I RISARCIMENTI CHI HA GIOCATO A QUESTI QUIZ IN TV PUO’ CHIEDERE LA RESTITUZIONE DI QUANTO VERSATO

Nuova vittoria del Codacons a tutela dei telespettatori. L’ Antitrust, dopo un nostro esposto, ha infatti deciso di sospendere la diffusione dello spot con ‘superquiz’ incorporato che veniva diffuso su alcune importanti reti nazionali. Lo spot, realizzato dall’azienda David2, invitando a partecipare ad un ‘superquiz’ con domande semplicissime, proponeva in modo poco chiaro un abbonamento al costo di 24,20 euro al mese, per ricevere loghi e suonerie per telefoni cellulari. Il consumatore rispondeva a domande facili tramite un sms e attivava così l’abbonamento. Molte persone hanno inviato la risposta al quiz credendo di poter vincere 500 euro ed invece si sono ritrovate o si ritroveranno a pagare 24,20 euro al mese per un abbonamento non desiderato. Soldi che evidentemente vanno restituiti a tutti i concorrenti.
A seguito della decisione dell’Antitrust, chi ha partecipato a questi quiz può chiedere il rimborso di quanto finora pagato. Vi invito quindi a segnalare su questo blog la vostra disavventura con i quiz tv ora bloccati, e fornire quindi una adesione alle future azioni risarcitorie attualmente allo studio del Codacons.

RAI: CONTRATTO GUBITOSI INCOSTITUZIONALE E CONTRARIO ALLO STATUTO DELL’AZIENDA

IL CODACONS SI PREPARA A DENUNCIA A CORTE DEI CONTI E PROCURA

Un contratto per il Dg Rai a tempo indeterminato e con un compenso di 650mila euro annui, sarebbe incostituzionale e contrario allo stesso statuto dell’azienda, e per tale motivo impugnabile dinanzi alle competenti autorità.
Lo afferma il Codacons, commentando il caso del contratto di Luigi Gubitosi all’attenzione del CdA.

“Un contratto di tale portata per il Dg Rai appare inaccettabile sotto due profili. Il primo – spiega il presidente Carlo Rienzi – è quello morale: in un periodo di crisi e di tagli come quello che sta vivendo il nostro paese, un compenso di 650mila euro all’anno appare come uno schiaffo ai cittadini costretti a sacrifici enormi. Per questo vogliamo sapere con precisione quanto percepirà Gubitosi per il suo incarico, tra retribuzione fissa e indennità. Il secondo aspetto è quello prettamente legale – prosegue Rienzi – E’ ammissibile assumere a tempo indeterminato un dirigente di un’azienda di Stato in assenza di concorso pubblico? Cosa farà Gubitosi una volta scaduto il CdA, dal momento che in base allo statuto Rai “Il mandato del Direttore Generale ha la stessa durata di quello del consiglio di amministrazione?”.

Il Codacons, qualora venga confermato il contratto di Gubitosi con le predette caratteristiche, inoltrerà una denuncia alla Corte dei Conti e alla Procura di Roma, e presenterà motivi aggiunti al Tar del Lazio dove già pende un ricorso dell’associazione contro la nomina irrituale di Presidente e Dg Rai.

LASCIATE QUI IL VOSTRO COMMENTO!

RAI, RINNOVO CDA: IL CODACONS PREPARA LA PRIMA CLASS ACTION CONTRO IL PARLAMENTO E IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

CON UN’AZIONE COLLETTIVA DI ALMENO UN MILIONE DI ABBONATI IL CODACONS E L’ASSOCIAZIONE UTENTI RADIOTELEVISIVI CHEDONO AL PARLAMENTO E AL PREMIER I DANNI DERIVATI DAL CALO DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICITARI NELLA MISURA DI 100 MILIONI DI EURO 

SUL SITO DEL CODACONS E SUL BLOG WWW.CARLORIENZI.IT IL MODULO DI PREADESIONE PER GLI ABBONATI RAI 

 

Mentre i partiti, dal Pd alla Lega, rilasciano continue dichiarazioni sul futuro della Rai e fanno finta di avere a cuore le sorti dell’azienda, il Codacons affila le armi per la prima class action contro Parlamento e Presidente del Consiglio in tema di tv pubblica.La litigiosità dei partiti, totalmente incapaci di nominare un CdA indipendente, e il comportamento illegittimo del Premier Mario Monti, che ha deciso unilateralmente di indicare Presidente e Dg Rai, nonostante nessuno gli conferisca tale potere, hanno prodotto e stanno producendo un danno evidente all’azienda e agli utenti che finanziano la rete di Stato attraverso il canone – spiega il Codacons – Ciò determina una delegittimazione della Rai e dei suoi organi, in un momento delicato in cui, con estrema fatica, l’azienda aveva raggiunto la parità di bilancio ed era scesa in reale concorrenza con Mediaset. Per tale motivo il Codacons, assieme all’Associazione Utenti Radiotelevisivi, sta studiando una class action da proporre contro il Parlamento e il Presidente del Consiglio, attraverso la quale chiedere i danni – nella misura di 100 milioni di euro –  derivanti dalla situazione di stallo della Rai e dall’intromissione inaccettabile di Monti, considerato soprattutto il pesante calo degli investimenti da parte dei pubblicitari, scesi del 17,8% rispetto al 2011. All’azione collettiva potranno aderire tutti gli abbonati Rai fornendo già da oggi una preadesione compilando l’apposito modulo pubblicato al link sotto:

clicca qui per scaricare il modulo

RAI: IL CODACONS SI RIVOLGE ALLA CORTE DEI CONTI

 DRASTICO CALO DELLA RACCOLTA PUBBLICITARIA. -17,8% RISPETTO AL 2011

E ORA SI TEME IL PRECIPIZIO DOPO L’INCREDIBILE USCITA DEL PREMIER SULLE NOMINE CHE DELEGITTIMA LA RAI E I SUOI ORGANI. RICORSO AL TAR CONTRO DESIGNAZIONE TARANTOLA E GUBITOSI

Il Codacons ha inoltrato un esposto alla Corte dei Conti in merito al drastico calo della raccolta pubblicitaria della Rai. Secondo le rilevazioni Nielsen, infatti, relative al periodo gennaio–aprile 2012, a fronte di una flessione nazionale di pubblicità televisiva pari al -8,6% rispetto al 2011, la Rai riscontra addirittura una riduzione della raccolta del -17,8%!
Per il Codacons le responsabilità di tale grave situazione – di cui si attendono evoluzioni in questi giorni in cui si perfezionano i contratti dei pubblicitari per gli spazi sui canali Rai – che arreca un ingente danno all’azienda e ai teleutenti che la finanziano attraverso il canone, non vanno ricercate solo nella crisi economica in atto, ma vanno estese al comportamento del Governo. Se infatti il calo della raccolta pubblicitaria non verrà arginato nel breve periodo, sarà per l’opera di delegittimazione della Rai compiuta in questi giorni dal Premier Mario Monti, che di fatto nominando Presidente e Direttore Generale ha svuotato l’azienda e i suoi organi del loro ruolo naturale, con conseguente perdita di credibilità per la tv di Stato.
Si legge nell’esposto dell’associazione:
“la scelta del direttore generale Rai (art. 29 statuto RAI) non rientra certo tra i poteri del Governo ma del CDA e oltre a delegittimare il ruolo della RAI, rischia di portare come conseguenza a voci, indicazioni rumors che, come nella Borsa sono in grado di influenzare e causare oscillazioni nelle quotazioni, cosi potrebbero indurre gli investitori pubblicitari a non investire nell’acquisto di spazi pubblicitari sulla Rai televisione pubblica ritenuta delegittimata nel suo ruolo e nel suo potere contrattuale”.
Il Codacons ha dunque chiesto alla Corte dei Conti, ma anche alla Procura della Repubblica di Roma, di accertare se il comportamento del premier Mario Monti, relativamente all’individuazione di Presidente e DG Rai, possa rappresentare un danno per l’azienda e concretizzare eventuali illeciti, alla luce della possibile manipolazione o turbativa di mercato e dell’abuso di atti d’ufficio.
Intanto parte anche un ricorso al Tar da parte del Codacons e dell’Associazione Utenti Radiotelevisivi contro le designazioni di Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi alla carica di Presidente e Dg Rai (il cui testo integrale è consultabile al link sotto).
Nello specifico le incompatibilità riscontrate e indicate nel ricorso sono le seguenti:
“I due nominativi sono stati indicati con una procedura arbitraria, fortemente lesiva delle previsioni statutarie della RAI (artt. 21 e 29), e che hanno determinato un’invasione di competenza tale da arrecare un danno immediato alla RAI stessa e quindi agli utenti. La critica giornalistica, quindi, ha messo in luce non solo i vizi sopra contestati ma, anche, l’illegittimità nel merito della scelta: Infatti, quel che si evince con chiarezza è che la scelta è ricaduta su alcune persone strettamente legate al mondo bancario, prive di quella competenza professionale idonea a garantire la notoria indipendenza dei comportamenti imposta dall’art. 21 dello Statuto oltre che dalla Comunità Europea per le Autorithies. È lecito domandarsi come sia possibile che il CDA operi con autonomia di giudizio e di valutazione se le sue esperienze lavorative, e la preoccupante vicenda penale della dott.ssa Tarantola (indagata a Trani con l’’accusa di non aver sanzionato il gruppo Intesa Sanpaolo per la diffusione di prodotti finanziari derivati su cui si sono scottati le mani circa 200 imprenditori pugliesi, NDR) la sua univoca esperienza nel mondo bancario, oppure il percorso manageriale del dott. Gubitosi, i legami con il mondo politico più vicino alle Banche, possano veramente non incidere su scelte importanti in un settore, quello delle telecomunicazione, che forse più di molti altri può avere degli effetti pregiudizievoli sugli utenti, se non indipendentemente gestito”.

clicca qui per leggere il ricorso al tar!

NOMINE RAI: ECCO LA MIA CANDIDATURA. E IL MIO PROGRAMMA! COSA NE PENSATE?

tgcom24-2

 

On.le Sergio Zavoli

Presidente della Commissione Parlamentare per la vigilanza sulla Rai

E AI GENTILI COMPONENTI CON PREGHIERA DI RECAPITO

VICEPRESIDENTI

On. Giorgio Lainati

On. Giorgio Merlo

SEGRETARI

On. Davide CAPARINI

On. Enzo CARRA

Senatori

AMATO Paolo, PdL

BALDINI Massimo, PdL

BIANCHI Dorina, PdL

BUTTI Alessio, PdL

CASOLI Francesco, PdL

CERUTI Mauro, PD

FASANO Vincenzo, PdL

GASPARRI Maurizio, PdL

LAURO Raffaele, PdL

LENNA Vanni, PdL

MILANA Riccardo, Per il Terzo Polo:ApI-FLI

MORRI Fabrizio, PD

MURA Roberto, LNP

PARDI Francesco, IdV

PITTONI Mario, LNP

PROCACCI Giovanni, PD

SERRA Achille, UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI

VIMERCATI Luigi, PD

VITA Vincenzo Maria, PD

Deputati

BELTRANDI Marco, PD

BONAIUTI Paolo, PdL

CUPERLO Giovanni, PD

DE ANGELIS Marcello, PdL

FORMISANO Aniello, IdV

GENTILONI SILVERI Paolo, PD

LANDOLFI Mario, PdL

LUPI Maurizio Enzo, PdL

MAZZUCA Giancarlo, PdL

MELANDRI Giovanna, PD

MOTTOLA Giovanni, PT

PELUFFO Vinicio Giuseppe Guido, PD

PERINA Flavia,

RAMPELLI Fabio, PdL

RAO Roberto, UdCpTP

SARDELLI Luciano Maria, Misto, Liberali per l’Italia – PLI

ALLE ASSOCIAZIONI:

CODACONS

– ASSOCIAZIONE TUTELA UTENTI SERVIZI TELEFONICI

– ASSOCIAZIONE PER LA DIFESA DEI DIRITTI CIVILI DELLA SCUOLA – ASSOCIAZIONE UTENTI SERVIZI TURISTICI SPORTIVI

E DELLA MULTIPROPRIETÀ

– ASSOCIAZIONE TUTELA UTENTI INFORMAZIONE STAMPA

E DIRITTO D’AUTORE

– ASSOCIAZIONE TUTELA UTENTI SERVIZI FINANZIARI,

BANCARI E ASSICURATIVI

– ASSOCIAZIONE UTENTI DEL TRASPORTO AEREO,

MARITTIMO E FERROVIARIO

–          ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DEI DIRITTI

DEL MALATO ARTICOLO32

–          ASSOCIAZIONE UTENTI DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI

LIBERA DON MARIO CIOTTI

SE NON ORA QUANDO?
LIBERTA’ E GIUSTIZIA- PRESIEDUTA DA SANDRA BONSANTI

COMITATO PER LA LIBERTA’ E IL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE ALLA CULTURA E ALLO SPETTACOLO

di cui fanno parte :

FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA

MEDIACOOP

ARTICOLO 21

DIRETTORE DOTT. Stefano Corradino

FEDERAZIONE DEI SETTIMANALI CATTOLICI – FISC

CONFCOOPERATIVE – CULTURA

SLC-CGIL
UGL – UNIONE GENERALE DEL LAVORO

ARCI

ACLI – ASSOCIAZIONI CRISTIANE LAVORATORI ITALIANI�

TAVOLA DELLA PACE

IL POPOLO VIOLA

AI SEGRETARI DI PARTITO

RAPPRESENTATI NELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA SULLA RAI

ON. BERSANI Pier Luigi – PD
ON. CASINI Pier Ferdinando – UDCPTP

ON. DI PIETRO Antonio – IDV

ON. ALFANO Angelino – PDL

ON. MARONI Roberto – LNP

AL DIRETTORE GENERALE DELLA RAI IN CARICA

DOTT.SSA LORENZA LEI
Gentili signori,

so, perché conosco i meccanismi e ho parlato già con alcuni di voi personalmente, che a fronte di affermazioni teoriche belle e apprezzate che chiedono che anche la società civile deve entrare a gestire le cose di pubblico interesse, nella realtà già quasi tutti – ma non tutti, altrimenti non perderei il mio tempo a scrivere questa mia – hanno i loro candidati, veri o finti appartenenti alla politica o alla “società civile”, tutte persone di cui i partiti possono fidarsi ciecamente. Potrei depositare i nomi dal notaio prima del 21 giugno.

Ma al di là di questo penso che sia comunque mio dovere sottolineare che nessuno – dico nessuno- dei candidati che vi accingete a indicare e designare appartiene alla società civile né ha mai avuto alcun contato reale con i milioni di abbonati alla RAI che forse avrebbero diritto almeno a  un loro vero rappresentante.

Non necessariamente chi scrive ovviamente che non abbiamo questa presunzione,  ma certo non gli altri nominativi che hanno mandato finora i loro curricula alla vostra attenzione.

Non è un atto di presunzione il mio, ma solo l’ennesimo test per capire se il nostro futuro debba davvero essere messo nelle mani dei “grilli” vocianti o possa davvero essere segnato da un desiderio di rinnovamento. Ecco, quindi, la ragione per cui vi inoltro il mio programma per il cda RAI, con fiducia che se non io qualcuno comunque lo recepisca e lo attui.

PROGRAMMA DEL CANDIDATO AL CDA RAI CARLO RIENZI

Molti pensano che la iattura della RAI siano le mani della politica sull’azienda e si affannano a accusare il Parlamento di interferenza, ma questo solo perchè finora la politica ha messo le mani sulla RAI per biechi interessi di bottega, laddove la legge in vigore, dando al parlamento il potere di suddividere la RAI secondo canali di interesse che esprimono tutte le posizioni presenti nel Parlamento stesso, ha voluto solo fare quello che – come insegna il costituzionalista Umberto Potoschnig (EDD XXI 721) – deve essere qualsiasi strumento di formazione delle opinioni e delle personalità. Esattamente come la scuola pubblica  (altro baluardo, come l’informazione, della democrazia e del pluralismo),  dove vige la libertà di insegnamento (dalla Carta di Luigi Filippo d’Orleans del 1830 all’art.33 della nostra Costituzione repubblicana), e che è, come il servizio pubblico di informazione, il cardine della democrazia e della formazione autonoma della personalità degli allievi.

Per avere la garanzia del pluralismo, della democrazia, nella scuola pubblica, i ragazzi devono poter incontrare nelle aule sia il professore di destra che quelli di sinistra, sia quello cattolico che quello ateo, o buddista, sia di sesso “tradizionale” che gay: solo così i ragazzi si formeranno una personalità libera e autonoma. Cosa che non avverrebbe se fossero in una scuola religiosa solo cattolica, o solo buddista, o solo laica, come avviene nelle scuole private di impostazione religiosa o etnica, che a mio parere offendono la possibilità/diritto dei giovani di formarsi una personalità autonoma e libera che porterà loro poi al rispetto di se stessi e della democrazia e  del pluralismo.

Allora anche nel servizio pubblico radiotelevisivo (mentre in una tv del Vaticano o di Confindustria ciò non sarebbe possibile… e nemmeno sarebbe gradito a chi le guarda ), che lo Stato per di più ti obbliga a finanziare con il canone, tutte le varie espressioni del pensiero politico e sociale devono essere rappresentate, e per questo non va bene – come qualcuno affannosamente tenta di affermare anche da “sinistra”- una governance di “TECNICI” perché:

1-                  i “tecnici”, come li immaginano i cittadini, non esistono, sono anche loro al servizio, e giustamente, di una loro cultura e ideologia sociale, sia essa la cultura liberista, o quella della banca come supremo dominio, o delle tante consorterie come  la (rispettabile se non si occupasse di interferire nella cosa pubblica) massoneria, o la “professoralità” delle università – che oggi esprimono tanti nostri rispettabili governanti, che sembrano come usciti dall’al di là quando fingono di essere NON POLITICI, ma sono invece, specie nei nostri atenei, nominati e formati con un sistema clientelare delinquenziale di bande docenti che si organizzano a ogni “pubblico” concorso per far trionfare la propria scuola e perpetuare il proprio potere.

2-                  Perché così la informazione si appiattirebbe e morirebbe di fatto lontano dalle sane competizioni e litigate tra reti sanamente divise tra destra, sinistra e centro (RAI 1-RAI2 e RAI3).

Quel che manca al servizio pubblico per essere rispettoso dell’art.21 della Costituzione non è quindi la APOLITICITA’ o  APARTITICITA’ (in questo la mia storia mi ha visto nel 2004 conseguire l’1,1% alle europee con la LSITA CONSUMATORI, e dopo ospite, come indipendente, una volta da Prodi e una volta da Storace, perché ambedue avevano promesso, ma non mantenuto, di istituire un ufficio solo per la difesa dei consumatori se eletti…), ma ben altro…

E vengo al programma concreto , e non perché pensi che la Politica, o il Palazzo, per una volta riesca a essere concreto, ma perché ho fiducia nei singoli uomini liberi che compongonola Commissione parlamentare di Vigilanza e le associazioni e i partiti cui sto scrivendo:

La Rai ha bisogno di trasparenza. Per questo propongo, al netto della normale secretary industriale, di rendere pubbliche le riunioni del Cda con una semplice connessione con Rai.it, il portale online della Rai.

I Consiglieri non devono avere un ufficio a Viale Mazzini, ma intervenire solo nelle riunioni del Consiglio, al fine di evitare o scoraggiare la formazione di legami impropri con i dipendenti questuanti e produttori esterni.

Il Direttore Generale deve essere proveniente dall’interno dell’azienda possibilmente con una esperienza specifica di RAI e non di gestione di società telefoniche , deve essere un manager ma esperto di radiotelevisione e di funzione pubblica del servizio.

I Santoro e Dandini – che certo non possono essere a capo della RAI data la loro apprezzabile (ma non in una azienda che deve essere pluralista) faziosità – devono certo tornare in RAI ma non con il ricatto di floridi contratti a produttori esterni.

L’articolazione regionale della Rai  rende necessaria una forma graduale di mobilità remunerata da parte di dirigenti e giornalisti che eviti nuove assunzioni e liberi le risorse interne inattive.

Gli abbonati-utenti devono poter scegliere e votare i palinsesti e trovare nuova visibilità nei programmi. Si tratta solo di individuare forme e spazi idonei.

L’offerta informativa, sia radiofonica che televisiva, va articolata secondo una logica editoriale e non politico-editoriale. Da anni invece, con la moltiplicazione delle testate, le edizioni principali dei tg e dei i gr assomigliano alle pecore dolly, tutti cloni di un solo telegiornale o di un solo giornale radio. La ricetta per superare questo “copia e incolla” che ha contagiato anche i “talk” è drammaticamente semplice: più autonomia, più servizio pubblico, e meno forme di dipendenza dai partiti: non più di quanto  il marchio dei partiti c’è già – e lo dobbiamo accettare- nella suddivisione delle reti.

Privilegiare l’offerta di produzioni con risorse interne e limitare le produzioni esterne, oggi spesso praticate a costi esorbitanti  per programmi che sono semplici talk in studio ma che passano attraverso il cappio ricattatore della esclusiva di un conduttore gestita da una società di profitto esterna.

Evitare di rincorrere la concorrenza privata con cachet immorali a calciatori, nani e ballerine.

Recuperare spazi adeguati a programmi sociali sulle e per le donne, e poi per le fasce deboli che non hanno ne’ testate né televisioni per far conoscere i propri problemi, e  l’informazione di servizio al cittadino che è stata cestinata sia da Rai3, con la chiusura di “Mi manda rai3” che ben poteva essere inventata ex novo, sia da Radio1, con la decapitazione di un programma storico di grande successo come “Italia: istruzioni per l’Uso” che aveva portato RADIO1 al primo posto negli ascolti.

Dare più forza, visibilità e contenuti all’offerta digitale, aprendola alla sperimentazione di nuovi programmi, e trasformando uno dei nuovi canali digitali in una università on line di musica moderna d’intesa con le nuove università della musica che si stanno formando in Italia.

Snellire drasticamente la struttura gerarchica che ha creato dei mandarinati interni e una iperfetazione bucrocratica che rallenta i riflessi dell’azienda e la sua capacità decisionale.

Rimettere al centro il merito, cambiando tutti i responsabili delle varie filiere produttive che non abbiano raggiunto gli obiettivi prefissati, e sostituirli con personale interno attraverso una selezione aperta basata sui curricula e sui programmi (più o meno come sto facendo io in questo momento presentando il mio curriculum e il mio programma).

Recuperare l’idea dell’ex ministro Tremonti di trasmettere film in inglese con sottotitoli in italiano come primo passo verso una nuova programmazione pedagogica aperta all’Europa che recuperi, attualizzandola, la mitica lavagna del maestro Manzi e del suo “non è mai troppo tardi”.

Creare una struttura centralizzata sul tema del lavoro e della formazione, così come ne è stata creata una sull’intrattenimento. Il tema del lavoro può essere declinato in chiave di servizio (domanda e offerta), oltre che di informazione specialistica e di talk-utility.

Rimodellare l’offerta di informazione istituzionale ponendo sotto un’unica direzione Rai Parlamento e Gr Parlamento, e accentuando fortemente la funzione pedagogica di queste strutture, ovvero restituendole alla loro funzione originale di divulgazione responsabile dei processi legislativi, con una moderna accezione del cittadino inteso non più come fruitore passivo del lavoro parlamentare, ma come utente attivo delle leggi.

Rivedere alla base il ruolo dei cosiddetti programmi in convenzione e la struttura che li governa. La domanda di informazione istituzionale deve uscire dalla “serie b” dei palinsesti e assumere la dignità della grande offerta televisiva. Il metodo è semplice: servono autori che affianchino la struttura gestionale.

Creare un “blob” radiofonico sul modello di quello televisivo. La rete da preporre a questo lavoro di “recupero ragionato” dei materiali radiofonici è Isoradio, che ora invece si sovrappone inutilmente con la sua programmazione di musica indipendente alle altre reti generaliste.

Completare il lavoro di trasformazione di Radio1 da rete ibrida (news e intrattenimento leggero) a rete di sole notizie. Questa ambiguità dell’offerta è una delle cause del crollo degli ascolti della prima rete radiofonica del servizio pubblico che, stando a tre diverse rilevazioni statistiche, è passata nel giro di pochi anni, dal primo al 5° posto nella classifica degli ascolti. Si consideri che questa trasformazione è la sola via per giustificare e mettere a reddito una redazione formata da quasi duecento giornalisti.

L’autonomia dell’informazione e il pluralismo sono l’abc di una grande azienda culturale come la Rai, ma per raggiungere questi obiettivi serve un chiaro indirizzo strategico e industriale senza il quale la Rai è destinata a morire. La disciplina di bilancio è necessaria ma da sola non basta a ridare un’identità al Servizio Pubblico. Servono idee e una visione del Paese che si pretende di raccontare e di cui si vuole contribuire alla crescita. Per questo è fondamentale che le decisioni vengano prese non fuori ma dentro l’Azienda. La nuova governance è questa: compiere – una volta accettata, con il necessario rispetto, la spartizione tra gruppi culturali e politici che sono una realtà del nostro Paese – scelte guidate da valutazioni esclusivamente aziendali.

QUESTO IL PROGRAMMA DI UNA NOMINA ANOMALA , UN SEGNO DI QUEL CAMBIAMENTO CHE I RECENTISSIMI RISULTATI ELETTORALI DIMOSTRANO ESSERE ORMAI NEI DESIDERI DEI MILIONI DI ITALIANI CHE ANCHE VEDONO LA TV

MA SICCOME ALLA FINE PENSO CHE CIASCUNO E’ CIO’ CHE HA FATTO FINORA VI INDICO DI SEGUITO LE BATTAGLIE FATTE NELLA MIA ASSOCIAZIONE NEGLI ULTIMI ANNI IN TEMA DI SERVIZIO PUBBLICO RADIOTELEVISIVO, CHE, MI SEMBRA, SIANO IL MIGLIOR “PROGRAMMA” PRESENTABILE E AUGURO A TUTTI BUON LAVORO E BUONA (PER GLI UTENTI) DESIGNAZIONE.

CARLO RIENZI

SALUTE DIPENDENTI RAI con sent. n. 4998/2008 (Codacons C/Rai +Ministero delle Comunicazioni) il TAR ha riconosciuto il diritto del Codacons all’accesso a note riguardanti la salute anche dei dipendenti RAI in materia di amianto;

CANONE RAI, riconosciuta ai cittadini utenti la legittimazione a controllare e sindacare i bilanci e le spese sostenute dalla Rai, affermando che: “L’utente della televisione pubblica è normalmente anche un suo contribuente”( TAR I sez.  n.4110/2002)

PUBBLICITA’ OCCULTA : grazie all’attività del Codacons è stato affermato che “in materia di pubblicità “occulta” è possibile pervenire alla individuazione dello scopo promozionale sulla base di elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti, anche in mancanza della prova storica del rapporto di committenza, che solo eccezionalmente può essere acquisita, essendo nella esclusiva disponibilità delle parti. sent. n. 1997/04 (Codacons c/rai e Agcm)

ANCORA IN MATERIA DI PUBBLICITA’ OCCULTA con sent. 393/2006 (Codacons c/ Rai) si sono stabiliti ulteriori direttive e indirizzi in materia di programmi televisivi e su ciò che può, deve e non deve andare in onda.

DIRITTO DEGLI UTENTI A SINDACARE I CONTENUTI – Tar Lazio sent. n. 4807/2007 (CODACONS C/Rai+Ministero delle Comunicazioni  Raipoli)- Tar Lazio, III Sez., con sent. 10 gennaio 1992 n.23 –  hanno riconosciuto il diritto degli utenti ad agire avverso provvedimenti di determinazione dei canoni radiotelevisivi in riferimento alla  tutela di situazioni costituzionalmente garantite

CORRETTEZZA E TRASPARENZA DEI PROGRAMMI –  Tar Lazio AFFARI TUOI – con sent. n. 13039-09 del 16/12/2009 Consiglio di Stato sent. n. 3708/2008,  sent. 03015/2011, sent. 03016/2011, sent. 03018/2011, sent. 03017/2011   ha sancito che “le manifestazioni che prevedono l’erogazione di premi in favore di spettatori non presenti nel luogo della manifestazione assumono una finalità commerciale, perché la prevista possibilità di assegnazione di premi al pubblico a casa costituisce evidente strumento per l’incremento dell’audience, a differenza della distribuzione di premi solo in favore dei soggetti presenti in trasmissione che si inserisce invece nella mera dinamica di intrattenimento dello spettacolo radiofonico o televisivo.

BANDO RAI PER ASSUNZIONE GIORNALISTI- R.G.N. 8040/2010, ordinanza cautelare n.4671/2010 (Codacons c/RAI)  ha riconosciuto la legittimazione del Codacons ad impugnare il bando avente ad oggetto la procedura di selezione di personale giornalistico presso le sedi regionali della R.A.I.

TELEVOTO SAN REMO-BALLANDO CON LE STELLE,  grazie all’intervento del Codacons si è indirizzata la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo al corretto svolgimento delle operazioni di televoto al Festival di San Remo edizione 2011 e sui cachet milionari della  trasmissione Rai“Ballando con le stelle”

INCOMPATIBILITA’ E SALVAGUARDIA RISORSE RAI  in merito alla delibera n. 220/06/CONS, con cui l’A.G.COM. ha accertato la situazione di incompatibilità del dr. Alfredo Meocci nella carica di Direttore Generale della R.A.I.  CODACONS ha avuto ragione Consiglio di Stato VI sez.,  sent.6181/2006 e sent. 341/2007 (Codacons c/ Rai)

Consiglio di Stato di Stato RG.7500/1998  Sent. n.1610/2004 (Codacons c/Ministero

PUBBLICITA’ OCCULTA IN RAI E TELEVOTO Sent. Consiglio di Stato n. 443/2009 Codacons c/ Rai +Agcom in merito a pubblicità ingannevole;Consiglio di Stato sent. n.6576/2010, Consiglio di Stato sent. n. 442/2009  Televoto Miss Italia in relazione al corretto svolgimento delle operazioni di televoto al concorso Miss Italia edizione 2009

PROBLEMI SOLLEVATI A FAVORE DEGLI UTENTI E DELLA AZIENDA

corte conti C/ Rai in materia di costi delle trasmissioni;  Esposto Procura della Repubblica di Roma in materia di Raiopoli

COMITATO ETICO PER LA SCELTA DEGLI ESPERTI PROFESSIONISTI DA INVITARE NELLE TRASMISSIONI istanza per la costituzione di un comitato etico per il controllo della correttezza nella azienda pubblica nei confronti degli utenti del servizio radiotelevisivo anche per la scelta dei professionisti da invitare in trasmissione

CICLO DI MINI TRASMISSIONI SU RAI1 PER CONSIGLI AI CITTADINI CONSUMATORI

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