Category Archives: Telefonia

FOTO DEL CONTATORE VIA WHATSAPP? NO, GRAZIE

whatsapp danger

Altro giro, altra truffa.

L’attenzione è d’obbligo (circolano di continuo allarmi, veri o presunti, legati a WhatsApp: e per questo vanno presi con le molle) ma in questo caso ci sono conferme autorevoli (qui e qui) e quindi è giusto dare spazio alla notizia.

Il meccanismo, anche stavolta, è semplice: un messaggio su WhatsApp invita l’utente a inviare una foto del proprio contatore del gas per rimediare a una mancanza di lettura dei consumi.

Come di consueto, l’assurdità della richiesta (solo Italgas offre effettivamente un servizio del genere, ma in questo caso l’utente può effettuare da sé la lettura del contatore) dovrebbe metterci in allarme: una grande azienda di distribuzione non chiederebbe certamente la lettura tramite WhatsApp. Il buon senso, insomma, è già una difesa.

Altra incongruenza: il numero da cui partono questi messaggi non corrisponde a quello di nessun operatore energetico. Basta una rapida ricerca sul web per accertarlo. E la ragione è chiara: non sono gli operatori del settore energia a inviare il messaggio!

Il messaggio, infatti, serve ad altro. A cosa, esattamente? Nessuno può dirlo con certezza.

Magari per effettuare una serie di operazioni illecite validate dai dati del contatore del gas (che corrispondono a contratti stipulati con le compagnie vere e proprie). O magari per accaparrarsi una buona quantità di numeri telefonici: la risposta degli utenti fungerebbe da “conferma” che lo stesso numero sia utilizzato, dopo essere stato (probabilmente) generato a caso dai truffatori.

In questo caso, il meccanismo mirerebbe solo a ottenere una risposta, quindi: proprio quella che dobbiamo evitare di inviargli!

NON RISPONDERE A QUESTI NUMERI!

smartphone 2

Le truffe telefoniche ormai sono all’ordine del giorno, e ogni volta bisogna aggiornare l’elenco delle minacce cui far fronte.

L’allarme

Stavolta l’allarme lo ha lanciato Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”. È stato lui a riportare alcuni dei numeri cui non bisogna assolutamente rispondere in caso di chiamata o SMS:

  • +375602605281;

  • +37127913091;

  • +37178565072;

  • +56322553736;

  • +37052529259;

  • +255901130460;

  • Qualsiasi numero che inizi con il: +375, +371, +381, +255 del quale ignorate il mittente.

Le provenienze, come spesso accade in questi casi, sono le più disparate: +375 Bielorussia, +371 Lettonia, +381 Serbia, +563 Valparaiso (Cile), +370 Lituania e +255 Tanzania. In questo senso, l’origine (estera) delle chiamate renderebbe anche difficili le indagini e l’individuazione dei colpevoli, con buona pace del recupero delle somme sottratte.

E se rispondo?

In caso rispondiate, magari senza accorgervi del numero sconosciuto, meglio riagganciare. E subito, anche. Ovviamente, non bisogna assolutamente richiamare i numeri in questione. Altrimenti, le conseguenze potrebbero essere “carissime”..


#90 o #09? Non digitarli!

Non bisogna assolutamente premere le sequenze alfanumeriche #90 o #09 sul cellulare, su richiesta di chi chiama. Si tratterebbe, infatti, di un errore che paghereste molto caro.

 

 

 

ATTENTI ALLE PROMOZIONI FASULLE!

smartphone2

Cari amici,

estate che viene, promozioni che spuntano. Di cosa parlo? Delle offerte telefoniche che tanto allettano gli utenti a caccia di giga in più e di minuti “gratuiti” (si fa per dire).
Ma facciamo nomi e cognomi. La Wind ha promosso una nuova e, solo in apparenza, vantaggiosa offerta: la “All Inclusive Summer Edition“, al costo di 12 euro ogni 28 giorni. Praticamente allo stesso prezzo di quella che era la “All inclusive”, prima dell’ultimo aumento. Si, perché anche questa promozione ha subito un cambio di tariffa: 1,50€/mese in cambio di 1Giga in più, passando da 28 a 30 giorni.
Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Già altre importanti società, come Tim e Vodafone, hanno messo in atto comportamenti di questo tipo. Vi ricorderete la multa salata che fece l’Antitrust ai quattro maggiori operatori telefonici (oltre ai due appena citati, anche Wind e H3G) per aver attivato servizi premium a pagamento, non richiesti dai clienti. Una multa salatissima che raggiunse la cifra complessiva di 1 milione e 733 mila euro (583 mila euro per Telecom, 400 mila per Vodafone e H3G Italia euro, mentre 350 mila euro per Wind).
Solo pochi mesi fa Vodafone è stata nuovamente multata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per “condotta poco trasparente”. Tra le accuse l’ennesimo rifiuto alle richieste di rimborso a seguito dell’attivazione automatica – ma sempre non richiesta – del servizio “Vodafone Exclusive”, con l’addebito automatico del relativo costo mensile (1,90 euro).
A quanto pare, i lupi perdono il pelo, ma non il vizio. Cosa fare, quindi? Conviene sempre segnalare le pratiche illecite all’Antitrust e, in generale, a chi si occupa di tutela dei consumatori. Occhi più attenti servono sia da una parte (gli utenti) che dall’altra (chi si occupa di consumerismo), specie quando ci troviamo di fronte a un accorto e camuffato specchietto per le allodole.

A presto,

CR

Telemarketing molesto

Cari amici,

sapete qual è il nemico numero uno di noi italiani? Il telemarketing molesto!

Durante l’arco della giornata e a tutte le ore, siamo letteralmente bombardati da telefonate: gli operatori ci fanno offerte di qualunque tipo, insistendo fino allo sfinimento. Se tutto va bene. Nella peggiore delle ipotesi, infatti, ci troviamo attivati servizi o forniture mai richiesti, in barba alla nostra buona fede!

Non a caso una ricerca – condotta da Human Highway per Pricewise, compagnia olandese che offre uno dei più importanti servizi di “energy switching” in Europa – ci dice che 9 italiani su 10 si sono sentiti proporre al telefono almeno una volta negli ultimi tre mesi offerte commerciali legate al cambio di gestore per i servizi di energia, telecomunicazione o internet, e oltre il 70% dei potenziali clienti contattati telefonicamente ha interrotto immediatamente la conversazione.

Come dargli torto?

Negli anni le telefonate si sono fatte sempre più insistenti ed aggressive e il rischio per noi consumatori di incorrere in vere e proprie truffe è sempre più concreto.

In passato si è cercato di porre fine al fenomeno del telemarketing molesto, senza mai riuscire nell’ardua impresa.

Nel 2011, ed esempio, il governo si è inventato il famoso “registro delle opposizioni” – criticato persino dal Garante della Privacy – che consente al cittadino, il cui numero sia presente negli elenchi pubblici telefonici, di non ricevere più telefonate per scopi commerciali o ricerche di mercato.

L’iniziativa si è rivelata però un vero e proprio fallimento.

Tralasciando i casi di abuso da parte di società che gestiscono call center, il vero problema è che in Italia non esiste un registro per la negazione totale del consenso, come accade in altri Paesi. Così basta attivare una tessera sconto o compilare i moduli per la raccolta punti del supermercato per perdere definitivamente il controllo sul proprio numero telefonico.

Se a questo, al momento, è impossibile porre rimedio, Assocontact – l’Associazione che rappresenta i call center in Italia – ha deciso di intervenire per cercare di rendere le telefonate commerciali il meno moleste possibile.

Da ieri è, infatti, entrato in vigore il Codice di etica professionale per l’autodisciplina nelle attività di call center. Con questo Codice Assocontact “intende garantire che l’attività dei call center, quale espressione di una delle modalità di vendita di beni e servizi, venga realizzata, come servizio per il pubblico, nella tutela dei diritti dei consumatori”. In sostanza, le imprese associate si impegnano a mantenere comportamenti etici che garantiscano la correttezza dell’attività commerciale e la sostenibilità economica della vendita diretta.

Insomma, se non possiamo impedire che chiunque entri in possesso del nostro numero di telefono, il Codice in questione ci garantisce – almeno in teoria – un minor numero di telefonate, non moleste e in orari ragionevoli.

Le premesse sono buone e speriamo che l’iniziativa non si riveli l’ennesimo buco nell’acqua!

A presto,

Carlo