Category Archives: Sport

#Famolostadio?

stadio roma

Roma, si sa, è una città strana. In tutto e per tutto. Mentre le polemiche sulla Raggi infuriano, il debito raggiunge livelli record, gli scandali si susseguono al ritmo di uno al giorno, improvvisamente la priorità di tutti è diventata il nuovo stadio dell’AS Roma.

Per carità, diceva qualcuno che “il calcio è l’arte di comprimere la storia universale in 90 minuti”, ma stavolta ci siamo superati; mesi di chiacchiericcio sono stati messi da parte in un batter d’occhio, e la questione dello stadio è diventata l’unica davvero importante: dall’allenatore della squadra giallorossa all’ultimo dei tifosi, ognuno ha detto la propria al riguardo, nella completa inconsapevolezza degli aspetti tecnici.

Non c’è niente di male, e ci manca solo, a sognare un nuovo impianto: anche perché l’Olimpico è “nato male”, è scomodo e condanna gli spettatori a immaginare azioni, contrasti e tiri che si svolgono al limite del campo visivo. Ma il modo in cui questa città dibatte la realizzazione di nuovi impianti sportivi mi lascia davvero perplesso.

Facciamo un passo indietro: nessuno lo ricorda, ma se #Famolostadio senza preoccuparci del resto, Roma rimane con altri due strutture di cui non si sa cosa fare. Il Flaminio è completamente abbandonato ormai da anni, e per una complicata storia di vincoli architettonici (ma soprattutto di soldi da investire) nessuno (o quasi) vuole sentirne parlare; per l’Olimpico abbiamo speso fiumi di denaro meno di trent’anni fa, e a breve rischia di ospitare solo gli incontri della Lazio (ogni due settimane) oltre a qualche isolata gara di rugby o atletica.


Nessuno lo ricorda, ma se #Famolostadio senza preoccuparci del resto, Roma rimane con altri due strutture di cui non si sa cosa fare. Il Flaminio è completamente abbandonato ormai da anni, e per una complicata storia di vincoli architettonici (ma soprattutto di soldi da investire) nessuno (o quasi) vuole sentirne parlare; per l’Olimpico abbiamo speso fiumi di denaro meno di trent’anni fa.


Anche solo per questo, servirebbe un ragionamento di prospettiva: proprio quello che, da noi, risulta più difficile. Non basta solo dare il “via libera” – o meno – allo stadio della Roma, ma bisogna riflettere sui destini degli altri impianti della Capitale, tutelando i beni pubblici e gli interessi dei cittadini. Pensare al futuro, senza fermarsi ai bisogni di oggi: un compito impossibile per il nostro Paese, che continua a vivere di fiammate, fuochi di paglia e fuochi fatui.

Peccato che non si parli con raziocinio, e che la discussione rimanga bloccata su un piano irrazionale e umorale. Ma d’altra parte c’entra il calcio, e il calcio è fatto di passionalità viscerali che a Roma non riusciamo proprio a limitare. “Famo lo stadio” diventa allora il manifesto di una preghiera diffusa, diventa una crociata collettiva, diventa un tam-tam istadio roma 2nsistito e inarrestabile. Chissenefrega delle regole urbanistiche, dei vincoli ambientali, dell’interesse della collettività, sembrano invocare molti tra gli interessati, che magari pensano più alla lotta scudetto che al resto. E d’altra parte, se anche Totti scende in campo direttamente – “vogliamo il nostro Colosseo moderno” – il movimento d’opinione è assicurato. Tanto che la sindaca Raggi, in crisi di consenso, si è subito affrettata a rispondergli, proponendo al capitano della squadra un incontro (?) ufficiale.

In questo marasma – cui purtroppo siamo abituati – bisogna riportare un minimo di lucidità, un barlume di consapevolezza e misura. Lo stadio può essere fatto solo se il progetto rispetterà rigidamente le regole urbanistiche e se apporterà vantaggi alla collettività, senza danni per l’ambiente. Altrimenti, con tutto il rispetto per Totti, Spalletti, l’AS Roma e i suoi tifosi, no.

Se non siamo d’accordo neanche su questo, non ha più senso chiamarci comunità.

A presto,

CR

CR

VALORI CONDIVISI

intralot

 

Cari Amici,

è con un certo imbarazzo che mi ritrovo a parlare della scellerata decisione da parte della Figc di legarsi a una famosa società di betting (=scommesse, =giochi d’azzardo) per un contratto di sponsorizzazione che porterà sì qualche soldino nelle casse federali ma che di sicuro ci fa perdere anni di sforzi nel contrasto al gioco d’azzardo patologico.

A quei furboni che governano il calcio italico è sfuggito, magari, che in Italia la dipendenza da gioco è una vera e propria emergenza sociale. E se dico che gli è sfuggito è perché voglio essere generoso, visto che la soluzione alternativa è palesemente quella giusta: lorsignori lo sanno benissimo. Ma non gliene frega un tubo.

Tutto questo sarebbe tragico, se non fosse comico. Se non ci fosse da piangere, insomma, si potrebbe ridere: come quando Tavecchio ha pensato bene di parlare di “valori condivisi” tra la federazione italiana e la multinazionale delle scommesse. Io ancora non riesco a credere che uno dei massimi dirigenti dello sport italiano possa dire una cosa del genere: che siano capaci di tutto non c’è dubbio, ma non conoscono limiti!

Il “premium sponsor” della Nazionale, intanto, gongola. L’amministratore delegato di questa azienda di betting cita “spirito di squadra, onestà, rispetto e ricerca dell’intelligenza” quando gli chiedono qualcosa rispetto ai significati positivi che gli Azzurri rappresentano, e ovviamente nessuno pensa di domandargli cosa c’entrano questi “valori” con l’attività solitaria, triste, passiva e (per sua natura) lontana da ogni forma di ragionamento logico che un’agenzia di scommesse incentiva e incoraggia nel pubblico.

Magari, però, i “valori” in questione sono proprio davanti ai nostri occhi. Questo Stato biscazziere, d’altra parte, fa soldi a palate sul gioco d’azzardo. E allora è naturale che le due entità si somiglino.

Chissà che, stavolta, parlare di “valori condivisi” non sia stato frutto di un moto d’onestà.

A presto,

CR

 

 

L’apparenza inganna!

Cari amici,

quanto entusiasmo per le Olimpiadi del 2024!

Proprio l’altro ieri al Palazzo dei Congressi di Roma è stato presentato il progetto per la candidatura della Capitale e le parole di Malagò e Montezemolo fanno sperare – purtroppo – in una vittoria “schiacciante”.

Il 70% delle strutture è già pronto, quelle abbandonate da tempo – come il degradato stadio Flaminio e la Vela di Calatrava – saranno recuperate e una struttura nuova, moderna e all’avanguardia sarà costrutita in breve tempo: il Villaggio olimpico di Tor Vergata, futuro campus universitario da 17.000 posti letto. La città avrà solo da guadagnare. Sono, infatti, previsti 177mila posti di lavoro.

Tutto questo ci costerà pochissimo: il budget stabilito è di 5,3 miliardi di euro, “uno dei più bassi nella storia dei giochi estivi” a detta di Malagò.

Ma, cari amici, non fatevi ingannare dalle apparenze.

Quei 5,3 miliardi sono solo il frutto di una magagna organizzata ad hoc per accaparrarsi consensi. Dal progetto presentato, infatti, sono state escluse tutte le spese relative al turismo, alle infrastrutture, alle metropolitane e agli aeroporti. Costi accessori e non strettamente riconducibili alla manifestazione che, tuttavia, la città dovrà sostenere. Sono d’accordo con quanto sostenuto da Roberto Perotti, professore ordinario di economia politica alla Bocconi di Milano: quei dati valgono meno di zero e quella di Malagò e Montezemolo è davvero una bella “furbata”.

Alcuni interventi sono imprescindibili per l’organizzazione di un evento come le Olimpiadi e il budget inevitabilmente salirà. Altro che manifestazione low cost!

Il progetto di Roma 2024 che, a giudicare dalla locandina, sembra tutt’altro che moderno, non è molto diverso da quello di Roma 2020, affossato dal governo Monti nel 2012. All’epoca il totale di spesa preventivato si aggirava intorno ai 13 miliardi di euro, comprensivo di tutte le spese. I costo “secchi”di organizzazione ed impianti sportivi ammontavano a 5,3 miliardi di euro. La stessa cifra prevista per Roma 2024.

Insomma, cosa è cambiato? Un bel niente! Lo stesso comitato organizzatore ha, per questo, deciso di mettere le mani avanti preventivando un possibile sforamento del budget del 35%. Come a dire, se invece di spendere 5,3 miliardi, ne spenderemo un (bel) po’ di più noi ve l’avevamo detto!

La mia paura è che ci ritroveremo nuovamente indebitati – ricordate cosa è successo con i mondiali di calcio del 1990? – per sostenere le spese di un evento di cui Roma può tranquillamente fare a meno.

Non abbiamo bisogno della scusa delle Olimpiadi per creare nuovi posti di lavoro né di false promesse, come quella dell’impossibile recupero di opere abbandonate da tempo.

Ma soprattutto non vogliamo essere presi in giro!

A presto,

Carlo

Olimpiadi 2024: l’itinerario dello sfacelo di Montezemolo

Cari Amici,

in qualità di presidente del Comitato promotore per Roma 2024, Luca Cordero di Montezemolo (ancora lui, che aveva organizzato addirittura i Mondiali del ’90!) si è presentato all’audizione in Commissione Cultura del Senato per illustrare la mappa dei luoghi scelti per ospitare questo nuovo, grande “Evento”; lo accompagnava, pensate, nientepopodimenoche il numero uno del Coni Giovanni Malagò (ancora lui, che aveva organizzato i Mondiali di nuoto del 2009!).

Aspettavamo questo elenco da settimane, ma il tempo non ha attenuato la sorpresa: dal bacino di canottaggio di Settebagni alla cittadella sportiva di Tor Vergata fino al Velodromo dell’Eur, gli impianti citati da Montezemolo disegnano un immaginario itinerario dello sfacelo della Capitale, un involontario riassunto della malagestione della Città Eterna.

“Abbiamo la fortuna di avere uno Stadio Olimpico” – ha spiegato Montezemolo, che nel tempo avrà magari dimenticato quanto ci costò rimodernarlo nel ’90, ma che ha dato comunque sfoggio di abbondante faccia tosta – “che può fare l’atletica e le cerimonie di apertura e di chiusura”. Che meraviglia: e non basta, perché abbiamo anche “uno Stadio del nuoto e del tennis d’avanguardia mondiale, abbiamo campi d’allenamento come l’Acqua acetosa, il Tre Fontane, uno Stadio Flaminio dentro la città che o lo lasciamo crollare o lo rimettiamo a posto nell’interesse della città, dove puoi fare per esempio l’hockey su prato”. Credevamo di averle sentite tutte, sul povero Stadio Flaminio, e invece l’hockey su prato ci ha colti impreparati. E “la Fiera di Roma vuota, con spazi enormi, dove facciamo impianti precari dove si può fare ginnastica, judo, pugilato e quant’altro”.

Siamo fortunatissimi, ci informa il solerte Montezemolo, abbiamo già tutto quello che ci serve: a Roma basta organizzare le “Olimpiadi del riuso” e voilà, l’Evento è servito. Come per magia, la Città Eterna era (da sempre?) già pronta, ma Montezemolo non ci spiega perché, e allora ci provo io. Forse perché a Roma, da un quarto di secolo a questa parte, il malaffare, la corruzione, la più assoluta e disinvolta pulsione all’accaparramento rappresentano gli sport più praticati? Forse perché gli “Eventi” organizzati in questa Città (ma Montezemolo, che di memoria è deboluccio, di sicuro non lo sa) hanno disseminato una montagna di macerie, che ora si fanno passare per “fortune”, per “vantaggi”, per “ricchezze”? Forse perché nessuno ha mai preso in considerazione l’assurda idea di domandare ai cittadini cosa ne pensano, e – tra cricche e cricchette – a Roma si è lottizzato anche l’ossigeno che respiriamo?

Chi lo sa: io, stavolta, voglio concludere con ottimismo. Montezemolo ha anche detto: “non faremo nulla senza concordarlo con le associazioni ambientaliste”.

Vogliamo credergli: noi siamo qui.

A presto,

Carlo

Olimpiadi 2024: incubo di una notte di mezza primavera!

Cari Amici,

oggi voglio parlarvi di un sogno che ho fatto. Ho sognato un’Italia guidata da una classe dirigente responsabile, un’Italia gestita da amministratori virtuosi, un’Italia talmente sicura del proprio valore nello scacchiere internazionale da rifiutare un impegno che, in cambio di un’effimera autostima, causerebbe uno sforzo superiore alle sue possibilità. Questo, purtroppo, è solamente il sogno; mentre la realtà è immersa in un incubo ben peggiore.

L’incubo di cui sto parlando è la candidatura di Roma a capitale delle Olimpiadi 2024: l’ennesima follia partorita dai vertici del Coni e dal Governo. Si dice che il saggio impara dai propri errori, eppure nessuno sembra aver imparato dal passato! Come abbiamo ricostruito noi del Codacons, gli ultimi eventi sportivi organizzati in Italia sono stati un colossale fallimento; anzi una vera e proprio corsa all’appalto. Per organizzare i famosi Mondiali del ’90 sono stati spesi 7.230 miliardi di lire, molti dei quali – non dimentichiamoci – continuiamo ancora a pagare noi cittadini. Chi, come me, ha una certa età (ma anche una buona memoria), si ricorderà delle stazioni Vigna Clara e Farneto, della costosissima ristrutturazione dello Stadio Olimpico di Roma e del colossale spreco dell’Air Terminal Ostiense: pochi nomi che ci ricordano la follia delle “notti magiche”.

Dopo questi illustri esempi, che resteranno foto indelebili nell’album degli orrori di quegli anni, desideriamo candidarci per le Olimpiadi 2024 e riaprire la ferita non ancora suturata dei conti in rosso dovuti allo sport? La risposta, purtroppo, è affermativa, perché la classe politica se ne frega delle tasche degli italiani e spende e spande i soldi dei cittadini che pagano le tasse investendo in un progetto che getterà Roma e l’intera Italia nel baratro del debito pubblico.

I nipoti dei nostri figli si chiederanno per quale motivo saranno costretti a pagare per un evento sportivo che l’Italia – ad esclusione dei soliti – non ha mai voluto. Che risposta riceveranno?

A presto,

Carlo

Calcioscommesse: una pugnalata alla schiena degli sportivi!

Cari Amici,

è con amarezza che mi ritrovo a scrivere qualche riga dopo aver appreso – come tutti voi – del nuovo scandalo che sta travolgendo il calcio italiano. Invece di parlare di grandi giocate, di dribbling e goleador, ancora una volta ci ritroviamo a dibattere dei mali antichi del nostro sport, del nostro calcio, e – perchè no – del nostro Paese. “C’è gente che pagherebbe per vendersi“, diceva Hugo, e purtroppo è vero: i 50 arresti (oltre 15 calciatori, 6 presidenti di società sportive, 8 dirigenti sportivi, allenatori, direttori generali, 10 “finanziatori”), le partite truccate in serie D e Lega Pro, l’ombra della ‘ndrangheta ce lo confermano.

Il radicamento del malaffare nel tessuto sportivo italiano è talmente profondo che non basta una “Calciopoli” per estirparlo: questo, ormai, è un dato di fatto. Dallo scandalo “Totonero” del 1980 (che magari chi è più in là con gli anni, tra voi, ancora ricorderà) a oggi, gli scandali, le inchieste, le manette si sono ripresentati ciclicamente, tanto da confermare l’idea che – in realtà – non si siano mai allontanati. Che opacità e nefandezze siano rimaste, cioè, sopite, nascoste, taciute, in attesa di riemergere.

Il problema è che le cose non migliorano, quando il calcioscommesse lascia la scena: basti pensare alla battuta razzista di Tavecchio (“Optì Pobà mangiava le banane“) o all’uscita omofoba che il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Belloli avrebbe (ha?) riservato alla parte migliore del nostro calcio (quelle “quattro lesbiche” che settimanalmente rincorrono un pallone, udite udite, senza riempirsi le tasche).

Insomma: bufera dopo bufera, la credibilità del sistema è ormai ridotta al lumicino. Chi si ricorderà di quei silenziosi, innocenti sportivi che ancora credono nello sport, e vi investono risorse, tempo, fatica ed emozioni?

A presto,

Carlo

ROMA: TORNA LA CORSA DELLE BIGHE AL CIRCO MASSIMO

IL 22 GIUGNO AMA, ATAC, ACEA E ALTRE SOCIETA’ PARTECIPATE DAL COMUNE DI ROMA SI SFIDANO IN UNA COMPETIZIONE CHE RIEVOCA LE STORICHE CORSE DELL’ANTICA ROMA

IL SINDACO MARINO DARA’ IL VIA ALLA GARA. AL VINCITORE UNA SCARPA D’ORO E DIAMANTI A FORMA DI COLOSSEO REALIZZATA DA TOD’S

 

Torna nella capitale la storica corsa delle bighe, competizione sportiva molto amata nell’antica Roma. L’amministrazione capitolina e la Sovrintendenza ai beni culturali hanno infatti dato il via libera definitivo all’evento organizzato dal Codacons in occasione del ventennale dell’associazione dei consumatori più importante d’Italia.
Il prossimo 22 giugno al Circo Massimo (ore 10:30) si terrà quindi la corsa delle bighe, 12 cocchi riproducenti i carri dell’antica Roma, ciascuno dei quali sarà guidato da due cavalli. Ogni biga sarà gestita in totale autonomia da una società partecipata da Roma Capitale (Ama, Acea, Atac, ecc.), che sceglierà il team, i cavalli, e il tipo di carro, che sulla fiancata avrà il nome dell’ente.
Il “via” alla corsa sarà dato dal Sindaco Ignazio Marino, mentre al vincitore andrà una scarpa d’oro e diamanti a forma di Colosseo, del valore di 10mila euro, realizzata dal gruppo Tod’s.
Lo scopo della corsa – spiega l’associazione – è quello di riportare la capitale agli antichi fasti, rievocando un appuntamento tipico della Roma imperiale e attrarre cittadini e turisti da tutto il mondo, attraverso la valorizzazione di una storica competizione sportiva, in un contesto altamente suggestivo come il Circo Massimo.

CAMPAGNA ABBONAMENTI MILAN 2012-2013: ECCO UNA AZIONE PILOTA!

CARI AMICI MILANISTI, vista la delusione che avete subito dalla vostra squadra del cuore che ha presentato una campagna abbonamenti 2012/2013 che aveva come testimonial giocatori che poi sono stati venduti, il Codacons sta cercando un tifoso per lanciare una azione pilota contro il Milan, autore di PUBBLICITA’ INGANNEVOLE.

Cerchiamo dunque un tifoso del Milan che aderisca per richiedere alla squadra la disdetta dell’abbonamento e il rimborso di quanto versato.

Compilate il form per il commento lasciando la vostra adesione e inserendo un indirizzo di posta elettronica valido (l’indirizzo sarà visibile solo per chi gestisce il blog e non per gli altri utenti) e sarete immediatamente ricontattati!

CAGLIARI-ROMA: ACTION IN FAVORE DEI TIFOSI

ADERISCI ANCHE TU ALL’AZIONE DEL CODACONS

Una class action a tutela degli utenti della squadra del Cagliari. La annuncia oggi il Codacons, a seguito del grave episodio che ha visto protagonista il Presidente Massimo Cellino.
Avviamo oggi la raccolta di adesioni da parte dei tifosi del Cagliari che si sono sentiti danneggiati dall’irresponsabile comportamento di Cellino. La squadra ha subito infatti un enorme danno di immagine e, qualora venga decisa la vittoria a tavolino della Roma, vi sarebbero anche ripercussioni negative sulla classifica di serie A, con relativa possibilità di risarcimenti in favore dei tifosi.
L’azione, attualmente allo studio dell’ufficio legale Codacons, fa seguito all’esposto depositato stamattina dall’associazione presso la Procura della Repubblica di Cagliari, in cui si chiede di valutare l’apertura di una indagine nei confronti del Presidente Massimo Cellino, per il reato di istigazione a delinquere.
Tutti i tifosi che intendano partecipare all’azione possono comunicare su questo blog la propria adesione.

Ecco il testo dell’esposto!

CALCIOSCOMMESSE STAGIONE 2011/12: RISARCIRE TIFOSI E SCOMMETTITORI DANNEGGIATI!

 IL CODACONS PREPARA UN RICORSO COLLETTIVO PER LE PARTITE TRUCCATE 1000,00€ DI INDENNIZZO AD OGNI TIFOSO OLTRE IL RISARCIMENTO DEI COSTI SOSTENUTIDopo gli ultimi avvenimenti che hanno scosso il mondo del pallone, il Codacons affila le armi legali a tutela di tifosi e scommettitori. “È evidente come, alla luce dei gravissimi episodi emersi, i cittadini coinvolti e danneggiati abbiano diritto ad un risarcimento – spiega il presidente dell’Associazione Carlo Rienzi – Il nostro scopo è far ottenere a tifosi e scommettitori delle partite truccate non solo il rimborso delle giocate, dei biglietti per lo stadio, degli abbonamenti alle pay-tv, dei costi delle trasferte, ecc., ma anche il risarcimento dei danni morali subiti, per la buona fede tradita”.
Chiederemo almeno 500 euro di indennizzo a tifoso
– prosegue Rienzi – attraverso un’azione che sarà intentata non solo nei confronti dei giocatori responsabili, ma anche delle squadre di calcio coinvolte e degli enti sportivi che avevano il compito di vigilare ed evitare il verificarsi di simili episodi”.
Le Procure della Repubblica (attualmente Cremona, Bari e Napoli) e la Procura Federale (FIGC) stanno svolgendo intense indagini relative a frodi sportive realizzate da soggetti associatisi fra loro al fine di falsare le partite di calcio e ricavare da ciò profitto tramite scommesse sui risultati delle stesse. Le indagini delle Procure della Repubblica sono ancora in corso mentre la Procura Federale ha già formalizzato il deferimento di 22 società e 61 persone fisiche.Al momento le squadre (serie A e serie B) interessate dai deferimenti e dalle indagini sono: Atalanta, Novara, Siena, Bologna, Cesena, Chievo, Genoa, Lazio, Lecce, Ascoli, Empoli, Grosseto, Livorno, Modena, Padova, Pescara, Ravenna, Reggina, Rimini, Sampdoria, Spezia ed Albinoleffe.

Le partite oggetto di indagine sono, salvo altre, le seguenti.

PROCURA DI CREMONA:Partite incriminate di serie A del campionato 2010-2011
Catania-Chievo 1-1 (11/1/2011)
Napoli-Sampdoria 4-0 (30/1/2011)
Brescia-Chievo 0-3 (30/1/2011)
Brescia-Bari 2-0 (6/2/2011)
Genoa-Roma 4-3 (26/2/2011)
Brescia-Lecce 2-2 (27/2/2011)
Fiorentina-Roma 2-2 (20/3/2011)
Genoa-Lecce 4-2 (20/3/2011)
Bari-Chievo 1-2 (20/3/2011)
Brescia-Bologna 3-1 (2/4/2011)
Parma-Bari 1-2 (3/4/2011)
Chievo-Sampdoria 0-0 (3/4/2011)
Bologna-Napoli 0-2 (10/4/2011)
Chievo-Bologna 2-0 (17/4/2011)
Lecce-Cagliari 3-3 (17/4/2011)
Bari-Sampdoria 0-1 (23/4/11)
Catania-Cagliari 2-0 (1/5/2011)
Palermo-Bari 2-1 (7/5/11)
Lazio-Genoa 4-2 (14/5/2011)
Chievo-Udinese 0-2 (15/5/2011)
Catania-Roma 2-1 (15/5/2011)
Genoa-Cesena 3-2 (22/5/2011)
Lecce-Lazio 2-4 (22/5/2011)
Bologna-Bari 0-4 (22/5/2011)
Partite incriminate di serie B del campionato 2009/2010:
Cittadella-Mantova del 24 aprile 2010 (6-0)
Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010 (1-1)
Brescia-Mantova del 2 aprile 2010
Grosseto-Reggina del 23 maggio 2010 (2-2)
Empoli-Grosseto del 30 maggio 2010 (2-2)
Padova-Mantova dell’11 ottobre 2009 (3-0)
Grosseto-Mantova del 13 maggio 2010 (1-1)
Salernitana-Mantova dell’1 maggio 2010 (1-3)

Partite incriminate di serie B del campionato 2010/2011:
Atalanta – Piacenza 19 marzo 2011 (3-0)
Ascoli – Atalanta 12 marzo 2011 (1-1)
Padova – Atalanta 26 marzo 2011 (1-1)
Siena-Piacenza del 19 febbraio 2011 (2-3)
Piacenza-Pescara del 9 aprile 2011 (0-2)
Novara-Ascoli del 2 aprile 2011 (2-0)
Ascoli-Sassuolo del 9 aprile 2011 (0-0)
Siena-Sassuolo del 27 marzo 2011 (4-0)

Partite incriminate di LegaPro del campionato 2010/2011:

Taranto-Benevento del 13 marzo 2011 (3-1)
Benevento-Pisa del 21 marzo 2011 (1-0)

Partita incriminata di Coppa Italia 2011/2012:
Cesena-Gubbio del 30 novembre 2011 (3-0)

PROCURA DI BARI

Partite incriminate di serie A del campionato 2010-2011
Bari-Lecce 0-2 (15/5/2011)
Bari-Genoa 3-0 (2/5/2010)
Udinese-Bari 3-3 (9/5/2010)
Cesena-Bari 1-0 (17/4/2011)
Bologna-Bari 0-4 (22/5/2011)

PROCURA DI NAPOLI

Secondo la stampa sarebbero 150 le partite oggetto delle indagini della Procura di Napoli, per la maggior parte incontri delle serie minori ma alcune anche di serie A e B.

La giustizia sportiva stabilisce che alla violazione delle regole federali consegue la responsabilità oggettiva delle società sportive, con conseguente applicazione di sanzioni da parte degli organi di giustizia federali. Gli illeciti commessi dalle società potranno tuttavia costituire fonte di responsabilità sia nell’ordinamento sportivo che nell’ambito dell’ordinaria giustizia penale, civile ed amministrativa. La F.I.G.C., poi, è definita dal suo Statuto all’art. 1, come “Associazione riconosciuta con personalità giuridica di diritto privato, avente lo scopo di promuovere e disciplinare l’attività del giuoco del calcio e gli aspetti ad essa connessi”; è stato correttamente osservato che, mediante il tesseramento, l’atleta diventa parte di un vincolo contrattuale, sicché egli e la F.I.G.C., in forza del contratto di adesione, partecipano al raggiungimento di uno scopo comune, cristallizzato proprio dallo Statuto, tra cui le funzioni regolatrici e di garanzia, con particolare riferimento alla giustizia sportiva, agli arbitri e ai controlli delle società.
La Federcalcio, quindi, ha l’obbligo di garantire, anche indirettamente, la tutela dei consumatori sportivi.

IL CODACONS INTENDE REAGIRE CONTRO SIMILI CONDOTTE CHE METTONO IN UN ESSERE UNA VERA E PROPRIA AGGRESSIONI AL DIRITTO DI OGNI CITTADINO AD ASSISTERE AD UNA COMPETIZIONE SPORTIVA LEALE E RISPETTOSA DELLE REGOLE. L’intenzione dell’Associazione perciò è dar voce e tutelare i diritti di tutti i “consumatori sportivi”, siano essi azionisti delle squadre di calcio, titolari di abbonamenti allo stadio, utenti dei servizi di pay tv (ad es. sky, mediaset premium etc.) ovvero scommettitori sportivi.
Chiunque sia interessato a far sentire la propria voce e reclamare i propri diritti – di natura patrimoniale (perdita economica subìta e danni ulteriori) nonché morale – può pertanto manifestare la volontà di aderire alle seguenti azioni che il CODACONS sta avviando ed alle condizioni indicate nel modulo allegato:INTERESSATI AL RICORSO SONO PERTANTO:

  • tutti i titolari di abbonamento presso lo stadio di una squadra di calcio coinvolta nello scandalo (l’elenco è in continuo aggiornamento)
  • tutti i titolari di un abbonamento alla pay-tv (sky, mediaset premium, etc) per la visione in esclusiva di incontri sportivi
  • gli azionisti delle squadre coinvolte;
  • gli scommettitori che abbiano conservato copia della giocata di una scommessa su una o più partite oggetto di indagine;
  • chiunque sia comunque tifoso di una delle squadre coinvolte e risieda in una delle seguenti città: Bergamo e Provincia (Atalanta e Albinoleffe), Novara, Siena, Bologna, Cesena, Verona (Chievo), Genova (Genoa e Sampdoria), Roma (Lazio), Lecce, Ascoli, Empoli, Grosseto, Livorno, Modena, Padova, Pescara, Ravenna, Reggina, Rimini e Spezia.

Chiunque avesse dubbi e volesse avere maggiori spiegazioni può chiamare il numero di telefono 892007 tutti i giorni dalle 9.00 alle ore 19.00 (CLICCA QUI per sapere il costo del servizio).

L’ADESIONE AL RICORSO COLLETTIVO PUÒ ESSERE PORTATA A TERMINE SEMPLICEMENTE COMPILANDO IL FORM AL LINK

http://www.termilcons.net/index.php?pagina=page_publicForm&idForm=133&css=1&access=ok

INVIANDO LE INFORMAZIONI RICEVERETE VIA EMAIL LA MODULISTICA PRECOMPILATA E TUTTE LE INDICAZIONI DEL CASO.

…PIU’ SIETE PIÙ È FACILE OTTENERE GIUSTIZIA!

Dal sito:

http://www.figc.it/it/204/33080/2012/07/News.shtml

Per consultare il provvedimento relativo al filone di Cremona clicca qui
Per consultare il provvedimento relativo al filone di Bari clicca qui