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I VIGILI? DEVONO STARE TRA I CITTADINI

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Ormai mezza Italia si confronta ogni giorno con il problema delle buche stradali. Non che altrove la cosa vada meglio (a Milano hanno chiesto direttamente ai cittadini di segnalare quelle più pericolose!), ma la catastrofe vera – purtroppo – accade a Roma, come ogni anno che Dio ha creato.

Non dico niente di nuovo, purtroppo. Il maltempo che nelle ultime 48 ore ha interessato la Capitale ha prodotto ulteriori danni all’asfalto aprendo nuove buche sul manto stradale e allargando quelle già esistenti.

La situazione, insomma, è grave. Anche perché l’acqua piovana ha riempito buche e voragini, complicando le cose agli automobilisti che (per quanto si sforzino) spesso non riescono proprio a evitarle. Le strade di Roma sono disseminate di cerchioni, a dimostrazione di quanto sta accadendo. Una nuova ondata di incidenti e di danni a vetture e motocicli, in particolare forature di gomme e rotture di pneumatici, sta ulteriormente danneggiando i cittadini.

La questione è questa. E la verità vera è che spesso, molto spesso, dietro le buche ci sono le tangenti. Qualcuno si arricchisce sulle spalle dei cittadini, qualcuno monetizza i loro incidenti stradali, le loro giornate infinite, qualcuno specula sul tempo e l’impegno che investiamo per evitare di finire dentro una voragine.

Allora, detto questo, che fare? In attesa di rimedi più duraturi, i vigili urbani devono intervenire scendendo in strada e segnalando ad automobilisti e motociclisti la presenza di voragini non visibili a causa della pioggia.

Ha ragione il neo comandante della Polizia Locale Antonio Di Maggio: i vigili vanno spostati dagli uffici alla strada, perché in questa situazioni di emergenza è inaccettabile la scarsità di agenti tra i cittadini. Sarebbe un messaggio simbolico, certo: perché i romani hanno bisogno anche di questo. Hanno bisogno, anche, di non sentirsi soli.

10 LEGGI BUONE FATTE DA “CHI CI STA” EPPOI NUOVE ELEZIONI

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Domenica mi sono visto la bella trasmissione di Lucia Annunziata su Rai3. Io non sono un simpatizzante dei 5 stelle da quando hanno fatto finta di non vedermi come loro candidato, anche se sapevo benissimo che uno come me non lo avrebbero mai preso non essendo io incline ad accettare ordini e imposizioni o regole dall’alto, specie se nell’esercizio di un mandato dato dal popolo.

Confesso però che aver sentito Orfini domenica mi ha ancora una volta convinto che il Pd non poteva che fare la fine che ha fatto. Dunque Orfini – per tirare l’acqua al mulino del Pd- si era addirittura preparato un foglietto da cui risultava che nel 50% dei casi Lega e M5S avevano votato insieme contro il Pd.

Ergo, Lega e grillini sono affini e non certo M5S e Pd. Anche Orfini – come Renzi quando pensava di infinocchiare gli italiani con la riforma in senso autoritario della Costituzione per assicurarsi, come ha fatto il leader cinese, la presidenza a vita – ritiene che chi vede la tv abbia l’anello al naso.

Ovvio, infatti, che se Lega e Movimento 5 Stelle sono all’opposizione votano ambedue contro le leggi della maggioranza anche solo per farsi notare e chiedere che siano fatte meglio, o contengano qualcosa di più, o anche solo per differenziare l’opposizione dalla maggioranza.

Tanto la legge passerà ugualmente con la fiducia e quindi almeno resta nella storia e negli atti parlamentari che due partiti dell’opposizione volevano una cosa diversa o solo migliore. Come faccia Orfini da questo elementare gioco della politica a dedurre che Lega e M5S siano affini più che M5S e Pd resta un vero mistero, e ci abbatte sentirlo da una persona intelligente come lui.

Faceva tenerezza Orfini, espressione di un Pd che ha frequentato più il furbetto Farinetti e il furbissimo Marchionne, andando a osannare anche la Philip Morris in nuova fabbrica bolognese di sigarette (elettroniche), che gli operai della Fiom, un Pd che non ci piace perché ha fatto eleggere una Lorenzin che poco ha fatto contro la lobby delle case farmaceutiche, e un Casini che nella mia memoria – ma forse anche in quella degli elettori di Pomigliano d’Arco – era più destro dei destri più maldestri e che ha avuto il solo merito di fare il funerale alla Commissione di inchiesta sulle banche e sulle malefatte dei parenti banchieri dei sottosegretari preferiti dal Matteo numero 1.

Ma faceva tenerezza anche la brava Lucia Annunziata che – da vecchia militante comunista – disperatamente cercava di portare Orfini a dire che era meglio se Pd e M5S si fossero alleati per tentare l’impossibile: non far sparire un partito divenuto ormai solo uno specchio della politica liberista e antioperaia che nemmeno Berlusconi era riuscito a incarnare, e che non piace a chi scrive ma nemmeno ormai alla maggioranza degli italiani.

Ora se questi risultati elettorali porteranno almeno a 10 leggi buone fatte da “chi ci sta” – siano essi Lega e M5S o M5S e Pd o Pd e destra non ci importa – noi saremo contenti, e andremo volentieri a nuove elezioni ricordando chi ha fatto quelle leggi per premiarli.

MAGISTRATI CORROTTI: RIDATECI BELLOMO!

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Leggo oggi di un nuovo scandalo che investe la magistratura italiana, con un ex presidente di sezione del Consiglio di Stato accusato dalla Procura di Roma di aver aggiustato sentenze in cambio di mazzette, e un ex pm di Siracusa fermato per associazione a delinquere, corruzione e falso. Un episodio che si aggiunge alla lunga lista di scandali che, negli ultimi anni, vedono coinvolta la giustizia italiana, minando profondamente il ruolo della magistratura e la fiducia che in essa ripongono i cittadini.

E leggendo tali ultime vergogne non posso non pensare ad un altro magistrato, quel Francesco Bellomo destituito di recente dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa perché imponeva minigonne e tacchi alle sue studentesse. Un fatto certamente grave e condannabile, ma dalle conseguenze tutto sommato nulle sulla giustizia italiana. Perché se un magistrato prende soldi per pilotare una sentenza danneggia tutti: i cittadini, la giustizia e la categoria cui appartiene. Se un magistrato ha una ossessione per le belle ragazze e impone contratti assurdi, danneggia solo se stesso e coloro che quelle condizioni indegne le accettano.

Tutto sommato, tra chi brama di nascosto i soldi e chi ama alla luce del sole il sesso, io preferisco i secondi, e mi domando se, considerati gli ultimi scandalosi fatti, non sia il caso di richiamare in servizio Bellomo…

 

 

PODCAST – IN DIRETTA A ISORADIO!

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A Isoradio ho parlato della campagna di sicurezza stradale #aprigliocchi, che abbiamo lanciato in questi giorni e che speriamo contribuirà a far diminuire gli incidenti stradali causati dall’uso del telefono cellulare. E non solo, ho parlato anche del caso multe in via di Portonaccio, che ha monopolizzato l’attenzione dei cittadini nel corso di questa torrida estate romana.

Stavolta non aggiungo altro. Di seguito il link al mio intervento:

A presto,

CR

IL MIO ARTICOLO RIFIUTATO

Ecco il mio articolo rifiutato da Huffingtonpost. In basso troverete le motivazioni del rifiuto:

POVERO RENZI CHE ORA CHIAMA “SOCIETA’ CIVILE” ANNIBALI, BURIONI E BERRUTO!!

Ho sperato fino all’ultimo che il PD si salvasse per costituire un bel polo democratico alternativo alla confusione pentastellata che potesse impedire a Berlusconi di ritornare al potere, non per odio verso la destra che anzi dove governa sta facendo molte cose buone, ma per avere almeno un faro chiaro sia pure in lontananza di alcune fondamentali riforme dello Stato, anche costituzionali, non offuscate dal totalitarismo che era annidato nella legge bocciata dal referendum costituzionale. Poi ho letto oggi che Renzi vuole aprire alla società civile ….bella idea! Ma sapete chi sarebbe ‘sta società civile? Non i sindacati dei lavoratori o i difensori dei diritti dei cittadini che da decenni i cittadini riconoscono come loro rappresentanti, portatori di interessi nati e cresciuti dal basso contro i palazzi del potere, ossia non quelli che si battono contro i vitalizi e i privilegi, gli abusi nei prezzi, nei ticket per il parcheggio, nelle truffe di Stato sulle banche, nelle azioni di classe contro i produttori disonesti o chi vuole riempire le città di slot machines installandole anche dentro le palestre delle scuole elementari, o ancora quelli che affrontano negli sportelli antistalking e nei Tribunali la violenza maschile…NO!! La società civile di Renzi saranno il c.t. della squadra di volley, ossia uno che sa insegnare a 15 ragazzotti come buttare con forza la palla dall’altra parte della rete facendo appassionare gli italiani notoriamente inclini al tifo sfegatato per la loro squadra; una povera donna vittima dello Stato stesso, prima ancora che della violenza dei maschi, e che porterebbe la propria disgrazia nei talk show elettorali in tv facendo vergognare gli italiani per la incuria proprio e anche di quel governo Renzi che, come i predecessori, ha ignorato il grido di allarme delle donne, e  udite udite!, un certo Burioni che chiama “cialtroni” i genitori che chiedono vaccini singoli e senza metalli pesanti e terrorizza chiunque sulla carenza di vaccini in Italia aiutando così chi dovrebbe informare i cittadini sulle decine di migliaia di reazioni avverse derivate dai vaccini (e non lo fa) a coprire i loro clamorosi conflitti di interesse. Va beh!! Poi dice che il PD di Renzi non ha mai vinto una elezione!! E ti credo ! Il PD di Renzi non ha capito che gli italiani non hanno più l’anello al naso e, a partire dalla sua riforma mostro bocciata con il NO, hanno imparato a riconoscere chi fa solo spettacolo in TV (sia pure per carità su sofferenze ingiuste o capacità sportive enormi) e chi ha davvero il diritto di definirsi “civile” . AMEN! L’epitaffio che scriveremo sulla tomba politica di Renzi sarà: DA WIKIPEDIA La società civile è un’aggregazione di cittadini riferita alla loro convivenza in uno Stato. L’aggettivo “civile”, contrapposto a barbaro, sottintende il raggiungimento di un alto grado di civiltà materiale o spirituale. Il termine “civile” deriva dal latino civilis, derivato di civis (cittadino).

“Caro Carlo apprezzo i cambi ma questo non e’ un blog. E un piccolo comizio. Non mi pare adatto. Per altro il modo come tratti la Annibali fa venire i brividi. Parlando da donna e non da direttore”.

Sms inviato da Lucia Annunziata

F-35, L’AEREO CHE SVUOTA LE CASSE PUBBLICHE

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Trump, prima ancora di insediarsi, era stato chiaro: il programma F-35 è “fuori controllo”, e per questo “miliardi di dollari sulle spese militari e altre forniture possono e saranno risparmiati”. Detto, fatto: il neo-presidente ha ottenuto dalla Lockheed Martin uno sconto del 7,3% sull’acquisto della prossima tranche di F-35, 90 velivoli per un risparmio di oltre 700 milioni di dollari.

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Ma che cos’è questo F-35, e cosa c’entra l’Italia?

L’AEREO PIÙ PAZZO DEL MONDO”

Partiamo dalle basi. L’F-35 è un aereo da combattimento di fabbricazione americana. Il programma JSF (Joint Strike Fighter) venne creato per sostituire molti velivoli “mantenendo i costi di sviluppo, produzione e operativi bassi”. Peccato che in molti denunciano le mancanze, i difetti e la vera e propria esplosione dei costi del programma. Già, i costi: che non sono proprio “bassi”, a quanto pare..

COSTI

La questione è proprio questa: quanto costa un F-35? Mistero. L’indeterminatezza di costi e tempistiche è una delle principali caratteristiche del programma, in barba alla trasparenza nei confronti del cittadino/contribuente.

Partiamo dai dati certi: l’Italia ha già speso per il programma JSF F-35 oltre 3,6 miliardi di euro, di cui almeno 1,3 miliardi per l’acquisto dei primi otto esemplari (al costo medio di 150 milioni l’uno) e per gli acconti relativi ad ulteriori sette velivoli. Alla fine, secondo diverse stime, il programma (che prevede l’acquisto di 90 aerei) dovrebbe costarci una somma intorno ai 14 miliardi. Soldi delle casse pubbliche, ovvio, sottratti ad altre (più urgenti) destinazioni.

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Costi enormi. Ma, dicono i critici, le spese verranno più che compensate dai nuovi posti di lavoro nel nostro Paese. Sicuri? La realtà è molto diversa. Tutti quelli che favoleggiavano “10.000, e più, lavoratori occupati” sono scomparsi dalla vista. Il ritorno occupazionale attuale “è di circa 1200 persone”. Per il futuro si vedrà (ma non pare roseo).

PROBLEMI SU PROBLEMI

Ok, l’aereo costa. Ma almeno funziona? No: l’F-35, a quanto pare, non costa solo tantissimo. E’ anche pieno di problemi: basta leggere le decine di rapporti che confermano anomalie e guasti tecnici. Come l’ultimo, firmato da Michael Gilmore – direttore uscente del dipartimento test del Pentagono – ancora più allarmante dei precedenti: i problemi tecnici degli F-35 aumentano invece che diminuire. Oggi se ne contano ben 276: sembra quasi che abbiano un legame direttamente proporzionale con l’esplosione dei costi. Più problemi ha l’aereo, più costa..

NO AGLI F-35. ANZI, SI

C’è stato un tempo in cui andava di moda attaccare l’F-35. Portava voti. 2012, Matteo Renzi, allora sindaco di Firenze: “Continuo a non capire perché buttar via così tanto sulle spese militari, a partire dalla dozzina di miliardi necessari a comprare i nuovi F-35. Anche basta, dai”.

Eppure, non mi risulta che nel corso del tempo il programma sia stato tagliato. Come mai? Nel frattempo Renzi ha fatto per un bel po’ il Presidente del Consiglio. Avrebbe potuto trovare il tempo, no?

E IL PARLAMENTO? NON CONTA

Di tagliare gli acquisti di questi costosissimi gingilli da guerra qualcuno parlò, in effetti. E non era una voce qualunque: la Camera dei Deputati votò nel 2014 una mozione di maggioranza che impegnava formalmente il governo a “dimezzare” il budget originario del programma F-35.

Boom. Una decisione del Parlamento sovrano chiara, inconfutabile: come faranno a ignorarla, ci si chiedeva? La risposta l’ha portata il tempo: l’hanno ignorata, semplicemente. La mozione non ha infatti sortito alcun effetto pratico. Il Governo (Renzi ieri, Gentiloni oggi, domani chissà) si è limitato ad una semplice dilazione delle acquisizioni senza abbassare il numero di velivoli da acquistare. Passata la marea, poi, dietrofront: Dall’analisi dei documenti di bilancio successivi la prova definitiva: il budget è addirittura cresciuto da 13 a 14 miliardi complessivi.

MA A COSA SERVE L’F-35?

Facciamo rispondere la stessa Ministra Pinotti, in diretta a “Le invasioni barbariche” (marzo 2014):

Di fatto… I cacciabombardieri servono perché… A parte che se tu hai delle truppe, dove c’è necessità di avere una difesa aerea, però potrebbe succedere che qualcuno decide di sparare un missile magari e potrebbe decidere. Ormai ci sono dei missili che possono arrivare a distanze estreme… Potrebbero decidere di volere, con quello, distruggere o… Ehm… Ovviamente creare. Oggi purtroppo le armi sono micidiali”.

PROPOSTE ALTERNATIVE

Cosa potremmo comprare, al posto degli F-35? Gli autori della campagna “Taglia le ali alle armi” hanno studiato il caso. Secondo loro, risparmiando sul costo di 1 cacciabombardiere (129 milioni di euro), ci guadagneremmo:

  • 387 asili nido con 11.610 famiglie beneficiarie e circa 3.500 nuovi posti di lavoro

  • 21 treni per i pendolari con 12.600 posti a sedere

  • 32.250 borse di studio per gli studenti universitari

  • 258 scuole italiane messe in sicurezza (rispetto norme antincendio, antisismiche, idoneità statica)

  • 18.428 ragazzi e ragazze in servizio civile

  • 17.200 lavoratori precari coperti da indennità di disoccupazione

  • 14.742 famiglie con disabili e anziani non autosufficienti aiutate con servizi di assistenza

Che ne dite, ne varrebbe la pena?

CR

 

UN ESORCISTA PER BEPPE GRILLO!

sfera

Serve un esorcista: Beppe Grillo sembra posseduto da Matteo Salvini.

Per una volta scherziamo un po’, ma la battuta non è troppo lontana dalla realtà. Le posizioni del M5S in tema di migranti e rom sono sempre più vicine a quelle della Lega, per non dire identiche.

Un avvicinamento inquietante, ma che a me sembra soprattutto strumentale. In ogni caso, però, sostanzialmente inutile per la Città Eterna: la questione dei campi nomadi a Roma è in realtà molto più complicata di come la pone il leader grillino, e non sarà certo con le misure “spot” annunciate da Grillo che il M5S potrà recuperare il consenso e i voti persi alle ultime elezioni amministrative. Serve altro, come un buon esempio di governo locale.

E’ vero che alcune cose, come dice Grillo “dovevano essere fatte 20 anni fa”. Ma è anche vero che rom o no, migranti o no, i problemi di Roma sono altri (e lo sanno anche le pietre). Farebbe bene il leader del Movimento a concentrarsi sui gravi problemi della Capitale – che la sindaca Raggi o non vede, o non sa risolvere: a partire dai rifiuti che ricoprono i marciapiedi e dalle buche stradali. Problemi eterni, che accompagnano i romani dalla culla alla tomba. E che ci aspettiamo, prima o poi, vengano risolti.

CR

SI PUO’ ESSERE BRAVI E GENEROSI MA ANCHE DELINQUENTI?

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Una curiosa storia vi voglio raccontare: quando mio figlio faceva calcio giovanile lo portavo al coni e lì incontravo il padre di un suo amico che portava a sua volta il figlio…e così facemmo amicizia. Lui un bravissimo medico legale e del lavoro della ASL romana attentissimo ai problemi della salute collettiva e delle sofferenze umane le più terribili. Da allora siamo sempre rimasti in contatto. E lui ha sempre offerto la sua competenza anche al CODACONS – e gratuitamente sempre- per aiutare le vittime di mala sanità, anche con veri e propri saggi scientifici quando gli capitava una persona colpita da protesi fasulle o malattie provocate da errori sanitari, e lo faceva senza guardare in faccia a nessuno. Ultimamente – come facevo spesso- gli avevo portato il caso di un bambino ammalato di una gravissima malattia rara che chiedeva di potere recarsi in USA dove si praticano cure di eccellenza che non si trovano in nessuna parte del mondo. A questo bambino la ASL aveva rifiutato di coprire le spese ingentissime di queste cure perché “forse il piccolo infelice si poteva curare anche in Italia” . Una insipienza assurda , ignoranza anche dei protocolli che in Italia non contemplavano affatto quei farmaci sperimentali usati in America. Lui come sempre , molto colpito e commosso, si è subito mobilitato e ha cercato di spiegare alla commissione competente le ragioni di una famiglia distrutta dalla sofferenza. Ma non è riuscito, e affranto dopo averci disperatamente provato ha mollato. Una persona ligia alle regole: quando tanti anni fa dopo un duplice intervento alla colonna invalidante gli chiesi il permesso di sosta per disabili mi mandò davanti a una commissione collegiale – nonostante la nostra amicizia- che valutò tutti i documenti della pratica con minuziosa attenzione e rigore. E anche di recente quando gli ho mandato un  giovane che per un momento di disequilibrio mentale doveva recuperare la patente di guida toltagli per la sua patologia, poi curata e guarita, con il solito rigore lo ha mandato a fare i test obbligatori  e tutte le visite mediche necessarie, mostrando anche a lui, saggiamente, che per la sicurezza del giovane stesso –  di ben maggior valore di una patente di guida- valeva solo e sempre il rigore e la correttezza insita nel rispetto delle regole.  Ora leggo sul giornale che  questa persona, generosa e altruista, sarebbe accusata di atti di corruzione nell’ambito delle sue funzioni pubbliche svolte presso la ASL . Ovviamente sono costernato e non ci credo, ma aspetto il sereno giudizio dei Magistrati. Intanto mi è sorto un interrogativo: ma è possibile che chi è così “per bene” nei rapporti con gli altri poi di nascosto violi la legge come niente fosse? Non ho trovato una risposta.     

VIVA LA COGNATA, ABBASSO IL DEGRADO IDROGEOLOGICO

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Se non fosse stato per mia cognata, cui è crollata in testa mezza montagna ad Albori in Costiera amalfitana, mai mi sarei accorto dello stato di distruzione idrogeologica di questo gioiello della natura e patrimonio dell’umanità.

Ho vissuto infatti 30 anni a Salerno ai tempi in cui scorrazzavamo in Vespa su quella identica strettissima stradina della costiera diretti a fare il bagno a Praiano o Erchie o alla discoteca dell’Africana, e mai ci era caduto un masso in testa. Almeno fino alla alluvione degli anni ’50, dopo la quale però sembrava tutto tornato nella norma.

Caduto questo masso enorme sulla casa di mia cognata ho cominciato a osservare da vicino il livello di distruzione dell’area che minaccia di venire giù come il burro facendo centinaia di vittime al primo terremoto o alla prima pioggia più lunga del solito. Ecco come sta messa oggi questa splendida costiera: in tale area il rischio frane varia dal 77% all’88%; secondo l’Ordine dei geologi si passa da un indice di pericolosità frane pari all’88% nel comune di Amalfi al 77% di Minori ed ancora dall’88% di Maiori all’82% di Atrani. A Ravello ed a Tramonti il rischio di pericolosità frane è dell’84%.

In questa situazione giorni fa ho deciso come Codacons, associazione ambientalista nazionale che da tempo si batte in tutto il paese contro il dissesto idrogeologico – arrivando addirittura in passato a presentare una class action per obbligare l’amministrazione a mettere in sicurezza le zone a rischio – di andare a fare visita al sindaco di Vietri sul Mare, porta della Costiera e competente per l’area almeno iniziale della costa.

Lui dopo aver convenuto con l’associazione sulla disastrata situazione, ha solo detto che nulla potrà modificarla, a causa della mancanza di fondi. Un sindaco bravo, attivo, furbo e intelligente – che il Codacons aveva denunciato anni prima per gli scarichi a mare, denuncia poi finita bene per lui ma non per il mare – davvero disponibile a fare tutto il possibile per modificare una situazione disastrosa esistente e peggio ancora incombente su uno dei gioielli più preziosi del Paese.

Ora Codacons e sindaco di Vietri, insieme, attiveremo tutti gli strumenti legali per costringere lo Stato a intervenire anche se dovesse rinunciare all’acquisto di un solo caccia F35, e la Regione a dedicare risorse – che ha in abbondanza – a questo angolo di paradiso.

Quel che non è accettabile è sentire dire da un volenteroso amministratore locale “non ci possiamo fare niente… mancano le risorse”. Ma voglio fare un appello a tutti i sindaci della Costiera amalfitana, e anche agli imprenditori turistici che lavorano i preziosi prodotti del territorio, ceramisti, pasticceri, barcaioli e semplici cittadini: uniamoci tutti e lottiamo insieme, il nostro paese e la vostra terra non meritano di finire distrutti in questo modo. E a lei dico: grazie cognata!

GIOCATTOLI PERICOLOSI

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Il rischio di acquistare giocattoli pericolosi è sempre presente. Di qualsiasi festività si tratti, infatti, il rischio è davvero dietro l’angolo: e non è un modo di dire. C’è un potenziale campo minato su cui camminano i bambini: è rappresentano dal flusso (enorme: qualcuno ha calcolato che il fatturato di questo mercato sia pari a quello del traffico di droga!) di prodotti non conformi alle norme europee e non in regola in termini di sicurezza, privi di indicazione di provenienza e a volte tossici che (spesso) arrivano dalla Cina. Per proteggere la salute e la sicurezza dei più piccoli, ecco un decalogo utile quando si comprano giocattoli:

  1. Acquistate solo regali con i marchi di sicurezza IMQ e CE. Sia per prodotti elettrici (IMQ) che per gli altri regali è importante avere la massima garanzia della loro affidabilità. C’ è anche il marchio ‘Giocattoli Sicuri’ dell’Istituto Italiano Sicurezza Giocattoli. Ovviamente i marchi possono essere facilmente contraffatti. Per questo occorre prestare attenzione anche ai punti successivi.
  2. Non prendete doni troppo piccoli che possono essere ingoiati dai bambini. Attenti in particolare alle sorpresine contenute nei sacchetti di patatine o pop-corn, solitamente sono molto piccoli e facilmente ingeribili.
  3. Non comprate pupazzi con pezzi (braccia, gambe, testa) che possono essere facilmente staccati.
  4. I giocattoli non devono avere parti appuntite o taglienti. Tutto deve essere arrotondato.
  5. I materiali devono essere molto resistenti, altrimenti, sottoposti alle ‘torture’ dei bambini, possono improvvisamente rompersi e diventare pericolosi.
  6. I materiali non devono essere tossici o facilmente infiammabili. E’ uno dei punti meno facili da valutare per una persona inesperta. Attenti ad esempio alle bambole in plastica, spesso sono in PVC, una sostanza derivata dal cloro, con l’ aggiunta di ammorbidenti che rendono il giocattolo morbido e duttile. Si teme che queste sostanze siano cancerogene ed il rischio aumenterebbe se il prodotto fosse ingerito. Privilegiate materiali naturali come le bambole in stoffa. In caso di peluche scegliete fibre naturali, come mohair, cotone, che siano lavabili. Lavatelo anche se nuovo, prima che il bambino ci possa giocare ed asciugatelo all’aria aperta per evitare che si formino muffe.
  7. Controllate l’ indicazione dell’età per la quale il gioco è consigliato e rispettatela (molti genitori considerando il figlio più intelligente degli altri o credendo di velocizzarne lo sviluppo intellettivo giocano d’ anticipo, non considerando che l’ età è indicata anche per una questione di sicurezza).
  8. Controllate che la confezione sia integra.
  9. Acquistate i doni solo in negozi di fiducia, mai da venditori ambulanti e non autorizzati. Acquistate solo giochi di ditte specializzate e note nella vendita di giocattoli per bambini. Non mettete in pericolo la sicurezza dei vostri bambini per risparmiare qualche soldo, piuttosto fate un regalo in meno.
  10. Non assecondate sempre le richieste dei vostri figli, indotte spesso dalle pubblicità pressanti. Pensate innanzitutto al fatto che l’ acquisto deve essere adatto e sicuro per vostro figlio.