Category Archives: Scuola

Un’epidemia silenziosa

Cari amici,

ha soltanto 12 anni la ragazzina che ieri, a Pordenone, si è gettata dal balcone di casa per farla finita. Non ne poteva più delle angherie e dei continui episodi di bullismo da parte dei suoi compagni di scuola a cui ha lanciato un messaggio forte e chiaro: “Adesso sarete contenti”. Fortunatamente la caduta è stata attutita dalla tapparella aperta di una finestra del primo piano e la bambina, pur in condizioni gravi, non è in pericolo di vita. Ma – da quando ho appreso la notizia – la domanda che continuo a pormi è: si può arrivare a tanto?

Quello di Pordenone è solo l’ultimo di una lunga serie di casi, buoni per riempire le pagine della cronaca nazionale, per suscitare condanne a destra e a manca, ma non per accelerare i tempi dell’approvazione di quel disegno di legge sul cyberbullismo, fermo alla Camera da maggio 2015.

Ricordo, a chi non avesse ben chiara la situazione, alcuni episodi: a settembre, nella provincia di Vercelli, un ragazzo di 26 anni si è impiccato, dopo essere stato chiuso in un bidone, costretto a indossare un sacco dell’immondizia, denigrato e insultato a lavoro e in strada. E, cosa ancor più grave, le immagini di quei terribili momenti sono finite sui social network. Lo stesso è accaduto ad una 14enne della provincia di Novara: si è uccisa, buttandosi dal balcone di casa, perchè sul web circolava un video che la ritraeva ubriaca ad una festa. Quel video – diventato virale – aveva raccolto svariati commenti con offese, insulti e minacce anche da persone che non la conoscevano. Prima di morire, Carolina aveva lasciato poche righe: “Le parole fanno più male delle botte. Ma a voi non fanno male? Siete così insensibili?”.

Se questi esempi non dovessero bastare a restituire la tragicità del fenomeno, l’Istat, nel report “Il bullismo in Italia: comportamenti offensivi e violenti tra i giovanissimi”, dipinge un quadro ancor più allarmante.

Secondo l’Istituto, infatti, almeno un ragazzino su due è stato vittima di bullismo o di cyberbullismo, in particolar modo le ragazze. Tra le 11-17enni si registra, infatti, una quota più elevata di vittime: il 7,1% delle ragazze che hanno accesso ad Internet o usano il telefono cellulare sono state oggetto di vessazioni continue, contro il 4,6% dei ragazzi.

A rischiare di più sono i ragazzi più giovani rispetto agli adolescenti, e il caso di Pordenone ce lo conferma. Circa il 7% degli 11-13enni dichiara di essere stato vittima una o più volte al mese di prepotenze tramite cellulare o Internet nell’ultimo anno, mentre la quota scende al 5,2% se la vittima ha un’età compresa tra i 14 e i 17 anni.

Per quanto riguarda le offese, l’Istat ci dice che le più comuni sono brutti soprannomi, parolacce o insulti (12,1%), derisione per l’aspetto fisico e/o il modo di parlare (6,3%), diffamazione (5,1%), esclusione per le proprie opinioni (4,7%).

Ma la violenza fatta dal bullo non è solo psicolgica, anzi. Aggressioni con spintoni, botte, calci e pugni sono denunciate dal 3,8% dei ragazzi. Il 16,9% degli 11-17enni è rimasto vittima di atti di bullismo diretto, caratterizzato da una relazione vis a vis tra la vittima e bullo e il 10,8% di azioni indirette, prive di contatto fisico.

Insomma, se non fosse ancora abbastanza chiaro, la situazione è davvero drammatica. Il fenomeno è in aumento e cresce in maniera direttamente proporzionale all’inefficienza del nostro governo. In Italia, infatti, non esiste un reato di cyberbullismo o di bullismo in generale. Esiste però, come vi ho già anticipato, un disegno di legge – approvato, tra l’altro, in Senato con voto unanime – che è però fermo alla Camera da quasi un anno. Quel disegno di legge non prevede sanzioni – punto su cui si potrebbe discutere – ma contribuisce a chiarire una materia ancora troppo nebulosa, rivalutando il valore e l’importanza dell’educazione e della sensibilizzazione nelle scuole.

Abbiamo ancora tanta strada da fare da questo punto di vista, ma perchè bloccare l’unico passo in avanti fatto fino ad ora?

Un saluto,

Carlo

Mamma e papà non pagano? Niente pranzo!

Cari amici,

oggi volevo parlarvi di una notizia che ha davvero dell’assurdo. Sfogliando le pagine virtuali del Corriere.it, un titolo mi è balzato agli occhi: “A scuola chi non paga non mangia”. Vi riassumo brevemente la vicenda: sembra che a Corsico, piccolo comune dell’hinterland milanese, il sindaco Filippo Errante abbia stabilito che se i genitori non pagheranno le rette i bambini resteranno senza pranzo. Il provvedimento sembra sia entrato in vigore ieri e, da quel che si legge nell’articolo, che le mamme, avvisate dalla segreteria, e le maestre abbiano studiato un “piano B” per non lasciare i piccoli senza un piatto caldo. Assurdo, direte voi, ma c’è di più.

Il 6 gennaio, sempre stando a quello che ho potuto leggere, sembra che il Comune abbia inviato una lettera ai presidi e per trasmettere gli elenchi, per scuola e classe, dei piccoli che devono essere esclusi. Stesso avviso anche al centro che prepara i pasti per le scuole. Immediate sono state, ovviamente, le giustificazioni dello stesso sindaco che, da poco eletto, ha dovuto fare i conti con 500 famiglie morose e con più di un milione e duecento mila euro da incassare che per un comune come quello di Corsico – con poco più di 35.000 anime – non sono certo pochi!

Per questo, Errante, anche sulla scia dei suoi predecessori, ha deciso di adottare la linea dura, il pugno di ferro. Insomma, mamma e papà non pagano? Beh, caro bambino mentre tutti gli altri tuoi compagni saranno seduti a mensa a mangiare, come ogni giorno, tu resterai senza pranzo.

“Tutelo chi paga regolarmente”, ha dichiarato il sindaco, “Chi è in difficoltà può rivolgersi ai servizi sociali ma il problema sono i furbetti che possono pagare e se ne fregano”.

Devo essere sincero, non stento a credere che tra quelle 500 famiglie in difficoltà ci sia chi se ne approfitta per non pagare. Ma credo anche che tutti quei genitori non appartenagno alla categoria dei “furbetti”. E questa mia convinzione è confermata dalla reazione di presidi e insegnanti che non la pensano come Errante, anzi: di fronte alle liste dei bambini “fuori legge” arrivati nelle scuole hanno reagito facendo finta di niente. Del resto, le colpe – se vogliamo definirle tali – dei genitori non possono ricadere sui figli.

Ieri si può dire che l’emergenza sia rientrata: i bambini sono riusciti a mangiare, non solo grazie al sostegno e al buon senso delle maestre ma anche perchè la società che fornisce le cibarie consegna sempre un 10% di prodotti in più.

Ma domani, cosa succederà?

A presto,

Carlo

Caro-libri? “Libri gratis”!

Cari Amici,

il grande momento è arrivato: domani la macchina della scuola si rimetterà in moto in mezza Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli, Liguria, Lombardia, Sicilia, Piemonte, Marche, Umbria, Sardegna e Valle d’Aosta assisteranno al (mesto?) ritorno in aula degli studenti.

Anche quest’anno, però, la campanella scatenerà una famelica corsa all’acquisto, e quindi un’affannata rincorsa al risparmio. Mentre i ragazzi torneranno a far di conto per ragioni di pagella, i loro genitori li emuleranno per motivi di portafogli: una stima orientativa, infatti, prevede un “investimento” di 1.100 euro a studente.

Un vero e proprio salasso. In base ai dati del Codacons, infatti, per il corredo scolastico una famiglia media dovrà mettere in conto una spesa annua attorno ai 500 euro. In aggiunta occorre considerare il costo per i libri di testo, estremamente variabile a seconda del livello di istruzione (elementari, medie, superiori, licei, istituti tecnici, ecc.) e delle scelte dei singoli istituti: spesa che va dai 280 euro fino a raggiungere quota 600 euro, considerato anche l’acquisto dei dizionari.

Ecco, insomma, raggiunto il totale di 1.100 euro: una cifra esorbitante che per molte famiglie, se va bene, corrisponde praticamente a una mensilità.

E allora, come fare? Noi qualche consiglio per risparmiare l’abbiamo diffuso; però, stavolta, ci sembrava poco. Ecco perché è nato il progetto “Libri gratis”: sulla pagina www.codacons.net/librigratis abbiamo infatti creato un portale dedicato a questo problema, in modo da favorire e incoraggiare i contatti tra i cittadini che vogliano scambiare o regalare libri di testo usati. Chiunque, dunque, possieda un testo scolastico e sia intenzionato a partecipare, può accedere gratuitamente a questo servizio, iscrivendosi e pubblicando inserzioni nell’apposito forum, specificando il testo che si intende cedere (titolo, autore, edizione, ecc.) eventuali libri ricercati per scambio, e lasciando i propri riferimenti. In tal modo sarà possibile creare una rete dove i cittadini autonomamente potranno contattarsi e scambiare libri di testo, risparmiando notevolmente in vista del nuovo anno scolastico.

La condivisione, e il dono, come soluzione: d’altra parte, è qui che va il mondo. È una strada che ci piace, anche perché – abituati come siamo a ricorsi e azioni collettive – pensare in termini di gruppo ci riesce immediato. Senza contare che, se invocassimo provvedimenti legislativi o interventi ministeriali, ci condanneremmo ad aspettare cent’anni. E allora, perché non aiutarci tra noi?

A presto,

Carlo

“Cara” scuola

Cari Amici,

l’inizio dell’anno scolastico si avvicina e con esso anche la stangata per le famiglie che devono comprare libri, zaini, quaderni e corredo scolastico per i propri figli. Una stangata, così la definisco, perché di questo si tratta: pensate, per il 2015/2016 serviranno quasi 500 euro per il corredo (penne, diari, quaderni, zaini), a cui vanno aggiunti i costi dei libri di testo. Il totale è una cifra spropositata: 1100 euro all’anno per ogni studente. Non parliamo poi delle ripetizioni scolastiche: in media servono 625 euro a materia. Un vero e proprio salasso per quei nuclei composti da più figli che, è facile immaginare, vedranno moltiplicata la spesa. La situazione è insostenibile e di anno in anno non fa altro che peggiorare: rispetto al 2014/2015 l’esborso è aumentato dell’1,7%. La tendenza non accenna a cambiare verso e questo dimostra come la scuola pubblica si stia avvicinando sempre più a quella privata, almeno nei costi. Renzi se lo metta in testa: questa scuola sanguisuga non è proprio la “buona scuola” di cui parla. E, soprattutto, non è quella che vogliono i cittadini. Ma tali costi non sono tasse, da pagare necessariamente. Ci sono modi per risparmiare. Il Codacons ha stilato una lista di consigli per abbattere la spesa fino al 40%.

Seguiteli e, a fine anno, vi troverete qualche euro in più nel portagli:

1) Non andate appresso alle mode. Le televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola. Allontanateli dalla Tv: non fatevi condizionare dal mercato. Ci sono prodotti di identica qualità a prezzi più bassi.

2) Comprate nei supermercati. In questo periodo, le catene di supermercati fanno sconti sulla cartoleria fino al 30%: cogliete le occasioni al volo.

3) Rinviate gli acquisti. Ovvero: non comprate tutto e subito. Le scorte di quaderni e penne si possono fare anche in un altro momento, magari quando c’è un’offerta.

4) Aspettate le indicazioni dei professori su quanto serve a vostro figlio. In poche parole: evitate acquisti superflui.

5) Le offerte sono importanti. Confrontate i prezzi, vedete quali sono i prodotti più convenienti e poi comprate. Ci vuole un po’ di tempo e pazienza ma solo così potete risparmiare qualcosa.

Vedrete, queste “pillole” di buon senso potranno esservi d’aiuto, in vista dell’inizio della (“cara”) scuola..

A presto,

Carlo

 

Scuola: al via test Tfa, Codacons vigila su irregolarità

Già presentato esposto per anomalie emerse a Milano

(ANSA) – ROMA, 17 LUG – Il Codacons vigilerà sullo svolgimento dei test preliminari per l’accesso al secondo ciclo del Tfa (Tirocinio formativo attivo) indispensabile per l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria. L’associazione di consumatori – che ha già presentato oggi un primo esposto alla Procura della Repubblica di Milano in merito ad alcune irregolarità emerse nel corso dei test presso il Gentileschi di Milano, chiedendo ai magistrati di aprire una indagine – invita oggi tutti i candidati a segnalare all’associazione eventuali infrazioni, comportamenti scorretti o violazioni delle procedure che dovessero verificarsi durante i test. “E’ importante che i candidati vigilino sul corretto svolgimento delle prove, e segnalino con tempestività tutte le irregolarità riscontrate. Il Codacons provvederà poi – spiega l’associazione – poi a denunciare in Procura tutti i casi sospetti, affinché la scelta degli insegnanti sia eseguita nel massimo rispetto delle norme”. (ANSA).

SCUOLA: PROVE SCRITTE DEL CONCORSONE RINVIATO. ORA CHI RIMBORSERA’ I CANDIDATI PER LE SPESE SOSTENUTE?

IL CODACONS LANCIA AZIONE CONTRO IL MIUR PER FAR OTTENERE AI PARTECIPANTI IL RIMBORSO DEI SOLDI SPESI (VIAGGIO, ALLOGGIO, ECC.)

Il rinvio delle prove scritte del concorsone della scuola, previste per l’11 e il 12 febbraio scorsi, rimandate a causa del maltempo (che però non ha provocato alcun disagio) ha prodotto un danno non indifferente a migliaia di candidati i quali, per affrontare le prove lontano da casa, hanno sostenuto spese per i trasporti (treno, aereo, ecc.) e per l’alloggio (stanze d’albergo prenotate, ecc.).

Molti sono i docenti che hanno scritto al Codacons per ottenere giustizia e, soprattutto, il rimborso dei soldi spesi, in considerazione del fatto che le condizioni meteorologiche non hanno prodotto alcun blocco della circolazione o disagi lungo le strade.

Proprio oggi abbiamo presentato una diffida al Miur, affinché apra un tavolo di conciliazione volto a valutare i singoli casi e studiare le modalità di indennizzo in favore dei candidati. (clicca qui per leggere il testo della diffida!).

Ovviamente, se il Ministero non dovesse accettare la nostra richiesta, partirà una azione collettiva dinanzi al Tar, finalizzata a far ottenere ai candidati il rimborso delle spese sostenute. Già da oggi potete fornire la preadesione all’iniziativa legale del Codacons –  preadesione che non è assolutamente vincolante ma servirà a noi per contattarvi e fornirvi in seguito le istruzioni su come partecipare all’azione – lasciando un commento a questo post.

In ogni caso, in bocca al lupo a tutti!

 

 

CONCORSONE: NOVITA’!

IL CODACONS DIFFIDA IL MIUR A FAR PARTECIPARE I NON ABILITATI CHE HANNO PROPROSTO RICOESO ALLE PROVE SCRITTE DEL CONCOSRSONE!

ECCO I TESTI CHE ABBIAMO INOLTRATO!

Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca in persona dle Ministro p.t.

Presso la sede

Tutti gli Usr

ATTO DI SIGNIFICAZIONE

E DIFFIDA

                                                                 

Per i signori________________________ ricorrenti nel ricorso innanzi al Tar del Lazio r.g. n.10004/2012

E per i Si.ri______________________ricorrenti nel ricorso straordinario innanzi al presidente della Repubblica,

Tutti rappresentati e difesi dall’Avv. prof. Carlo Rienzi, come da deleghe di cui ai ricorsi detti, che rappresentano quanto segue

 

  1. Di aver partecipato e superato le prove pre-selettive di cui al concorso Decreto del direttore generale per il personale scolastico n. 82 del 24 settembre 2012 – indizione dei concorsi a posti e cattedre, per titoli ed esami, finalizzati al reclutamento del personale docente nelle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di I e II grado, in virtù di Ordinanza cautelare 167/2013 ed in virtù dell’art. 2, comma 8, che vuole: “I candidati sono ammessi al concorso con riserva di accertamento del possesso dei requisiti di ammissione dichiarati nella domanda, adempimento che l’Ufficio scolastico regionale competente espleterà solo dopo lo svolgimento della prova di preselezione di cui all’articolo 5, limitatamente ai candidati che l’hanno superata. In caso di carenza dei requisiti di  ammissione, l’Ufficio scolastico regionale dispone l’esclusione immediata dei candidati, in qualsiasi momento della procedura concorsuale.”.
  2. DI NON AVER RICEVUTO ALCUNA COMUNICAZIONE  NE’ DI ESCLUSIONE NE’ RELATIVAMENTE ALLA SEDE DI ESPLETAMENTO DELLA PROVA SCRITTA DI CUI AGLI’ARTT. 7 e 9 del bando, MENTRE L’ART. 11 IMPONE DI comunicare: “L’elenco delle sedi d’esame, con la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico, è comunicato dagli Uffici scolastici regionali competenti almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato nei rispettivi albi e siti internet, nonché sulla rete intranet e sul sito internet del Ministero ..”.
  3. I concorsi della Pubblica Amministrazione sono regolati, per quanto attiene alle modalità di svolgimento e di indizione, dall’art. 35 del dlgs 165/2001, dal dpr n. 686/57, nonché dal dpr n. 487/94, oltre che dai principi regolatori costituzionali cui deve sempre essere improntata l’attività della P.A.. In particolare l’art. 35 del dlg 165/2001 dispone con il comma 3 che “3. Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano ai seguenti principi: a) adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ricorrendo, ove è opportuno, all’ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione (1); b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinalie professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire; c) rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori; d) decentramento delle procedure di reclutamento; L’ art. 3 dpr  n.487/1994 impone che “Il bando di concorso deve contenere il termine e le modalità di presentazione delle domande nonché l’avviso per la determinazione del diario e la sede delle prove scritte ed orali ed eventualmente pratiche” Ed ancora L’art. 6 sempre del d.p.r. n.487/1994 così statuisce: “Il diario delle prove scritte deve essere comunicato ai singoli candidati almeno quindici giorni prima dell’inizio delle prove medesime. Tale comunicazione può essere sostituita dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4a serie speciale – concorsi ed esami” . (vedi sul punto TAR Sicilia –Palermo-, sent. n. 511/2008 TAR Toscana –Firenze- con sent. n. 1276/2006)
  4. Il  superamento degli esami comporta il crearsi di legittimo affidamento che l’ordinamento giuridico riconosce al superamento delle prove d’esame e legittime aspettative e di interessi legittimi tutelati e riconosciuti dall’ordinamento giuridico e dalla giurisprudenza ALLA PROSECUZIONE DELLE PROCEDURE CONCORSUALI, interesse legittimo e superiore meritevole di tutela, in quanto si è riusciti a realizzare la fase successiva della procedura concorsuale. (Cons. Stato, Sez. VI, 20 dicembre 1999, n. 2098; Parti in causa Liceo linguistico Nuova Europa Reggio Calabria c. Polimeni; Riviste: Foro Amm., 1999, 2590; Cons. Stato, 1999, I, 2181;Cons. Stato, Sez. VI, 20 marzo 1996, n. 474; Parti in causa: Min. p.i. e altro c. Boncompagni; Riviste: Cons. Stato, 1996, I, 482;T.A.R. Lombardia, sez. III Milano, 17 novembre 1994, n. 769 Parti in causa: Buonfiglio c. Provved. studi Milano; Riviste: Riv. Giur. Scuola, 1996, 501; Corte costituzionale n. 108/2009, depositata il 9/4/2009)

Tutto ciò premesso,

SI FA ISTANZA E DIFFIDA

Affinché gli istanti, alla luce della Ordinanza del Tar del Lazio N. 167/2013 emessa in materia e dell’art. 2, comma 8, Decreto del direttore generale per il personale scolastico n. 82 del 24 settembre 2012, di efficacia erga omnes:

–         Siano ammessi alle prove scritte di cui agli artt. 7 e 9 dello stesso bando.

–         Ricevano con immediatezza le comunicazioni dovute per legge circa “la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico, è comunicato dagli Uffici scolastici regionali competenti almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove” così come impone anche lo stesso bando ALL’ART.11.

–         Siano date le istruzioni e disposizioni e siano emessi i provvedimenti necessari ai Direttori Regionali e Presidenti di Commissione d’esame al fine della esecuzione dell’ordine del Tar del Lazio e della tutela degli interessi legittimi coinvolti.

SI AVVERTE CHE

 Nel caso di illegittimo diniego l’istante sarà costretto ad adire le opportune sedi legali per far valere i propri diritti e cautelarmene rivalersi sull’Amministrazione Scolastica per far valere il giusto risarcimento del danno e la responsabilità diretta del dipendente pubblico ex art. 28 cost. con i propri beni patrimoniali e averi personali, infatti il mancato soddisfacimento degli interessi qui rappresentati sarebbe illegittimo, immotivato e contrario alla regola del bando emesso, nonché fonte di grave e irreparabile danno a carico di tutti gli interessati, oltre che di spreco di denaro pubblico, considerato che in presenza di un ordine così chiaro e perentorio, si profila il reato ex art 328 e 650 cp.

__________ lì______________                          Avv. Prof. Carlo Rienzi

ECC.MO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO

REGIONALE PER IL LAZIO – ROMA

RICORSO R.G. N. 10004/12

 ESECUZIONE ex artt.59 e 112 e seguenti C.p.a.

Con contestuale istanza di provvedimenti immediati ed urgenti

PER

____________, tutti rappresentati e difesi dall’Avv. Prof. Carlo Rienzi(c.f. RNZCRL46R08H703I)  ed elettivamente domiciliati presso il suo studio in Roma, viale delle Milizie, 9 come da procure in calce al ricorso introduttivo, il quale difensore dichiara di voler ricevere avvisi e comunicazioni di sentenze ed ordinanze al numero di fax: 06-37353067 o al seguente indirizzo di posta elettronica certificata: carlorienzi@ordineavvocatiroma.org.

 

 

Ricorrente

CONTRO

–         MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA, in persona del Ministro p.t., rappresentato e difeso ex lege dall’avvocatura Generale dello Stato e domiciliato presso i suoi uffici in via dei Portoghesi n.12, 00186 Roma;

–         Provincia autonoma di Bolzano,

 

resistente

 

***

Per l’ esecuzione dell’ordinanza cautelare del T.A.R. Lazio, n. 167/2013 emessa su ricorso di cui in epigrafe nonchè per l’emissione di provvedimenti immediati ed urgenti.

 

FATTO e DIRITTO

  1. 1.     I ricorrenti hanno agito per ottenere l’annullamento del Decreto n. 82/2012 – pubblicato in Gazzetta Ufficiale, IV serie speciale, nonchè del n. 75 del 25-9-2012 e del D.M. n.460/1998 DDMM 64/11, 56/09, 53/07, 64/04, 201/2000, 131/2007, nella parte in cui dovessero essere interpretati nel senso di escludere i ricorrenti dal concorso, per il reclutamento del personale docente della, per la mancanza dei requisiti. Col ricorso sono stati impugnati anche il D.M. n.460/1998 e altri decreti ministeriali, che hanno evidentemente fondato le scelte amministrative relative ai requisiti di partecipazione al concorso. I motivi di ricorso hanno fatto riferimento alla evidente disparità di trattamento conseguente al fatto che l’accesso al concorso è caratterizzato da uno sbarramento temporale che, senza alcuna legittima motivazione, esclude sostanzialmente una enorme fetta di laureati, senza considerare che a costoro è stato impedito di abilitarsi sia per mancanza di percorsi abilitanti negli ultimi 4 anni, sia per mancanza di concorsi pubblici per 13 anni.
  2. 2.     I ricorrenti hanno partecipato alle prove concorsuali pre-selettive in virtù della Ordinanza n.167/2013 di questo ecc.mo Collegio e della norma del bando di cui all’art.2, comma 8 del bando di concorso: “I candidati sono ammessi al concorso con riserva di accertamento del possesso dei requisiti di ammissione dichiarati nella domanda, adempimento che l’Ufficio scolastico regionale competente espleterà solo dopo lo svolgimento della prova di preselezione di cui all’articolo 5, limitatamente ai candidati che l’hanno superata. In caso di carenza dei requisiti di ammissione, l’Ufficio scolastico regionale dispone l’esclusione immediata dei candidati, in qualsiasi momento della procedura concorsuale.”
  3. Gli stessi oggi riferiscono anche di aver superato le prove preselettive. Gli stessi riferiscono altresì DI NON AVER RICEVUTO ALCUNA COMUNICAZIONE RELATIVAMENTE ALLA SEDE DI ESPLETAMENTO DELLA PROVA SCRITTA DI CUI AGLI’ARTT.7 e 9 del bando, MENTRE L’ART. 11 IMPONE DI comunicare: “L’elenco delle sedi d’esame, con la loro esatta ubicazione e con l’indicazione della destinazione dei candidati distribuiti in ordine alfabetico, è comunicato dagli Uffici scolastici regionali competenti almeno quindici giorni prima della data di svolgimento delle prove tramite avviso pubblicato nei rispettivi albi e siti internet, nonché sulla rete intranet e sul sito internet del Ministero ..”.
  4. I concorsi della p.a. sono regolati, per quanto attiene alle modalità di svolgimento e di indizione, dall’art. 35 del dlgs 165/2001, dal dpr n. 686/57, nonché dal dpr n. 487/94, oltre che dai principi regolatori costituzionali cui deve sempre essere improntata l’attività della P.A.. In particolare l’art. 35 del dlg 165/2001 dispone con il comma 3 che “3. Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni si conformano ai seguenti principi: a) adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ricorrendo, ove è opportuno, all’ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione (1); b) adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinalie professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire; c) rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori; d) decentramento delle procedure di reclutamento; L’ art. 3 dpr  n.487/1994 impone che “Il bando di concorso deve contenere il termine e le modalità di presentazione delle domande nonché l’avviso per la determinazione del diario e la sede delle prove scritte ed orali ed eventualmente pratiche” Ed ancora L’art. 6 sempre del d.p.r. n.487/1994 così statuisce: “Il diario delle prove scritte deve essere comunicato ai singoli candidati almeno quindici giorni prima dell’inizio delle prove medesime. Tale comunicazione può essere sostituita dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4a serie speciale – concorsi ed esami” . (TAR Sicilia –Palermo-, sent. n. 511/2008 TAR Toscana –Firenze- con sent. n. 1276/2006)

 

  1. 5.     Ci sia infine consentito di sottolineare come la condotta gravemente e smaccatamente omissiva tenuta dall’amministrazione sulla vicenda de qua, si risolve in una grave violazione di quei principi di buon andamento, lealtà e buona fede che sempre devono sorreggere l’azione dei pubblici poteri, ed in un aggravamento della posizione degli odierni ricorrenti, costretti, tra l’altro, a sobbarcarsi il costo del presente giudizio, perché l’Amministrazione, non si sa bene per quali ragioni, ha deciso di non ignorare la posizione dei ricorrenti, non dando nella sostanza esecuzione all’ordine del giudice.
  2. Il  superamento degli esami comporta il crearsi di legittime aspettative e di interessi legittimi tutelati e riconosciuti dall’ordinamento giuridico e dalla giurisprudenza, creando un interesse legittimo e superiore meritevole di tutela, in quanto si è riusciti a realizzare la fase successiva della procedura concorsuale, che in giurisprudenza si riassume anche nel principio del cd assorbimento. (Cons. Stato, Sez. VI, 20 dicembre 1999, n. 2098; Parti in causa Liceo linguistico Nuova Europa Reggio Calabria c. Polimeni; Riviste: Foro Amm., 1999, 2590; Cons. Stato, 1999, I, 2181;Cons. Stato, Sez. VI, 20 marzo 1996, n. 474; Parti in causa: Min. p.i. e altro c. Boncompagni; Riviste: Cons. Stato, 1996, I, 482;T.A.R. Lombardia, sez. III Milano, 17 novembre 1994, n. 769 Parti in causa: Buonfiglio c. Provved. studi Milano; Riviste: Riv. Giur. Scuola, 1996, 501).
  3. 7.     Una significativa e recente espressione del principio dell’assorbimento, o meglio, del principio di affidamento che l’ordinamento giuridico riconosce al superamento di una prova d’esame si ritrova nella recente sentenza Corte costituzionale n. 108/2009, depositata il 9/4/2009 La disposizione impugnata evita che gli effetti di un simile accertamento, già compiuto, vengano travolti dal risultato del processo, eventualmente avviato in conseguenza della conclusione negativa di un precedente accertamento. Su questo, essa fa prevalere quello successivo, avente esito positivo. Si tratta di una scelta operata dal legislatore in sede di bilanciamento di interessi contrapposti.Da un lato, vi è l’interesse alla piena e definitiva verifica della legittimità degli atti compiuti dall’amministrazione nel corso del procedimento di esame e, quindi, della correttezza della precedente valutazione, che abbia in ipotesi condotto all’esclusione del candidato. Questo interesse indurrebbe a consentire la prosecuzione del processo fino alla sua naturale conclusione. Allo stesso esito condurrebbe la piena esplicazione del diritto di difesa di entrambe le parti, nell’interesse di ciascuna delle quali sono predisposti i diversi gradi di giudizio e le diverse fasi processuali. Il legislatore ha ritenuto di contemperare i diversi interessi rilevanti, accordando una particolare tutela all’affidamento del cittadino.. se, invece, è l’amministrazione a soccombere, è possibile che il giudizio di secondo grado o di merito non abbia luogo, perché il superamento delle prove può determinare l’estinzione del processo.Queste conseguenze vanno valutate alla luce dei principi costituzionali, che non escludono una ragionevole limitazione del diritto di difesa dell’amministrazione.Dall’altro lato, vi sono l’interesse a evitare che gli esami si svolgano inutilmente, quello a evitare che la lentezza dei processi ne renda incerto l’esito e, soprattutto, l’affidamento del privato, il quale abbia superato le prove di esame “
  4. 8.     Le omissioni dell’azione amministrativa, in esecuzione dell’Ordinanza emessa e della ratio delle disposizioni del Bando, lederebbero gravemente e irreparabilmente gli interessi di chi ricorre per la evidente impossibilità di proseguire nello svolgimento delle prove d’esame. Scrive nell’ordinanza n. 1/2000 il Consiglio di Stato riunito in adunanza plenaria: “Per la più recente e consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale, la disponibilità delle misure cautelari è strumentale all’effettività della tutela giurisdizionale e costituisce espressione del principio per cui la durata del processo non deve andare a danno dell’attore che ha ragione, in attuazione dell’articolo 24 della Costituzione” (Corte Cost., 16 luglio 1996, n. 249; Corte Cost., 23 giugno 1994, n. 253; Corte Cost., 28 giugno 1985, n. 190).  In materia di esecuzione del giudicato e riesame vedi anche Consiglio di Stato in adunanza plenaria (ordinanza n. 1/2000 – all. sub n. 10) ha scritto: “Basta richiamare le osservazioni della Corte Costituzionale (rilevanti anche per il caso di mancata esecuzione delle ordinanze cautelari), per le quali “la mancata adozione da parte dell’amministrazione di provvedimenti che rimuovano o interrompano gli effetti persistenti e produttivi di ulteriori conseguenze …“è un comportamento a rischio dell’amministrazione inadempiente (e del funzionario responsabile), potendo ravvisarsi responsabilità nelle diverse forme – a seconda della sussistenza dei relativi presupposti – e nelle sedi competenti” (Corte Cost.. 12 dicembre 1998, n. 406)”. “L’inottemperanza a una decisione del giudice amministrativo, al di là di un termine ritenuto congruo, costituisce rifiuto di atto dovuto per ragioni di giustizia e integra pertanto il reato di rifiuto di atti d’ufficio (Corte di Cassazione, Sezione VI penale, sentenza 26 maggio-22 luglio 1999 n. 9400 in Guida al diritto n. 37/1999). Queste decisioni sono in armonia con L. 205/00, nonché l’art. 113 della Costituzione. La stessa Corte costituzionale, con la pronuncia n. 179 del 2002 ha dichiarato che nel processo amministrativo la tempestività e la effettività della tutela sono ormai completamente assicurate. Come incisivamente rilevato dalla Corte costituzionale proprio in tema di poteri cautelari del giudice amministrativo, “deve ritenersi connotato intrinseco della stessa funzione giurisdizionale, nonché dell’imprescindibile esigenza di credibilità collegata al suo esercizio, il potere di imporre, anche coattivamente in caso di necessità, il rispetto della statuizione contenuta nella pronuncia e, quindi, in definitiva, il rispetto della legge stessa. Una decisione di giustizia che non possa essere portata ad effettiva esecuzione altro non sarebbe che un’inutile enunciazione di principi, con conseguente violazione degli artt. 24 e 113 della Costituzione, i quali garantiscono il soddisfacimento effettivo dei diritti e degli interessi accertati in giudizio nei confronti di qualsiasi soggetto”.

Tutto ciò premesso,

P.Q.M.

1)    Si chiede all’Ec.mo Giudice adito di voler accogliere la presente istanza e per l’effetto, in armonia ai principi stabiliti nella ordinanza del T.A.R. Lazio, n. 167/2013 emessa su ricorso r.g.n.10004/2012, ed in armonia alle disposizioni di cui all’art. 35 del dlgs 165/2001, nonché artt. 3 e 6 del D.p.r. n. 487/94, di voler disporre, tutti gli atti e provvedimenti immediati ed urgenti necessari vista l’imminenza delle prove scritte fissate per le date dell’11 e 12 febbraio, al fine di consentire ai ricorrenti l’ammissione con riserva degli stessi e la partecipazione alle operazioni della procedura concorsuale in questione relative alle prove scritte di cui agli artt. 7 e 9 del bando di concorso;

2)    voler disporre, ai sensi dell’art. 34, comma 1, lett. e), e art. 59 c.p.a le misure idonee ad assicurare l’attuazione della ordinanza stessa da emanarsi in esito al presente giudizio, ivi compresa la nomina di un commissario ad acta, con effetto a decorrere dall’eventuale inutile decorso del termine di giustizia che codesto giudice riterrà di assegnare, ai fini dell’ottemperanza a tale ordinanza;

Roma, 24 gennaio 2013

Avv. prof. Carlo Rienzi

 

RELATA DI NOTIFICA

Io sottoscritto avv. prof.Carlo Rienzi, in virtù  dell’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma n. 162/2004, rilasciata l’11 marzo 2004, previa iscrizione ai Nn.__________. del mio registro cronologico, ho notificato per conto di ____________-copia autentica e conforme dell’atto di ricorso a:

1)    MINISTERO DELLI’STRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA, in persona del legale rappresentante p.t, rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura Generale dello Stato in Roma, Via dei Portoghesi, 12 – 00186 ROMA , ivi trasmettendone copia per mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n.  (cron. ) spedita dall’Ufficio Postale PT  Roma Prati sito in viale Mazzini 101,  in data corrispondente a quella del timbro postale;

Avv. prof. Carlo Rienzi

2)    2) Provincia Autonoma di Bolzano in persona del Presdiente p.t. legale rappresentante p.t. rappresentato e difeso ex lege dall’Avvocatura Generale dello Stato in Roma, Via dei Portoghesi, 12 – 00186 ROMA , ivi trasmettendone copia per mezzo del servizio postale con raccomandata a.r. n.  (cron. ) spedita dall’Ufficio Postale PT  Roma Prati sito in viale Mazzini 101,  in data corrispondente a quella del timbro postale;

Avv. prof. Carlo Rienzi

 

2) Provincia Autonoma di Bolzano in persona del Presdiente p.t. legale rappresentante p.t. presso sede___________

 

SCUOLA: IL TAR AMMETTE AL CONCORSONE I LAUREATI NON ABILITATI

ACCOLTA LA RICHIESTA DEL CODACONS. GLI ESCLUSI DALLA PROVA POSSONO FARE RICORSO FINO AL 24 NOVEMBRE

PRIMA CREPA DEL CONCORSO PROFUMO: OLTRE 200MILA GIOVANI LAUREATI ESCLUSI POTRANNO PARTECIPARE ALLA PROVA

La terza sezione del TAR Lazio (Pres. Evasio Speranza) ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dal Codacons, ammettendo con riserva al concorsone della scuola anche i laureati non abilitati.
Tale categoria infatti (circa 200mila soggetti) – spiega il Codacons – era stata ingiustamente esclusa dal bando del concorso. Contro la discriminazione perpetrata dal Ministero dell’istruzione abbiamo presentato ricorso al Tar chiedendo di ammettere alla prova anche i laureati non abilitati.
Il Tribunale, accogliendo le nostre tesi, ha ammesso con riserva i laureati non abilitati da noi difesi, disponendo la loro ammissione al concorso, considerato il danno grave che deriverebbe dal non poter sostenere la prova, in attesa della decisione di merito prevista per il prossimo febbraio.
“Ora tutti i laureati che non hanno conseguito l’abilitazione e hanno fatto domanda di ammissione al concorso, possono presentare analogo ricorso, ma solo entro il prossimo 24 novembre, data ultima per far valere i propri diritti – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Sul sito www.codacons.it è possibile partecipare all’azione lanciata dal Codacons e radicare la propria posizione alla luce della decisione del TAR”.

VISTA LA STORICA PRONUNCIA DEL TAR DEL LAZIO RITENIAMO DOVEROSO PROCEDERE A INTEGRALE PUBBLICAZIONE DELL’ORDINANZA

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Terza Bis)

ha pronunciato la presente
ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 7742 del 2012, proposto da:

rappresentati e difesi dall’avv. Carlo Rienzi;

contro
Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Generale, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
e con l’intervento di
ad opponendum:
per l’annullamento
previa sospensione dell’efficacia,del bando di concorso per il reclutamento di personale docente per la scuola primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e per gli istituti educativi di cui al decreto n. 82/2012 ,

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero dell’Istruzione dell’Universita’ e della Ricerca;
Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l’art. 55 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 8 novembre 2012 la dott.ssa Ines Simona Immacolata Pisano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Tenuto conto che la definizione sulla sussistenza della fondatezza o meno del gravame (specie con riguardo alla legittimità dei requisiti di ammissione al sistema di provvista concorsuale ordinario del personale docente di cui al bando di concorso impugnato) potrà aver luogo mediante sollecita definizione nel “merito” della controversia, e che nelle more, atteso il danno grave ed irreparabile , sussistono i presupposti, di cui all’art. 55 comma 9 del D.Lgs. 2-7-2010 n. 104 del processo amministrativo, per disporre l’accoglimento dell’istanza incidentale di sospensione dell’atto impugnato limitatamente all’ammissione con riserva alle prove di esame dei ricorrenti che hanno presentato domanda di partecipazione al concorso;
Fissa l’udienza di merito del ricorso al 21 febbraio 2013
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis) ACCOGLIE la suindicata domanda incidentale nei limiti di cui in motivazione e fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 21 febbraio 2013.
Spese compensate.
La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 8 novembre 2012 con l’intervento dei magistrati:
Evasio Speranza, Presidente
Pierina Biancofiore, Consigliere
Ines Simona Immacolata Pisano, Consigliere, Estensore

CONCORSO PER INSEGNANTI DELLA SCUOLA: ECCO IL BANDO

FINALMENTE NOTI I REQUISITI PER ACCEDERE AL “CONCORSONE”
IL CODACONS A BREVE FORNIRÀ LE ISTRUZIONI AFFINCHÈ ANCHE GLI ESCLUSI POSSANO PRENDERE PARTE ALLA PRESELEZIONE
L’Amministrazione Scolastica ha finalmente indetto il tanto atteso concorso ordinario per l’insegnamento, su base regionale, di cui al Decreto n.82/2012 (Gazzetta Ufficiale n.75 del 25 settembre 2012). Per leggere il bando completo clicca qui.
In particolare segnaliamo i requisiti per l’accesso, previsti dall’art.2, secondo cui:
Requisiti di ammissione:
 
Ai concorsi sono ammessi a partecipare i candidati in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento nella scuola dell’infanzia o primaria o secondaria di I e II grado, conseguito entro la data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, ivi compresi i titoli di
 
abilitazione conseguiti all’estero purché riconosciuti con apposito decreto del Ministero.
2. Sono altresì ammessi a partecipare, ai sensi dell’articolo 2, comma 1 del decreto interministeriale 10 marzo 1997:
 
a) per i posti della scuola primaria, i candidati in possesso del titolo di studio comunque conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, ovvero al termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’istituto magistrale, iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998;
 
b) per i posti della scuola dell’infanzia, i candidati in possesso del titolo di studio comunque conseguito entro l’anno scolastico 2001-2002, al termine dei corsi triennali e quinquennali sperimentali della scuola magistrale, ovvero dei corsi quadriennale o quinquennale sperimentale
dell’istituto magistrale, iniziati entro l’anno scolastico 1997-1998.
Sono inoltre ammessi a partecipare, per i posti di scuola secondaria di I e II grado, ai sensi dell’articolo 2 del decreto interministeriale 24 novembre 1998, n. 460, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 131 del 7 giugno 1999: 
a) i candidati che alla data del 22 giugno 1999 (data di entrata in vigore del citato decreto interministeriale) erano già in possesso di un titolo di laurea ovvero di un titolo di diploma conseguito presso le accademie di belle arti e gli istituti superiori per le industrie artistiche, i conservatori e gli istituti musicali pareggiati, gli ISEF, che alla stessa data consentivano l’ammissione ai concorsi per titoli ed esami per il reclutamento del personale docente;
b) i candidati che abbia conseguito i titoli di cui alla precedente lettera a) entro l’anno accademico
2001-2002, se si tratta di corso di studi quadriennale o inferiore; entro l’anno accademico 2002-2003, se si tratta di corso di studi quinquennale, nonché i candidati che abbiano conseguito i diplomi di cui alla lettera a) entro l’anno in cui si sia concluso il periodo prescritto dal relativo piano di studi a decorrere dall’anno accademico 1998-1999;
Per i posti di insegnante tecnico-pratico, sono ammessi a partecipare i candidati in possesso del titolo di studio di cui al decreto ministeriale 30 gennaio 1998, n. 39.
 
Le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 sono altresì applicabili ai candidati in possesso dei titoli di studio conseguiti all’estero entro i termini indicati dai medesimi commi e riconosciuti equivalenti attraverso apposito decreto di equipollenza.
 
Non possono partecipare ai concorsi coloro che alla data di pubblicazione del presente decreto sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, 4^ Serie Speciale, Concorsi ed Esami, prestano servizio su posti e cattedre con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali.
 
I candidati devono altresì possedere i requisiti generali di accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni richiesti dal decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487.
 
I candidati sono ammessi al concorso con riserva di accertamento del possesso dei requisiti di ammissione dichiarati nella domanda, adempimento che l’Ufficio scolastico regionale competente espleterà solo dopo lo svolgimento della prova di preselezione di cui all’articolo 5, limitatamente ai candidati che l’hanno superata. In caso di carenza dei requisiti di ammissione, l’Ufficio scolastico regionale dispone l’esclusione immediata dei candidati, in qualsiasi momento della procedura concorsuale.
 
Il CODACONS tra pochissimi giorni renderà note, a beneficio degli esclusi, le modalità per accedere ugualmente al c.d. “concorsone”. Tutti gli interessati, perciò, sono invitati a manifestare il loro interesse per questa nuova iniziativa dell’Associazione compilando, con i propri dati anagrafici, – senza alcun vincolo – i campi al link www.termilcons.net/index.php?pagina=page_publicForm&idForm=141&css=1&access=ok. In questo modo riceverete direttamente via email le istruzioni da seguire per prendere parte alle prove selettive.
Per ogni ulteriore informazione siete invitati a monitorare il sito www.codacons.it o contattare l’892.007 numero unico CODACONS (rete fissa scatto 30 cent al minuto 76 cent, Tim scatto 16 cent al minuto 94 cent, Vodafone scatto 16 cent al minuto 94 cent, Wind scatto 15 cent al minuto 97 cent, Tre scatto 16 cent al minuto 94 cent).

SCUOLA: NUOVE EDIZIONI DEI LIBRI SCOLASTICI UGUALI A QUELLE DEGLI ANNI PASSATI? DENUNCIAMO GLI EDITORI!

Come ogni anno, con l’avvicinarsi dell’apertura delle scuole, esplodono le proteste per il caro-libri, causate dal rincaro dei listini a danno di studenti e famiglie.
Ad aggravare la situazione il fatto che spesso i testi scolastici non subiscono modifiche sostanziali di anno in anno, e le nuove edizioni dei libri che gli alunni sono costretti ad acquistare differiscono da quelle precedenti solo per poche pagine o qualche illustrazione, che tuttavia non cambia affatto la sostanza del testo. Questa pratica però impedisce il commercio dei libri usati e danneggia l’utenza, costringendola a maggiori spese evitabili.Per tale motivo vi invito a segnalare su questa pagina le nuove edizioni di quei libri che quest’anno, sia in formato cartaceo che digitale, non presentano modifiche sostanziali rispetto alle edizioni dello scorso anno.Utilizzeremo poi le segnalazioni ricevute per procedere a denunce in Procura contro gli editori che hanno messo in atto la pratica scorretta, denunce nelle quali si chiederà alla magistratura di procedere per il reato di truffa.