Category Archives: Internet e dintorni

“CALCOLA LA TUA PENSIONE”? LA SOLITA TRUFFA

smartphone 4

La segnalazione, come accade in questi casi, arriva dalla Polizia di Stato: su Facebook sta circolando un test “calcola la tua pensione” che.. NON È CIÒ CHE SEMBRA! Scoprirlo è davvero difficile: se però leggete in basso, dove c’è scritto “CLICCA E CONFERMA”, c’è scritto esplicitamente che si accede a servizi di tutt’altro tipo: informazioni, news, oroscopo e chi più ne ha, più ne metta. Molti si sono ritrovati inutili, e mai richieste, rubriche sul calcio. Il problema? Da nessuna parte si legge che il servizio costa 5 (5!) euro a settimana.

Si tratta di un classico caso di servizi premium non richiesti. Purtroppo in tanti ci sono cascati: scorrendo i commenti al post che compare nella pagina “Una vita da social”, creata proprio per mettere al riparo gli utenti da fregature del genere, si capisce che i truffatori hanno purtroppo raggiunto il loro obiettivo. Tornare indietro, recuperando i soldi spesi, non è affatto facile.

Possiamo fare però in modo che la truffa non si estenda oltre, e che non ci caschi qualcun altro. La pensione sta a cuore a tutti, d’accordo; ma i servizi a pagamento davvero no.

Grazie in anticipo a chi aiuterà a condividere questo allarme.

A presto,

CR

NON C’È DUE SENZA TRE: EVASIONE PER AMAZON?

amazon

Non c’è due senza tre. Stando alle notizie riportate da Repubblica, un altro colosso del web sarebbe finito nel mirino della Guardia di Finanza. Parliamo del gigante dell’e-commerce (e ormai quasi monopolista di questo mercato) Amazon: l’azienda (che fino al 2015 ha mantenuto la sede legale in Irlanda, come tante altre, per approfittare del regime fiscale favorevole) è accusata di aver evaso tasse in Italia per circa 130 milioni nel quinquennio 2009-2014, su un giro di affari da 2,5 miliardi.

I PRECEDENTI. Il caso di Amazon non è il primo, a dimostrazione che il problema c’è (anche se non se ne parla). Lo stesso infatti era accaduto a Google, che nel gennaio 2016, aveva ricevuto un “verbale di accertamento” di quelli che non si dimenticano: conteneva infatti la contestazione di un’evasione da quasi 300 milioni di euro. Google Italia sarebbe stata una “stabile organizzazione occulta direttamente asservita agli interessi economici del gruppo“: avrebbe infatti registrato gli attivi nei bilanci di altri Paesi – soprattutto in Irlanda – dove la tassazione è favorevole (tanto per cambiare). Per questo il P.M. milanese Isidoro Palma ha iscritto nel registro degli indagati per “omessa dichiarazione dei redditi” (articolo 5 del Testo delle imposte sui redditi), alcuni manager. Alla fine, Google dovrebbe chiudere il contenzioso con il Fisco per una cifra tra 270 e 280 milioni di euro.
Lo stesso è accaduto poi con
Apple, che ha già versato 318 milioni di euro per chiudere la questione. L’accusa era la stessa: “omessa dichiarazione dei redditi” dal 2008 fino al 2013. Una cosetta da circa 880 i milioni di euro in tutto: il colosso di Cupertino ha accettato tutti i rilievi delle ispezioni dell’Anti-frode, l’Ufficio grandi contribuenti e l’Agenzia delle Entrate, e accettato di sborsare sull’unghia 318 milioni. Senza dimenticare che nell’agosto 2016 l’Antitrust europeo ha stabilito che il gruppo ha goduto (indovinate dove? In Irlanda!) di 13 miliardi di euro di benefici fiscali illegali (= aiuti di Stato da restituire).

WEB TAX? Sarà ora di regolamentare la questione, facendo pagare ai giganti quello che devono? Più della metà dei nostri connazionali (55%) pensano di sì, e vedono di buon occhio una web tax, ovvero una tassa sui profitti generati nel nostro Paese dai grandi di internet. I dati non mentono: in questo modo si potrebbero tassare i profitti generati in Italia dai più grandi soggetti web (Google, Facebook, Amazon, AirBnB, e chi più ne ha..) con sede legale in Paesi a fiscalità “privilegiata” (ovvero, quasi nulla).

Sarà per questo, che nessuno ha intenzione di approvarla?

A presto,

CR

AVVISI DI PAGAMENTO DI EQUITALIA, OCCHIO ALLA TRUFFA!

mail

Riporto, per evitare che qualcuno possa cascarci, l’allarme lanciato da Equitalia: a quanto pare, infatti, continuano ad arrivare email truffa contenenti presunti avvisi di pagamento della società di riscossione e che invitano a scaricare file o a utilizzare link esterni.

L’avviso è comparso sul sito dell’agenzia di riscossione, a seguito di ripetute segnalazione. Equitalia è assolutamente estranea all’invio di questi messaggi e raccomanda nuovamente di non tenere conto della e-mail ricevuta e di eliminarla senza scaricare alcun allegato. Le ricorrenti campagne di phishing, cioè di tentativi di truffa informatica architettati per entrare illecitamente in possesso di informazioni riservate, sono state più volte segnalate a Equitalia dal Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), l’unità specializzata della Polizia Postale e dal CERT-PA (Computer Emergency Response Team della Pubblica Amministrazione).

Di seguito, a titolo esemplificativo, sono riportati alcuni dei domini utilizzati per l’invio delle false e-mail di cui Equitalia ha avuto conoscenza sulla base delle segnalazioni, anche informali, dei destinatari delle medesime:

assistenza@creval.it, assistenza@protocol.it, autorizzata@postcert.it, avviso@eq.it, avviso@equ.it, avviso@equitalia.it, b4g112693.329597469@gruppoequitalia.it, b4g116353.654618283@gruppoequitalia.it, b4g232024.871969135@gruppoequitalia.it, b4g340831.290834225@gruppoequitalia.it, b4g37105.7327400958@gruppoequitalia.it, b4g484809.283418861@gruppoequitalia.it, b4g589127.28767122@gruppoequitalia.it, b4g829188.595601231@gruppoequitalia.it, b4g829823.325938126@gruppoequitalia.it, b4g959117.53274326@gruppoequitalia.it, cifre@equitliaroma.it, eqeuitalia@sanzioni.it, equitalia@avvia.it, equitalia@sanzioni.it, eqeuitalia@sanzioni.it, equitaliat@raccomandata.it, esecuzionipressoterzi.pugla@pec.equitaliasud.it, fatture@gruppoequitalia.it, fatture-equitalia@fatture-gruppoequitalia.it, info@unipol.it, info@venetobanca.it, info_9@intesasanpaolo.it, info14@bcpp.it, info17@bcpp.it, info19@cse.it, info6@bcpp.it, info28@bper.it, info55@bper.it, info76842@bcca.it, multe@equitalia.online, noreplay@bancoposta.it, noreply@certificazione.it, noreply@equitalia.it, noreply@legge.it, noreply@pec.it, noreply@postecert.it, noreply@protocol.it, noreply-equit@eq.it, pagamenti@equitalia.it, pagamento@equitalia.it, pagamento@gruppoequitalia.it, pagammento@equitalia.it, reply-equi@riscossioni1.it, servizio@equitalia.it, servizio@unicredit.it, servizio_clienti@poste.it, support@update.it, veneziagiulia@pec.equitalia.it, zaeaisrl@pec.it, zuhadsrl@pec.it, web_1@postepay.it.

Mi raccomando, non facciamoci fregare!

CR

Un’Aula è sempre un’aula (purtroppo per noi)!

Cari Amici,

come forse saprete, dopo l’articolo 18 anche l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori è finito in soffitta. Nel decreto attuativo del Jobs Act, il Governo ha infatti messo mano alla norma che vietava l’utilizzo degli strumenti aziendali per controllare i dipendenti. La nuova riforma del mercato del lavoro prevede infatti che l’azienda possa effettuare controlli a distanza sui propri dipendenti attraverso impianti audiovisivi (pc, tablet, telefoni aziendali) senza la necessità di accordi sindacali preventivi. E i sindacati, come prevedibile, sono insorti.

Oggi, però, non vi scrivo solo per informarvi di questo – pur importante – passaggio legislativo; intendo concentrare l’attenzione su una questione correlata (almeno a parer mio). Sarei infatti anche d’accordo, in linea di principio, con l’iniziativa del Governo, e – per una volta! – potrei anche appoggiarla.

A una condizione, però: a patto che il controllo si allarghi anche a pc e cellulari in dotazione ai nostri parlamentari. Vi racconto un aneddoto che le cronache hanno (quasi del tutto) taciuto: qualche mese fa, gli studenti di un istituto campano – l’Itis di Frattamaggiore – sono stati ammessi in visita alla Camera. In Aula si dibatteva dell’assetto istituzionale, e i ragazzi erano comprensibilmente emozionati; finché, introdotti all’interno dell’emiciclo, non hanno dovuto fare i conti con uno spettacolo (stando alle loro parole) “indecoroso”. Ad “ascoltare” il dibattito, infatti, oltre a decine di deputati distratti e indifferenti, si trovavano anche – udite udite – alcuni politici impegnati (si fa per dire) su social network, giornali sportivi, chat, giochi e giochini on-line. Qualcuno tirava i rigori con il tablet, qualcuno accatastava gelatine sullo smartphone, come i discoli degli ultimi banchi mentre il professore spiega Manzoni.

E allora, ecco la mia proposta al Governo: allargare ai nostri rappresentanti in Parlamento il controllo riservato ai dipendenti nelle aziende. D’altra parte, restano pur sempre dei servitori dello Stato! Lo sapete, il gioco della provocazione mi piace: ma non è che – per caso – sareste d’accordo?


Un saluto,
Carlo

FATTI I FATTI NOSTRI (una finestra sul Codacons..)

Finalmente!  Esce sul web una nuova iniziativa del Codacons: “Fatti i fatti nostri (una finestra sul Codacons)”.

Si tratta di un periodico mensile che riporta non solo le più recenti azioni avviate dal Codacons a tutela dei cittadini ma anche una selezione dei fatti più stravaganti accaduti nel mese corrente agli avvocati dell’Associazione. Saranno descritte vicende simpatiche con protagonisti bizzarri, gossip e non solo..

E’ una iniziativa nata per avvicinarci ancor di più ai consumatori i quali, trovandosi a leggere i nostri singolari avvenimenti quotidiani, potranno forse sentirsi parte anche loro della nostra quotidiana battaglia sociale contro le ingiustizie che angustiano il nostro Paese.

Il mensile “Fatti i Fatti Nostri” o FFN sarà pubblicato in formato PDF scaricabile gratuitamente sul Blog di Carlo Rienzi, sulla pagina Facebook del Codacons e sarà allegato alla newsletter del Codacons.

Clicca qui per leggere il N. 1 relativo al mese di ottobre 2013.

Buona lettura…!!!

E lasciate commenti…!!!

Inaugurato il nuovo blog www.carlorienzi.it

new_blog

E’ attivo il nuovo blog di Carlo Rienzi.

Sempre su piattaforma WordPress il nuovo blog www.carlorienzi.it è attivo.
Il nuovo blog è stato messo a punto da Kaveen.net e Umbertoweb.
Ci auguriamo che vi piaccia, esprimete il vostro parere votando il sondaggio appositamente creato.

Che ne pensi del nuovo blog?

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