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Quello di cui non si deve parlare

Cari Amici,

ci sono alcuni temi di cui non si parla mai, nella desolante campagna elettorale portata avanti dai soliti noti (ovvero, da quelli che alcuni giornali, dotati di capacità divinatorie, definiscono già da ora “i più importanti candidati alla poltrona di sindaco”, con tanti saluti alla par condicio). Mentre Salvini pensa bene di dare ai romani il colpo finale, infliggendogli il pagamento del GRA (mentre, al contrario, dovrebbero essere i cittadini romani a essere pagati per utilizzarlo nelle ore di punta) perchè evidentemente non sa niente di code chilometriche, traffico bloccato e velocità di percorrenza da lumaca, mentre la sempre elegante Raggi inquieta ammettendo la supervisione che uno “staff coordinato dai garanti del Movimento 5 Stelle” (di cui nessuno conosce i membri) dovrebbe attuare sugli atti amministrativi della città, mentre Giachetti si diletta con spot elettorali di dubbio gusto, delle cose che veramente contano non parla nessuno.

I candidati (gli altri, intendo!), solitamente loquaci, tacciono d’improvviso quando si parla di cose serie. Un esempio? L’inquinamento elettromagnetico, prodotto dalle infrastrutture di telecomunicazione, dai ponti radio, dalle reti per telefonia cellulare. Noi l’allarme l’abbiamo lanciato già a fine gennaio: quando – qualche settimana fa – abbiamo commissionato una serie di misurazioni a Roma, sono emersi risultati particolarmente preoccupanti. I rilevamenti si sono concentrati nella zona di Monte Mario/Piazzale Clodio, e hanno misurato una massiccia presenza di onde elettromagnetiche, pericolosamente vicina ai limiti massimi consentiti dalla legge: per questo, abbiamo presentato una denuncia urgente alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo un intervento immediato.

L’elezione del nuovo sindaco, da questo punto di vista, sarà cruciale per garantire la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Eppure, di questo (negli abbondanti talk show di prima serata, dove alcuni candidati si presentano regolarmente) si parla poco, o non si parla affatto.

Il dubbio, a me, rimane: cosa pensano di fare i vari Giachetti, Raggi, Meloni, Marchini, per risolvere il problema? E cosa pensano di fare, gli altri? Qualcuno per caso ha in mente di rilocalizzare le antenne, così da rispettare la normativa vigente in materia, come vorremmo fare noi?

O hanno tutti in mente di tacere, evitando che i cittadini – in ascolto – si mettano in testa di pretendere che si muovano davvero?

A presto,

CR