Category Archives: Acqua

MARE NOSTRUM?

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Cari amici,

lo stato di salute dei nostri litorali, purtroppo, è drammatico. A confermarcelo è il Rapporto Ambiente Italia 2016 di Legambiente, presentato oggi a Roma. Quel che è peggio che ci stiamo adoperando attivamente per peggiorare le cose, e di questo passo ci riusciremo alla svelta.
I numeri sono spaventosi. Negli ultimi decenni – al ritmo di 8 km all’anno – il 51% dei nostri litorali è stato letteralmente devastato per lasciare spazio a palazzi, ville e villini. Solo per l’anno 2014 si contano 14.542 infrazioni (40 al giorno, 2 ogni km) tra reati inerenti al mare e alla costa. E, dulcis in fundo, su un terzo delle spiagge avvengono gravi erosioni. Tra le regioni, la Sicilia ha il primato assoluto di km di costa caratterizzati da urbanizzazione meno densa ma diffusa (350 km), seguita da Calabria e Puglia; la Sardegna ha, invece, la medaglia d’oro per quantità di paesaggi naturali e agricoli. Sarà anche perché resta la regione meno urbanizzata d’Italia?
Se il presente è questo, cosa ci prospetta il futuro? L’innalzamento del livello del mare a causa dei fenomeni climatici e l’urbanizzazione spietata – problematiche finora trascurate – sembrano fenomeni destinati a intensificarsi. Qualche sforzo è stato pure fatto, ma si tratta di pallidi tentativi che hanno solo in parte ridimensionato l’emergenza. Senza parlare dei depuratori che non funzionano, una piaga per molte zone costiere. Se dovessero chiedermi dove mi piacerebbe andare al mare, non saprei cosa rispondere!
E’ incredibile che facciamo questo al nostro mare: una vera e propria ricchezza nazionale dilapidata, un tesoro vero e proprio (l’economia “marittima” vale il 3,5 del nostro Pil, la bellezza di 43 miliardi di euro) sperperato a colpi di inquinamento, con il 25% degli scarichi cittadini ancora non depurati (40% in alcune località) e ben 1.022 agglomerati in procedura di infrazione europea. E’ incredibile, oppure normalissimo, in questo Paese sottosopra.

A presto,
CR

Giù le mani dall’acqua pubblica!

Cari amici,

ricordate il referendum sull’acqua del lontano 2011?

Fummo chiamati a votare per scegliere se abrogare o meno la norma che consentiva di affidare la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica – tra cui l’erogazione dell’acqua – solo a soggetti privati. Quasi il 55% degli elettori – circa 26 milioni di persone, non proprio quattro gatti – votò per il sì, chiedendo in sostanza due cose: che gli affidamenti in concessione per i servizi idrici dovessero riguardare solo soggetti interamente pubblici (nemmeno società mista a maggioranza pubblica), e che in alcun modo i capitali necessari al acqua-bene-comune-21servizio potessero essere remunerati.

Persino il Presidente del Consiglio, ai tempi sindaco di Firenze, aveva annunciato su Twitter il suo sì al referendum: “Referendum” – cinguettava – “Vado a votare e dico sì all’acqua pubblica”, proponendo addirittura che il comune di Firenze “riacquistasse il 40% della società Publiacqua”. Ma proprio dal partito di Matteo Renzi è giunta la proposta di un emendamento – approvata poco più di due settimane fa alla Camera – che dispone l’affidamento diretto del servizio idrico “in via prioritaria” in favore “di società interamente pubbliche, in possesso dei requisiti prescritti dall’ordinamento europeo per le gestioni in house, comunque partecipate da tutti gli enti locali ricadenti nell’ambito territoriale”.

Ma come?! Che ne è stato dell’ “acqua bene comune” e dell’ “acqua non si vende”?

Ma, soprattutto, a cosa è servito allora il referendum del 2011 se poi quella piccola clausola – “in via prioritaria” – affossa e vanifica il voto di 26 milioni di italiani?

Persino il Mise non ha risparmiato critiche all’utilizzo di questa formula che “non sarebbe conciliabile con i principi di concorrenza, in quanto non vengono esplicitati i criteri con i quali scegliere l’opzione di affidamento in house o altra tipologia.”

È veramente assurdo che proprio la proposta di legge di iniziativa popolare finalizzata alla tutela dell’acqua come bene comune venga così stravolta e finisca per essere l’escamotage per far ripartire il percorso di privatizzazione della risorsa idrica. Come ha dichiarato il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua il nostro voto va rispettato!

A presto,

CR

Giornata mondiale dell’acqua: problemi e cattive abitudini

Cari amici,

oggi è la Giornata Mondiale dell’acqua. Non intendo però annoiarvi con la solita predica sull’acqua come bene prezioso e risorsa indispensabile. Non perché non sia effettivamente così, ma perché il richio è di ripetere frasi e concetti che ormai sanno più di trovata pubblicitaria che non di autentico appello alla responsabilità (individuale e collettiva).
Preferisco soffermarmi sugli ultimi dati dell’Istat, relativi alla precipitazione media totale annua e all’erogazione dell’acqua nelle abitazioni.acqua
In generale, piove di meno; solo il 2010 è stato l’anno delle precipitazioni più abbondanti. Per quanto riguarda, invece, la disponibilità di acqua nelle case, nel 2015 sono aumentate le irregolarità per il 9,2% delle famiglie italiane (rispetto all’8,7% del 2014). Come c’era da aspettarsi, le zone più disagiate restano le regioni meridionali e le isole. In Calabria il 37,7% delle famiglie si lamenta per la mancanza di acqua nelle proprie residenze. La situazione non migliora in Sicilia, dove le famiglie in difficoltà ammontano al 24,1%, o in Sardegna che sfiora una percentuale del 21,1%.
Se poi guardiamo alla quantità di acqua potabile distribuita per abitante, l’erogazione avviene in maniera pressochè eterogenea sull’intera penisola: con 280 litri per abitante al giorno per il nord ovest, che vanta la maggiore diffusione di acqua potabile pro capite, mentre, fra le regioni, Toscana e Puglia presentano un valore che è poco al di sotto dei 200 litri per abitante, ancor più basso dei 210 litri giornalieri per abitante distribuiti ai residenti delle isole.
Per quanto riguarda il rapporto che l’utente ha con l’acqua nella propria dimora, risulta che le famiglie italiane sono poco propense a bere quella del rubinetto. Lo confermano i dati relativi al 2015 in cui tre famiglie su dieci (30%), poco meno di una su tre, hanno manifestato questa sfiducia (sopratutto Calabria, Sicilia e Sardegna). Come dar loro torto!
Ricordiamo il caso “Acqua sporca”, riguardante il bacino artificiale dell’Alaco. Tra Vibo Valentia e Catanzaro l’acqua che sgorgava dai rubinetti di tanti Comuni calabresi non era buona neanche per fare la doccia! In quell’occasione siamo intervenuti in prima linea a difesa dei cittadini calabresi e solo dopo tre anni di indagini finalmente abbiamo assistito al sequestro del bacino artificiale dell’Alaco. Ironia della sorte, proprio domani, esattamente il giorno successivo alla Giornata Mondiale dell’acqua, si terrà l’udienza preliminare nei confronti delle 16 persone coinvolte nello scandalo Alaco.
Al di là dei problemi dei singoli territori – scarsità d’acqua o acqua sporca – e delle giuste proteste a riguardo, sembra che gli italiani non abbiano proprio delle buone abitudini: uno su tre non fa attenzione agli sprechi. Lo afferma lo studio In a bottle, condotto su 1.300 persone, di età compresa tra i 20 e i 55 anni di età. Solo il 13% degli italiani avrebbe un comportamento “virtuoso”, un po’ pochino, direi. Come dice una celebre canzone: “Si può fare di più”!

A presto,
CR

2016, l’anno della green economy

Cari amici,

da domani entrano in vigore le “Disposizioni in materia di ambiente per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” previste dalla legge 28 dicembre 2015.

Approvate dopo un lento e lungo percorso parlamentare, le norme del Collegato ambientale mirano a rendere l’Italia più attenta all’ambiente e alla salute dei cittadini, puntando sulla cosiddetta green economy e sull’economia circolare. Insomma, il nostro Paese si impegna – almeno sulla carta – a seguire le direttive tracciate dalla Cop21.

Ermete Realacci, Presidente dell Commissione Ambiente della Camera, ci dice che, ad esempio: “gettare cicche di sigarette per terra e altri piccoli rifiuti sarà sanzionato con pesanti multe sino a 300 euro, uno stimolo per il nostro senso civico; non si possono più pignorare gli animali da compagnia, a partire da cani e gatti, una pratica priva di senso a cui si mette fine grazie a un impegno condiviso con Tessa Gelisio e la Lega Nazionale per la difesa del cane; sarà finalmente riconosciuto l’incidente in itinere anche a chi va al lavoro con la bicicletta, una norma attesa da tempo dalle numerose associazioni di ciclisti, Fiab e Salvaiciclisti in primis”.

Altri provvedimenti riguardano le cosiddette “carrette del mare” che causano inquinamento marino: i proprietari dovranno rispondere anche in base all’inadeguatezza dell’imbarcazione rispetto al carico trasportato; la raccolta dei dati ambientali, così da avere informazioni sempre più complete ed aggiornate, e l’introduzione delle pratiche della green economy anche nella pubblica amministrazione, con la promozione degli appalti “verdi” e dei “criteri minimi ambientali” negli acquisti.

Persino i semafori saranno più “green”, consumeranno meno energia grazie all’uso delle lampade a basso consumo.

Misure particolari sono previste, poi, per piccole isole che disporranno di maggiori risorse per la raccolta dei rifiuti, la cura del territorio e l’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Oltre a questi importanti provvedimenti, immediatamente operativi, ve ne sono altri, forse i più importanti, che però necessitano di decreti attuativi come gli incentivi alle imprese per l’economia circolare o per la riduzione della produzione di rifiuti.

Infine, non si può non parlare di fondi: 10 milioni stanziati per l’abbattimento dei manufatti abusivi e 35 milioni ai Comuni per progetti di mobilità sostenibile, con particolare attenzione ai percorsi casa-scuola e casa-lavoro.

Insomma, l’Italia ha a disposizione un bel pacchetto – ambiente per provare a diventare più pulita, efficiente e verde.

Le premesse sono senz’altro buone, i provvedimenti – almeno sulla carta – sembrano ragionevoli ma fa sorridere che entrino in vigore proprio nei giorni in cui la presenza di polveri sottili nell’aria che respiriamo è arrivata alle stelle.

Forse prima di cambiare le lampadine ai semafori, il governo e le amministrazioni locali dovrebbero preoccuparsi di attuare misure anti-smog più efficaci delle semplici targhe alterne!

A presto,

Carlo

TARQUINIA: PARTE L’AZIONE CODACONS PER IL RISARCIMENTO DA ACQUA ALL’ARSENICO

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DOMANI 19 GENNAIO IL CODACONS INCONTRERA’ I CITTADINI E LA STAMPA PER ILLUSTRARE L’AZIONE

ALLE ORE 12 PRESSO LA SOCIETA’ TARQUINIENSE D’ARTE E STORIA IN TARQUINIA, VIA DELLE TORRI 31 – TARQUINIA

 

Importante assemblea pubblica domani a Tarquinia sul tema dell’acqua potabile contaminata dall’arsenico. Ad indirla il Codacons, associazione capofila nella battaglia per la salute dei cittadini e per rendere l’acqua che ogni giorno beviamo priva di veleni.
Como noto Tarquinia rientra tra quei comuni che entro il 31.12.2012 non hanno risolto il problema dell’arsenico nelle acque del proprio territorio, con la conseguenza che dall’1 gennaio 2013  migliaia di cittadini sono rimasti senza acqua potabile, e nessuna deroga è più possibile.
L’arsenico in quantità superiori al limite di legge – spiega il Codacons – è dannosissimo per la salute, compromettendo in modo gravissimo il sistema digestivo ed il sistema nervoso, e può addirittura portare l’intossicato alla morte per shock.
Tuttavia ora, dopo la clamorosa sentenza del TAR del Lazio, numero 664 del 2012, che condanna i Ministeri della Salute e dell’Ambiente a risarcire gli utenti dell’acqua avvelenata all’arsenico, il Codacons ha deciso di lanciare un nuovo ricorso, finalizzato a far ottenere ai cittadini residenti a Tarquinia il risarcimento del danno subito e la riduzione delle tariffe idriche.
A tal fine domani 19 gennaio, alle ore 12 presso la Società Tarquiniense d’arte e storia di Tarquinia (Via delle torri, 31), il Presidente del Codacons Carlo Rienzi parteciperà ad una assemblea pubblica, alla quale sono invitati a partecipare i  cittadini e la stampa locale, volta ad illustrare le importanti novità per gli abitanti di Tarquinia e spiegare come aderire all’azione di risarcimento, grazie alla quale sarà possibile ottenere 1.500 euro di risarcimento a utenza e la riduzione delle bollette.

L’APPUNTAMENTO PER I CITTADINI E PER I GIORNALISTI E’ ALLE ORE 12 A TARQUINIA PRESSO LA SOCIETA’ TARQUINIENSE D’ARTE E STORIA IN TARQUINIA, VIA DELLE TORRI, N. 31

VITERBO: LUNEDI’ 17 CONFERENZA STAMPA DEL CODACONS CON IL SINDACO GIULIO MARINI

VITERBO: CONFERENZA STAMPA DEL CODACONS CON IL SINDACO GIULIO MARINI

CITTADINI VITERBESI I PIU’ TARTASSATI DALL’INQUINAMENTO DELLE ACQUE!!ARSENICO NELL’ACQUA POTABILE E NEL LAGO DI VICO: PARTE AZIONE RISARCITORIA PER FAR OTTENERE UN RISARCIMENTO PARI A 5.000 EURO A FAMIGLIA

Lunedì 17 dicembre alle ore 11:30 presso la nuova sede Codacons di Viterbo (Via Orio Vergari 2) si terrà una conferenza stampa congiunta indetta dalla più importante associazione italiana dei consumatori e dal Sindaco di Viterbo, Giulio Marini.

L’incontro con la stampa e con i cittadini è finalizzato ad illustrare la situazione di grave crisi ambientale in cui versano i residenti della città e dei comuni limitrofi i quali, sul fronte dell’acqua, possono senza dubbio essere definiti i cittadini più inquinati d’Italia.

Durante la conferenza si parlerà del grave problema dell’arsenico nell’acqua potabile, criticità che assilla da anni gli abitanti, e dell’inquinamento del Lago di Vico, che danneggia in particolar modo gli abitanti di Ronciglione e Caprarola.

Entrambi le questioni sono finite nel mirino del Codacons e hanno portato ad iniziative legali che verranno illustrate alla stampa lunedì 17.

L’incontro sarà anche l’occasione per il lancio ufficiale dell’azione collettiva promossa dall’associazione, attraverso la quale verrà chiesto un risarcimento danni per i cittadini di Viterbo e dei comuni viterbesi pari a 5mila euro a famiglia.Alla conferenza stampa prenderanno la parola scienziati ed esperti che spiegheranno i danni prodotti dall’arsenico e forniranno incredibili dati sull’inquinamento delle acque, il Presidente del Codacons Carlo Rienzi e il sindaco Giuliani, il quale illustrerà le misure che il Comune intende adottare a tutela degli abitanti.