CODACONSIGLIA - 4° Puntata - UNO MATTINA - Rai 1
28 Febbraio 2010 @ 09:42
Gentile sig. Carlo Corsetti di Federtaxi,
rispondo al suo appello rivoltomi lexapro generic rispettare il codice della strada dalle pagine del Corriere della sera del 27.2.10, che generic lexapro integralmente sotto.
La risposta sarà un po’ lunga e quindi la lexapro generic sul mio blog …non so se il Corsera potrà dare tanto lexapro medication.
Intanto, come ha visto, ho accettato di buon grado la polemica innescata con la lexapro weight gain di una automobile da voi diffusa sostenendo che fosse mia e fosse in divieto di sosta, lexapro generic in sosta sul parcheggio dei taxi.
Avrei potuto rispondere che vedere me entrare in una auto non vuol lexapro side affects che la ho parcheggiata io lì, o che sia mia, o, ancora peggio, che quella auto si vede dalla foto (e celexa lexapro vs voi non lo avete detto) che non solo non è in doppia fila, ma è parcheggiata per metà in zona lexapro antidepressant allo scarico delle merci, e quindi del tutto lecitamente, se l’uso della sosta era quello, e per metà in area taxi, area lexapro generic mai completamente vuota (cosa assolutamente non vietata se si tratta ad es. di fermata e non di sosta).
Ma non l’ho what is lexapro, perché a me piace accettare le provocazioni e affrontare le questioni a testa bassa e sollevare i lexapro senza far finta che chi li solleva sia e debba essere per forza un sant’uomo o, per forza, lexapro medicine di virtù.
E ciò posso farlo perché nella vita, nel bilanciamento tra vizi e virtù, side effects of lexapro sostenuti per solidarietà agli altri e benefici ricevuti, ho un saldo assolutamente attivo eticamente e passivo come privato lexapro generic.
E questo mi fa vivere sereno e mi consente di ricevere le vostre provocazioni divertenti senza mollare di una virgola la giusta battaglia.
Avete voluto fare un test e vedere se vi appoggiavamo all’Antitrust per le scorrettezze degli alberghi?
E noi vi abbiamo appoggiato…ma impugneremo egualmente al TAR eventuali aumenti delle tariffe ingiustificati, e allo stesso Antitrust abbiamo chiesto, con lo stesso atto con cui vi appoggiavamo, di verificare se la vostra categoria non violi la legge sulla concorrenza.
E così continuerò a fare anche se sarò fotografato mentre getto la carta che involge un bacio perugina in terra dopo aver cercato invano un cestino pubblico di rifiuti, o se dovessi essere beccato ad attraversare fuori delle strisce pedonali o, peggio, passare a piedi col semaforo rosso.
Perché sono un essere umano con tutti i suoi difetti ma anche alcuni pregi, tra i quali mi vanto di annoverare una tenacia nel portare avanti le giuste battaglie che non sempre vedo in lobby come la vostra.
Ad esempio, noi abbiamo denunciato i Sindaci per inquinamento dell’aria proprio in difesa della vostra categoria, ma voi non avete mai espulso un tassinaro ladro, e non siete mai scesi in piazza per liberare le strade dal traffico …imporre che i vigili facciano il loro dovere (anche multando i serpentoni di taxi che spesso a piazza S.Silvestro sostano fuori dei vostri spazi, occupando completamente lo spazio “carico e scarico”, dove era in sosta quella peccatrice mercedes misteriosa), lo avete fatto – bloccando con grave reato l’intera città - solo per aumentare le tariffe…e questo non va bene!!
Allora io sono stato coraggioso e pronto ad ammettere di non essere senza peccato…ora tocca a voi ammettere che siete una categoria che pensa molto ai propri interessi economici, e poco al bene dei cittadini, e che siete riusciti a cancellare le poche cose buone (come il prezzo ridotto alle donne la notte…vedi inchieste TV) che i Comuni vi avevano imposto.
Se lo farà…prometto che confesserò pubblicamente qualche altro peccato….!
Saluti e baci.
CARLO RIENZI presidente CODACONS
Aldo Grasso su “Sette” inserto del Corriere della Sera del 25 febbraio 2010
Dobbiamo ringraziare – e dare delle risposte - a chi, critico televisivo, ha avuto la cortesia di segnalare la piccola rubrica in difesa dei consumatori realizzata su materiali e casi del Codacons e trasmessa ogni domenica alle 7,30 da Raiuno nel corso di “Unomattina weekend”.
Avevamo chiesto a tutti i critici ci vedere qualche puntata e valutare e criticare contenuti e modalità (invero un po’ istrionesche) di realizzazione dei servizi.
Finora sono andati in onda i consigli su come risparmiare sulla benzina e sulla bolletta della luce, e su come difendersi dalle cartelle pazze.
Ringraziamo Alessandra Comazzi che dalle colonne della Stampa ne ha parlato, Alessandro Cavaglià che per l’AGI ha raccontato i contenuti, ma soprattutto Aldo Grasso che, unico, ha dato davvero un grande spazio, con tanto di fotografia dell’avv. Rienzi nell’inserto SETTE del Corriere della Sera di oggi.
E siccome Grasso - da cui ora ci aspettiamo anche critiche o approvazione ai “contenuti” delle puntate, per farci coraggio nell’andare avanti in una iniziativa faticosa e capire se, secondo lui, può essere utile e quanto ai consumatori - pone degli interrogativi, sentiamo il dovere di dare la “nostra” risposta ai suoi dubbi.
Dunque ecco le domande del sig. Grasso:
1)“come è possibile che la RAI affidi a un “signore” (tralascio l’eleganza di chi poteva dire “avvocato” o “presidente di associazione” poiché non tengo alla forma) un programmino se costui l’ha apertamente accusata di truffa?” (il riferimento è alle varie denunce su “Affari tuoi”) – e prosegue – “Se uno mi accusa di imbrogliare e io, invece di denunciarlo, gli affido un programma significa che, implicitamente, gli do ragione. O sbaglio?”
RISPOSTA: sbaglia sicuramente caro Grasso! Ed ecco perchè:
a) la RAI mi ha denunciato eccome, e più volte, per le accuse sulla trasmissione “Affari Tuoi”, e la Magistratura ha sempre dato ragione alle associazioni di consumatori denunciate.
E non ha accettato implicitamente proprio nulla, visto che l’8 aprile 2010 il TAR del Lazio deciderà un pacchetto di 4 ricorsi incrociati di RAI e Codacons proprio sulla tematica di quella trasmissione;
b) Ma la domanda di Grasso è retorica e si vede: egli vuol dire che il servizio pubblico (sic!!) non deve ospitare chi lo critica e denuncia.
Proprio come pensa Bruno Vespa che – denunciato dal Codacons 10 anni fa per avere portato sul palco di Porta a Porta una Ferrari con la pubblicità alla Marlboro, e sanzionata la RAI dalla Guardia di Finanza – giurò pubblicamente che MAI avrebbe invitato il Codacons se non costretto dai Carabinieri, cosa che ha fatto fino ad oggi… evidentemente con una cultura della “vendetta” verso chi fa (troppo?) bene il suo mestiere di difesa dei cittadini, che ci meraviglia che Grasso possa condividere, specie se applicata a un servizio pubblico.
Come se, viste le critiche feroci (e spesso giuste) che Grasso fa alle trasmissioni tv della RAI, mai nessun programma RAI dovrebbe invitarlo in trasmissione, o come se sia giusto vedere sempre escluso dai teleschermi un Pannella, troppo critico di tutto e di tutti, o uno Sgarbi che certo non ha peli sulla lingua. Rinviamo Grasso alla lettura delle delibere della Commissione parlamentare di Vigilanza sul pluralismo sociale e all’art. 97 della Costituzione.
2) “per questa prestazione l’avv. Rienzi (….che si esercita “PERSINO” nella critica televisiva) è pagato e a che titolo?” … “e le altre associazioni hanno diritto a una loro rubrica?”
RISPOSTA: il Codacons ha da un decennio un Osservatorio sulla qualità dei programmi TV e io, oltre a un incarico universitario in una scuola di specializzazione di giornalismo, ho scritto una decina di saggi sulla televisione e le comunicazioni e mi esercito nella critica televisiva e cinematografica.
Tutte le associazioni dovrebbero avere spazio nel servizio pubblico se sono in grado di fare bene il loro mestiere anche nella comunicazione, facendo crescere un pochino anche gli ascolti (come è capitato a me), e se fanno proposte intelligenti e accettabili dalla RAI o da qualsiasi altro “media”.
E anzi, Grasso dovrebbe apprezzare – secondo quel che lui tante volte ha scritto - che la RAI, dimostrando grande sensibilità, aumenti spazi di trasmissioni utili per la gente, secondo la missione che ha come servizio pubblico.
Rienzi non è pagato un euro per queste clip e si va a procurare e affittare i cappelli di Napoleone e i vestiti da Giulietta e Romeo che indosserà a breve.
E stavolta spero proprio che Grasso veda una delle prossime puntate, quella di domenica 28 sui diritti di chi è costretto a subire le lunghissime liste di attesa nella sanità, o la successiva, realizzata con il Presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà, su come difendersi dalla pubblicità ingannevole .
In merito alla vicenda che vede coinvolte le società telefoniche Fastweb e Telecom, vi riporto integralmente l’esposto presentato dal Codacons nel 2007 a diversi organi di controllo perché indagassero sui rapporti tra le due aziende.
L’edizione 2010 del Festival di Sanremo si è chiusa con violentissime dry mouth side effect of cymbalta sul televoto, metodo che ha ribaltato i risultati della classifica finale della cymbalta side effects canora.
Da tempo sono contrario al televoto, e per diversi motivi.
Lo dry mouth side effect of cymbalta infatti in assoluto lo strumento meno democratico per la raccolta il voto cymbalta and bipolar disorder: può utilizzarlo solo chi ha soldi da spendere, ed abbraccia un bacino di generic of cymbalta prevalentemente di giovani e giovanissimi (difficilmente una persona anziana guardando Sanremo deciderà di televotare il proprio dry mouth side effect of cymbalta preferito!).
Viene inoltre avvantaggiato chi proviene da piccoli centri rispetto a chi abita in grandi cymbalta withdrawal symptoms, poiché influisce molto l’effetto campanilistico.
C’è da dire poi che, dal momento che withdrawal from cymbalta varie trasmissioni tv invitano continuamente i telespettatori a votare, dovrebbero essere le stesse trasmissioni a pagare i cymbalta and weight gain di cui richiedono l’opinione, e non il contrario!
Al di là di questo, l’aspetto davvero grave e che getta dry mouth side effect of cymbaltaombra inquietante sul televoto è la possibilità di voti di massa attraverso i call center.
E’ stato dimostrato, infatti, che cymbalta weight gain concorrenti di reality show hanno investito in passato soldi per acquistare pacchetti di voti, così da alterare il risultato effexor and cymbalta classifiche attraverso call center che, al momento opportuno, convogliavano in massa i voti acquistati.
Eventualità che può presentarsi anche quando in gara c’è una Miss legata a cymbalta natural alternatives sponsor, o peggio quando c’è un cantante con un disco in uscita, che gioverebbe certo di un posto alto nella classifica di Sanremo.
Per questo cymbalta and weight loss abbiamo chiesto all’Autorità per le comunicazioni e alla Guardia di Finanza di fare luce sul televoto di Sanremo, per verificare che non dry mouth side effect of cymbalta siano stati voti di massa attraverso agenzie specializzate, e anche per garantire che chi gestisce la raccolta di voti non abbia alcun rapporto con manager, case discografiche, cantanti, ecc.
Vi invito a esprimere su questo blog – alla luce dell’ultimo Festival di Sanremo - la vostra opinione sul televoto: siete favorevoli o contrari?
Ho ricevuto una lettera sul blog in cui mi si criticava per aver parcheggiato in divieto in una strada di Roma (ho già fornito la targa della mia auto all’autore del messaggio) e lo si faceva per contrapporre la mia scorrettezza alla dura battaglia fatta come Presidente del Codacons per la trasparenza nella gestione dei taxi nella capitale e per opporsi ad aumenti assurdi delle tariffe richiesti dai tassisti.
Ritengo quindi utile rispondere stavolta contravvenendo a tutte le regole di un blog…
Dunque, innanzitutto i tassisti e le tariffe: ribadisco qui che non sarebbe giustificato a Roma alcun rincaro delle tariffe, dal momento che nella capitale il costo medio delle corse è più elevato rispetto al resto d’Europa, mentre il numero dei taxi è sensibilmente inferiore rispetto a quello di altre metropoli.
In secondo luogo vorrei tranquillizzare l’autore della mail di critica che se vuole cogliermi in fallo non c’è bisogno che mi segua o fotografi di nascosto, visto che intendo confessare: non spessissimo, ma nemmeno poche volte, parcheggio per necessità in divieto, anzi in doppia fila, cosa che è davvero uno schifo lo ammetto, ma certo non me ne vergogno più di tanto se constato che solo da Roma in giù la circolazione delle auto è una giungla in cui ognuno fa quel che vuole senza regole.
Se vado a Firenze non lo faccio perché sono certo che non sfuggo alla multa!!
E allora se questa confessione può servire per svegliare chi il traffico e la sosta deve controllare e prevenire ben venga…ma purtroppo, caro “mare nostro “, penso che la giungla di abusi, cartacce in terra, cacche di cane dappertutto come le cicche delle sigarette, giardini spelacchiati e abbandonati e, perché no, tassisti imbroglioni che rapinano soldi agli stranieri, ne avremo a iosa e speriamo che non ci diano le Olimpiadi sennò…che vergogna!!
Al centro del dibattito politico di queste ore il regolamento sulla par condicio che vorrebbe vietare i talk show e i programmi di approfondimento giornalistico in tv in questo periodo pre-elettorale.
Circostanza che non solo rivoluzionerebbe i palinsesti, ma finirebbe per limitare il diritto all’informazione dei cittadini.
C’è anche un altro aspetto da non sottovalutare: la cancellazione di tali trasmissioni, determinerebbe un danno economico alla Rai pari a 3 milioni di euro al mese, legato alla minor raccolta pubblicitaria.
Un danno alla rete di Stato equivale a un danno per gli utenti.
Per questo motivo ci siamo rivolti alla Corte dei Conti affinché apra un procedimento sulla questione.
A voi lettori rivolgo invece il seguente quesito: siete favorevoli o contrari ai talk show politici in tv?
Lasciate su questo blog la vostra opinione.
Molti di voi l’avranno visto, altri ne hanno solo sentito parlare: si tratta del film horror “Paranormal Activity”, attualmente in programmazione nei cinema italiani.
La pellicola, molto casalinga e costata in America appena 15.000 dollari, sta sbancando i botteghini ma soprattutto sta dividendo l’opinione pubblica, per via dei presunti effetti prodotti in molti giovani dopo la visione del film.
Alcune fonti, infatti, riportano in questi giorni notizie di attacchi di panico, stati di choc, vomito, nausee ed effetti psicologici vari denunciati da minori qualche ora dopo aver assistito al film.
Altri sostengono si tratti di un bluff, ossia di una trovata per pubblicizzare la pellicola e renderla più terrificante di quello che in realtà è, non essendo il film particolarmente spaventoso.
Noi del Codacons abbiamo chiesto di vietare il film ai minori di anni 18, indipendentemente dalla qualità della pellicola, non tanto per l’allarme sugli attacchi di panico e stati di choc finito sui giornali, quanto perché riteniamo che film altamente ansiogeni come Paranormal Activity debbano comunque essere visti solo da un pubblico adulto, al fine di tutelare i minorenni ed evitare possibili effetti psicologici collaterali.
Ora la parola passa a voi: Paranormal Activity è un bluff o un film che genera panico vero e terrore?
Lasciate su questo blog i vostri commenti.