Cymbalta natural alternatives

30 Aprile 2009 @ 17:57

A grande richiesta inserisco nuovamente l’articolo sull’alta velocità!

Vi cymbalta natural alternatives a segnalare su questo blog ogni disservizio, ritardo e anche aneddoti can increasing cymbalta help with fatigue e quant’altro, ogni volta che i “disservizi dei treni” Vi rendono - vostro malgrado - cymbalta natural alternatives!

 Prima o poi cambieremo, insieme, questa situazione davvero insopportabile!

 

cymbalta withdrawal symptoms fa un gran parlare di Alta Velocità in questo periodo.

Il treno cymbalta side effectsFrecciarossa” è arrivato addirittura a raggiungere i 362 km/h, e per arrivare a Milano partendo cymbalta natural alternatives Roma bastano oggi appena 3 ore e mezza.

Esiste però un’Italia che non cymbalta weight gain ad Alta Velocità, e dove i collegamenti ferroviari sono caratterizzati da strutture obsolete e infrastrutture fatiscenti, che si generic of cymbalta negativamente sul servizio offerto all’utenza, ma soprattutto sui tempi di percorrenza.

cymbalta and weight loss verificare questa velocità “lumaca” sui binari basta andare sul sito internet di Trenitalia e provare a collegare le cymbalta natural alternatives città italiane, anche della stessa regione.

Noi ci abbiamo provato, scoprendo che un viaggio in treno cymbalta concerta combination durare anche più di un giorno!

Ecco dunque la classifica dei collegamenti ferroviari più lenti d’Italia.

Voi cosa cymbalta natural alternatives pensate?

AOSTA-TRAPANI   38 ore e 45 minuti

Treno

Partenza Arrivo   Durata

R

9856  Aosta 19:37 Torino effexor and cymbalta Nuova 21:35   1 gg 14:45

E

809  Torino Porta Nuova 21:55 Napoli Centrale 09:11  

ICPLUS

723 Peloritano Napoli Centrale 09:42 Palermo Centrale 18:35  

R

8659  Palermo Centrale 06:38 Trapani 10:22  

Un cittadino che da Aosta cymbalta and weight gain raggiungere Trapani deve prima di tutto armarsi di tanta pazienza, dal momento che, se decide di partire la cymbalta natural alternatives, il suo viaggio durerà un giorno e mezzo, e sarà caratterizzato da ben 3 cambi di treno.

Da Aosta, infatti, lo sfortunato passeggero deve raggiungere la stazione di Torino con un Regionale dove, dopo una breve attesa, potrà prendere un Espresso per Napoli, stazione nella quale arriverà dopo 11 ore e 16 minuti di viaggio.

Qui potrà salire su un Intercity Plus e raggiungere alle 18:35 Palermo centrale in poco meno di 9 ore.

Sfortunatamente l’ultimo collegamento Palermo-Trapani è alle ore 18:29, cosicchè il passeggero partito da Aosta dovrà attendere il giorno seguente per prendere il Regionale delle 6:38, e raggiungere finalmente Trapani dopo un viaggio durato 38 ore e 45 minuti!

Se fosse partito di giorno, avrebbe impiegato appena un giorno e un’ora…

TRAPANI-OTRANTO 23 ore e 46 minuti

 

Treno

Partenza

Arrivo

 

Durata

R

8676 

Trapani

11:55

Palermo Centrale

15:37

 

23:46

E

1932 Freccia della Laguna

Palermo Centrale

16:00

Salerno

01:23

 

E

951 

Salerno

02:43

Lecce

08:45

 

R

509 

Lecce

09:43

ZOLLINO

10:02

 

R

607 

ZOLLINO

10:07

MAGLIE

10:18

 

R

709 

MAGLIE

11:15

OTRANTO

11:41

 

Dopo aver attraversato l’Italia in lungo, proviamo ad attraversarla in largo, e collegare Trapani ad Otranto.

In tal caso il viaggio dura poco meno di un giorno, ma è caratterizzato da ben 5 cambi di treno, con attese di coincidenze che possono durare anche 80 minuti!

AOSTA-REGGIO CALABRIA  23 ore e 8 minuti

Treno

Partenza

Arrivo

 

Durata

R

9842 

Aosta

07:37

Chivasso

08:58

 

23:08

R

2009 

Chivasso

09:16

Milano Centrale

10:45

 

E

823 Freccia del Sud

Milano Centrale

12:20

Villa S. Giovanni

03:35

 

R

25207 

Villa S. Giovanni

06:22

Reggio Di Calabria Centrale

06:45

 

Non molto meglio se da Aosta si vuole raggiungere Reggio Calabria.

I cambi sono appena 3 ma per le coincidenze occorre aspettare complessivamente oltre 4 ore!

REGGIO CALABRIA-TRIESTE  19 ore e 23 minuti

 

Treno

Partenza

Arrivo

 

Durata

R

3670 

Reggio Di Calabria Centrale

12:05

Paola

14:20

 

19:23

R

2432 

Paola

14:53

Napoli Centrale

19:10

 

ICN

774 Marco Polo

Napoli Centrale

19:57

Trieste Centrale

07:28

 

IMPERIA TARANTO  18 ore e 14 minuti

 

Treno

Partenza

Arrivo

 

Durata

R

11285 

Imperia Oneglia

12:36

Genova Brignole

15:17

 

18:14

ICPLUS

533 Campidoglio

Genova Brignole

17:00

Roma Termini

22:28

 

E

951 

Roma Termini

23:30

Taranto

06:50

 

TRIESTE-CUNEO  9 ore e 11 minuti

 

Treno

Partenza

Arrivo

 

Durata

E

2214 

Trieste Centrale

13:44

Ve. Mestre

15:37

 

09:11

ES

9399 

Ve. Mestre

15:54

Bologna Centrale

17:21

 

ESA

9494 Frecciarossa

Bologna Centrale

17:58

Torino Porta Nuova

20:40

 

R

10221 

Torino Porta Nuova

21:35

Cuneo

22:55

 

Ma la lentezza dei collegamenti ferroviari non si evince solo nelle lunghe tratte, ma anche all’interno delle stesse regioni.

Così per percorrere poco più di 320 km (la distanza che separa Messina da Trapani ma anche Foggia da Otranto, ci si impiega da un minimo di 7 a un  massimo di 11/12 ore!

TRAPANI-MESSINA 12 ore e 20 minuti (se si parte di sera)

                                         7 ore e 28 minuti (se si parte di pomeriggio)

Treno

Partenza

Arrivo

 

Durata

R

8854 

Trapani

19:32

Palermo Centrale

22:00

 

12:20

R

3840 

Palermo Centrale

04:05

Messina Centrale

07:52

 

 

 

Treno

Partenza

Arrivo

 

Durata

R

8696 

Trapani

16:00

Palermo Centrale

20:06

 

07:28

R

3870 

Palermo Centrale

20:30

Messina Centrale

23:28

 

 

 

FOGGIA-OTRANTO  11 ore e 15 minuti (se si parte di sera)

                                       7 ore e 17 minuti (se si parte di mattina)

 

Treno

Partenza

Arrivo

 

Durata

ESF

9357 Frecciargento

Foggia

21:00

Lecce

23:21

 

11:15

R

501 

Lecce

06:10

ZOLLINO

06:29

 

R

603 

ZOLLINO

07:28

MAGLIE

07:42

 

R

703 

MAGLIE

07:49

OTRANTO

08:15

 

 

 

 

 

 

 

 

Treno

Partenza

Arrivo

 

Durata

E

925 

Foggia

07:47

Lecce

11:20

 

07:17

R

513 

Lecce

11:57

ZOLLINO

12:12

 

R

613 

ZOLLINO

13:26

MAGLIE

13:39

 

R

715 

MAGLIE

14:38

OTRANTO

15:04

 

 

Note: I dati si riferiscono ai risultati peggiori ottenuti consultando il sito www.trenitalia.it in data 4.2.2009


MESSICO: NESSUNA PENALE PER CHI RINUNCIA AL VIAGGIO

29 Aprile 2009 @ 15:34

L’allarme sanitario mondiale legato alla febbre suina ha portato numerosi paesi, tra cui l’Italia, a sconsigliare vivamente i viaggi in Messico.

Molte persone che hanno acquistato tempo fa pacchetti turistici per questa nazione, mi stanno scrivendo in cerca d’aiuto, non sapendo come comportarsi con le agenzie di viaggio in caso di rinuncia alla vacanza.

Ebbene, chiarisco subito che il viaggio può essere disdetto senza alcuna penale a carico del consumatore.

Nello specifico:

- La normativa di riferimento è il D.Lgs. 6 settembre 2005 n. 206 (che ha recepito il D.Lgs. n. 111/1995), meglio noto come  Codice del Consumo;

- Chi non vuole più partire ha diritto al rimborso integrale di quanto versato. Non si tratta, infatti, di una rinuncia volontaria, ma di una causa di forza maggiore. Per questo il consumatore ha diritto al rimborso integrale, salvo decida di accettare in alternativa un cambio di destinazione, di data o un bonus. Il consumatore (art. 92) può decidere di usufruire di un altro pacchetto di qualità equivalente o superiore senza supplemento di prezzo, o di un pacchetto di qualità inferiore previa restituzione della differenza di prezzo; se invece sceglie il rimborso, la somma di denaro già corrisposta deve essergli restituita entro sette giorni lavorativi dal momento della cancellazione;

- Se il consumatore si trovava già in Messico, ha diritto ad un risarcimento solo se l’assicurazione stipulata al momento della partenza prevedeva una copertura in casi di questo tipo; è opportuno, quindi, leggere attentamente tutti i documenti firmati;

- Se è il consumatore è costretto ad anticipare il rientro o a posticiparlo non può chiedere i danni, salvo sia in grado di dimostrare che il ritardo e l’anticipo erano evitabili;

- In caso di rientro anticipato il tour operator deve comunque restituire la differenza tra il costo delle prestazioni previste e quello delle prestazioni effettuate fino al momento del rientro anticipato, detratti i costi generali.

- In caso di ulteriori dubbi vi invito a porre su questo blog le vostre domande.


PRODUTTORI DI BEVANDE ALCOLICHE COME PRODUTTORI DI TABACCO

27 Aprile 2009 @ 10:02

Da qualche anno sono in commercio anche nel nostro paese alcune bevande denominate “ALCOPOP”.

Si tratta di bibite alcoliche aromatizzate alla frutta, con gradazione compresa tra i 5 e i 6 gradi.

Le confezioni di tali prodotti sono curatissime e colorate, i nomi vicini all’universo degli adolescenti e i gusti freschi e fruttati.

Una strategia di marketing eticamente disdicevole - studiata nei minimi particolari per “adescare” i più giovani, alla stregua di quanto hanno fatto i produttori di tabacco con le sigarette.

Tutto ciò, in barba ai dati su alcol e adolescenti, pubblicati pochi giorni fa, in base ai quali in Italia beve per ubriacarsi il 64,8% dei ragazzi; fra questi sono in aumento i minorenni, dagli 11 anni in su (sono il 42% dei ragazzi e 21% delle ragazze).

Alcune stime affermano che tali bevande “Alcopop”, nella sola California, sarebbero responsabili di 60 morti fra giovani, 50.000 “incidenti” fra rapine, microcriminalità, rapporti sessuali a rischio, incidenti d’auto e un costo per la collettività stimato in 1,25 miliardi di dollari.

Ritengo tutto questo inaccettabile, e per questo ho chiesto un giro di vite contro queste bibite alcoliche, il divieto assoluto di pubblicità e l’innalzamento del divieto di vendita di prodotti alcolici dai 16 ai 18 anni.

A Voi genitori consiglio di controllare cosa bevono i vostri figlinon sempre un succo di frutta è ciò che sembra.

Voi cosa ne pensate?

Apriamo un dibattito e ditemi la Vostra!

E Vi invito a segnalare su questo blog ogni spot o promozione indicando:

- Data ora rete

- Pubblicità su alcolici compresi

- Descrizione

- Nello specifico se esaltano paritoclari performance sessuali o di riuscita in imprese difficili

- Presenza di giovani nella pubblicità

- Abbondanza e stimolo a uso eccessivo alcolici ecc..

Cliccate qui per saperne di più su dati e normativa applicabile:

dati e normativa


What is lexapro

25 Aprile 2009 @ 16:10

A Rimini dal 17 al 20 ottobre 2008, si è svolta la 34° edizione what is lexapro Giornate Internazionali di studio, organizzate dal Centro Pio Manzù*.

Titolo: “Le ragioni di lexapro weight gain“. Il sottotitolo recitava “La coscienza della prosperità: per una nuova economia what is lexapro“.

Ma cosa ha a che vedere Penia, dea della povertà, con la prosperità?

I massimi generic lexapro del settore si sono dati appuntamento per cercare di rispondere a questa domanda.

Oggi il side effects of drug lexapro mal distribuito ed i meccanismi imperfetti della globalizzazione, stanno determinando la comparsa di nuove povertà what is lexapro nei paesi più sviluppati, toccando in questo modo i ceti storicamente più protetti che, what is lexapro dal decremento del potere di acquisto, s’interrogano sul proprio futuro di consumatori.

Queste giornate lexapro generic offerto uno spunto di riflessione sul come proporre un nuovo ordine di abbondanza che esalti un’economia della celexa lexapro vs e dell’altruismo, della disponibilità e del dono, dell’interesse generale.

Perché non dimentichiamo che l’what is lexapro tra Penia e Poros (dio che impersona la ricerca degli espedienti per la sopravvivenza) genera Eros (amore), lexapro withdrawal il quale non si possono raggiungere gli obiettivi suddetti ed auspicati.

L’unica associazione di consumatori d’lexapro and weight gain invitata a questo evento è stato il Codacons, nella persona del sottoscritto che, seduto al fianco di eminenti personalità della lexapro medication mondiale e nazionale, di rappresentanti delle organizzazioni umanitarie che operano in tutto il mondo, di professori universitari e scienziati, lexapro del mondo dell’informazione e dello spettacolo, ha partecipato ai lavori fornendo un contributo prezioso per tracciare what is lexapro guida per future analisi e progetti.

Durante una di queste giornate di studio, domenica 19 ottobre, ho anche presentato una relazione dal titolo “La borsa della spesa tra diritti e soprusi” ad un tavolo mi ha visto a confronto diretto con il Professor Serge Latouche**, il Professor Benjamin Friedman***,  il Garante per la sorveglianza dei prezzi Antonio Lirosi****, ed il giornalista Charles Fishman*****.

Cliccate qui per leggere tutto, e apriamo un bel dibattito!
(file formato .pdf - dim. 64 Mb)

*Il Centro Internazionale di Ricerche Pio Manzù, organismo in status consultivo generale con le Nazioni Unite, opera dal 1969 come Istituto di Studi per l’approfondimento dei principali temi economici e scientifici che concernono il rapporto dell’uomo con il suo ambiente.

**Serge Latouche (Francia) Professore emerito di Scienze Economiche all’Università di Paris-Sud (Orsay);

*** Benjamin Friedman (USA) Professore di Economia Politica ad Harvard;

**** Antonio Lirosi, Garante Nazionale per la sorveglianza dei prezzi;

***** Charles Fishman (USA) giornalista;

Segue l’elenco di tutti i partecipanti all’evento internazionale.

Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico, Roma;

Alberto Ravaioli, Sindaco di Rimini;

Ferdinando Fabbri, Presidente della Provincia di Rimini;

Lorenzo Cagnoni, Presidente Giunta Esecutiva, Centro Pio Manzù;

Asma al-Assad First Lady della Siria;

Gunnar Ortmann, Rappresentante del Primo Ministro Danese;

Jan Eliasson (Svezia) Consigliere Speciale delle Nazioni Unite;

Massimo Cacciari, Sindaco di Venezia;

Graça Simbine Machel Mandela (Mozambico) Fondatrice e Presidente della Foundation for Community Development;

James J. Heckman (USA) Premio Nobel per l’Economia (2000);

Stefano Lucchini, Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione, ENI, Roma;

Fiorenzo Stolfi, Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Repubblica di San Marino;

Francesco Morace (Italia) Direttore del Future Concept Lab;

Michel Martone (Italia) professore di Diritto del Lavoro alla Luiss di Roma e dell’Università di Teramo;

Giorgio Ruffolo, Fondatore e presidente del Centro Europa Ricerche;

Hanifa Mezoul (Algeria) Responsabile della sezione ONG presso il Dipartimento Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite;

Riccardo Petrella, fondatore del Comitato Mondiale dell’Acqua;

Diana Skelton (USA) Vice Direttore Generale di ATD Quarto Mondo;

Eric Toussaint (Belgio) Presidente del Comitato per l’abolizione del debito del Terzo Mondo;

Marcela Villareal (Colombia) Direttore della Divisione Pari opportunità, equità ed impiego rurale presso l’ONU per l’Alimentazione e l’Agricoltura;

Benjamin Friedman (USA) Professore di Economia Politica ad Harvard;

Serge Latouche (Francia) Professore emerito di Scienze Economiche all’Università di Paris-Sud (Orsay);

Antonio Lirosi, Garante Nazionale per la sorveglianza dei prezzi;

Majid Rahnema (Iran) Diplomatico, già Ministro della cultura del Governo Iraniano;

Angelique Kidjo (Benin) voce della musica etnica contemporanea, ambasciatrice UNICEF;

Stella Pende, inviata speciale di Panorama, autrice;

Padre Giulio Albanese, Missionario comboniano e giornalista;

Francesca Guidi, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria e Direttore Generale della Ducati Energia SpA, Bologna;

Guido Calciolari, Presidente dell’Associazione Zeropiù – medicina per lo sviluppo;

Valentina Vidali, coordinatrice di Project Malawi;

Miguel Benasayag (Argentina) filosofo e psicanalista, autore di molte opere;

Tariq Ramadan (Svizzera) Intellettuale e accademico musulmano;

Dominique Schnapper (Francia) Studiosa di Sociologia, direttore di ricerca all’Ecole des Hautes Etudes en

Sciences Sociales di Parigi (EHESS), membro del Consiglio costituzionale francese;

Francesco Delzio, Direttore Affari Istituzionali e Relazioni Esterne del Gruppo Piaggio;

Sara Horowitz (USA) fondatrice della Freelancers Union;

Sergio Mazzi, Presidente Cassa di Risparmi di Forlì e della Romagna, Gruppo Intesa San Paolo;

Leonardo Cagnoli, Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini;

Charles Fishman (USA) giornalista;

Massimo Gaggi, inviato del Corriere della Sera;

Iain Chambers (Regno Unito) Antropologo inglese, docente di Studi culturali e postcoloniali all’Università di Napoli;

Mario Giro, Responsabile delle Relazioni Internazionali e del Dipartimento Africa della Comunità di Sant’Egidio;


CANI RANDAGI: PARTE L’ESPOSTO A 104 PROCURE

17 Aprile 2009 @ 14:55

Le vicende delle ultime settimane che hanno visto coinvolti cani randagi hanno aperto un acceso dibattito anche su questo blog, dove in molti avete scritto per dire la vostra e difendere i cani dal rischio abbattimento.

Come sapete noi del Codacons da anni ci battiamo contro ogni tipo di violenza verso animali, e, in particolare, contro l’abbandono dei cani ed il maltrattamento degli stessi, nella piena consapevolezza che gli animali non sono mai responsabili delle loro azioni e che, quindi, ogni danno e tragedia di cui sono causa deriva sempre da un’omissione da parte dell’uomo.

Tanto per fare qualche esempio dell’attività svolta vi ricordo le numerose denunce relative a maltrattamenti di cani nei c.d. “canili lager”, l’annosa battaglia per il censimento dei cani pericolosi, l’azione relativa all’ingiustificato abbattimento del cervo che aveva creato scompiglio a Bolzano, ecc. ecc..

E così oggi stesso abbiamo presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, in cui si chiede di fare luce sul fenomeno del randagismo.

La legge stabilisce infatti che è competenza delle regioni adottare un programma di prevenzione al randagismo e determinare i criteri per la costruzione dei rifugi e il risanamento dei canili comunali; è competenza dei comuni e delle comunità montane provvedere in concreto al risanamento dei canili esistenti e alla costruzione di nuovi rifugi per i cani, avvalendosi dei contributi destinati a tale finalità dalle regioni.

Alle ASL, invece, spettano i servizi veterinari di recupero dei cani randagi.

Ci sono giunte, anche attraverso questo blog, numerose segnalazioni di cittadini che chiedono lumi su come siano stati spesi i fondi destinati alla gestione del fenomeno del randagismo.

Abbiamo deciso dunque di fare chiarezza chiedendo alle Procure di accertare se, effettivamente, le amministrazioni presenti nella propria zona di competenza abbiano ottemperato o meno a quanto stabilito dalla normativa vigente e, quindi, se abbiano stanziato i fondi necessari a controllare il fenomeno del randagismo, e in quale modo questi soldi siano stati utilizzati.

Vi terremo informati su eventuali sviluppi.


QUELLA PRESA IN GIRO DEI MUTUI SOSPESI DOPO IL TERREMOTO

16 Aprile 2009 @ 13:29

In queste ore le banche stanno passando per eroine della patria, dopo la decisione dell’Abi di sospendere il pagamento delle rate del mutuo fino alla fine dell’anno, in favore delle popolazioni terremotate dell’Aquila.

A parte il fatto che se uno ha avuto la casa totalmente distrutta dal terremoto, non vedo per cosa debba continuare a pagare.

Un gesto davvero nobile sarebbe stato annullare del tutto le rate dei mutui per chi ha perso la propria abitazione.

Ma ciò che molti non sanno, è che la sospensione dei mutui non è un regalo del Governo e dell’Abi, ma una possibilità chiaramente prevista dalla legge.

E’ dal dicembre 2007, infatti, ossia dall’ultima finanziaria del Governo Prodi (Legge 24 dicembre 2007, n. 244), che è prevista la possibilità per il cittadino in difficoltà di poter sospendere il pagamento del mutuo acceso per l’acquisto della prima casa, sino a 18 mesi.

L’unico problema è che il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro della solidarietà sociale non hanno ancora ritenuto opportuno, a distanza di ben 15 mesi, emanare le norme di attuazione del Fondo indispensabili per rendere operativo il provvedimento previsto dall’art. 1, comma 475, della Legge n. 244/2007.

Per questo abbiamo deciso, dopo aver presentato ricorso al Tar, di adire anche al Consiglio di Stato chiedendo di “accertare la illegittimità del silenzio inadempimento”, di “dichiarare l’obbligo delle Amministrazioni resistenti a voler provvedere entro il termine di trenta giorni”,  nonché  di “nominare un commissario ad acta che provveda, nel caso in cui l’amministrazione resistenti resti inadempiente, in luogo della stessa”.

Il ricorso sarà discusso al Consiglio di Stato il 12 maggio p.v.


Successful pregnancy on metformin

10 Aprile 2009 @ 15:57

Vi informo di una bella iniziativa lanciata oggi dal Codacons Abruzzo successful pregnancy on metformin dal Codacons Nazionale.

Abbiamo invitato coloro che dispongono di roulotte o camper inutilizzati a metformin in new onset diabetes in prestito in favore dei terremotati, così da garantire a qualche famiglia una sistemazione successful pregnancy on metformin e più comoda rispetto alle tende attualmente utilizzate.

Ci siamo messi a disposizione metformin odor cause fare da tramite tra i cittadini e le organizzazioni che stanno prestando soccorso nei side effects of metformin colpiti dal sisma, e individuare i siti dove collocare i mezzi.

Chiunque di voi voglia aderire a successful pregnancy on metformin campagna può scrivere su questo blog o inviare una mail all’indirizzo codacons.info@tiscali.it


LE ELEZIONI COME GLI ESAMI NON FINOSCONO MAI!

@ 10:33

Nuove elezioni a giugno.

I cittadini saranno chiamati nuovamente ad esprimersi sulla classe politica italiana, votando i partiti e i politici che vorranno mandare a Strasburgo.

Ancora una volta si pongono le stesse domande: cosa fanno realmente i politici per i cittadini?

Le promesse fatte in campagna elettorale vengono poi mantenute?

Come Codacons abbiamo chiesto al precedente Governo Prodi una serie di misure a tutela della categoria dei consumatori e per l’abbassamento dei prezzi, ma nulla è stato fatto.

Le stesse richieste le abbiamo fatte al Governo Berlusconi, ma anche qui nessuna risposta è arrivata.

A conti fatti, per i Consumatori abbiamo realizzato più noi del Codacons che la classe politica italiana nel corso degli anni.

Basta fare qualche esempio di vittorie – le principali - raccolte dalla nostra associazione:

- condanna delle compagnie di assicurazione per cartello anticoncorrenza;

- primo sciopero europeo della spesa contro il caro-prezzi;

- condanna delle banche per l’anatocismo bancario (tassi usurari);

- risarcimenti per i risparmiatori che avevano investito in titoli coinvolti nei crac (Cirio, Bond Argentina, Parmalat, ecc.);

- l’abolizione delle “ganasce fiscale”, ossia il fermo amministrativo delle autovetture;

- l’abolizione del cosiddetto “equalizzatore” (tassazione del capital gain);

- condanna delle reti televisive private alla trasmissione solo di notte delle televendite legate a cartomanzia e astrologia;

- condanna delle società produttrici di bibite in lattina per il sistema di apertura non igienici “stay on tab”;

- numerose condanne di risarcimento contro Trenitalia per i disagi procurati agli utenti;

- l’introduzione del divieto di fumo nei locali pubblici;

- l’illegittimità degli arrotondamenti al rialzo dei prezzi nella fase post-euro (sentenza del Giudice di pace di Civitavecchia);

- condanne di risarcimento contro le società elettriche per il black out del settembre 2003;

- condanne di illegittimità contro i maxi-conguagli Enel;

- condanne di illegittimità contro le spese di spedizione bolletta delle grandi aziende;

- condanne di illegittimità contro il canone Telecom;

- condanne contro le società telefoniche che attivano servizi non richiesti dall’utente;

-annullamento strisce blu dei parcheggi in tutta la città di Roma.

Questi, senza dubbio, sono fatti, e non parole.

Ora chiedo a voi chi vorreste fosse eletto in difesa dei consumatori alle prossime elezioni europee, scegliendo uno di questi candidati:

- Antonio Di Pietro (Segretaro Idv)

- Emanuela Falcetti (Giornalista e conduttrice radio-televisiva)

- Ezio Greggio (Attore, regista e conduttore televisivo)

- Luigi Mastrobuono (Garante per la salvaguardia dei prezzi)

- Carlo Rienzi (Presidente Codacons)

- Carlo Sangalli (Presidente Confcommercio)

- Claudio Scajola (Ministro dello Sviluppo Economico)

- Andrea Vianello (Giornalista e conduttore televisivo)

Non metto il mio nome tra gli altri perché desideri candidarmi, ma perché ogni volta che mi fermano per strada la gente mi chiede: “Avvocato ma perchè non si presenta lei invece di questi beceri nulla facenti?” e io non so cosa rispondere…

Effettivamente devo ammettere che né Prodi nè Berlusconi si sono mai preoccupati di Noi e Voi Consumatori…..basti pensare che lo stesso Prodi e Gianni Letta, il fido scudiero di Berlusconi, sono stati tutti e due consulenti indovinate di chi?

Della banca d’affari di New York Goldman Sachs…

E poi Tremonti va dicendo che le banche ci hanno rovinato l’economia …proprio lui che nel 2004 ha approvato una legge per consentire anche ai Comuni di investire in prodotti strutturati ossia “tossici” ad alto rischio…e non voglio dire troppo neanche su quest’ultimo nuovo “forcaiolo” di Di Pietrro che fa le sue battaglie con le manette in mano pronto a chiedere più carcere più intercettazioni per tutti e il Governo dei giudici …

Quegli stessi giudici che si arrestano e requisiscono l’un l’altro a Salerno e Catanzaro o che, come De Magistris, giudicano nel processo in cui è stato - forse ingiustamente – coinvolto il figlio di Di Pietro e poi…se ne vanno a farsi eleggere nella lista del Di Pietro stesso..

Bella cultura della legalità!!!!

Che ne pensi? Intervieni per dire la Tua! 

E per votare anche Tu clicca qui sotto:

http://www.codacons.info/sondaggi/sondaggio_europee.php


ALTRO CHE CRISI! ECCO QUANTO GUADAGNANO I MANAGER ITALIANI

9 Aprile 2009 @ 12:42

La crisi ha colpito tutti, ma non i manager delle principali società italiane.

I loro compensi, infatti, non hanno affatto risentito della situazione economica negativa, ma anzi nel 2008 sono cresciuti rispetto all’anno precedente.

Basti pensare che in base ad un calcolo da me realizzato, i primi 100 manager più pagati d’Italia guadagnano complessivamente la bellezza di 240 milioni di euro l’anno.

Una cifra che fa indignare, se penso alle migliaia di famiglie che non arrivano alla fine del mese, che non vanno più a cena fuori, che riducono i consumi e non possono più permettersi il lusso di acquistare anche solo un paio di scarpe nuove.

Ho invitato oggi stesso questi manager “più ricchi d’Italia” a devolvere la metà dei loro compensi in favore delle vittime del terremoto e per la ricostruzione dei paesi distrutti, perché sono dell’idea che chi ha di più, debba fare di più.

Di seguito trovate il collegamento - fonte: Il Sole 24Ore - con la classifica dei manager italiani più ricchi!

link:

http://www.ilsole24ore.com:80/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/04/stipendi-manager-new.shtml?uuid=0d0a26d8-1ecd-11de-a6fc-a304b1bfe88c


TERREMOTO: 650.000 EURO PER IL COMUNE DI FOSSA. MA CHE FINE HANNO FATTO?

8 Aprile 2009 @ 17:29

Faccio seguito alla discussione aperta ieri sul terremoto e sulla possibilità di evitare una così grave tragedia o quantomeno limitare i danni.

E vi informo che già nel 2008, con un apposito decreto del Consiglio dei Ministri, erano stati stanziati dei fondi – da reperire grazie agli introiti dell’8 per mille versato dai cittadini - destinati a mettere in sicurezza alcuni comuni italiani, definiti dallo stesso decreto “a rischio molto elevato” in relazione alle calamità naturali.

Tra questi comuni vi era anche quello di Fossa, salito alle cronache in questi giorni per essere stato distrutto dal sisma, e per il quale veniva stanziata la somma di 650.000 euro “per intervento di consolidamento del versante Sud-Ovest dell’abitato”.

Ora mi chiedo: che fine hanno fatto questi soldi? Sono stati spesi? E se si in che modo?Di seguito potete leggere un estratto del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato 19/11/2008

DPCM del 19 novembre 2008