OCCHIALI 3D: VITTORIA DEL CODACONS!! IL MINISTERO DELLA SALUTE LI VIETA AI MINORI DI ANNI 6 E DISPONE CHE SIANO SEMPRE MONOUSO

15 Marzo 2010 @ 18:36

Poche settimane fa da questo blog avevo lanciato l’allarme sui pericoli legati agli occhiali 3D.

Molti spettatori, infatti, dopo la visione di film in modalità tridimensionale, avevano denunciato strani sintomi come nausea, mal di testa, vertigini, vomito, ecc.

Una indagine del Codacons presso i cinema di tutta Italia aveva rivelato non solo come tutti gli occhialini fossero sprovvisti del marchio CE, ma addirittura come numerose sale cinematografiche riciclassero gli occhiali, che quindi passavano di spettatore in spettatore con tutti i rischi del caso sotto il profilo igienico.

Dopo un esposto ai Nas e i conseguenti sequestri, avevamo chiamato in causa il Ministero della Salute, affinchè esprimesse la sua opinione in merito.

Oggi è arrivato il parere del Consiglio Superiore di Sanità che, clamorosamente, vieta la visione con occhiali 3D ai minori di anni 6, e proibisce l’utilizzo di occhialini non “monouso”.

Le conseguenze di tale decisione sono evidenti: le sale che non dispongono di occhialini monouso non potranno trasmettere i film in 3D, mentre ai minori di anni 6 è assolutamente sconsigliata la visione in tale modalità.

Tuttavia non siamo soddisfatti: il Consiglio Superiore di Sanità, infatti, ritiene che gli occhialini 3D, non rientrando nella categoria occhiali, non necessitino del marchio CE, obbligatorio per legge.

Vi invito a leggere integralmente il parere del Ministero e ad esprimere la vostra opinione al riguardo!

clicca qui per leggere il parere del consiglio superiore di sanità


CODACONSIGLIA - 6° Puntata - UNO MATTINA - Rai 1. ALCOL: AUMENTA IL CONSUMO TRA I GIOVANI MENTRE L’80% DEI LOCALI NON RISPETTA IL DIVIETO DI VENDITA DOPO LE ORE 2

@ 07:47

Incremento dei controlli nei locali, giro di vite contro i trasgressori e maggiore informazione nelle scuole e nei luoghi di incontro dei giovani.

Questa la ricetta per combattere i dati allarmanti che vedono aumentare il numero di ragazzi che consuma abitualmente alcolici.

Pochi giorni fa il Ministero della salute ha fornito i numeri del fenomeno: il 17,6% di ragazzi tra gli 11 e i 15 anni, circa mezzo milione, consuma abitualmente bevande alcoliche.

Non solo.

Cresce il numero dei giovani che praticano almeno una volta a settimana il binge drinking, consumi occasionali di alcol ad alta intensità, fenomeno che nel nostro paese coinvolge 1 cittadino su 3.

Dati che si riflettono sia sul fronte della sicurezza stradale (nel 2007 l’alcol ha causato 432 morti sulle strade nella fascia d’età 25-29 anni, mentre il 2,09% di tutti gli incidenti stradali è attribuibile all’alcol), sia su quello sanitario (aumento del 6,5% delle diagnosi di cirrosi epatiche alcoliche nel periodo 2000-2006).

Impossibile non tirare in ballo i locali notturni e le discoteche: in base ad un recente nostro monitoraggio l’80% delle strutture non rispetta le norme che vietano di vendere alcolici dopo le ore 2.

Le autorità competenti devono intervenire: il permissivismo che ha regnato finora ha prodotto risultati disastrosi, danneggiando la salute di migliaia di giovani e causando vittime evitabili.  

 E allora seguite i consigli che ho dato nella puntata di ieri a UnoMattina…e se proprio volete bere, sempre con moderazione, designate sempre il c.d. accompagnatore sobrio che vi riporterà a casa!!!



FESTA DELL’8 MARZO: COSA PENSANO LE DONNE DI QUESTA CAMPAGNA PUBBLICITARIA?

7 Marzo 2010 @ 16:48

Riporto su questo blog la campagnia del Ministero dei beni culturali: che cosa ne pensate?

E’ offensiva o volgare oppure no?

Campagna pubblicitaria Ministero dei beni culturali per la festa della donna


CODACONSIGLIA - 5° Puntata - UNO MATTINA - Rai 1

@ 10:08



CODACONSIGLIA - 4° Puntata - UNO MATTINA - Rai 1

28 Febbraio 2010 @ 09:42



RISPOSTA ALLA LETTERA DI CORSETTI (FEDERTAXI) PUBBLICATA OGGI SUL CORRIERE DELLA SERA - ROMA

27 Febbraio 2010 @ 17:22

Gentile sig. Carlo Corsetti di Federtaxi,
rispondo al suo appello rivoltomi a rispettare il codice della strada dalle pagine del Corriere della sera del 27.2.10, che riporto integralmente sotto.

La risposta sarà un po’ lunga e quindi la pubblico sul mio blog …non so se il Corsera potrà dare tanto spazio.

Intanto, come ha visto, ho accettato di buon grado la polemica innescata con la foto di una automobile da voi diffusa sostenendo che fosse mia e fosse in divieto di sosta, ossia in sosta sul parcheggio dei taxi.

Avrei potuto rispondere che vedere me entrare in una auto non vuol dire che la ho parcheggiata io lì, o che sia mia, o, ancora peggio, che quella auto si vede dalla foto (e questo voi non lo avete detto) che non solo non è in doppia fila, ma è parcheggiata per metà in zona riservata allo scarico delle merci, e quindi del tutto lecitamente, se l’uso della sosta era quello, e per metà in area taxi, area però mai completamente vuota (cosa assolutamente non vietata se si tratta ad es. di fermata e non di sosta).

Ma non l’ho fatto, perché a me piace accettare le provocazioni e affrontare le questioni a testa bassa e sollevare i problemi senza far finta che chi li solleva sia e debba essere per forza un sant’uomo o, per forza, esempio di virtù.

E ciò posso farlo perché nella vita, nel bilanciamento tra vizi e virtù, costi sostenuti per solidarietà agli altri e benefici ricevuti, ho un saldo assolutamente attivo eticamente e passivo come privato interesse.

E questo mi fa vivere sereno e mi consente di ricevere le vostre provocazioni divertenti senza mollare di una virgola la giusta battaglia.

Avete voluto fare un test e vedere se vi appoggiavamo all’Antitrust per le scorrettezze degli alberghi?

E noi vi abbiamo appoggiatoma impugneremo egualmente al TAR eventuali aumenti delle tariffe ingiustificati, e allo stesso Antitrust abbiamo chiesto, con lo stesso atto con cui vi appoggiavamo, di verificare se la vostra categoria non violi la legge sulla concorrenza.

E così continuerò a fare anche se sarò fotografato mentre getto la carta che involge un bacio perugina in terra dopo aver cercato invano un cestino pubblico di rifiuti, o se dovessi essere beccato ad attraversare fuori delle strisce pedonali o, peggio, passare a piedi col semaforo rosso.

Perché sono un essere umano con tutti i suoi difetti ma anche alcuni pregi, tra i quali mi vanto di annoverare una tenacia nel portare avanti le giuste battaglie che non sempre vedo in lobby come la vostra.

Ad esempio, noi abbiamo denunciato i Sindaci per inquinamento dell’aria proprio in difesa della vostra categoria, ma voi non avete mai espulso un tassinaro ladro, e non siete mai scesi in piazza per liberare le strade dal traffico …imporre che i vigili facciano il loro dovere (anche multando i serpentoni di taxi che spesso a piazza S.Silvestro sostano fuori dei vostri spazi, occupando completamente lo spazio “carico e scarico”, dove era in sosta quella peccatrice mercedes misteriosa), lo avete fatto – bloccando con grave reato l’intera città -  solo per aumentare le tariffe…e questo non va bene!!

Allora io sono stato coraggioso e pronto ad ammettere di non essere senza peccato…ora tocca a voi ammettere che siete una categoria che pensa molto ai propri interessi economici, e poco al bene dei cittadini, e che siete riusciti a cancellare le poche cose buone (come il prezzo ridotto alle donne la notte…vedi inchieste TV)  che i Comuni vi avevano imposto.

Se lo farà…prometto che confesserò pubblicamente qualche altro peccato….!

Saluti e baci.

CARLO RIENZI presidente CODACONS

Lettera di Carlo Corsetti dalla rubrica “Lettere al Corriere della Sera (edizione di Roma) – una città mille domande” del 27.02.2010


TV: COSA NE PENSATE DELLE CRITICHE DI ALDO GRASSO?

25 Febbraio 2010 @ 14:43

Aldo Grasso su “Sette” inserto del Corriere della Sera del 25 febbraio 2010

Dobbiamo ringraziare – e dare delle risposte - a chi, critico televisivo, ha avuto la cortesia di segnalare la piccola rubrica in difesa dei consumatori realizzata su materiali e casi del Codacons e trasmessa ogni domenica alle 7,30 da Raiuno nel corso di “Unomattina weekend”.

Avevamo chiesto a tutti i critici ci vedere qualche puntata e valutare e criticare contenuti e modalità (invero un po’ istrionesche) di realizzazione dei servizi.

Finora sono andati in onda i consigli su come risparmiare sulla benzina e sulla bolletta della luce, e su come difendersi dalle cartelle pazze.

Ringraziamo Alessandra Comazzi che dalle colonne della Stampa ne ha parlato, Alessandro Cavaglià che per l’AGI ha raccontato i contenuti, ma soprattutto Aldo Grasso che, unico, ha dato davvero un grande spazio, con tanto di fotografia dell’avv. Rienzi nell’inserto SETTE del Corriere della Sera di oggi.

E siccome Grasso - da cui ora ci aspettiamo anche critiche o approvazione ai “contenuti” delle puntate, per farci coraggio nell’andare avanti in una iniziativa faticosa e capire se, secondo lui, può essere utile e quanto ai consumatori - pone degli interrogativi, sentiamo il dovere di dare la “nostra” risposta ai suoi dubbi.

Dunque ecco le domande del sig. Grasso:

1)“come è possibile che la RAI affidi a un “signore” (tralascio l’eleganza di chi poteva dire “avvocato” o “presidente di associazione” poiché non tengo alla forma) un programmino se costui l’ha apertamente accusata di truffa?” (il riferimento è alle varie denunce su “Affari tuoi”) – e prosegue – “Se uno mi accusa di imbrogliare e io, invece di denunciarlo, gli affido un programma significa che, implicitamente, gli do ragione. O sbaglio?”

RISPOSTA: sbaglia sicuramente caro Grasso! Ed ecco perchè:

a) la RAI mi ha denunciato eccome, e  più volte, per le accuse sulla trasmissione “Affari Tuoi”, e la Magistratura ha sempre dato ragione alle associazioni di consumatori denunciate.

E non ha accettato implicitamente proprio nulla, visto che l’8 aprile 2010 il TAR del Lazio deciderà un pacchetto di 4 ricorsi incrociati di RAI e Codacons proprio sulla tematica di quella trasmissione;

b) Ma la domanda di Grasso è retorica e si vede: egli vuol dire che il servizio pubblico (sic!!) non deve ospitare chi lo critica e denuncia.

Proprio come pensa Bruno Vespa che – denunciato dal Codacons 10 anni fa per avere portato sul palco di Porta a Porta una Ferrari con la pubblicità alla Marlboro, e sanzionata la RAI dalla Guardia di Finanza – giurò pubblicamente che MAI avrebbe invitato il Codacons se non costretto dai Carabinieri, cosa che ha fatto fino ad oggi… evidentemente con una cultura della “vendetta” verso chi fa (troppo?) bene il suo mestiere di difesa dei cittadini, che ci meraviglia che Grasso possa condividere, specie se applicata a un servizio pubblico.

Come se, viste le critiche feroci (e spesso giuste) che Grasso fa alle trasmissioni tv della RAI, mai nessun programma RAI dovrebbe invitarlo in trasmissione, o come se sia giusto vedere sempre escluso dai teleschermi un Pannella, troppo critico di tutto e di tutti, o uno Sgarbi che certo non ha peli sulla lingua. Rinviamo Grasso alla lettura delle delibere della Commissione parlamentare di Vigilanza sul pluralismo sociale e all’art. 97 della Costituzione.

2) “per questa prestazione l’avv. Rienzi (….che si esercita “PERSINO” nella critica televisiva) è pagato e a che titolo?”  … “e le altre associazioni hanno diritto a una loro rubrica?”

RISPOSTA: il Codacons ha da un decennio un Osservatorio sulla qualità dei programmi TV e io, oltre a un incarico universitario in una scuola di specializzazione di giornalismo, ho scritto una decina di saggi sulla televisione e le comunicazioni e mi esercito nella critica televisiva e cinematografica.

Tutte le associazioni dovrebbero avere spazio nel servizio pubblico se sono in grado di fare bene il loro mestiere anche nella comunicazione, facendo crescere un pochino anche gli ascolti (come è capitato a me), e se fanno proposte intelligenti e accettabili dalla RAI o da qualsiasi altro “media”.

E anzi, Grasso dovrebbe apprezzare – secondo quel che lui tante volte ha scritto - che la RAI, dimostrando grande sensibilità, aumenti spazi di trasmissioni utili per la gente, secondo la missione che ha come servizio pubblico.

Rienzi non è pagato un euro per queste clip e si va a procurare e affittare i cappelli di Napoleone e i vestiti da Giulietta e Romeo che indosserà a breve.

E stavolta spero proprio che Grasso veda una delle prossime puntate, quella di domenica 28 sui diritti di chi è costretto a subire le lunghissime liste di attesa nella sanità, o la successiva, realizzata con il Presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà, su come difendersi dalla pubblicità ingannevole .


SCANDALO FASTWEB: ECCO COSA IL CODACONS DENUNCIAVA GIA’ NEL 2007!!!

24 Febbraio 2010 @ 13:35

In merito alla vicenda che vede coinvolte le società telefoniche Fastweb e Telecom, vi riporto integralmente l’esposto presentato dal Codacons nel 2007 a diversi organi di controllo perché indagassero sui rapporti tra le due aziende.

Clcca qui per vedere l’esposto


SANREMO 2010: TELEVOTO SI O TELEVOTO NO?

22 Febbraio 2010 @ 13:19

L’edizione 2010 del Festival di Sanremo si è chiusa con violentissime polemiche sul televoto, metodo che ha ribaltato i risultati della classifica finale della gara canora.

Da tempo sono contrario al televoto, e per diversi motivi.

Lo ritengo infatti in assoluto lo strumento meno democratico per la raccolta il voto popolare: può utilizzarlo solo chi ha soldi da spendere, ed abbraccia un bacino di utenza prevalentemente di giovani e giovanissimi (difficilmente una persona anziana guardando Sanremo deciderà di televotare il proprio cantante preferito!).

Viene inoltre avvantaggiato chi proviene da piccoli centri rispetto a chi abita in grandi città, poiché influisce molto l’effetto campanilistico.

C’è da dire poi che, dal momento che le varie trasmissioni tv invitano continuamente i telespettatori a votare, dovrebbero essere le stesse trasmissioni a pagare i cittadini di cui richiedono l’opinione, e non il contrario!

Al di là di questo, l’aspetto davvero grave e che getta un’ombra inquietante sul televoto è la possibilità di voti di massa attraverso i call center.

E’ stato dimostrato, infatti, che alcuni concorrenti di reality show hanno investito in passato soldi per acquistare pacchetti di voti, così da alterare il risultato delle classifiche attraverso call center che, al momento opportuno, convogliavano in massa i voti acquistati.

Eventualità che può presentarsi anche quando in gara c’è una Miss legata a qualche sponsor, o peggio quando c’è un cantante con un disco in uscita, che gioverebbe certo di un posto alto nella classifica di Sanremo.

Per questo ieri abbiamo chiesto all’Autorità per le comunicazioni e alla Guardia di Finanza di fare luce sul televoto di Sanremo, per verificare che non vi siano stati voti di massa attraverso agenzie specializzate, e anche per garantire che chi gestisce la raccolta di voti non abbia alcun rapporto con manager, case discografiche, cantanti, ecc.

Vi invito a esprimere su questo blog – alla luce dell’ultimo Festival di Sanremo - la vostra opinione sul televoto: siete favorevoli o contrari?


CODACONSIGLIA - 3° puntata - UNO MATTINA - Rai 1

21 Febbraio 2010 @ 12:01